Caro Attilio, semplicemente GRAZIE! 

Caro Attilio, semplicemente GRAZIE! 

Il “Conte Zio” non c’è più. Pensando al suo carattere e al suo rapporto con il l fratello minore Nano, mi viene in mente una relazione tra due poli opposti, ma che comunque non potevano esistere l’uno senza l’altro, in politica come in ditta.
I loro uffici in Via Monte Boglia si trovavano uno in fondo a sinistra e l’altro in fondo a destra del corridoio, con quello del Nano maniacalmente ordinato e quello di Attilio disordinatamente ricco di documenti.
Fuoco (Nano) e Acqua (Attilio), di carattere e personalità, tanto che Attilio per Nano era il “pompiere”. Ma in maniera più fine era anche un abile tessitore di alleanze in Gran Consiglio che hanno permesso di portare a casa molti progetti leghisti.

Costruttore Attilio lo era di professione. Incantavano i suoi racconti sui lavori svolti a Ginevra con la ditta e la posa di pietre naturali, oppure sul mega progetto in Africa per la replica della Basilica di San Pietro in Costa d’Avorio. Tanti, poi, i progetti realizzati sul territorio, che gli hanno permesso di affinare conoscenze e relazioni personali e che gli hanno consentito di tastare sempre il polso della gente in Ticino.

Nei suoi occhi splendeva l’acume di chi ha già visto o vissuto o che saprà già come andrà a finire. Quello sguardo che Attilio, quale arbitro, non mollava mai dal campo di calcio. Quella capacità di vedere oltre e di percepire anche cose che altri non vedevano o non volevano vedere. Pensiamo al caso CHIT SA, uno dei primi casi di padroncini italiani istallatisi sul territorio ticinese che hanno creato danni all’economia locale; oppure alla fase di costruzione del LAC, con la miriade di subappalti a ditte di padroncini e con la pietra naturale smacchiata arrivata dal Brasile. Il tempo anche qui gli è stato galantuomo.

Sin dall’inizio della Lega dei Ticinesi Attilio ha assunto ruoli istituzionali. Eletto per la prima volta nel 1991 in Gran Consiglio vi resterà ininterrottamente sino al 2015, assumendone la Presidenza nel 2002. Membro apprezzato della commissione gestione e finanze, era la memoria storica; memorabili erano i suoi documenti ormai datati che raccontavano le stesse cose che si ripetevano ad anni di distanza, confermando quel suo acume e immortale memoria. In Consiglio nazionale venne eletto nel 2003 e fece parte del gruppo parlamentare federale UDC; i suoi aneddoti sulle colazioni con il Consigliere federale Hans-Rudolf Merz, che soggiornava nello stesso albergo, testimoniavano la sua capacità naturale di tessere relazioni.
A fine 2009 annunciò le dimissioni da Palazzo federale, permettendomi di fare staffetta e di subentrargli nel 2010; un gesto più unico che raro in politica, quello di “saper mollare la cadrega”, a dimostrazione della sua grande umanità e della sua lealtà verso gli impegni presi, per i quali io personalmente e molti altri gli siamo riconoscenti. Fu anche Municipale ad Agno, dove la Lega poté prima entrare e poi raddoppiare la sua presenza nell’Esecutivo.

Nel 2013, con la scomparsa del fratello Nano, Attilio rispose presente. Assunse la conduzione della Lega con il ruolo di coordinatore, creando il gruppo dei“colonnelli” e portando poi il movimento al risultato migliore di sempre del 2015, sia a livello cantonale che federale. Sempre nel2013, poco dopo la scomparsa di Nano, festeggiò la conquista del sindaco a Lugano con Marco Borradori, e seppe gestire anche le varie successioni in Consiglio di Stato, conla perdita di Michele Barra in ottobre e lasuccessiva entrata di Claudio Zali. Nel 2016 la presenza leghista sul territorio crebbe ancora; sotto la sua conduzione raddoppiammo i nostri municipali e conquistammo diversi sindaci nei Comuni.

L’arrivo della malattia un anno fa lo allontanò dalla scena politica e si ritirò nell’affetto della famiglia, per passare più tempo con i suoi nipotini, come ebbe modo di dire. Attilio e Nano hanno avvicinato la politica alla gente e la gente alla politica; sono stati infatti bravi reclutatori di giovani e meno giovani che vogliono impegnarsi per la nostra gente e il nostro Paese. Attilio era tenace, umano, consapevole e orientato al fare. Questo suo modo di essere e di fare è stato da esempio per molti di noi. È stato un mentore e un maestro per i leghisti impegnati nelle istituzioni. Come ha detto Michele Foletti: “Ci ha insegnato a fare politica con la P maiuscola!”.

