Esercito e protezione civile, il governo ticinese favorevole alla proposta messa in consultazione dal Consiglio federale. Tema finanze però da chiarire
Sì all’introduzione di una giornata informativa obbligatoria (anche) per le giovani svizzere sul servizio militare e sulla protezione civile, ma la Confederazione sostenga finanziariamente in maniera adeguata i Cantoni per i relativi costi supplementari. Così il governo ticinese sulla proposta del Consiglio federale di estendere l’obbligo di seguire la giornata informativa, ora sancito per gli uomini, alle donne. Per le quali oggi la partecipazione è facoltativa. E per le quali, a differenza dei giovani connazionali di sesso maschile, il servizio militare resterebbe comunque volontario.
‘Pari opportunità rafforzate’
Il Consiglio di Stato accoglie dunque “positivamente” quanto prospettato da Berna. “Questa iniziativa – scrive Bellinzona all’indirizzo del ministro federale della Difesa Martin Pfister – consente alle partecipanti di acquisire il diritto e il dovere di informarsi in modo approfondito sulla nostra politica di sicurezza, nonché di conoscere le numerose possibilità di impegno e le opportunità di carriera offerte dall’esercito e dalla protezione civile”. In tal modo, rileva il governo cantonale, “lo Stato compie un passo concreto verso una maggiore parità tra donne e uomini, contribuendo al rafforzamento delle pari opportunità”. Non solo. L’introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le donne “contribuirà a garantire effettivi a favore del personale dell’esercito e della protezione civile favorendone l’omogeneità”, sottolinea il Consiglio di Stato, osservando che “il presente disegno di legge completa così altre misure attualmente adottate in relazione alle volontà di garantire il necessario effettivo di astretti al servizio”.
‘Onere sproporzionato per i Cantoni’
Nella presa di posizione trasmessa di recente a Berna nel quadro della procedura di consultazione, il governo ticinese affronta anche il capitolo finanziario e al riguardo tiene a evidenziare “l’importanza della collaborazione” tra Confederazione e Cantoni. Sì, perché l’eventuale obbligo anche per le donne di partecipare alla giornata informativa “comporterà dei costi aggiuntivi per i Cantoni”. Ragion per cui Bellinzona propone che la Confederazione “indennizzi in misura adeguata le spese supplementari derivanti dalla formazione”. Per il Consiglio di Stato, il principio dell’indennità “andrebbe fissato in linea di massima a livello di legge”, mentre l’importo “andrebbe disciplinato a livello di ordinanza”. E osserva: “Un’adeguata normativa in materia di indennità coprirebbe quindi i costi supplementari generati dalla Confederazione (esercito e protezione civile sono materie di sua competenza, ndr) secondo il principio della causalità, rafforzerebbe l’accettazione del progetto da parte dei Cantoni e garantirebbe la sicurezza per la pianificazione e per l’esecuzione”. Con l’estensione alle donne dell’obbligo di seguire la giornata informativa vi sarebbe infatti “un raddoppio del numero di partecipanti: a causa della preparazione, dell’attuazione e delle ovvie necessità logistiche ampliate, si prevedono costi supplementari annui pari a circa 3,3 milioni di franchi (costi complessivi stimati in circa 7 milioni di franchi)” sul piano nazionale. “Considerato – prosegue il governo ticinese – come la Confederazione quantifichi i propri costi supplementari annui pari a circa 150’000 franchi, risulta dunque sproporzionato l’onere posto a carico dei Cantoni”.
Insomma, il Consiglio di Stato si dice “favorevole” all’introduzione della giornata informativa obbligatoria anche per le donne, “ritenuto come questa misura rientri nel chiaro interesse della Confederazione, che è in ultima analisi la sola, ed esclusiva, responsabile dell’esercito”. Tornando all’aspetto finanziario, Bellinzona reputa però “inappropriato” – alla luce dei “limitati margini di manovra a livello cantonale”, dell’“elevato onere già derivante da altri compiti imposti dal diritto federale” e del “principio dell’equivalenza fiscale” – che i Cantoni “siano chiamati ad attuare l’estensione della giornata informativa senza un adeguato indennizzo”.
L’estensione alle giovani svizzere dell’obbligo di partecipare alla giornata informativa renderebbe preliminarmente necessaria la modifica della Costituzione federale, tramite votazione popolare. Il nuovo secondo capoverso dell’articolo 59, confezionato da Berna, sarebbe il seguente: “Per le Svizzere il servizio militare è volontario. Sono tenute a partecipare a una manifestazione informativa”. Per il Consiglio federale, come indicato dallo stesso nel comunicare lo scorso novembre l’avvio della consultazione, in caso di accettazione da parte del popolo e dei Cantoni, l’introduzione della giornata informativa obbligatoria per le donne “potrà avvenire il 1° gennaio 2030”.
Ora in Ticino
In Ticino le giornate informative, spiega dal Dipartimento istituzioni il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione (Smpp), il colonnello Smg Ryan Pedevilla, «si svolgono al Centro istruzione della protezione civile a Rivera e a esse sono convocati i cittadini svizzeri maschi che in quell’anno hanno raggiunto la maggiore età». Le giornate, organizzate dalla Smpp, sono più di una e concentrate nel mese di settembre. «Durante questi momenti informativi vengono illustrati ruoli e compiti dell’esercito, del servizio civile e della protezione civile e quindi le varie opportunità che si hanno, nell’ambito della politica di sicurezza della Confederazione, di servire il proprio Paese», ricorda Pedevilla. Nel 2025 le giornate sono state seguite da «1’430 giovani, di cui ottantacinque ragazze, che hanno partecipato a titolo volontario». Le giovani donne, continua Pedevilla, «hanno la possibilità di seguire le giornate insieme ai ragazzi oppure di prendere parte a questi momenti informativi in due sabati e in classi di sole ragazze, con la presenza di ufficiali donne in qualità di relatrici».