Una nuova modalità digitale per richiedere la licenza allievo conducente

Una nuova modalità digitale per richiedere la licenza allievo conducente

Comunicato stampa

La Sezione della circolazione introduce una nuova modalità digitale per richiedere la licenza allievo conducente (LAC), la conversione della licenza estera e la licenza di condurre internazionale. Da oggi, i formulari cartacei vengono sostituiti da un formulario online interattivo presente sul sito internet.

Ogni anno vengono presentate circa 10’000 richieste di licenza allievo conducente, delle quali in passato oltre un terzo risultava incompleto o errato, causando ritardi, restituzioni postali e tempi d’attesa più lunghi.
Con la nuova procedura digitale, l’utente è certo di aver trasmesso tutta la documentazione necessaria prima dell’invio.
Il Servizio conducenti potrà così limitarsi alla verifica finale ed emettere più rapidamente il documento richiesto.  
Gli utenti possono inoltre seguire in tempo reale lo stato della propria pratica – se in attesa, in evasione o completata – grazie a un sistema di notifiche via e-mail e a un link personale che consente di consultare in qualsiasi momento l’avanzamento della richiesta, senza dover più telefonare o scrivere.
Per motivi di controllo qualità, si ricorda che l’utente deve conservare la documentazione cartacea originale, che potrà essere richiesta in caso di verifiche a campione o dubbi da parte del Servizio conducenti.  
Questa iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di digitalizzazione dei servizi della Sezione della circolazione, volto a semplificare le procedure amministrative, ridurre i costi e limitare l’impatto ambientale.  
Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare la pagina dedicata sul sito internet della Sezione della circolazione.

“A Camorino l’IA si occupa del 30% delle telefonate”

“A Camorino l’IA si occupa del 30% delle telefonate”

Da poco più di un anno alla Sezione della circolazione risponde un voicebot – Il bilancio è positivo

Dal 2 settembre 2024 alla Sezione della circolazione di Camorino risponde l’AI, un voicebot concepito in Svizzera che è in grado di comprendere anche il dialetto ticinese. Per stilare un bilancio, a un anno dalla sua introduzione, il Radiogiornale della RSI ha intervistato Gianbattista Pron, aggiunto al capo Sezione della circolazione.
“Dai dati che abbiamo raccolto in questo anno di utilizzo del voicebot è andata molto bene. Abbiamo visto una diminuzione dei contatti gestiti dal nostro centralino, quindi quelli che arrivano direttamente all’operatore, del 30%. Questo vuol dire che il voicebot si occupa del 30% delle telefonate che arrivano alla Sezione della circolazione, quindi un risultato direi molto buono”.
Il dubbio maggiore è che una voce creata con l’IA non sia in grado di rispondere alle domande dell’utenza. Gianbattista Pron rassicura: il voicebot impara da ogni chiamata che gestisce, quindi le sue capacità sono migliorate, e, trattandosi di un’evoluzione continua, migliorerà ancora.
Un altro grande interrogativo riguarda i tempi di attesa delle telefonate: sono stati effettivamente ridotti? Secondo l’aggiunto al capo Sezione della circolazione la risposta è sì: “Il voicebot è subito disponibile, non bisogna aspettare che un operatore sia libero e quindi, quando la telefonata entra alla Sezione della circolazione, il voicebot risponde immediatamente”. Il tempo d’attesa sarebbe in questo modo annullato, almeno per parlare con il voicebot.
Il progetto pilota di Camorino intende aumentare la qualità e la rapidità del servizio all’utenza: il sistema, infatti, risponde 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e dovrebbe ridurre i tempi di attesa. Il personale (in carne e ossa) risponde solo nel caso in cui il voicebot non riesce ad evadere la richiesta dell’utente. Si tratta di un sistema già rodato: utilizzato da altre Sezioni della circolazione in Svizzera e da alcune aziende ticinesi.
Quello che è sicuro è che l’IA sta entrando ed entrerà sempre di più nella nostra quotidianità, e l’implementazione di nuove tecnologie procede anche nell’Amministrazione cantonale, secondo la Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/%E2%80%9CA-Camorino-l%E2%80%99IA-si-occupa-del-30-delle-telefonate%E2%80%9D–3225120.html

Il Ticino rilascia gratuitamente anche la versione digitale della licenza per allievo conducente

Il Ticino rilascia gratuitamente anche la versione digitale della licenza per allievo conducente

Comunicato stampa

Dal 3 settembre 2025 il Cantone Ticino è entrato a far parte dei primi cantoni svizzeri che rilasciano la licenza digitale per allievo conducente (e-LAC). Con questa novità, il Ticino diventa, unitamente a Berna, Neuchâtel e Vallese uno dei primi cantoni in Svizzera ad offrire questa possibilità, dopo Appenzello esterno (cantone pilota). Entro la fine dell’anno l’e-LAC sarà disponibile in tutta la Svizzera, segnando un passo importante nella strategia nazionale «Amministrazione digitale Svizzera 2024–2027».

