Coronavirus – Nuovo centro cantonale di riferimento a Quartino

Coronavirus – Nuovo centro cantonale di riferimento a Quartino

Comunicato stampa

A partire dall’inizio di maggio, la gestione del coronavirus in Ticino avrà quale base un nuovo Centro cantonale, situato a Quartino. La struttura ospiterà il servizio di vaccinazione con il relativo numero verde, il servizio di tracciamento dei contatti e la hotline telefonica cantonale, che sarà gestita direttamente dal Cantone e continuerà a fornire informazioni alla popolazione in caso di bisogno.

Durante gli ultimi due anni, il dispositivo cantonale per gestire la pandemia da coronavirus è stato costantemente adattato, in base alle necessità del momento. Il prossimo adeguamento riguarda il Centro cantonale di riferimento, che a partire dal 1. maggio si sposterà da Giubiasco nella nuova sede di Quartino (nella Zona Industriale, all’interno dello stabile Miraflores).
Questo cambiamento permetterà di mantenere una struttura cantonale di riferimento per tutti i principali servizi legati alla gestione della pandemia, e di riconsegnare la struttura del Mercato coperto alla Città di Bellinzona. Le autorità cantonali colgono l’occasione per ringraziare il Municipio e i servizi cittadini per avere messo a disposizione la struttura, che in questo lungo periodo ha assunto un ruolo centrale nella strategia di contrasto alla diffusione del coronavirus.
In conseguenza dello spostamento, le attività di vaccinazione al Mercato coperto di Giubiasco saranno sospese a partire dal prossimo 25 aprile. L’attività di vaccinazione riprenderà a Quartino mercoledì 11 maggio con Pfizer, venerdì 13 maggio con Moderna e sabato 14 maggio con Pfizer adulti, ragazzi e bambini. Le persone che volessero informazioni relative alle possiblità di vaccinazione possono contattare la hotline cantonale. Gli altri servizi legati alla gestione della pandemia rimarranno invece in funzione senza interruzioni, anche nel periodo del trasferimento. 
Oltre alle attività di vaccinazione, dal mese di maggio il nuovo Centro cantonale di Quartino ospiterà anche il servizio di tracciamento dei contatti – che rimarrà a disposizione della popolazione in caso di necessità – e la hotline cantonale, che sarà raggiungibile al numero 0800 128 128. In concomitanza con il trasferimento, il Cantone rileverà dalla Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA) la gestione di questo strumento di contatto, attivato fin dai primi giorni della crisi e rivelatosi fondamentale per la riuscita della strategia cantonale. Le autorità cantonali ringraziano pertanto anche la FCTSA, per essersi assunta la responsabilità di gestire la hotline cantonale, accanto ai numerosi altri compiti straordinari svolti a favore della popolazione durante la crisi pandemica. 

“Quel muro era un basello”

“Quel muro era un basello”

Nel commentare l’esito della domenica elettorale, il consigliere di Stato svela i retroscena di un incontro con la cellula sanitaria ticinese: “Gli ho detto che sono consulenti, non comandanti”
Prima di Natale gli esperti lanciavano l’allarme di fronte all’ondata di variante Omicron, che rischiava di mettere in ginocchio il sistema sanitario. Quello scenario, però, non si è avverato. Quella degli esperti, secondo alcuni, una visione troppo drammatica. Tra questi il consigliere di Stato Norman Gobbi. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni lo ha raccontato oggi su Teleticino nel commentare l’esito del voto sui media. Infatti, secondo Gobbi, a pesare sul voto odierno potrebbero essere state alcune prese di posizione su alcuni temi in Svizzera interna e l’eccessivo allarmismo in alcuni fasi della pandemia, ha detto il consigliere di Stato.

Il basello Omicron
Media che avrebbero seguito, ha detto, il parere degli esperti. “Ricordo come prima di Natale si parlasse di come in Ticino si andasse contro un muro. Come ho detto anche davanti alla cellula sanitaria, il muro era un basello, che in ticinese significa un gradino. Lo abbiamo superato, è vero con qualche difficoltà, ma senza la drammaticità che i sanitari paventavano”.

