Le è stato fornito un quadro aggiornato della situazione di sovraffollamento nelle carceri ticinesi e le sono state illustrate le misure straordinarie adottate per far fronte alla carenza di spazi e per sostenere adeguatamente il personale in una fase caratterizzata da “un’elevata pressione operativa”. La commissione parlamentare di sorveglianza ha incontrato ieri mattina in audizione il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti e il Direttore delle Strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini per fare il punto sulla sovraoccupazione delle prigioni.
La commissione, presieduta dalla deputata dei Verdi Giulia Petralli, “ha potuto constatare come, in un contesto particolarmente complesso, le autorità competenti stiano mettendo in atto ogni sforzo volto a garantire una collocazione adeguata alle persone detenute”. Nella nota l’organo parlamentare esprime inoltre “il pieno riconoscimento e apprezzamento per l’impegno, la professionalità e il senso di responsabilità dimostrati dal personale delle Strutture carcerarie cantonali”. Riunitosi giovedì sera in assemblea (vedi ‘laRegione’ di ieri), il sindacato Vpod ha approvato una risoluzione all’attenzione del Consiglio di Stato, della Direzione delle strutture carcerarie e della stessa commissione parlamentare, formulando nella stessa alcune rivendicazioni. Per il sindacato “vanno rilanciati investimenti coraggiosi del Cantone nelle infrastrutture e nella dotazione di personale”, investimenti che garantiscano nelle carceri “spazi ed effettivi all’altezza dei crescenti bisogni”. Ciò per assicurare condizioni di lavoro adeguate per il personale alle dipendenze delle strutture detentive e condizioni dignitose per chi sta scontando una pena privativa della libertà o si trova in carcerazione preventiva. La Vpod chiede anche “l’esclusione di nuovi programmi di privatizzazione dei servizi penitenziari”. E questo perché ”l’esecuzione della pena costituisce un compito essenziale dello Stato”. Che deve quindi “rimanere in mano pubblica”.
Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 28 febbraio 2026 de La Regione
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Sovraffollamento delle strutture carcerarie: «In atto ogni sforzo per una collocazione adeguata»
«Siamo al 100% al carcere penale (La Stampa, ndr.) e sovraffollati al carcere giudiziario (La Farera, ndr.)». A esporre la situazione, due settimane fa, era stato il direttore delle Strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini. Oggi la Commissione di sorveglianza delle condizioni di detenzione ha incontrato il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti e Laffranchini.
Nel corso dell’incontro, la Commissione è stata aggiornata in merito alla delicata situazione di sovraffollamento che interessa le Strutture carcerarie ticinesi, fenomeno che si riscontra peraltro anche a livello nazionale. Sono state illustrate le misure straordinarie adottate per far fronte alla carenza di spazi disponibili e per sostenere adeguatamente il personale in una fase caratterizzata da un’elevata pressione operativa.
«La Commissione ha potuto constatare come, in un contesto particolarmente complesso, le autorità competenti stiano mettendo in atto ogni sforzo volto a garantire una collocazione adeguata alle persone detenute».
La Commissione desidera infine «esprimere il proprio pieno riconoscimento e apprezzamento per l’impegno, la professionalità e il senso di responsabilità dimostrati dal personale delle Strutture carcerarie cantonali».