Ogni anno in Ticino vengono rilasciate circa 10’000 licenze per allievi conducente, il che rende questo documento tra i più richiesti.
L’introduzione della versione digitale risponde quindi a una forte esigenza dei cittadini, specialmente giovani, e si inserisce in una serie di progetti di digitalizzazione che la Sezione della circolazione sta portando avanti per semplificare e modernizzare i servizi offerti.

Un documento digitale riconosciuto a livello nazionale
Come già avviene negli altri Cantoni pilota, gli allievi conducenti che superano l’esame teorico possono ora ricevere la licenza in formato digitale. L’e-LAC viene rilasciata dalla Sezione della circolazione e salvata dagli utenti nell’app federale per smartphone «swiyu», il portafoglio elettronico della Confederazione.
Durante i controlli su strada o con l’istruttore di guida, la licenza può essere mostrata semplicemente tramite codice QR: i dati trasmessi permettono alle autorità di verificarne immediatamente la validità. L’e-LAC è riconosciuta in tutta la Svizzera e nel Principato del Liechtenstein.

Procedura per chi possiede già una licenza allievo conducente cartacea
Sul sito web della Sezione della circolazione è stata pubblicata una pagina dedicata all’e-LAC. Coloro che hanno ottenuto una licenza per allievo conducente prima del 3 settembre 2025 possono compilare un formulario online per ricevere gratuitamente la versione digitale del documento.

Un tassello nello sviluppo dell’e-ID
L’e-LAC è stata sviluppata nell’ambito del programma federale e-ID, sotto la responsabilità dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) e in collaborazione con l’Ufficio federale delle strade (USTRA), l’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT), l’Associazione dei servizi della circolazione svizzeri (asa) e le sezioni cantonali della circolazione.
Questi progetti pilota hanno lo scopo di testare le soluzioni tecnologiche e raccogliere dati sull’uso di strumenti digitali di identificazione.
Le esperienze raccolte confluiranno direttamente nello sviluppo della futura e-ID statale, oggetto di votazione popolare il prossimo 28 settembre 2025.

