Al via la consultazione sulla realizzazione a tappe
Nuovo importante capitolo relativo al dossier della circonvallazione Agno – Bioggio (CAB): si fa infatti largo l’ipotesi di procedere a tappe, a partire dal tratto Bioggio – Piodella, con l’obiettivo di poter beneficiare di un finanziamento federale. È questa, in buona sostanza, la novità annunciata martedì a Bellinzona dal Presidente del Consiglio di Stato e Consigliere di Stato incaricato della Divisione delle costruzioni, Norman Gobbi e dal Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali alla Delegazione delle autorità, che rappresenta gli enti locali e la commissione regionale dei trasporti del luganese.
Un importante aggiornamento che riguarda un’opera infrastrutturale di cui si parla da decenni, e che fa seguito all’incontro, tenutosi lo scorso 20 gennaio a Berna, con il segretario generale del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni (DATEC), Yves Bichsel e con il vice direttore dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), Ulrich Seewer, dal quale è emersa un’apertura in termini di partecipazione finanziaria all’opera.
Ed è sulla scorta di quanto espresso dalle autorità federali che si è deciso di ipotizzare una realizzazione a tappe della CAB, e prima di licenziare (verosimilmente entro la fine dell’anno) un messaggio aggiuntivo per la richiesta di credito, è prevista una consultazione degli enti interessati.
Norman Gobbi: “Un cambio di paradigma non indifferente”
Il Presidente del Consiglio di Stato e Consigliere di Stato incaricato della Divisione delle costruzioni, Norman Gobbi ha annunciato che “c’è ora la disponibilità ad entrare in materia di un finanziamento federale per le grandi opere infrastrutturali, che possono essere inserite nei Programmi di agglomerato. Non abbiamo ancora tutti gli elementi tecnici, ma l’apertura c’è ed è positiva”. Gobbi ha inoltre sottolineato come quello del DATEC e dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale sia “un cambio di paradigma non indifferente, proprio perché fino ad oggi questo tipo di opere sfuggivano a un finanziamento.
Claudio Zali: “Non sarà semplice arrivare sul podio”
Dal canto suo, il Direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali, riferendosi al tracciato della CAB ha sottolineato come “considerato che qualunque sarà il destino della tratta più costosa – ovvero quella che indicativamente dalla Piodella di Muzzano chiude il percorso fino al vallone di Agno, in direzione di Magliaso – la prima parte è un punto fisso di qualsiasi soluzione si voglia adottare. Per cui sta maturando, quale riflessione, l’ipotesi di procedere a tappe. Ciò per tenere conto delle aspettative locali, che mirano al progetto migliore e a non compromettere la possibile apertura da parte di Berna. Un primo passo sensato sarà quello di cercare di contenere al massimo i costi di una prima tappa da realizzare possibilmente con il credito già disponibile (approvato nel 2011), integrato da un credito aggiuntivo che probabilmente sarebbe necessario, ma di un’entità assolutamente ragionevole, rispetto a quanto già disponibile; di sicuro inferiore ai 100 milioni” – ha precisato Zali. Infatti, per questa prima tratta non contestata, quella tra Bioggio e Piodella, l’intenzione è quella di presentare un messaggio all’attenzione del Gran Consiglio entro la fine dell’anno.
Da tre a due comparti: Bioggio e Centrale
Il nuovo approccio prevede, ora una divisione del tracciato in due parti, anziché le tre precedenti (comparto Bioggio, comparto Centrale e comparto Agno). Infatti con la nuova impostazione si raggrupperebbero i primi due comparti, lasciando il terzo per ultimo. La prima tappa comprende la realizzazione dei due comparti di Bioggio e Centrale, con quest’ultimo che termina a circa trecento metri a nord della strada cantonale della Piodella, con l’aggiunta di un nuovo innesto/svincolo presso la Piodella.
A restare fuori dalla prima tappa sarebbe dunque il comparto Agno. Un segmento – va ricordato – fortemente contestato dallo stesso Comune.
Per la prima tappa verrà richiesto un finanziamento federale nell’ambito Programma di agglomerato del Luganese di sesta generazione (PAL6).
Sempre nel PAL 6 verrà indicato anche ciò che si intende realizzare successivamente, ovvero il tratto interrato di Agno, così da presentare un progetto il più possibile strutturato. Per quanto attiene, invece, all’esito dell’esame del PAL 5, che contempla tutta una serie di altre misure e interventi di mobilità, occorrerà attendere fino al prossimo giugno.
La consultazione dei Comuni
Già nei prossimi giorni, gli enti interessati verranno coinvolti in una procedura di consultazione inerente a questo nuovo indirizzo voluto dal Consiglio di Stato. Soltanto successivamente verrà allestito il messaggio – destinato ad approdare in Consiglio di Stato prima e in Gran Consiglio poi, verosimilmente entro la fine dell’anno.
Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 15 febbraio 2026 de Il Mattino della domenica