Collina Sud «Mai sentite così tante fake news»

Collina Sud «Mai sentite così tante fake news»

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 del Corriere del Ticino

A Muzzano la fusione spacca il paese e girano informazioni inesatte – Della Santa: «Serve serenità»

Lo spettro dell’aggregazione coatta, tante frecciatine, accuse di non amare il Comune. È stata una discussione vivace, che ha a tratti danzato sulla sottile linea dell’attacco personale, quella di lunedì sera al Centro scolastico di Muzzano, il primo di due incontri di questo tipo con la popolazione in merito alla votazione consultiva del 20 ottobre per l’aggregazione con Collina d’Oro (martedì 17 settembre si bissa a Gentilino). Discussione che ha portato il capo della Sezione enti locali Marzio Della Santa ad affermare di «non aver mai visto un’aggregazione in cui circolano così tante fake news. È un sintomo d’emotività, ma spero che si possa procedere con serenità e rispetto».

La sala a Muzzano era gremita in ogni ordine di posti, circa 150 i cittadini di ambo i Comuni presenti, e – a giudicare dagli applausi a seguito dei vari interventi – più o meno spaccata a metà fra il sì e il no. Come ci si poteva attendere, in quanto a Muzzano col comitato contrario si sono schierati diversi municipali e consiglieri comunali. Uno temi dei temi principali è stato quello dello spettro dell’aggregazione coatta, in caso Muzzano respingerà la proposta d’unione. «Contrariamente alle voci fuorvianti che girano, questo non accadrà», ha detto ad esempio il municipale di Muzzano, Dario Poretti (schierato con il no), che ne ha chiesto conferma al direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, che l’ha esclusa, ricordando che «il Piano cantonale delle aggregazioni è un indirizzo, non un’imposizione», e che il processo aggregativo «deve avere condivisione popolare. Per mia esperienza è un tema che prende poco la testa, un po’ il cuore e tanto la pancia. Eppure quanto vent’anni fa si parlava per il 2020 di un Ticino a 110 Comuni sembrava di bestemmiare in chiesa, e invece oggi ci siamo».

Fra gli argomenti favorevoli all’aggregazione, espressi in particolare dalla sindaca di Muzzano Simona Soldini, vi sono il rafforzamento degli enti locali, la salvaguardia del territorio e un maggiore potere contrattuale: «Se fossimo stati insieme non ci avrebbero portato via il trenino», ha detto un cittadino.

Per i contrari invece si teme una perdita d’autonomia, la chiusura e l’accentramento degli sportelli e il divenire «un’anonima frazione». «I problemi di Collina d’Oro non sono i nostri – ha detto un cittadino – noi siamo la collina di ponente, con altra entità e geografia». «Ci guardiamo in faccia, ma non ci parliamo e non ci conosciamo», ha rincarato un’altra. L’amministrazione di Muzzano è stata anche accusata di non amare il proprio Comune, un’affermazione che alla sindaca Soldini non è piaciuta: «Voler bene a un Comune vuol dire conoscerlo e vedere le sue debolezze, e provare a risolvere. E comunque non stiamo parlando di Milano e Palermo». «Nessuna frazione è anonima a Collina d’Oro», ha invece puntualizzato la sindaca di Collina d’Oro Sabrina Romelli, ricordando che il suo Comune ha già vissuto l’aggregazione della frazione di Carabietta, ben più discosta di Muzzano, senza particolari patemi.

L’ex sindaco di Muzzano Daniele Brugnoni (per i no), infine, ha chiesto se era possibile vincolare i contenuti del progetto aggregativo in modo legale affinché non si rivelino promesse da mercante. Uno strumento simile non esiste, è stato detto. Ma, come spiegato dal consulente Michele Passardi (che ha assistito la Commissione aggregativa), al Gran Consiglio sono stati chiesti dei vincoli. Anche perché quest’aggregazione non riceverà contributi finanziari dal Cantone, essendo le finanze dei due Comuni buone, se non ottime.

E qui risiede la particolarità di questa proposta aggregativa: la proposta non nasce per necessità finanziarie, quanto per opportunità, per diventare nelle intenzioni più forti.

(immagine: www.muzzano.ch)