La conferenza OSCE divide, ma il credito è garantito

La conferenza OSCE divide, ma il credito è garantito

Il Gran Consiglio ha dato luce verde al credito di poco più di 4 milioni di franchi destinato a consentire al Cantone di far fronte ai compiti di sicurezza per la Conferenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) prevista a Lugano nel mese di dicembre 2026. Un sì giunto con qualche polemica perché una parte del plenum – rappresentata, con varie sfumature, da UDC, Lega, Avanti con T&L, MpS, PC e Più Donne – ha sostanzialmente messo in dubbio l’utilità della conferenza, criticando anche il suo potenziale impatto negativo per le finanze cantonali.
Tuttavia, con il voto di PLR, Centro, PS, Verdi e PVL, il credito ha incassato 47 favorevoli, 32 contrari e 4 astenuti.

Un po’ di chiarezza
A voler fare sin da subito un po’ di chiarezza, «vista una certa confusione sul tema», è stato in entrata di dibattito il relatore di maggioranza, Fabrizio Sirica (PS): «Con questo messaggio votiamo per accordare al Consiglio di Stato la possibilità di anticipare spese per 4,1 milioni per la sicurezza dell’evento». Spese che, «abbiamo avuto conferma dal Governo», saranno rimborsate nella misura dell’80% dalla Confederazione. Oltre a ciò, Sirica ha voluto chiarire altri due aspetti in particolare. In primis: «Che votiamo o meno questo credito l’evento si terrà comunque, poiché la competenza è del Consiglio federale». In secondo luogo, per via di norme internazionali, la sicurezza dell’evento «dovrà in ogni caso essere garantita». E riguardo al possibile costo, il relatore ha ribadito che si tratta di «un anticipo » e che, considerato il rimborso della Confederazione e il fatto che una buona parte di quella spesa è già contabilizzata a preventivo (come le prestazioni di polizia), «il risultato netto in termini economici » dell’evento potrebbe anche essere positivo per il Cantone. E, al contrario, l’unico impatto reale di bocciare il credito – ha chiosato Sirica – «sarebbe quello di mettere il nostro cantone in una posizione imbarazzante », quella di un cantone essenzialmente «inaffidabile».

Il rischio caos
A non pensarla così, va da sé, il relatore di minoranza Tiziano Galeazzi (UDC), contrario al credito. Il quale, in prima battuta, ha messo in dubbio l’utilità dell’OSCE in questa fase storica, in cui tutto propende verso un conflitto armato. Dopodiché, ricordando il precedente della conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina avvenuta a Lugano nel 2022, il democentrista ha sottolineato il rischio di creare «caos» in città in un momento, quello natalizio, già parecchio movimentato. Senza dimenticare che, come accaduto nel 2022, la conferenza potrebbe infine risultare più costosa di
quanto inizialmente preventivato. E in tal senso Galeazzi si è chiesto come mai non è la Confederazione a pagare il 100% della manifestazione: «La Conferenza è stata voluta dalla Berna federale, che sia la Berna federale a pagare». Soprattutto poiché, a mente del deputato UDC, si tratta di «conferenze che non portano a niente» per la pace e la sicurezza: «È tutto un bla bla…», ha affermato.
A puntare il dito contro l’OSCE, poi, è stato ancora il PC, con il deputato Massimiliano Ay, che è entrato nel vivo della discussione politica: «Con la scusa delle competenze istituzionali, si chiede a questo Parlamento di non discutere dei contenuti politici di un evento che dovremo in parte pagare noi», ha esordito, per poi criticare l’organizzazione, che negli ultimi anni si è «dimostrata inadeguata, rinunciando agli obiettivi di pace e dialogo di quando venne fondata».

Tanti oppure pochi?
A nome del Governo, Norman Gobbi ha invece voluto ricordare al plenum «che questa non è una conferenza di pace o di guerra», bensì una «riunione annuale che i ministri o segretari di Stato tengono regolarmente: è l’assemblea annuale dell’organizzazione e si tiene per tradizione nel Paese che la presiede, in questo caso la Confederazione. E, per volontà del Dipartimento federale degli affari esteri, la scelta è ricaduta su Lugano». Per Gobbi, inoltre, «quattro milioni possono essere tanti o pochi», a dipendenza del punto di vista, ma in ogni caso la proposta di credito «è stata formulata in ottica preventiva sapendo che l’80% sarà coperto dalla Confederazione ». Per un evento che «avrà ricadute economiche» (si pensi ai pernottamenti e alle tasse di soggiorno), con costi «che già oggi abbiamo», come ad esempio «il costo del personale di Polizia, che indipendentemente dall’evento sono a libro paga del Cantone». Detto ciò, per il Governo è pure una buona occasione per dimostrare «che il Ticino è capace di gestire eventi di questo tipo » e per mostrare «la nostra disponibilità a favore della Confederazione nell’assumerci compiti per i buoni uffici della Svizzera nella cooperazione internazionale».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 7 ottobre 2026 del Corriere del Ticino

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OSCE a Lugano, sì al credito per la sicurezza
https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/OSCE-a-Lugano-s%C3%AC-al-credito-per-la-sicurezza–4139633.html