Tempi lunghi ma sicurezza garantita

Tempi lunghi ma sicurezza garantita

Collaudi in Ticino e nei Cantoni

La Svizzera sta affrontando una crisi silenziosa ma significativa nel sistema dei collaudi tecnici dei veicoli. “In Ticino, al momento, un veicolo viene convocato per il collaudo tra i dodici e i quattordici mesi dopo il termine previsto per legge, una situazione che riflette un problema nazionale più ampio che ha spinto l’Ufficio federale delle strade (USTRA) a manifestare preoccupazione per i ritardi accumulati dai Cantoni“, esordisce il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Il sistema svizzero prevede una periodicità specifica per i collaudi: le automobili e i motoveicoli vengono collaudati secondo la periodicità 5-3-2 (cinque anni la prima volta, successivamente dopo tre anni e in seguito ogni due anni). Questo schema, già modificato in passato dall’USTRA – che aveva proposto di passare dagli attuali 4-3-2-2 anni, ai 6-3-2-2 – dovrebbe garantire la sicurezza stradale e il rispetto degli standard ambientali.
Tuttavia, la realtà sul territorio racconta una storia diversa. “Qualche Cantone ha accumulato a tutt’oggi parecchio ritardo nell’eseguire i collaudi periodici, creando una situazione paradossale dove le proposte di allungamento degli intervalli risultano più restrittive della prassi attuale“, prosegue Gobbi.
I ritardi non sono casuali, ma derivano da fattori strutturali precisi. Gobbi sottolinea che “i ritardi sono principalmente il risultato dell’incremento dell’età media delle vetture in circolazione e, in parte, dell’aumento del parco veicoli“.
Il dato è confermato dalle statistiche nazionali: Il parco totale di auto in Svizzera è cresciuta dello 0,9% negli ultimi due anni, mentre parallelamente si registra un fenomeno ancora più significativo nell’elettromobilità, dove il numero di veicoli elettrici (auto elettriche pure e ibridi plug-in che possono essere collegati alla rete elettrica) è aumentato del 36% nello stesso periodo.
Di fronte a questa crescita costante, i Cantoni hanno dovuto implementare strategie di ottimizzazione per gestire il carico di lavoro crescente senza incrementare proporzionalmente le risorse. La Sezione della circolazione ha già intrapreso misure significative per migliorare l’efficienza nell’ambito dei collaudi veicoli, come l’introduzione delle conferme di riparazione e l’installazione di nuovi lift“, prosegue il Consigliere di Stato.
Queste ottimizzazioni, seppur efficaci, non riescono a colmare completamente il divario tra domanda e capacità operativa. Il sistema si trova così in una situazione di equilibrio precario, dove ogni incremento del parco veicoli o variazione nell’età media delle vetture può causare ritardi significativi.
Per Gobbi, “nonostante i ritardi sollevino preoccupazione, è importante contestualizzare l’impatto sulla sicurezza. Gli incidenti stradali dovuti a difetti tecnici dei veicoli sono rari, un dato che l’USTRA stesso ha utilizzato per giustificare l’allungamento degli intervalli di collaudo, sostenendo che l’adattamento del periodo d’intervallo dei collaudi non ha alcun effetto negativo sulla sicurezza stradale“.
Tuttavia, questo non diminuisce l’importanza del problema dal punto di vista amministrativo e della fiducia dei cittadini nel sistema. “La situazione è costantemente monitorata e che numerose iniziative sono state recentemente introdotte, mentre altre sono attualmente allo studio per ottimizzare ulteriormente le tempistiche“, assicura Gobbi.
Il 2025 porta nuove sfide al sistema, con l’introduzione di normative più severe in materia di rumore e l’evoluzione tecnologica del parco veicoli che richiede competenze sempre più specifiche. La crescita dell’elettromobilità, con veicoli che necessitano di controlli tecnici differenziati, aggiunge ulteriore complessità al quadro.
La tensione tra USTRA e Cantoni riflette una sfida più ampia del federalismo svizzero: come garantire standard uniformi quando le responsabilità operative sono delegate ai livelli locali? I Cantoni si trovano a dover gestire una crescita costante della domanda con risorse che, pur ottimizzate, restano sostanzialmente stabili. “La soluzione non può limitarsi a semplici aggiustamenti normativi, ma richiede un ripensamento sistemico che tenga conto dell’evoluzione del parco veicoli svizzero e delle nuove tecnologie automotive. Solo attraverso un dialogo costruttivo tra livello federale e cantonale si potrà trovare un equilibrio sostenibile tra efficienza operativa, sicurezza stradale e soddisfazione dei cittadini” conclude Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 8 giugno 2025 de Il Mattino della domenica

Anziani al volante, quando è il momento di smettere

Anziani al volante, quando è il momento di smettere

In Ticino nel 2024 sono stati 2’368 i conducenti che hanno spontaneamente rinunciato alla licenza di condurre – Tutti i numeri e il parere dell’esperto

Il conducente più anziano in Ticino? “È un signore di 100 anni, con visita medica superata l’anno scorso”, rispondono dalla Sezione della circolazione. Ma questo è solo il dato “curioso” di un fenomeno, in espansione, con cui è confrontata anche l’autorità.

