Centro polivalente di Camorino, è tempo di bilanci

Centro polivalente di Camorino, è tempo di bilanci

Federico Chiesa lascia la direzione per guidare la Polizia comunale di Lugano – Uno degli obiettivi resta però quello di migliorare l’integrazione degli ospiti attraverso un’attività lavorativa

Federico Chiesa, responsabile del Centro polivalente di Camorino, tra qualche settimana lascerà il suo incarico per diventare il nuovo comandante della Polizia comunale di Lugano. A quasi un anno dall’inaugurazione della struttura, è tempo di bilanci.

I numeri del Centro
Attualmente il Centro ospita 119 persone su 164 posti letto disponibili. Il 70% sono uomini, il 30% donne. Sono presenti 11 nuclei familiari. Gli ospiti provengono principalmente da Afghanistan, Turchia ed Eritrea.

L’esperienza maturata
L’esperienza a Camorino, spiega Federico Chiesa alle telecamere del Quotidiano della RSI, gli ha “insegnato tanto: la capacità di ascolto e interagire con persone anche di culture estremamente diverse”.
Il responsabile uscente porterà con sé a Lugano quanto appreso, come per esempio cercare di capire culture e religioni diverse. “Ho proposto varie formazioni per il personale, tra cui una formazione sull’Islam”, racconta. “Abbiamo tanti ospiti che arrivano con questa religione che in parte era sconosciuta a molti e quindi abbiamo seguito una formazione con una persona, un imam, che ci ha presentato le caratteristiche della religione, a cosa fare attenzione e dove essere più sensibili”.

Integrazione attraverso il lavoro
Il Centro di Camorino ha come scopo principale l’accompagnamento nel percorso di integrazione. Avere un lavoro è fondamentale. “Il nostro compito è di colmare i momenti in cui queste persone non hanno attività”, riprende Chiesa. “Ci siamo confrontati con comuni e patriziati per cercare delle attività occupazionali per dare un senso alla loro giornata. È estremamente importante ed è uno degli obiettivi che abbiamo ricevuto”.
Sull’argomento c’è ancora margine di miglioramento. In particolare “per l’occupazione degli ospiti del Centro nelle varie attività di pubblica utilità”, afferma Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni. Ma anche “con l’ambito integrativo gestito da Croce Rossa. Questo è uno degli elementi più critici che abbiamo riscontrato in questo primo anno”.

Un modello da replicare?
Il Centro polivalente di Camorino è il primo gestito dal Cantone. “L’obiettivo del Centro e del progetto è stato quello di poter dimostrare che si riesce a garantire un processo di integrazione per chi viene attribuito al Canton Ticino in qualità di richiedente l’asilo o di rifugiato, con la copertura totale dei fondi federali”, continua Gobbi. L’obiettivo “è quello di non mettere risorse cantonali che, lo sappiamo, sono sempre più in difficoltà”.
Per avere risultati concreti bisogna aspettare ancora qualche anno. Se l’esperienza fosse positiva, potrebbe diventare un modello alternativo in un settore nel quale l’obiettivo, per chi chiede l’asilo, è garantire una vita dignitosa.

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