A comandare sono gli eletti
Di fronte alla cellula sanitaria, Norman Gobbi ha raccontato di aver chiarito anche quali siano le gerarchie decisionali in Svizzera: “L’ho ricordato anche a loro, loro sono lì come consulenti, non sono lì come decisori o comandanti. Comandanti sono coloro che sono stati eletti nei vari consessi. Punto”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/gobbi-contro-gli-esperti-quel-muro-era-un-basello-NI5183438

Grandi eventi in Ticino: avvicinamento alle disposizioni federali

Grandi eventi in Ticino: avvicinamento alle disposizioni federali

Comunicato stampa

Tenuto conto dell’attuale evoluzione epidemiologica nel Canton Ticino – contraddistinta da una sostanziale stabilizzazione nei contagi e nelle ospedalizzazioni – e della rinuncia da parte del Consiglio federale di inasprire i provvedimenti per i grandi eventi in Svizzera, il Consiglio di Stato ha deciso di avvicinare da subito le disposizioni cantonali a quelle federali. Gli spettatori dei grandi eventi sportivi e culturali al chiuso (con più di mille spettatori) dovranno comunque continuare a esibire un certificato «2G» e indossare obbligatoriamente la mascherina. La consumazione sarà possibile solo stando seduti nelle strutture della ristorazione.
Il Consiglio di Stato continua a monitorare l’evoluzione epidemiologica in Ticino e in Svizzera. Ieri si è riunito per fare il punto della situazione in Ticino prendendo atto che il numero di casi giornalieri si è stabilizzato, seppur a un livello molto elevato. Una stabilità che tocca anche il numero delle persone ospedalizzate. Nell’ultima settimana a livello di contagi il Ticino è rientrato nella media nazionale.

Tenuto conto di questa evoluzione e della rinuncia da parte del Consiglio federale a inasprire i provvedimenti a livello federale per quanto riguarda i grandi eventi, il Governo ha deciso di avvicinare le disposizioni cantonali a quelle federali. Questo significa che gli spettatori di grandi eventi sportivi e culturali al chiuso dovranno essere in possesso di un certificato di vaccinazione o guarigione (cosiddetto «2G»), indossare obbligatoriamente la mascherina. La consumazione di cibi e bevande potrà avvenire solo nelle strutture della ristorazione, dove restano in vigore le disposizioni federali. Per contro vengono abolite le restrizioni che riguardano la capacità delle strutture, che potranno tornare a essere occupate al massimo della propria capacità.

Gobbi: “C’è stanchezza e la gente è confusa”

Gobbi: “C’è stanchezza e la gente è confusa”

Coronavirus – “Colpa di regole che cambiano molto in fretta”

“C’è una sorta di scoramento generale. La maggioranza delle persone non ce la fa più a capire, a distinguere, a seguire le regole. Perché queste regole cambiano in fretta. Ormai sono passati due anni interi da quando nella nostra vita si è intromesso il virus. Diventa difficile comprendere dove ci troviamo. Giusto, sbagliato: tutto è opinabile. In questa delicata fase, una cosa si evidenzia: ognuno è chiamato a esercitare la propria responsabilità individuale all’interno di una collettività stanca, ma pronta agli slanci e alle ripartenze!” Norman Gobbi inizia il 2022 con una riflessione che si aggancia al 2021 e pure al 2020, da quando cioè siamo stati tutti confrontati con il coronavirus e con la malattia ad esso legato: la Covid-19. “Mi sembra di essere in un momento storico da fine dell’impero e all’inizio quindi di una nuova stagione. Mi auguro fermamente che la variante Omicron – tanto contagiosa quanto all’apparenza molto meno cattiva –  possa diventare la mutazione che ci accompagnerà verso un’uscita dalla crisi, grazie al passaggio della fase pandemica a quella endemica”, osserva il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Nella sua comunicazione di mercoledì il Consiglio federale sembra quasi essersi assestato su questa posizione, tanto che gli ambienti sanitari non sono stati molto contenti dalle conclusioni a cui è giunto il Governo. “In effetti anche a me pare che questa volta il Consiglio federale si sia dimostrato un po’ più ottimista. Pur con tutte le preoccupazioni per gli effetti sulla nostra sanità. La riduzione dei giorni di isolamento e di quarantena va in tale direzione. E tiene conto del pericolo di una chiusura “tecnica” delle attività produttive, o dei servizi essenziali, incluso il settore sanitario e socio sanitario, che bisogna garantire alla popolazione. Trovo però esagerato – e lo dico a titolo personale – aver proposto un termine sino al 31 marzo prima di rivedere le regole restrittive, tuttora in vigore, imposte nei giorni che hanno preceduto il Natale. Su questo termine potranno esprimersi i Cantoni e dunque vedremo quale sarà la decisione definitiva”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Due anni fa, nel gennaio 2020, sappiamo che ai piani alti del suo Dipartimento e in quelli del DSS si inizia a parlare della possibilità di “un’invasione viralelegata al coronavirus. Si immaginava tutto questo? “Proprio tutto questo assolutamente no. Però l’esperienza acquisita in ambito militare, e quindi di protezione e sicurezza della popolazione, mi ha permesso di intravvedere possibili scenari anche molto critici. Un’esperienza che mi è tornata molto utile nel corso di questa lunga e sofferta crisi”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