Non da oggi, certo. “Movesi il vecchierel canuto e bianco”, cantava il Petrarca al tempo della mobilità lenta. Un’esigenza, e un diritto, quello dello spostarsi in autonomia a ogni età che settecento anni dopo persiste con numeri importanti e spesso discussi: sono 32’274 (al 31 dicembre 2024), nel Canton Ticino, i conducenti over 75 che hanno mantenuto la loro licenza di condurre. Da quell’età vige infatti l’obbligo di sottoporsi ogni due anni alla visita medica di verifica dell’idoneità alla guida.
Del tema si è tornati a parlare negli scorsi giorni, quando la Gendarmeria stradale, presentando il proprio bilancio annuale, ha riferito che gli “incidenti mortali sono sensibilmente aumentati”, da 7 (con 8 decessi) nel 2023 a 18 (con 19 morti) lo scorso anno. In quattro casi la causa del sinistro e della morte è stata non una disattenzione, ma un malore. Da qui un’interrogazione della deputata Maddalena Ermotti-Lepori sul tema delle “persone anziane o molto anziane che, pur con evidenti problemi di salute, si vedono rinnovare dal proprio medico la possibilità di guidare”. Troppi? Pochi? Difficile rispondere. Lo farà il Consiglio di Stato.
In ogni caso i numeri, forniti alla RSI da Camorino, mostrano una significativa quantità di revoche della licenza tra i conducenti over 75. “Nel 2024 sono state 630 – dice il caposezione Elia Arrigoni -. Di queste una importante percentuale (circa il 40% secondo una proiezione in base al dato svizzero) sono costituite da misure adottate per motivi legati ad una certificazione o mancata certificazione obbligatoria dell’idoneità alla guida e quindi non legate a infrazioni stradali”.
Sono quindi grossomodo 250 le revoche imposte dal controllo medico. Succede anche che questa misura venga presa con “notifica di sentenza nella forma degli assenti”. In un recente Foglio Ufficiale figurano i nominativi di una ventina di conducenti con più di 75 anni cui è stata revocata la licenza di condurre a tempo indeterminato. “La causa più frequente – spiegano dalla Sezione della circolazione – è la non reperibilità dopo la convocazione alla visita medica (ad esempio, dopo trasferimenti all’estero)“.
Ma i numeri più significativi sono quelli delle rinunce spontanee. L’invecchiamento della popolazione si osserva anche nell’evoluzione di questo dato. Un quarto di secolo fa, nel 2000, le rinunce erano state solo 521. Quindici anni dopo, erano più che raddoppiate (1’386) e sono ancora salite negli ultimi anni: 1’509 rinunce spontanee nel 2020; 1’507 nel 2021; 1’489 nel 2022; 1’636 nel 2023 e 2’368 nel 2024.
Un dato quest’ultimo, puntualizza il caposezione Arrigoni, “che si discosta dalla normalità in quanto lo scorso anno la campagna per la sostituzione della licenza cartacea blu (che ha interessato 25’000 conducenti) ha fatto sì che anche diverse persone (pure con meno di 75 anni) hanno approfittato della rinuncia (la conversione comportava infatti un costo)“.
A tal proposito il verbo “approfittare” trova una giustificazione promozionale: “A coloro che spontaneamente riconsegnano la licenza viene offerto un buono Arcobaleno/FFS”, ricorda il caposezione. Un incentivo che, come riporta la pagina del progetto “Strade sicure”, prevede dopo il deposito della licenza una scelta tra i seguenti buoni (con validità di un anno): sconto di 300 franchi sull’abbonamento Arcobaleno a partire da due zone; sconto di 200 franchi sull’abbonamento generale annuale di seconda classe e sconto di 250 franchi su quello di prima classe. Infine, per gli indecisi esiste un abbonamento a metà-prezzo in prova per due mesi a 33 franchi.
Esiste poi un pacchetto di offerte che “Strade sicure” ha pensato per gli anziani che vogliono continuare a condurre l’auto in modo aggiornato e senza rischi nel contesto del traffico e dei veicoli che sono mutati. Si tratta, vedi il pdf allegato, di corsi pratici, emozionali, teorici e tecnici in collaborazione con TCS, ACS, Polizia cantonale, Associazione svizzera maestri conducenti (ASMCTI) e iQCenter SA (il centro di competenze creato nel 2010 a Lugano dalla Fondazione INGRADO).
La rinuncia all’automobile rappresenta in ogni caso una decisione importante e non facile: “Per molti è chiaro che la patente coincide con il concetto di libertà e indipendenza. E questo vale anche per un anziano”, spiega lo psicologo e psicoeducatore Simone Cotti, responsabile del servizio Educazione, Sicurezza stradale e Prevenzione presso la sopracitata iQCenter SA.
Il primo obiettivo del loro servizio è di accompagnare la persona anziana a un passo che molto spesso vede coinvolti, con consigli, stimoli e pressioni, i famigliari: “È importante che la decisione venga presa con cognizione di causa, avendo ben chiari quelli che sono sicuramente gli svantaggi, ma anche i vantaggi. Un figlio, un nipote o un parente sono tuttavia troppo partecipi della situazione. Ecco perché, per avere un quadro oggettivo, può servire una consulenza esterna. Dopodiché noi non prendiamo nessun tipo di decisione, ma assistiamo e aiutiamo psicologicamente la persona in un cambiamento che può avere un impatto molto forte”, dice l’esperto. Questo, prosegue, è forse l’aspetto per il quale siamo più sollecitati: “Ma possiamo aiutare anche la persona, tra virgolette, anziana, perché ci sono anche settantenni che ci chiedono come far fronte allo stress vissuto tutti i giorni nel traffico oppure come gestire veicoli sempre più tecnologici. Aiutare negli aspetti tecnici non è il nostro campo, ma possiamo consigliare loro a chi rivolgersi”.
Anche se la legge ha fissato a 75 anni l’inizio dell’obbligo dei controlli medici, la definizione di ‘anziano al volante’ varia da singolo caso: “L’invecchiamento della popolazione è un dato di fatto, ma non troverei giusto, perché ho sentito anche questa, fissare un’età massima per poter guidare. Ci sono novantenni che non lasciano la poltrona, ma ce ne sono anche altri, per dire, che partecipano alle maratone. In ogni caso è importante non stigmatizzare, come ultimamente troppo spesso accade, questi conducenti anziani”, sottolinea lo psicologo.
Sovente non si tiene conto di alcuni aspetti della guida nella terza o quarta età: “A volte sento l’obiezione: ‘Guido come ho sempre guidato’. Ma è cambiato il contesto. Oggi il traffico è molto più caotico di quando hanno iniziato a guidare e ci sono stimoli che un cervello anziano può faticare a processare”. Dopodiché, continua lo psicologo, ci sono fattori che depongono a loro favore: “Parliamo infatti di automobilisti che difficilmente imboccano l’autostrada. L’anziano inoltre percorre tragitti solitamente molto brevi e da lui conosciuti, ad esempio, per fare la spesa o andare a trovare i figli. E poi non ama guidare di notte e negli orari più trafficati”.
Una prudenza al volante che trova conferma anche nella statistica. Il rapporto Sinus 2024 dell’UPI (Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni) conferma in modo inoppugnabile che gli incidenti dovuti a velocità sono più frequenti nella fascia di età tra 18 e 24 anni, mentre per quelli causati dall’alcool sono in testa gli automobilisti tra i 25 e i 44 anni.
Poi ci sono, terreno su cui gli over 75 riguadagnano strada, gli incidenti riconducibili alla distrazione o a un problema fisico. “Certo negli anziani la possibilità di un malore è più elevata. Ma non c’è più – fa notare Cotti – quel ‘delirio di onnipotenza’ alla guida che talvolta si osserva nei giovani. Che poi questo si traduca anche in un’eccessiva prudenza, tale da indurre altri alla manovra spericolata, può essere anche vero. Ma l’errore resta comunque di chi vuole superare a tutti i costi, non di chi ha il diritto di circolare ai propri ritmi”.
In ogni caso, prima o poi, arriva per tutti il momento di staccare il piede dal gas. “Il nostro obiettivo è che questo momento giunga dopo aver valutato tutti gli aspetti e con cognizione di causa. Per questo cerchiamo di mostrare anche l’altra faccia della medaglia. Perché anche la mobilità con i mezzi pubblici ha i suoi vantaggi. Ci si stressa meno, non si è in balia del traffico, non rischi multe o incidenti causati da te stesso, risparmi la benzina e la tassa di circolazione e poi, se vai in bus, incontri persone e socializzi. Ecco, noi cerchiamo di guidare a questo cambiamento, facendo capire che un’altra strada è possibile e che magari non è poi così male”, conclude lo psicologo del traffico.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Anziani-al-volante-quando-%C3%A8-il-momento-di-smettere–2757996.html