Ci manchi già e ci mancherai caro Attilio. Porteremo dentro di noi il piacere e l’onore di averti conosciuto, di aver condiviso con te tutto il nostro percorso politico, di aver vissuto anche il tuo lato umano e il tuo piacere di stare assieme agli amici, come alla Valascia con Alberto, Darione, Enzo, Fabio, Mario, Piero, … e le belle cene terminate con l’immancabile gelato in porzioni smisurate.

Caro Attilio: con Nano, da lassù, proteggete con il vostro occhio benevolo questo Ticino che tanto avete amato, in questo momento difficile umanamente ed economicamente.
Per quanto hai fatto, insegnato e costruito, caro Attilio ti diciamo semplicemente: GRAZIE!

 

Sulla violenza domestica “teniamo alte le antenne”

Sulla violenza domestica “teniamo alte le antenne”

Siamo attivi e vigili soprattutto in queste delicate settimane

“In queste settimane, in cui in Ticino quasi tutta l’economia ha dovuto tirare il freno e bloccarsi e in cui le amministrazioni pubbliche, da quella cantonale a quelle comunali – e qui ringrazio tutti gli amministratori politici e ogni collaboratore amministrativo dei Comuni – devono garantire solo i servizi essenziali per la necessità di fermare gran parte delle attività con l’obiettivo superiore di salvaguardare la salute di ognuno di noi, la vita quotidiana di gran parte delle nostre famiglie si è del tutto rivoluzionata”.
A esprimersi così è il consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Le mamme, ma anche tanti papà, sono diventate d’un tratto anche maestre, docenti dei loro figli, per seguirli nei compiti scolastici richiesti da una scuola che insegna… a domicilio. È un’esperienza particolare, dalla quale sia il sistema scolastico, ma anche i nuclei familiari trarranno grandi insegnamenti e magari nuovi slanci”.
Questa è la parte bella della medaglia. “Sì, perché non dobbiamo nasconderci anche le difficoltà e il disagio che molte famiglie già vivevano in tempi “normali” e che queste settimane e quelle che verranno potrebbero moltiplicare. La violenza domestica rappresenta un fenomeno doloroso della nostra società, contro il quale abbiamo e mettiamo in campo molte energie per combatterlo, per contenerlo, per prevenirlo.
L’obbligo di convivere sotto lo stesso tetto per un maggior numero di ore può potenziare tale disagio e sfociare in atti violenti. Allora è bene sapere che le istituzioni in questo settore non hanno “chiuso per pandemia”, ma rimangono attive, vigili e pronte a intervenire.
Per la nostra Polizia la protezione delle vittime è come sempre una priorità. La polizia può continuare a ordinare l’allontanamento di una persona violenta dalla propria abitazione e segnalare alle autorità competenti i casi in cui sono minacciati dei minori. Possono ancora essere emanati divieti di contatto e di avvicinamento e le autorità cantonali continuano ad occuparsi dei casi a elevato rischio di violenza. In questo senso le Autorità regionali di protezione, la Camera di protezione, le Preture, il Ministero pubblico e il Magistrato dei minorenni garantiscono la loro operatività.
La rete contro la violenza domestica ha inoltre intensificato la sensibilizzazione alle famiglie. Una rete che quindi rimane vigile, alla quale chi è in difficoltà può rivolgersi in ogni momento. Il mio auspicio è che in questi momenti di crisi in molte persone possa scattare un cambiamento positivo. Ma non dobbiamo nemmeno chiedere gli occhi e dunque è necessario che le istituzioni, così come molti enti
no profit attivi sul territorio possano continuare il loro lavoro”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.


Numeri d’emergenza per chi è vittima di violenza domestica

In caso di timore per la propria integrità o di un proprio famigliare si deve chiamare la Polizia al 117
Per urgenze mediche il 144
Casa Armonia (protezione e accoglienza immediata) raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sopraceneri) 0848 33 47 33
Casa delle Donne (protezione e accoglienza immediata) raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sottoceneri) 078 624 90 70
Servizio per l’aiuto alle vittime di reati, 0800 866 866
Ufficio dell’assistenza riabilitativa / Ufficio di patronato: per gli autori/autrici 091 815 78 71
Consultorio delle Donne: informazioni e sostegno alle donne (Lugano) 091 972 68 68 – 076 248 09 94
Consultorio Alissa: informazioni e sostegno alle donne (Bellinzona) 091 826 13 75