L’addio di Gobbi a Michele Barra: “Ciao Amiis!”

L’addio di Gobbi a Michele Barra: “Ciao Amiis!”

Dopo la parte religiosa, la cerimonia funebre di Michele Barra è proseguita con gli interventi istituzionali. Il primo a prendere la parola è stato Luca Pissoglio: “Siamo qui per accompagnare un grande asconese e un grande amico alla sua ultima dimora”. Il sindaco di Ascona ha ripercorso la carriera imprenditoriale, politica e sportiva di Barra, corredata dall’assunzione di numerose cariche: “Ma la vera carica era lui: uomo generoso, semplice, vicino alla gente, ma determinato e coerente con quello che diceva. Mi hai insegnato a non fare il talebano, ma ad essere pragmatico, per raggiungere lo scopo che mi ero prefissato”. 

Pissoglio: “Quando vedeva i giovani senza lavoro gli piangeva il cuore”

“Non mi dimenticherò mai – ha aggiunto Pissoglio – dell’abbraccio che mi hai dato nell’aula di Gran Consiglio quando sei stato nominato Consigliere di Stato. Per i giovani hai fatto tantissimo. Ti piangeva il cuore quando vedevi i giovani senza lavoro. Proponevi al Municipio di assumerli, anche per un breve periodo, e se non potevamo prenderli noi, li prendevi tu, nella tua azienda, anche se non ne avevi bisogno. Lo stesso valeva per le società sportive: quando non ci arrivavamo noi con gli aiuti, aprivi il borsellino e pagavi tu. Per questo non sono rimasto per nulla sorpreso quando ho appreso che avevi pagato lo studio sui padroncini. Se vedevi un modo per fare del bene, non aspettavi gli iter burocratici, piuttosto che attendere pagavi di tasca tua”. 

“Ad essere ricordato oggi non è solo il Consigliere di Stato ma l’uomo”, ha concluso il sindaco di Ascona. 

Del Bufalo: “Michele Barra è stato un buon Consigliere di Stato”

Dopo Pissoglio ha preso la parola il presidente del Gran Consiglio Alessando Del Bufalo:  “Non mi sembra il caso – ha detto -di dilungarmi in una serie di elogi che metterebbero  sicuramente in imbarazzo l’uomo umile, modesto e sensibile che oggi  commemoriamo. Mi limiterò a dire alcune cose semplici, ma – credo –  profondamente vere, soffermandomi su quanto egli ha avuto modo di dimostrare ai Ticinesi negli ultimi difficili mesi della sua esistenza. Una cosa possiamo affermarla in tutta tranquillità: a giudizio della maggioranza  dei Ticinesi, Michele Barra è stato un buon Consigliere di Stato; e questo non è  poco. Egli ha saputo onorare pienamente la carica, impegnandosi al massimo  per il bene del Cantone, cercando di trovare soluzioni concrete a problemi reali e  sentiti, e prestando sempre una particolare attenzione alle fasce più deboli della  popolazione. 

“Grazie alla sua tenacia – ha aggiunto – egli è pure riuscito ad ottenere alcuni  risultati tangibili durante il brevissimo periodo nel quale il destino gli ha concesso  di operare come Consigliere di Stato.  Certo, il suo carattere schietto e trasparente, la sua spontaneità e i suoi modi  diretti nel relazionarsi con gli altri, in altre parole il suo essere poco incline a  sottomettersi ai protocolli e agli schemi della politica, lo hanno anche condotto, in  talune occasioni, a commettere qualche piccola gaffe. Ma proprio questi episodi  lo hanno reso ancor più benvoluto dalla nostra gente, che lo ha subito perdonato,  riconoscendogli di avere sempre agito in buona fede, avendo a cuore soltanto il  bene del nostro Cantone.  Anzi, quel suo modo di essere e di fare così naturale, in un certo senso più da  cittadino e imprenditore che da politico, ha sicuramente contribuito a rendere  Michele Barra particolarmente simpatico fra la popolazione, sia come uomo che  come Consigliere di Stato”. 