 

Auto in coda per il test Covid

Auto in coda per il test Covid

Con la diffusione della variante Omicron, anche in Ticino i nuovi contagi giornalieri restano molto alti. E in tale contesto i test rappresentano un pilastro fondamentale per il contenimento del virus. Ecco dunque che, com’era già accaduto il weekend di Capodanno, anche negli ultimi due giorni le autorità cantonali hanno provveduto a mantenere un’adeguata offerta di test sul territorio. Stavolta anche con un drive-in.
Un drive-in – organizzato al Centro della protezione civile di Rivera – che ha fatto il pienone. Sabato sono stati effettuati quasi 400 test, mentre domenica sono stati superati i 600, ci dice Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, tracciando un bilancio positivo.
La capacità era di circa 520 test giornalieri. Una cifra, questa, che ieri è tuttavia stata superata. «Siamo passati da due a tre linee di test» ci spiega. Questo per far fronte, domenica, al ridotto dispositivo delle farmacie e al suggerimento delle autorità sanitarie di effettuare un test prima del rientro a scuola.
Il drive-in sarà quasi sicuramente riproposto anche il prossimo weekend, ci anticipa Pedevilla. Anche in vista dell’inizio della scuola reclute, previsto per il 17 gennaio, che richiede un test di conferma prima dell’entrata in servizio.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 10 gennaio 2022 di 20Minuti

Misure ticinesi, c’è un problema con Berna?

Misure ticinesi, c’è un problema con Berna?

Quelle assunte oggi dal Cantone non sono state misure prese alla leggera e c’è chi critica Berna, che impone ai Cantoni di agire autonomamente e senza assumersi le proprie responsabilità, anche finanziarie
“In poche settimane siamo passati da essere il Cantone con l’incidenza più bassa a quello con l’incidenza più alta, oltre a essere quello più colpito dalla variante Omicron”. Delle soluzioni, seppur sofferte, erano quindi necessarie: nella stessa giornata, il Consiglio di Stato ha deciso per l’introduzione dell’obbligo della mascherina per tutte le classi di scuola elementare, nonché una nuova stretta per i grandi eventi sportivi e culturali, nei quali, oltre all’esibizione del certificato 2G, vigerà l’obbligo di indossare la mascherina, di restare seduti e di consumare cibi o bevande solo nelle strutture della ristorazione, nonché la chiusura delle curve negli stadi e la loro occupazione per massimo due terzi della capacità. “Sono però misure che vogliono permettere la continuità di queste manifestazioni”, ha spiegato a Ticinonews il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
 
Un approccio politico che non funziona
Inutile dire che, comunque, i club sportivi si trovano in difficoltà: “Con queste misure abbiamo stimato una perdita di circa 100mila franchi a partita”, ha dichiarato il presidente dell’Hcap Filippo Lombardi, raggiunto dai colleghi della redazione sportiva. “È comunque apprezzabile che il Consiglio di Stato ci abbia consultati prima di prendere queste decisioni”. In effetti, la critica di Lombardi è rivolta soprattutto all’attuale meccanismo “federalistico” di gestione della crisi sanitaria: l’ex consigliere agli Stati è scettico in particolare nei confronti dell’operato del Consiglio federale, il quale demanda la presa di decisioni ai Cantoni, “senza prevedere in questo modo degli adeguati indennizzi. Ciò mette in difficoltà i club, ma politicamente anche i Cantoni”, che si trovano costretti a prendere decisioni non facili. “Sono sbalordito che il Consiglio federale si sia riunito la scorsa settimana, e solo su esplicita richiesta di una sua rappresentante, ma che non lo faccia questa settimana”, commenta Lombardi. “O siamo in una situazione di crisi e il Consiglio federale gioca il proprio ruolo fino in fondo, oppure non lo siamo e la smettiamo di sottomettere la società a delle misure così strane, facendo pressione sui governi cantonali attraverso l’Ufsp”.

