Non chiamateli bordelli, per la nuova legge sono “locali erotici”

Non chiamateli bordelli, per la nuova legge sono “locali erotici”

I tempi sono cambiati e benché il Ticino disponesse già di una legge sulla prostituzione, era necessario una revisione totale delle norme risalenti al 2001. Dopo una fase di consultazione, e soprattutto dopo un deciso giro di vite da parte di Ministero pubblico e Polizia cantonale con l’operazione Domino, ora la nuova legge sulla prostituzione è prona per essere sottoposta al Gran Consiglio. Questa mattina a Bellinzona è stata presentata alla stampa. 

Il primo a prendere la parola è stato il consigliere di Stato Norman Gobbi. “La prostituzione è un tema che deve essere affrontato e il Ticino ha dimostrato di essere un precursore. – ha detto il ministro –  La prostituzione esiste nella storia, penso ad esempio alla leggenda della Lupa e di Romolo e Remo, nella letteratura con le opere di Verga, nelle opere come la Traviata o nella musica con la celebre Bocca di Rosa di De Andrè. Sono ambiti nei quali si racconta di una prostituzione con una visione quasi romantica. Ma c’è anche l’aspetto più violento della prostituzione, fatta di sfruttamento e abusi sulle donne. Ed è su quello che dobbiamo intervenire. Il Ticino, ribadisco, è stato il primo cantone ad avere il coraggio politico di affrontarla con una legge, e in questo devo dare atto del buon lavoro svolto dal mio predecessore Luigi Pedrazzini”. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha quindi illustrato i punti principali della nuova legge. 

Perché una nuova legge?

“La legge del 2001 è stata basilare nel recuperare gli steccati e fungere da fondamento per la nuova legislazione” ha affermato Norman Gobbi. Le nuove norme, anche alla luce dei cambiamenti del fenomeno, fissano dei paletti ed è essenzialmente una legge di polizia che permette di combattere la criminalità. Ma non solo. La nuova legge è stata concepita per tutelare la quiete pubblica, il territorio e la salute. Mette in chiaro i regime autorizzativo e dà alle forze dell’ordine gli strumenti per vigilare e controllare i postriboli.

Chiamateli “locali erotici”

La nuova legge è retta su tre pilastri: regime autorizzativo, responsabilità, rafforzamento. Chi vorrà esercitare la prostituzione dovrà annunciarsi alla polizia e dimostrare di essere maggiorenne, presentare un certificato medico, essere sottoposta a regolari indagini cliniche e sarà soggeta a revoca dell’autorizzazione. Le prostitute per poter lavorare dovranno quindi essere iscritte nel Registro cantonale gestito dalla polizia. Il luogo d’esercizio è definito “locale erotico” e ai sensi della legge è ogni luogo (compresi gli appartamenti) dove viene messa in pratica la prostituzione. Anche l’insieme di più stabilimenti è considerato locale erotico.

Il Cantone darà l’autorizzazione in base alle licenze edilizie, integrità del gestore e conformità alle leggi sanitarie. Il gestore assume un ruolo fondamentale per il buon funzionamento del locale erotico ma soprattutto deve garantire che le prostitute non siano sottoposte a sfruttamento e dispongano sempre di un documento di identità. Il problema infatti è che spesso i magnaccia si impossessano dei passaporti delle ragazze impedendo loro di fuggire.

I controlli

La polizia avrà la facoltà di ispezionare i locali erotici così come il Minostero pubblico non avrà più bisogno di un mandato per i controlli. Il Consiglio di Stato inoltre può dare facoltà ad Enti designati ad accedere ai locali per offrire consulenza e supporto alle prostitute.

La situazione attuale pone spesso il problema dell’ubicazione dei locali erotici troppo vicini alle abitazioni. La nuova legge stabilisce che non è possibile esercitare la prostituzione nelle zone destinate principalmente all’abitazione, nelle vicinanze di scuole, ospedali, luoghi di culto, edifici pubblici. I Muincipi potranno anticipare l’orario di chiusura. 

Marco Zambetti (Polizia cantonale): “Per noi è uno strumento utile per il nostro lavoro”

“L’operazione Domino ha permesso di stabilire l’ordine ma anche fatto emergere i pericoli derivanti dal sottobosco criminale che gira attorno alla prostituzione. Questa nuova legge ci permette di fare ulteriore ordine, anche tra chi gestisce i locali” ha detto il tenente della Polizia Cantonale Marco Zambetti che ha aggiunto: “Per noi è importante poter continuare ad ispezionare i locali erotici e questa nuova legge fa chiarezza”.

http://www.liberatv.ch/cms/articolo/10728/non-chiamateli-bordelli-la-nuova-legge-sono-locali-erotici/index.html

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