Il Tribunale federale respinge i ricorsi e sblocca il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA)

Il Tribunale federale respinge i ricorsi e sblocca il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA)

Il Dipartimento delle istituzioni informa che in data odierna sono giunte le sentenze del Tribunale federale che ha respinto il ricorso del Municipio di Mezzovico-Vira contro la revisione decretata dal Gran Consiglio il 17 marzo 2011 riguardante l’istituzione del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), rispettivamente l’adozione, avvenuta in contemporanea della modifica dell’articolo 2 cpv. 2, 3, 4 e 5 della Legge sulla perequazione intercomunale (LPI). Provvedimento quest’ultimo al quale si sono parimenti opposti, con lo stesso esito, anche il Municipio di Giubiasco ed un Gruppo di cittadini domiciliati nei comuni di Mezzovico-Vira e di Isone.
 
Come si ricorderà, l’idea di dotarsi di un Piano cantonale delle aggregazioni, era nata dall’esigenza di imprimere alla politica di aggregazione un cambiamento strategico volto a ridisegnare la geografia dei Comuni mirando ad una sorta di obiettivo finale secondo un ordine territoriale logico ed efficace. Con la modifica dell’articolo 2 LPI il Consiglio di Stato si è inoltre avvalso della facoltà di subordinare l’erogazione degli aiuti perequativi alla partecipazione da parte del comune beneficiario ad una procedura aggregativa, compatibile con obiettivi e Piano cantonale delle aggregazioni stabiliti dalla nuova Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr).
 
Nelle sue decisioni il Tribunale federale non ha intravvisto alcuna lesione dell’autonomia comunale per i Comuni dovuta all’adozione del PCA e tanto meno dalla connessione tra quest’ultimo e la LPI.
 
Con le odierne sentenze, le revisioni della LAggr e della LPI, la cui pubblicazione sul Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino n. 43/2011, prevedeva l’entrata in vigore al 1° gennaio 2012, poi sospesa dai ricorsi inoltrati, sono ora immediatamente applicabili. È di conseguenza ora data la facoltà al Consiglio di Stato di procedere in tempi brevi alla messa in consultazione sul Piano cantonale delle aggregazioni, elaborato nel frattempo, presso i Municipi, ai quali sarà assegnato un termine di quattro mesi per formulare le loro osservazioni.
 

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