Gobbi: “Grazie per rendere il nostro Paese più sicuro”

Gobbi: “Grazie per rendere il nostro Paese più sicuro”

Airolo e Lugano: nuovi sottoufficiali e nuovi agenti, una scelta al servizio della collettività

In un contesto di crescenti tensioni internazionali, crisi geopolitiche e nuove sfide per la sicurezza, la decisione di mettersi al servizio della collettività assume un significato ancora più importante. La giornata di ieri ha offerto una testimonianza concreta di questo impegno: ad Airolo, con la cerimonia di promozione dei futuri quadri delle Scuole sanitarie 42, e a Lugano, con il giuramento dei nuovi agenti di Polizia, donne e uomini che hanno scelto di mettere le proprie competenze al servizio della collettività. « Dietro ogni uniforme ci sono persone che hanno deciso di assumersi responsabilità importanti. Che si tratti di militi del nostro esercito o di agenti di polizia, il loro impegno rappresenta un contributo concreto alla sicurezza e alla coesione del nostro Paese » ha sottolineato il Consigliere di Stato Norman Gobbi che ha preso parte ai due momenti.

Sono 78 i nuovi sergenti
Sabato mattina, nella Chiesa Parrocchiale di Airolo, si è svolta la cerimonia di promozione della Scuola sanitaria sottufficiali guidata dal Colonnello SMG Marcello Lesnini. Sono stati 78 i soldati promossi al grado di sergente: 55 provenienti dalla Svizzera tedesca, 16 dalla Romandia e 7 dal Ticino. Tra loro figurano 22 donne, di cui una ticinese. Si tratta di un comando che prepara specialisti chiamati a intervenire nei momenti di crisi e di emergenza, a sostegno della popolazione e delle strutture sanitarie. Nel suo intervento, Gobbi ha richiamato il dibattito in corso sul servizio civile, oggetto della votazione federale. “ Voi avete scelto la strada più impegnativa, quella che comporta maggiori responsabilità. Avete deciso di assumervi un compito che richiede disciplina, preparazione e disponibilità a intervenire quando il Paese lo richiede. È una scelta che testimonia senso civico e attaccamento alle istituzioni”. Il Consigliere di Stato ha ricordato l’esperienza vissuta durante la pandemia. “ Durante l’emergenza Covid il Ticino ha potuto contare sul contributo concreto e indispensabile da parte di un’unità sanitaria. Quando ospedali e strutture di cura erano sotto pressione, loro c’erano. Hanno fornito un sostegno essenziale al nostro sistema sanitario e alla popolazione. È in quei momenti che si comprende il valore di un’organizzazione strutturata composta da persone pronte a servire il proprio Paese”.

Al servizio della sicurezza in Ticino
Da Airolo ci spostiamo a Lugano dove nel pomeriggio il Consigliere di Stato ha portato il suo saluto alla Cerimonia di dichiarazione di fedeltà dei nuovi agenti di Polizia. Un momento solenne e carico di emozione, in cui 28 uomini e 8 donne hanno giurato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, entrando ufficialmente in servizio dopo due anni di intensa formazione. “ Da oggi – ha detto nel suo intervento Gobbi – sarete chiamati ad assumervi una responsabilità importante: essere presenti quando serve, intervenire nei momenti difficili e contribuire, con professionalità e dedizione, a mantenere quel bene prezioso che troppo spesso diamo per scontato: la sicurezza”. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha ricordato come, secondo un recente studio del Politecnico di Zurigo, il senso di sicurezza della popolazione svizzera ha raggiunto il livello più basso degli ultimi vent’anni. “ Le crisi internazionali non sono più lontane. Le seguiamo in tempo reale attraverso i media e i social network. In questo contesto il ruolo della polizia assume un’importanza ancora maggiore”.

Impegno per la comunità
Due cerimonie diverse, ma unite dallo stesso valore: la disponibilità a servire il proprio Paese. “ In tempi in cui prevalgono spesso gli interessi individuali, – conclude Gobbi – militi e agenti di polizia testimoniano ogni giorno che il bene comune merita ancora impegno, sacrificio e responsabilità. È anche grazie a loro se la Svizzera e il Ticino restano realtà sicure e preparate ad affrontare le sfide che verranno”.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 14 giugno 2026 de Il Mattino della domenica