Donne ed Esercito: “Binomio che si rafforza”

Donne ed Esercito: “Binomio che si rafforza”

L’impegno del Dipartimento delle istituzioni per aumentare il numero di soldatesse

Per il terzo anno consecutivo il numero di donne che iniziano la scuola reclute in Svizzera è in crescita. “È un dato incoraggiante. Il fatto che l’aumento del numero di ragazze si confermi su tre anni è positivo. Significa che l’interesse rimane costante” afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “L’Esercito vuole dare sempre più la possibilità alle donne di seguire una formazione in ambito militare. Oggi la componente femminile è ancora largamente minoritaria. In luglio a livello nazionale, per la scuola reclute estiva sono entrate in servizio 243 donne su un totale di 11.500 giovani che hanno iniziato la scuola. Le ragazze svolgono la scuola reclute su base volontaria. In questo senso si può dare ancora più valore al loro impegno. Stiamo lavorando affinché il numero di soldatesse possa progredire anche in futuro”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Che cosa state facendo per aumentare questo numero? “La sensibilizzazione è il fattore determinante, tenuto conto che per le ragazze non vige l’obbligo del servizio militare. Per questo vengono organizzate giornate informative e ogni giovane di 18 anni riceve a casa una lettera d’invito. In Ticino l’attività è coordinata dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione con buoni risultati. E mi piace sottolineare che a livello svizzero il nostro Cantone è al terzo posto sulla percentuale di ragazze che partecipano a queste giornate informative. Davanti a noi solo il Canton Neuchâtel e il Canton Glarona, che proprio nel 2020 ha realizzato una ottima performance. L’obiettivo posto a livello svizzero è quello di raggiungere il 20% delle potenziali 18enni. Tutti i Cantoni sono molto al di sotto di questo obiettivo. In Ticino ci stiamo avvicinando al 10% e come detto siamo i terzi migliori in Svizzera. Ne deve passare ancora di acqua sotto i ponti affinché si riesca a centrare l’obiettivo. Personalmente però sono ottimista”, precisa Norman Gobbi.

Quali sono i motivi di questo ottimismo? “In primo luogo ogni anno miglioriamo la nostra percentuale. Stiamo facendo un lavoro continuo e in profondità, per cui prevedo un coinvolgimento sempre maggiore di giovani ragazze. Inoltre abbiamo visto, con la crisi pandemica, che le opportunità di intervento per le donne non mancano e questo soprattutto nell’ambito della Protezione civile. La disponibilità di molte ragazze verso un servizio volontario a favore di tutta la popolazione è stato buono. Il loro intervento è stato apprezzato dalla gente. C’è un altro fattore che vorrei sottolineare: sempre di più attraverso il servizio militare si riceve una formazione utile anche nella vita professionale e si sta migliorando la collaborazione tra l’esercito e l’ambito accademico”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

(Immagine: https://www.mediathek.admin.ch/)