Giustizia Cartellino rosso per 651 criminali

Giustizia Cartellino rosso per 651 criminali

 

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 5 giugno 2018 del Corriere del Ticino

Poco più della metà (54%) dei delinquenti stranieri condannati ha subito un provvedimento di espulsione Il Ticino è fra i Cantoni più severi – Norman Gobbi: «È stato recepito in modo corretto il mandato popolare»

Poco più della metà (54%) dei delinquenti stranieri condannati ha subito un provvedimento di espulsione Il Ticino è fra i Cantoni più severi – Norman Gobbi: «È stato recepito in modo corretto il mandato popolare»

Primi bilanci per l’attuazione delle nuove disposizioni del Codice penale sull’espulsione dei delinquenti stranieri, entrate in vigore il 1. ottobre 2016. Per reati quali omicidio, lesioni personali gravi, appropriazione indebita qualificata, rapina, truffa, atti sessuali con fanciulli, matrimonio forzato ecc., a prescindere dall’entità della pena è prevista l’espulsione dai cinque ai quindici anni dal territorio svizzero. Secondo l’Ufficio federale di statistica, in base alle attuali disposizioni, un’espulsione obbligatoria sarebbe possibile in ben 1.210 condanne. Il provvedimento tuttavia è stato deciso nel 54% dei casi. Significa che gli stranieri condannati effettivamente espulsi dal Paese sono stati 651. La giustizia ticinese si è mostrata più severa rispetto alla media nazionale. La quota delle espulsioni infatti è stata del 72%. Su 72 condanne riferite all’articolo 66 del Codice penale, 52 si sono tradotte in un’espulsione.

Un risultato di cui il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi non esita a definirsi soddisfatto. «Il Ticino applica la legge in maniera corretta. Prendiamo ad esempio il Vallese, un Cantone paragonabile al nostro poiché conta una popolazione straniera residente simile ed è anch’esso confrontato con una realtà di confine. Stando alle statistiche, il Vallese si posiziona al di sotto della media svizzera, quindi il 72% raggiunto dal Ticino non può che essere un buon risultato: significa che la nostra giustizia penale ha recepito correttamente il mandato popolare che è stato espresso con la votazione del 2010 sull’espulsione dei criminali stranieri». Per poi aggiungere: «Magari qualcuno si immaginava di poter raggiungere il 100% delle espulsioni, ma occorre ricordare che la legge prevede delle eccezioni. Eccezioni che il giudice penale è chiamato a ritenere, se giustificate».

Bisogna in effetti ricordare che il giudice può rinunciare eccezionalmente a pronunciare l’espulsione se questa costituirebbe per lo straniero un grave caso di rigore personale e l’interesse pubblico all’espulsione non prevale sull’interesse privato dello straniero a rimanere in Svizzera. Il giudice inoltre deve tenere conto della situazione particolare dello straniero nato o cresciuto in Svizzera.

In ogni caso, aggiunge Gobbi, «dire che in Ticino si eseguono le espulsioni in maniera sistematica sarebbe sbagliato: non da ultimo dal momento che le vie di ricorso permettono sempre di porre in evidenza gli elementi sensibili del singolo caso. Poi, chiaramente, sta al giudice valutare una nuova decisione sulla base degli elementi apportati dal ricorrente». Per il consigliere di Stato comunque non ci sono dubbi: «I prossimi anni saranno decisivi per poter applicare la modifica della legge. Quel che è certo è che il Ticino, su questa materia, è più sensibile e ricettivo rispetto ad altri Cantoni. Siamo, magari, più diligenti».

La percentuale delle espulsioni effettive (54%) varia a seconda del permesso di dimora, nonché del tipo e della durata della condanna, ricorda l’UST. Sono stati colpiti da espulsione il 10% dei titolari di permessi B o C condannati e il 71% delle persone con altri statuti. La quota di espulsioni pronunciate era dell’80% per le condanne ad una pena detentiva. Considerando unicamente le condanne a pene detentive di più di sei mesi, questa quota arriva quasi al 90%. Nel caso di pene detentive di meno di sei mesi, tale quota scende al 17%. La quota di espulsioni più bassa (3%) è quella che riguarda le condanne ad una pena pecuniaria.

 

Articolo pubblicato su www.cdt.ch

Ticino tra i “campioni” dell’espulsione

Il nostro cantone percentualmente è risultato tra i primi cantoni a espellere i criminali stranieri – Norman Gobbi su Instagram: “avanti così”

Tra i risultati pubblicati stamane dall’Ufficio federale di Statistica (UFS) riguardo alle condanne penali in Svizzera durante il 2017 ce n’è uno in particolare che ha fatto sorridere il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi.
Questa mattina l’UFS ha infatti pubblicato anche i dati riguardanti le espulsioni di criminali stranieri in caso di pena detentiva. Sui 1’210 casi in totale che riguardavano condanne per infrazione all’articolo 66a del Codice Penale, mediamente in Svizzera lo scorso anno sono state eseguite espulsioni nel 54% dei casi. Nella comparazione intercantonale di questa particolare statistica il Ticino si posiziona al terzo rango con 52 espulsioni su 72 casi (72%). Davanti a noi si trova solo il canton Jura (75%) e il canton Grigioni con cinque decisioni su cinque in favore dell’espulsione (100%).
Norman Gobbi tramite Instagram non ha nascosto la sua soddisfazione per questo risultato: “Il Ticino e la sua Giustizia penale seguono le indicazioni del Popolo sulle espulsioni penali dei criminali stranieri, risultando i più “duri” nell’applicare la norma tra i Cantoni medio-grandi. Avanti così!”.

L’articolo 66a CP
L’art. 66a CP comprende l’elenco dei reati per i quali una persona di nazionalità straniera può essere condannata a un’espulsione per una durata da cinque a quindici anni. Questo articolo prevede anche la possibilità, a determinate condizioni, di rinunciare alla pronuncia di un’espulsione.

 

 

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