Come durante la prima ondata
Una reazione forte, quella del presidente della squadra biancoblù, e alla quale Gobbi accosta un paragone con l’inizio della prima ondata, quando il Ticino era chiamato “a gestire la situazione da solo”. Come allora con il coronavirus originario, “Quando la variante Omicron toccherà gli altri cantoni nella stessa misura del Ticino, ci si sveglierà anche a Berna”, profetizza il “ministro” leghista. Per il momento, dunque, Bellinzona si deve muovere da sola, cercando di trovare una non evidente quadratura del cerchio: da un lato si vuole “premiare chi ha scelto di vaccinarsi, permettendogli di continuare ad assistere a partite e spettacoli”, dall’altro “gestire una diffusione di Omicron che, lo abbiamo visto, colpisce anche chi è vaccinato”.
Coronavirus – Nuove misure cantonali per grandi eventi e scuola

Coronavirus – Nuove misure cantonali per grandi eventi e scuola

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato si è riunito ieri per fare il punto sulla situazione epidemiologica in Ticino e ha introdotto nuove misure cantonali per limitare la diffusione della «variante Omicron». Gli spettatori dei grandi eventi sportivi e culturali (con più di mille spettatori) dovranno esibire un certificato «2G», indossare obbligatoriamente la mascherina, rimanere seduti e potranno consumare cibi o bevande solo nelle strutture della ristorazione. Per ridurre gli assembramenti prima e dopo gli eventi, potranno essere occupati solo i posti delle tribune. Il numero massimo di spettatori presenti sarà inoltre limitato ai due terzi della capacità delle strutture. Nelle scuole, che riapriranno regolarmente il 10 gennaio, verrà introdotto da subito l’obbligo dell’uso della mascherina a partire dalla I elementare. La misura sarà valida sino al 25 febbraio 2022.

Il Consiglio di Stato si è riunito ieri – in parte in presenza e in parte in videoconferenza – per analizzare la situazione epidemiologica in Ticino. L’evoluzione rimane preoccupante, con un numero di nuovi casi giornalieri molto elevato. L’impatto sul settore ospedaliero rimane al momento limitato, nonostante un aumento di persone ospedalizzate, mentre il numero molto elevato di isolamenti e quarantene inizia a influenzare alcuni servizi alla popolazione e attività economiche essenziali.
Il Governo ha convenuto che per il momento non sono necessarie misure drastiche, come la chiusura di attività economiche: ha tuttavia introdotto alcuni provvedimenti nei settori che prevedono contatti sociali numerosi e prolungati, come la scuola e i grandi eventi.
Per quanto riguarda i grandi eventi sportivi e culturali – quelli che prevedono più di mille spettatori – lo svolgimento resterà autorizzato, ma gli spettatori dovranno essere in possesso di un certificato di vaccinazione o guarigione (cosiddetto «2G»), indossare obbligatoriamente la mascherina, rimanere seduti al proprio posto e potranno consumare bibite o cibo solo nelle strutture della ristorazione, dove restano in vigore le disposizioni federali. Per ridurre gli assembramenti prima e dopo gli eventi, potranno essere occupati solo i posti delle tribune. Il numero di spettatori verrà inoltre limitato ai due terzi della capacità massima delle strutture. Queste disposizioni cantonali resteranno in vigore fino al 16 gennaio 2022.
In vista della ripresa scolastica del prossimo 10 gennaio 2022, il Consiglio di Stato ha deciso di introdurre l’obbligo dell’uso della mascherina chirurgica a partire dalla I elementare, adottando le medesime modalità già in uso prima di Natale a partire dalla IV classe. Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport raccomanda inoltre ai genitori e agli allievi di ogni ordine scolastico di eseguire un autotest il giorno prima del rientro in classe, ovvero domenica 9 gennaio 2022. In caso di positività si dovrà evitare la frequenza scolastica per la prima settimana.  
Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per ricordare che restano in vigore tutte le disposizioni federali già note, come l’obbligo del telelavoro e le disposizioni particolari per le attività al chiuso e gli incontri privati. La popolazione è invitata ad assumere comportamenti prudenti, limitando al minimo la frequenza e il numero di contatti sociali, rispettando scrupolosamente le norme di protezione personali (mascherina, distanza, igiene delle mani e arieggiamento dei locali) e facendosi testare al minimo sintomo.

«Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni» 

«Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni» 

Il consigliere di Stato Norman Gobbi fa notare qualche incongruenza nelle nuove restrizioni proposte da Berna.
E, rispetto alla situazione epidemiologica in Ticino si dice ottimista: «Non siamo messi così male come molti dipingono».

Oggi X, domani Y – Non tutte le disposizioni proposte sono infatti state appoggiate dal Governo ticinese. «L’obbligo del telelavoro», che ha raccolto il favore della maggior parte dei Cantoni in consultazione, «diventa un problema, perché non è l’ideale per tutte le posizioni», commenta Gobbi. Per quanto concerne invece l’estensione del 2G, il certificato Covid valido solo per vaccinati e guariti, il direttore del Dipartimento istituzioni evoca qualche incoerenza: «Fino a l’altro giorno si diceva che grazie ai test si depistava tutto, oggi si passa invece dal 3G al 2G. Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni». 
I migliori della classe – Riguardo invece all’aspetto sanitario, Gobbi ridimensiona il quadro epidemiologico ticinese: «In Ticino non siamo messi così male come molti dipingono. Stiamo assistendo a un appiattimento della crescita dei casi e siamo in una posizione migliore rispetto al resto del Paese». Questo, secondo Gobbi, perché abbiamo avuto più contagi durante la prima e la seconda ondata della crisi sanitaria e grazie all’alto tasso di vaccinazione.
Questione di letti – A livello svizzero ci sono invece delle problematiche strutturali da prendere in considerazione, specifica il consigliere di Stato. «Per fare un esempio, il Canton Neuchâtel ha dichiarato di avere già le cure intense piene. Questo cantone ha circa la metà della nostra popolazione e ha 11 letti in terapia intensiva, mentre noi ne abbiamo 47». Ci sarebbe quindi «un problema di dotazioni e infrastrutture sanitarie».
Cosa ci aspetta domani – «La variante più probabile è quella del 2G, senza il plus», prevede Gobbi su quanto dirà il Governo domani, «perché quello diventa anche difficile da applicare. Non arrivasse niente di più, per il Canton Ticino non vedrei dei grossi problemi». E, interrogato su quando la pandemia avrà finalmente fine: «Le previsioni parlano dell’estate 2022. Con la speranza che le vaccinazioni e le guarigioni, possibilmente con decorso lieve, diano i loro effetti. Io stesso ho contratto il virus e non me ne ero mai reso conto, me ne sono accorto facendo il test sierologico».

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

L’appello del Consigliere di Stato Norman Gobbi

“Se ti sei vaccinata/o, oppure hai deciso di non farlo, ricorda: per stare bene insieme è importante continuare a rispettarsi. Restiamo uniti. Firmato: Norman Gobbi”. È questo il testo di un video messaggio che il Consigliere di Stato ha trasmesso attraverso i suoi canali social subito dopo l’esito della votazione federale di domenica scorsa sulla Legge COVID. “Abbiamo avuto la fortuna come svizzeri di esprimerci sulla legge COVID. In nessun altro Stato i cittadini hanno potuto dire la loro sulla politica adottata da Governi e parlamenti per affrontare la pandemia” – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “La nostra democrazia diretta è un grande valore, anche perché il dibattito pubblico che precede ogni votazione fa emergere gli elementi di criticità che vive la nostra società, non lasciandoli quindi nascosti e latenti, pronti magari a scoppiare. Sappiamo che sempre di più vi è il pericolo di una forte spaccatura sociale a causa di una differente visione e interpretazione della parola “libertà”. A mio giudizio è indispensabile fare di tutto affinché queste diverse posizioni non si scontrino. È il messaggio che ho voluto veicolare con il video. Dobbiamo continuare a rispettarci. A rimanere uniti al di là delle idee diverse che ognuno può legittimamente manifestare”.
“Prima della votazione – prosegue il Consigliere di Stato Norman Gobbi – abbiamo assistito a un’escalation delle contrapposizioni. Il post voto è ancora difficile da interpretare a livello sociale, soprattutto perché condizionato da una nuova avanzata dei contagi. Ecco, in considerazione di tutto ciò l’appello che ho lanciato a voler “rimanere uniti” vale ancora di più. È un messaggio rivolto a tutti, indipendentemente dalle convinzioni personali”.
Il Consiglio federale venerdì ha deciso di introdurre nuovamente delle limitazioni. “Il Consiglio di Stato ticinese nella consultazione (24 ore per rispondere! ndr) è stato molto critico. Sono state avanzate misure, come quella dell’obbligo del certificato Covid per le cene di famiglia con più di 11 persone, che lasciano il tempo che trovano… Lo scopo principale – al di là di evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere, che fortunatamente il Ticino non sta ancora conoscendo – deve essere quello di scongiurare un secondo lockdown. Non saremmo in grado di sopportarlo, se non con sacrifici che incideranno in modo irreversibile sulla società. E non sto pensando ai danni economici, che di sicuro ci saranno. Sto pensando in particolare alle conseguenze psicologiche per tutti noi, ma soprattutto per le giovani generazioni. I nostri ragazzi ripiomberebbero in una condizione di isolamento. E ciò è estremamente dannoso per il loro sviluppo. Una gioventù che ha già “bruciato” possibilità di aggregazione e di incontri, di praticare sport, di lezioni in presenza e quant’altro negli ultimi due anni. Un nuovo isolamento sarebbe, come detto, davvero molto dannoso”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Coronavirus – Il Cantone alza il livello di guardia