 

Sono l’assistente virtuale, come posso aiutarla?

Sono l’assistente virtuale, come posso aiutarla?

Da alcuni mesi chi chiama la Sezione della circolazione si sente rispondere da un voicebot, cioè da un sistema di Intelligenza artificiale, che capisce pure il dialetto ticinese

Se si compone il numero della Sezione della circolazione per chiedere un’informazione ci si sente rispondere: «Sono l’assistente virtuale. Come posso aiutarla?». Da settembre è infatti in corso un progetto pilota che introduce l’Intelligenza artificiale (IA) in un contact center dell’Amministrazione cantonale. Il voicebot – come viene definito in gergo il sistema – è in grado di capire la voce parlata e di rispondere in modo pertinente. Al termine della conversazione, se chiamato da un cellulare, invia per SMS il link che porta direttamente alla pagina del sito internet relativa alle risposte ricercate. Quando invece non riesce a soddisfare la richiesta, collega l’utente con un operatore. È attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e capisce pure il dialetto ticinese. Implementato in stretta collaborazione con il Centro Sistemi Informativi del Cantone e un’azienda svizzera specializzata, il voicebot della Sezione della circolazione sta facendo continui progressi, poiché il sistema si alimenta e si affina man mano che viene utilizzato. Elia Arrigoni, capo della Sezione della circolazione, è fiducioso sugli obiettivi del progetto: aumentare la qualità e la rapidità del servizio ai cittadini senza intervenire sul numero di collaboratori.