Beltraminelli: “Michele ci ha insegnato la passione”

Particolarmente commosso ed emozionato, la testimonianza di Paolo Beltraminelli, che in più di un passaggio ha fatto fatica a trattenere le lacrime:  “Quando la vita di un uomo si spegne – ha detto – rimane quello che ha seminato. E tu ci hai lasciato la generosità e la bontà. Caro Michele ci raccogliamo oggi intorno alla tua famiglia. In questi mesi di lavoro ci hai insegnato che cosa è la passione come sentimento, non disgiunto dalla sofferenza. La passione dona energia. Ho imparato a conoscere gli occhi che sorridevano prima dell’entusiasmo, la tua spinta trainante. Ho imparato a conoscere il tuo carattere schietto e spontaneo, mitigato solo dall’umiltà delle persone buone”. 

“Allergico politichese  – ha proseguito il presidente del Consiglio di Stato – al ha affrontato i problemi di petto, . Durante le riunioni parlava poco, ma quando lo faceva era perché aveva piena padronanza dei dossier Michele Barra ha saputo valorizzare le capacità dei funzionari che lo circondavano. A noi colleghi diceva: “voi siete lenti, i funzionari sono veloci”. 

Il Ticino – ha aggiunto Beltraminelli – ti ricorderà per la tua lealtà e il tuo coraggio. Michele era un guerriero che nonostante la sofferenza non ha arretrato di un passo. E non ha rimpianto neppure per un minuto di aver dedicato alla cosa pubblica il poco tempo che gli restava.  Il coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di affrontare un momento estremo con dignità. Sono pochi gli uomini coraggiosi”.

“Grazie Michele e buon viaggio”, ha concluso tra le lacrime Beltraminelli.

Gobbi: ” Dacci la forza di continuare a combattere in ciò in cui tu hai sempre creduto”

Visibilmente emozionato anche Norman Gobbi, collega e amico di Barra. “Abbiamo conosciuto tutti Michele come un uomo d’azione. Lo abbiamo anche conosciuto come persona schietta, diretta, ma soprattutto orientata alla ricerca delle soluzioni. Pronto ad assumersi le sue responsabilità nel bene, ma anche quando non era così facile. Pronto a combattere in ciò che credeva essere giusto. Il suo spirito di uomo d’azione lo portava a privilegiare più i fatti alle parole”. 

“Lo abbiamo conosciuto – ha proseguito Gobbi – come uomo avventuroso. L’avventura dei cantieri, della boxe, dei viaggi solitari in estremo oriente alla ricerca di se stesso, degli occhi della gente. Ma soprattutto abbiamo conosciuto un uomo buono, attaccato alla sua famiglia, ai suoi amici, e alla gente di questo Cantone”.

“Un uomo buono e sensibile, vicino alla natura, agli animali, alla natura e all’arte. Qualcuno ha voluto abusare della sua bontà. Queste persone non  meritano il nostro rispetto. Come leghista si è messo come tutti noi a disposizione, sapendo di giocare in seconda linea, ma pronto a giocare in prima. Questo fa trasparire il suo grand esento di lealtà”, ha detto il ministro leghista 

“Michele è stato un uomo capace, alcuni erano perplessi quando assunse la carica di Consigliere di Stato. In tempo breve ha dimostrato che questi dubbi non erano fondati. La sua vicinanza alla gente, e la tua volontà di discutere per cercare soluzioni, non è mai venuta meno anche quando la malattia era già presente. Michele ha voluto rimanere con noi fino alla fine. Il tuo impegno in Governo, caro Michele, ha raccolto tutte le tue qualità umane”. 

“Sono stato tra i primi – ha ricordato Gobbi – a sapere della tua malattia. Quando me lo hai detto ci siamo abbracciati, convinti che saresti riuscito a vincere questa sfida. Un viaggio che non avresti mai voluto iniziare, affrontato con nobiltà di spirito. Un viaggio sempre più difficile e sempre più breve. L’ultimo incontro lo abbiamo avuto una settimana fa all’ospedale. Ci siamo messi a piangere, proprio perché ci rendevamo conto che il destino era ormai inesorabile. Ma tu, ne sono certo, rimarrai con noi. Non hai mai mollato. Dacci la forza di continuare a combattere in ciò in cui tu hai sempre creduto. Ciao amis!”

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