Coronavirus – Il Cantone alza il livello di guardia

Comunicato stampa

La situazione epidemiologica in Svizzera e in Ticino, da alcune settimane, è caratterizzata da un aumento dei contagi da coronavirus e delle ospedalizzazioni, con una tendenza in netto peggioramento negli ultimi giorni. Le autorità cantonali ritengono perciò necessario rafforzare la sensibilizzazione tornando a innalzare il livello di allerta, tramite la modifica dal blu all’arancione della campagna «Distanti ma vicini». Si invita pertanto la popolazione ad applicare scrupolosamente le misure di protezione personale utilizzando la mascherina, rispettando la distanza fisica, curando l’igiene delle mani, sottoponendosi al test al minimo sintomo e vaccinandosi. Alle persone con 65 o più anni, che hanno ricevuto la vaccinazione di base da più di 6 mesi, è fortemente raccomandato di annunciarsi per la dose di richiamo.

La presenza di una variante più contagiosa e letale del virus e l’arrivo dei mesi freddi, più favorevoli alla diffusione del virus, stanno nuovamente facendo crescere i contagi: dall’inizio del mese di novembre, in Svizzera i nuovi contagi giornalieri e le ospedalizzazioni raddoppiano ogni due settimane. Anche a livello internazionale la situazione è considerata critica, con diversi Paesi europei che hanno adottato severe misure di restrizione.

Benché la situazione epidemiologica in Ticino rimanga migliore rispetto a quella degli altri Cantoni, anche a sud delle Alpi la situazione tende a peggiorare. Per questo motivo, dopo cinque mesi caratterizzati dal colore blu, la campagna di sensibilizzazione «Distanti ma vicini» torna al colore arancione: questo indica una fase di allerta accresciuta, e intende richiamare l’attenzione della popolazione sulle misure di protezione personale (mascherina, igiene delle mani, rispetto della distanza nei luoghi affollati, test al minimo sintomo, anche per i vaccinati), e sull’importanza della scelta di vaccinarsi.

Proprio la vaccinazione si sta rilevando in questa fase della pandemia uno strumento particolarmente efficace, di fronte a una variante del virus più contagiosa e letale. Il tasso di somministrazioni in Cantone Ticino, più elevato rispetto al resto della Svizzera, ha finora contenuto la circolazione del virus, ma non è sufficiente per escludere un nuovo sovraccarico delle strutture ospedaliere durante i mesi invernali.

Alle persone con 65 o più anni che hanno ricevuto la seconda dose da più di 6 mesi viene raccomandato di prenotarsi al più presto per ricevere il richiamo vaccinale («booster»). Questa dose permette di aumentare nuovamente il proprio grado di protezione, che in questa fascia di popolazione tende a diminuire più rapidamente con il passare del tempo. La prenotazione può avvenire tramite telefono (0800 128 128, tutti i giorni dalle 8:00 alle 17:30) e tramite la piattaforma online presente su www.ti.ch/vaccinazione.

Le autorità cantonali ricordano infine che la vaccinazione di base e il richiamo – insieme alle altre misure di protezione personali – sono essenziali per frenare la diffusione del coronavirus, e in questa fase della pandemia invitano a prestare la massima prudenza nei contatti con le persone più vulnerabili ed esposte al rischio di decorsi gravi della malattia.