All’inizio qualche critica e presa in giro non sono mancate. «Eravamo consapevoli che far accettare un simile cambiamento sarebbe stata una sfida», afferma Elia Arrigoni, precisando che «questo sistema è già in uso, oltre che in ditte operanti in Ticino, in altre Sezioni della circolazione in Svizzera come ad esempio in quella del Canton Argovia». Per la strategia di digitalizzazione del Cantone Ticino questo progetto è un tassello importante. La scelta di effettuare la sperimentazione nella Sezione della circolazione corrisponde al preciso intento di sfruttare la massa di chiamate che questa unità amministrativa riceve. La grande quantità di dati è infatti un principio chiave del funzionamento dell’IA. Il capo Sezione chiarisce anche la questione relativa alle aspettative: «In genere queste ultime sono molto elevate, ma è necessario capire che non è possibile ricevere risposte su tutto. Il ruolo degli operatori è ancora essenziale; grazie al voicebot possono ora concentrarsi maggiormente sulle questioni più complesse formulate dagli utenti, accorciando i tempi di attesa».

Alcuni dati contribuiscono a spiegare la portata del servizio fornito dalla Sezione della circolazione. L’anno scorso sono stati registrati oltre 96’000 utenti e circa 445’000 pratiche. Telefonate e mail sono state rispettivamente oltre 245’000 e 18’000. Sempre secondo i dati del 2023, il numero di veicoli (326’063) ha quasi raggiunto quello degli abitanti (355’841). Calcolando i giorni lavorativi nei quali è operativo il contact center si arriva a oltre 940 telefonate quotidiane. «Questo significa – spiega il capo Sezione– che non è sempre possibile per i collaboratori rispondere in modo immediato alla chiamata in entrata». Quali i primi risultati ottenuti con il voicebot? Risponde sempre Elia Arrigoni: «Se paragoniamo il mese di settembre a quello di giugno, siccome luglio e agosto sono condizionati dalle vacanze estive, osserviamo una diminuzione del 26% delle chiamate a quello che noi definiamo il primo livello. Fino a fine agosto questo settore accoglieva tutte le telefonate, trasmettendo le richieste più complesse al secondo livello. Sgravando l’attività del primo livello grazie all’introduzione del voicebot, è già stato possibile assegnare un collaboratore di questo stadio a quello superiore ottimizzando quindi le risorse e riducendo nel contempo i tempi di attesa degli utenti che necessitano di risposte più elaborate. Va inoltre precisato che per alcune pratiche la comunicazione scritta su carta o tramite il sito è comunque sempre necessaria, sia che l’istruzione venga trasmessa tramite un collaboratore o tramite il voicebot. Seguire le indicazioni fornite da quest’ultimo tramite SMS è pertanto molto utile». Per valutare l’operato del voicebot e il suo sviluppo è prevista una riunione settimanale fra tutti i partner interessati. Elia Arrigoni stima che entro la fine dell’anno il sistema sarà stabilizzato. «In questi primi mesi – aggiunge – abbiamo registrato un aumento del numero di mail che monitoriamo. Pensiamo infatti che sia in parte dovuto all’introduzione del voicebot. Per quanto attiene alle recensioni, la maggior parte degli utenti è soddisfatta dei nostri servizi, ma resta silenziosa, contrariamente agli scontenti che manifestano pubblicamente il loro disappunto».

