Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e leggi da parte di 7 nuovi agenti di custodia
La cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi dei nuovi agenti di custodia, tenutasi sabato 22 novembre presso l’USI, rappresenta un momento di particolare significato per la sicurezza delle istituzioni ticinesi. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni non nasconde la sua soddisfazione nel vedere giovani professionisti pronti ad assumere responsabilità in un contesto operativo profondamente trasformato.
L’evoluzione del ruolo dell’agente di custodia costituisce secondo Gobbi uno degli elementi più rilevanti della modernizzazione del sistema penitenziario cantonale. “Non parliamo più semplicemente di guardie carcerarie, ma di operatori qualificati chiamati a gestire situazioni di estrema complessità“, osserva, sottolineando come la professione richieda oggi competenze che vanno ben oltre la tradizionale funzione di sorveglianza. La formazione teorica e pratica di otto mesi presso le Strutture Carcerarie Cantonali mira a sviluppare quella sensibilità relazionale indispensabile per operare in un ambiente detentivo caratterizzato da sfide inedite.
La gestione delle problematiche psichiche dei detenuti rappresenta una delle questioni più delicate. Gli agenti si trovano quotidianamente a confronto con persone fragili ed estremamente imprevedibili, spesso affette da disturbi che richiedono un approccio professionale capace di coniugare fermezza e umanità. Gobbi evidenzia come questa dimensione assistenziale necessiti di una maturità personale eccezionale e di una formazione continua garantita attraverso percorsi specialistici sia cantonali che federali presso il Centro svizzero di competenze di Friburgo.
Il sovraffollamento costituisce l’altra grande sfida operativa. Le carceri ticinesi, come quelle dell’intera Confederazione, gestiscono un numero di detenuti superiore alle capacità progettuali originarie. “Il Consiglio di Stato, il Dipartimento con la Divisione della giustizia, la Polizia, la Magistratura e la Direzione delle Strutture carcerarie hanno adottato misure concrete per sostenere il personale“, insiste Gobbi, riferendosi agli interventi mirati ad alleggerire il carico di lavoro attraverso soluzioni organizzative innovative.
Particolarmente complessa si presenta la dimensione multiculturale della popolazione detenuta. Gli stabilimenti ticinesi ospitano persone provenienti da numerose nazionalità diverse, portatrici di culture, religioni, comportamenti ed etnie profondamente differenti. La convivenza forzata amplifica le tensioni, richiedendo agli agenti capacità diplomatiche e sensibilità interculturale. “Gli agenti devono saper navigare quotidianamente tra codici culturali diversi, mantenendo sempre il rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali di ogni detenuto, malgrado atteggiamenti sopra le righe se non manifestamente provocatori“, prosegue Gobbi.
La dichiarazione di fedeltà assume un significato che va oltre il valore simbolico, rappresentando l’impegno solenne a operare nel rispetto delle norme morali e legali anche nelle situazioni più difficili. Il Dipartimento si sta impegnando attivamente per valorizzare una professione che offre concrete possibilità di crescita e specializzazione, dai ruoli nell’unità cinofila al gruppo d’intervento, dalle funzioni di quadro al servizio trasporto detenuti.
Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 30 novembre 2025 de Il Mattino della domenica