Dati online, la difesa siamo noi

Dati online, la difesa siamo noi

La settimana scorsa ho ricevuto diverse comunicazioni ufficiali da associazioni ed enti di cui faccio parte. Il contenuto era sempre lo stesso: i miei dati personali potrebbero essere finiti nelle mani sbagliate. È il segno dei tempi. Siamo costantemente connessi; viviamo, lavoriamo e ci informiamo in rete, e ogni servizio che usiamo custodisce una parte di noi. Più cresce la nostra vita digitale, più siamo esposti.

È un tema che in Ticino conosciamo bene. Di recente un servizio online del Cantone è stato sfruttato per raccogliere in modo abusivo i dati dei detentori di veicoli. Un attacco a un fornitore di software d’Oltralpe ha invece esposto i dati di circa 1’ 800 assicurati dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino. In entrambi i casi i sistemi informatici cantonali hanno retto, ma la lezione è chiara: i cybercriminali affinano continuamente le proprie tecniche e colpiscono dove trovano un varco.

Chi gestisce le informazioni personali ha una responsabilità precisa. La Legge federale sulla protezione dei dati chiede a enti, aziende e associazioni di proteggerli con misure tecniche e organizzative adeguate. Chiede anche di notificare le violazioni gravi all’Incaricato federale. È una questione di rispetto verso chi ci affida le proprie informazioni. Vale per l’ente pubblico come per la piccola associazione locale, che spesso custodisce i dati di centinaia di soci.

Alle regole deve però accompagnarsi la consapevolezza. L’ho sempre detto e lo ribadisco: la sicurezza è un compito condiviso, e nel mondo digitale lo è ancora di più. La prima linea di difesa è una cittadinanza informata, che conosce i rischi a cui è esposta ogni giorno. I media riferiscono ormai di continuo di fughe e furti di dati. A ruota seguono e-mail, SMS e telefonate di chi cerca di approfittarne, spacciandosi per una banca, un ufficio pubblico o una cassa pensioni. Riconoscere un messaggio sospetto, resistere al clic d’impulso, verificare attraverso i canali ufficiali: sono gesti semplici che fanno la differenza. Nel dubbio, meglio una telefonata in più all’ente interessato.

Autorità e istituzioni hanno un ruolo centrale, sia nella prevenzione sia nel perseguimento dei reati. Tuttavia, in un quadro sempre più complesso, anche i cittadini sono parte della soluzione. Il nostro compito è quindi coinvolgerli, informarli e tenerli aggiornati. È il principio alla base di Cyber Sicuro, la piattaforma con cui da anni il Dipartimento delle istituzioni mette in rete istituzioni, esperti, enti locali e popolazione.

Proteggere i dati e le infrastrutture significa proteggere le persone. È una responsabilità che riguarda tutti noi e che dobbiamo assumerci, giorno dopo giorno, clic dopo clic.

Opinione pubblicata nell’edizione di sabato 31 ottobre 2026 del Corriere del Ticino