Il sistema è orientato alla quantità, ciò significa che è e sarà allenato a rispondere alle domande più frequenti e non a quelle più difficili. Già il primo mese il sistema ha contato quasi 29’000 chiamate in entrata, di cui circa 16’000, quindi oltre la metà, evase. «Le restanti – precisa il capo della Sezione della circolazione – sono state trasferite a operatori del contact center. Da segnalare che le chiamate senza la formulazione di una richiesta sono state circa 6500 e quelle ricevute fuori orario poco più di 1500». Per quanto riguarda i settori della Sezione più sollecitati dai cittadini, si possono citare la modifica della licenza di circolazione, l’immatricolazione dei veicoli, l’iter degli allievi conducenti, la conversione della licenza di condurre estera, la licenza di condurre internazionale, le modifiche concernenti il collaudo dei veicoli e informazioni su questo tipo di controllo, ai quali si aggiungono lo spostamento degli esami pratici di guida e gli aspetti contabili legati all’imposta di circolazione.

Elia Arrigoni ricorda infine il ruolo pilota del progetto voicebot, volto a fornire pure gli elementi utili per valutare un’eventuale introduzione dell’assistenza vocale presso altri contact center dell’Amministrazione cantonale. «I dati dei primi mesi di utilizzo – spiega – dimostrano che l’impiego del voicebot va letto come occasione di miglioramento del servizio all’utenza. Siamo ancora in una fase iniziale di applicazione di questi sistemi, per cui chi desidera raccogliere la sfida, come ha fatto la Sezione della circolazione, sa che agisce da pioniere con tutte le possibili critiche provenienti dall’esterno e il costante impegno interno per migliorare lo strumento, aspetto questo svolto dalla Sezione unitamente alle aziende che collaborano dal punto di vista tecnico e dell’IA e al Centro Sistemi Informativi». Il progetto vede quindi coinvolti due Dipartimenti: il Dipartimento delle istituzioni dal quale dipende la Sezione della circolazione e il Dipartimento delle finanze e dell’economica al quale fa capo il Centro Sistemi Informativi.

Indipendentemente da come è percepita dalla popolazione, vale a dire quale opportunità di progresso oppure con scetticismo o avversione, l’Intelligenza artificiale sta in ogni caso entrando nella vita quotidiana dei cittadini come dimostra questa iniziativa. La prima ticinese di un assistente vocale virtuale per i servizi amministrativi cantonali ha superato lo scoglio iniziale e rimarrà un’iniziativa pilota fino a quando sarà oggetto di una valutazione complessiva.

Da www.azione.ch

L’Amministrazione cantonale introduce il primo VOICEBOT presso la Sezione della circolazione  

L’Amministrazione cantonale introduce il primo VOICEBOT presso la Sezione della circolazione  

Comunicato stampa

Nuovo importante tassello nella strategia di digitalizzazione del Cantone. A partire da oggi, lunedì 2 settembre 2024, nell’ambito di un progetto pilota, la Sezione della circolazione è la prima unità amministrativa dell’Amministrazione cantonale a implementare un sistema di intelligenza artificiale presso il suo contact center con l’introduzione di un voicebot concepito da una società svizzera. Il risultato è stato possibile grazie alla proficua collaborazione fra il Dipartimento delle istituzioni e il Dipartimento delle finanze e dell’economia e in particolare fra la Sezione della circolazione e il Centro Sistemi Informativi.

La Sezione della circolazione riceve giornalmente oltre 940 telefonate. Ciò significa che non è sempre possibile, per i collaboratori della Sezione, rispondere immediatamente alle telefonate in entrata.
Per questa ragione e nell’ottica del miglioramento continuo, l’assistenza vocale costituisce una soluzione proficua per l’aumento della qualità e della rapidità del servizio all’utenza. In effetti, questo sistema, che permetterà agli utenti di ricevere risposte 24 su 24, 7 giorni su 7, non solo consentirà l’evasione di una parte delle richieste anche al di fuori degli orari d’apertura della Sezione, ma ridurrà pure in maniera importante i tempi d’attesa e permetterà un’ulteriore ottimizzazione dell’impiego del personale. Ovviamente, qualora il sistema non rispondesse alla domanda, l’utente verrebbe collegato con un operatore.
Si tratta di un sistema già in uso in altre Sezioni della circolazione in Svizzera e presso altre ditte anche in Ticino, che ha già dimostrato grande affidabilità e stabilità. Oltre a rispondere a un importante numero di domande sui temi più ricorrenti è in grado di comprendere anche frasi in dialetto ticinese e, se chiamato da un numero cellulare, al termine della conversazione invia per SMS il link alla pagina di riferimento per le risposte ricercate.
Questo progetto pilota fornirà gli elementi per una eventuale implementazione presso altri contact center dell’Amministrazione cantonale dell’assistenza vocale.