«Vivere la montagna in sicurezza»: prevenzione valanghe ad Airolo-Pesciüm

«Vivere la montagna in sicurezza»: prevenzione valanghe ad Airolo-Pesciüm

Polizia cantonale e Soccorso Alpino in campo per sensibilizzare sci-escursionisti e ciaspolatori su rischi, formazione e uso dell’Artva.

Vivere la montagna in sicurezza, con la giusta formazione e la giusta esercitazione. È quanto si è cercato di fare con la giornata di prevenzione dei rischi legati alle valanghe, proposta nel quadro della campagna Montagne Sicure ad Airolo-Pesciüm. Sul posto erano presenti Gruppo ricerche e constatazioni della polizia cantonale e Soccorso Alpino Svizzero, per sensibilizzare su rischi e buone pratiche in materia di sci-escursionismo e racchettate. Ticinonews si è recata sul posto per saperne di più. 

La giornata
«È una giornata di prevenzione che effettuiamo periodicamente qui a Pesciüm. Qui c’è una piccola formazione teorica, e poi abbiamo installato un campo d’allenamento che simula i sepolti sotto la neve», ci spiega Stefano Mariani, responsabile del Gruppo ricerche e constatazioni. La seconda fase, di esercitazione pratica, si è svolta nel Centro di formazione sulle valanghe, uno spazio appositamente pensato per questo tipo di esercitazioni. Qui gli interessati hanno potuto sperimentare l’utilizzo dell’Artva, la sonda di rilevamento che viene utilizzata per individuare chi dovesse rimanere sepolto dalle valanghe. «Qui si testa con mano il proprio apparecchio, si simulano dei sepolti con delle piastre. L’utente arriva e cerca queste piastre. Una volta trovato deve sondare, sondando, con tre colpi sulla piastra. La stessa dà poi l’esito della ricerca», ci dice Matteo Umiker, caposoccorso della stazione di Lugano del Soccorso Alpino Svizzero.

Sensibilizzazione
La sensibilizzazione ha un ruolo particolarmente prezioso nel periodo del cambiamento climatico, che può rendere più pericoloso un pendio innevato. A maggior ragione, dal momento che si constata un aumento degli appassionati di sport di montagna. D’altra parte, ci sono diversi accorgimenti che permettono di vivere la montagna in sicurezza. «È fondamentale fare periodicamente corsi di formazione con degli esperti, guide alpine ed associazioni. È anche molto importante avere il materiale adeguato, come anche consultare il bollettino meteo. Del giorno della gita ma anche dei giorni precedenti», spiega ancora Mariani. Gli interessati potranno approfittare della prossima giornata di formazione che si terrà ad Airolo-Pesciüm, prevista il prossimo 8 marzo.

Migranti indisciplinati, sospeso il progetto pilota

Migranti indisciplinati, sospeso il progetto pilota

Congelata la sperimentazione prevista a Pasture per il reparto destinato ai richiedenti l’asilo problematici

Nello sport si dice così: uno a uno, palla al centro. La partita non è ancora finita ma il Ticino ha messo a segno un gol importante. Il progetto pilota voluto dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che intendeva istituire un reparto per richiedenti l’asilo problematici al centro di Pasture, è stato congelato. Un risultato che porta la firma dell’azione coordinata del Governo ticinese e delle autorità locali. All’incontro, che si è tenuto mercoledì scorso al Centro federale d’asilo di Chiasso, erano presenti il segretario di Stato della migrazione Vincenzo Mascioli, la direttrice del CFA di Chiasso Micaela Crippa, il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il direttore del DSS Raffaele De Rosa e i Sindaci di Balerna, Chiasso e Novazzano.

Gobbi: “Un confronto schietto
“È stato un confronto schietto che ha permesso di riattivare il dialogo a seguito di una decisione unilaterale adottata dalla SEM senza nessun tipo di coinvolgimento delle autorità locali e cantonali” ha commentato il presidente Gobbi. Il messaggio del Ticino è stato chiaro: non si possono prendere decisioni con un impatto diretto sul territorio senza un coinvolgimento preventivo. E soprattutto, servono strumenti efficaci sul piano giuridico e operativo per la gestione dei richiedenti l’asilo problematici.

Il precedente di Les Verrières
La richiesta alla SEM di tornare sui suoi passi è rafforzata da un precedente. A inizio maggio 2025 il Comune di Les Verrières (NE), che ospitava sul proprio territorio un centro speciale (CSpec) per l’accoglienza di richiedenti l’asilo particolarmente renitenti, aveva deciso di disdire la convenzione relativa alla gestione. Il Consiglio comunale ha giustificato il provvedimento basandosi soprattutto sul fatto che negli ultimi anni alcuni individui particolarmente problematici avevano provocato svariati danni e assunto comportamenti indecorosi.

Progetto congelato in attesa di garanzie
Ben si comprende dunque la levata di scudi dei tre comuni del Basso Mendrisiotto e del Cantone.  “L’esempio di Les Verrières è emblematico. – sottolinea Gobbi – Il Centro federale è inserito nel territorio del Basso Mendrisiotto e bastano pochi richiedenti l’asilo problematici per avere un grave impatto sulla sicurezza. È un’esigenza già ribadita in più occasioni: servono strumenti giuridicamente solidi per gestire questi casi anche all’esterno della struttura. Separare internamente chi crea problemi, ma lasciarlo uscire con le stesse modalità di chi rispetta le regole, è un pericoloso controsenso”. Proprio di recente sono emersi alcuni episodi preoccupanti: una serie di furti commessi ai danni di un’azienda con sede nelle vicinanze, o ancora una trentina di interventi di Polizia che si sono resi necessari per la gestione di un solo richiedente l’asilo. Per il direttore del Dipartimento delle istituzioni diventa quindi imprescindibile poter disporre di una base giuridica che consenta di applicare provvedimenti disciplinari adeguati e, laddove necessario, misure di contenimento e limitazione della libertà di movimento.

Il Ticino accoglie ma non a discapito della sicurezza
Il congelamento del progetto non chiude il dossier, ma rappresenta un segnale importante. Il Segretario di Stato per la migrazione Vincenzo Mascioli ha parlato di un “incontro produttivo e di una fiducia ristabilita che ha permesso di ripartire da una base comune: la garanzia della sicurezza.” Il Ticino, e il Mendrisiotto in particolare, hanno sempre garantito disponibilità e collaborazione in ambito migratorio ma, per Gobbi, “il dovere di accoglienza non può andare a discapito della sicurezza del territorio.” L’incontro è stato dunque l’occasione per richiamare l’attenzione sulle criticità che il Cantone affronta quotidianamente nel settore dell’asilo. Criticità messe nero su bianco anche in una lettera firmata dal Presidente Gobbi e inviata recentemente al Consigliere federale Beat Jans. Il prossimo appuntamento con la SEM è già stato agendato ed è fissato per fine aprile. La partita non è chiusa, e il secondo tempo sarà decisivo. Ma il messaggio è chiaro: nel campo della sicurezza del proprio territorio, il Ticino vuole giocarsela fino in fondo per tutelare al meglio la cittadinanza.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 22 febbraio 2026 de Il Mattino della domenica