Gobbi: «L’asse nord-sud è sotto pressione, servono decisioni rapide»
Il documento che arriverà sul tavolo del Consiglio federale porta la firma di sei cantoni: Basilea Città, Basilea Campagna, Ginevra, Ticino, Vallese e Vaud. Un appello unitario, trasversale alle regioni linguistiche, che solleva una preoccupazione comune:la rete ferroviaria svizzera ha raggiunto i propri limiti di capacità. La risoluzione è stata presentata in occasione del terzo Congresso nazionale delle ferrovie, Bahn26, che si è svolto a Basilea in gennaio. Per il nostro Cantone il documento è stato sottoscritto dal presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, che, unitamente ai suoi colleghi, chiede alla Confederazione un deciso potenziamento dell’offerta e delle infrastrutture ferroviarie. «Per il Ticino avere una rete ferroviaria efficiente è una necessità vitale – spiega Gobbi –l’asse nord-sud è la nostra spina dorsale, rappresenta il principale corridoio del traffico ferroviario transalpino di merci e collega i principali poli svizzeri alla regione metropolitana diMilano».
I punti critici della rete ferroviaria
Già oggi, sottolineano i Cantoni nella risoluzione, le infrastrutture ferroviarie sono sottoposte a una pressione crescente: pendolarismo in aumento, traffico merci intenso e una popolazione destinata a crescere ulteriormente. Su molte linee, traffico viaggiatori e merci convivono sugli stessi binari, con inevitabili ripercussioni sulla puntualità e sulla qualità del servizio. «Alla Confederazione chiediamo segnali chiari –precisa Gobbi –priorità definite, tempistiche certe e finanziamenti adeguati. La rete ferroviaria deve essere in grado di rispondere alla crescente domanda. Questo richiede uno sviluppo dell’offerta e delle infrastrutture adeguato alle reali esigenze, senza indugio».
Le richieste del Ticino
Ogni Cantone ha presentato richieste relative alla realizzazione di progetti all’indirizzo del Consiglio federale e, per il Ticino, la priorità è chiara: rafforzare l’asse nord-sud, migliorando capacità e tempi di percorrenza verso Milano, città che rappresenta il vero capolinea dell’asse ferroviario. Le strozzature nei nodi di Bellinzona, Lugano e Mendrisio, così come sul versante italiano, limitano oggi l’efficienza del Tunnel di base del San Gottardo e penalizzano un servizio ferroviario competitivo, nonostante le distanze ridotte. «AlpTransit ha cambiato il volto della mobilità svizzera – afferma il presidente del Governo –ma senza interventi mirati sui nodi e sul versante italiano rischiamo di non sfruttarne appieno il potenziale».
Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 25 gennaio 2026 de Il Mattino della domenica