Migranti indisciplinati, sospeso il progetto pilota

Migranti indisciplinati, sospeso il progetto pilota

Congelata la sperimentazione prevista a Pasture per il reparto destinato ai richiedenti l’asilo problematici

Nello sport si dice così: uno a uno, palla al centro. La partita non è ancora finita ma il Ticino ha messo a segno un gol importante. Il progetto pilota voluto dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che intendeva istituire un reparto per richiedenti l’asilo problematici al centro di Pasture, è stato congelato. Un risultato che porta la firma dell’azione coordinata del Governo ticinese e delle autorità locali. All’incontro, che si è tenuto mercoledì scorso al Centro federale d’asilo di Chiasso, erano presenti il segretario di Stato della migrazione Vincenzo Mascioli, la direttrice del CFA di Chiasso Micaela Crippa, il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il direttore del DSS Raffaele De Rosa e i Sindaci di Balerna, Chiasso e Novazzano.

Gobbi: “Un confronto schietto
“È stato un confronto schietto che ha permesso di riattivare il dialogo a seguito di una decisione unilaterale adottata dalla SEM senza nessun tipo di coinvolgimento delle autorità locali e cantonali” ha commentato il presidente Gobbi. Il messaggio del Ticino è stato chiaro: non si possono prendere decisioni con un impatto diretto sul territorio senza un coinvolgimento preventivo. E soprattutto, servono strumenti efficaci sul piano giuridico e operativo per la gestione dei richiedenti l’asilo problematici.

Il precedente di Les Verrières
La richiesta alla SEM di tornare sui suoi passi è rafforzata da un precedente. A inizio maggio 2025 il Comune di Les Verrières (NE), che ospitava sul proprio territorio un centro speciale (CSpec) per l’accoglienza di richiedenti l’asilo particolarmente renitenti, aveva deciso di disdire la convenzione relativa alla gestione. Il Consiglio comunale ha giustificato il provvedimento basandosi soprattutto sul fatto che negli ultimi anni alcuni individui particolarmente problematici avevano provocato svariati danni e assunto comportamenti indecorosi.

Progetto congelato in attesa di garanzie
Ben si comprende dunque la levata di scudi dei tre comuni del Basso Mendrisiotto e del Cantone.  “L’esempio di Les Verrières è emblematico. – sottolinea Gobbi – Il Centro federale è inserito nel territorio del Basso Mendrisiotto e bastano pochi richiedenti l’asilo problematici per avere un grave impatto sulla sicurezza. È un’esigenza già ribadita in più occasioni: servono strumenti giuridicamente solidi per gestire questi casi anche all’esterno della struttura. Separare internamente chi crea problemi, ma lasciarlo uscire con le stesse modalità di chi rispetta le regole, è un pericoloso controsenso”. Proprio di recente sono emersi alcuni episodi preoccupanti: una serie di furti commessi ai danni di un’azienda con sede nelle vicinanze, o ancora una trentina di interventi di Polizia che si sono resi necessari per la gestione di un solo richiedente l’asilo. Per il direttore del Dipartimento delle istituzioni diventa quindi imprescindibile poter disporre di una base giuridica che consenta di applicare provvedimenti disciplinari adeguati e, laddove necessario, misure di contenimento e limitazione della libertà di movimento.

Il Ticino accoglie ma non a discapito della sicurezza
Il congelamento del progetto non chiude il dossier, ma rappresenta un segnale importante. Il Segretario di Stato per la migrazione Vincenzo Mascioli ha parlato di un “incontro produttivo e di una fiducia ristabilita che ha permesso di ripartire da una base comune: la garanzia della sicurezza.” Il Ticino, e il Mendrisiotto in particolare, hanno sempre garantito disponibilità e collaborazione in ambito migratorio ma, per Gobbi, “il dovere di accoglienza non può andare a discapito della sicurezza del territorio.” L’incontro è stato dunque l’occasione per richiamare l’attenzione sulle criticità che il Cantone affronta quotidianamente nel settore dell’asilo. Criticità messe nero su bianco anche in una lettera firmata dal Presidente Gobbi e inviata recentemente al Consigliere federale Beat Jans. Il prossimo appuntamento con la SEM è già stato agendato ed è fissato per fine aprile. La partita non è chiusa, e il secondo tempo sarà decisivo. Ma il messaggio è chiaro: nel campo della sicurezza del proprio territorio, il Ticino vuole giocarsela fino in fondo per tutelare al meglio la cittadinanza.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 22 febbraio 2026 de Il Mattino della domenica