«Dopo gli sforzi fatti sarebbe sbagliato non riconcedere le libertà perse»

«Dopo gli sforzi fatti sarebbe sbagliato non riconcedere le libertà perse»

Il consigliere di Stato Norman Gobbi dice la sua sulla possibile uscita dalla pandemia.
«Ci sono state diverse partite negli stadi, con tante persone al chiuso, e non abbiamo visto crearsi focolai», sottolinea.
Sono numeri sempre più incoraggianti, quelli che riassumono l’andamento della situazione epidemiologica nel nostro Paese. Sia a livello nazionale, che cantonale. E in molti si chiedono quanto dovremo ancora aspettare perché le attuali restrizioni vengano abbandonate definitivamente. Il consigliere di Stato Norman Gobbi, ai microfoni di Radio Ticino, si dice favorevole a un imminente cambio di rotta rispetto alle attuali misure.
Traguardi da premiare – «Secondo me la luce in fondo al tunnel c’è», esordisce Gobbi, «proprio perché, l’abbiamo visto, c’è stato un aumento della protezione della popolazione». Per il consigliere di Stato «sarebbe stupido continuare a essere molto fermi sulle misure, perché ora due terzi dei ticinesi hanno già ricevuto almeno una prima dose». Questo significa, spiega, che tra un mese le persone completamente vaccinate saranno ancora più numerose. Vanno poi aggiunti i guariti, «e con loro potremmo arrivare a un 80% circa di popolazione protetta dal virus». Questo risultato dovrebbe essere premiato, sottolinea Gobbi: «Credo che sarebbe un segnale negativo chiedere degli sforzi alla popolazione e poi non riconcedere le libertà che abbiamo perso durante la pandemia».
Risultati promettenti – Unici punti interrogativi, le ferie autunnali degli svizzeri tedeschi, che li porteranno nuovamente in Ticino, e l’intensificarsi del freddo che ci costringerà sempre più all’interno. Ma Gobbi si dice ottimista: «Ci sono state diverse partite negli stadi al chiuso, alla Corner come alla Gottardo Arena, con un alto numero di persone presenti, e non abbiamo visto crearsi focolai».

Da www.tio.ch

Covid e frontiere, “Perplessità in Ticino”

Covid e frontiere, “Perplessità in Ticino”

Il consigliere di Stato Norman Gobbi commenta le nuove misure del CF: “Vedo difficile potere effettuare i controlli alle dogane stabiliti da Berna”

Le opzioni sul tavolo del Consiglio federale erano due: o chiedere un tampone all’ingresso in Svizzera, con un secondo test fra i 4 e i 7 giorni dopo, oppure una quarantena obbligatoria di dieci giorni dopo un primo test negativo, sempre all’ingresso. Le misure si sarebbero applicate a tutti coloro che non dispongono di un certificato Covid.

Il Consiglio di Stato ticinese aveva espresso la sua preferenza nei confronti della prima opzione. Variante che ieri è stata ufficialmente adottata dal Consiglio federale. Su un aspetto però c’è stata divergenza tra Berna e Bellinzona: il Governo cantonale preferiva l’obbligo di presentazione del certificato Covid (o dei test) all’entrata in Svizzera da parte di chiunque, anche di chi aveva espatriato solo per poche ore. La Confederazione ha invece annunciato che nelle zone di frontiera, all’interno delle quali “esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale”, non si richiederà la presentazione della certificazione.

“Nessuna eccezione per più facilità”
“Avevamo chiesto di non avere eccezioni di questo tipo per avere più facilità nei controlli”, ha spiegato il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, intervenuto a Ticinonews ieri sera. “Lo sappiamo: i movimenti lungo il confine sono tanti, non solo per andare a fare la spesa (che è una banalizzazione dei movimenti transfrontalieri), ma anche per andare a fare visita ai propri cari”.

Si attendono precisazioni
Nella sua seduta di venerdì, il Consiglio federale non ha però stabilito cosa intenda con “regione di frontiera”. Il Governo ticinese ora attende chiarimenti in merito: “Se consideriamo la definizione di ‘regione di frontiera’ citata dal Consiglio federale quale ‘zona dai forti scambi economici, sociali e culturali’, beh, la nostra regione di frontiera potrebbe benissimo corrispondere all’intero Nord Italia. Questa formulazione dovrà essere precisata”.

Perplessità dei Cantoni sul secondo tampone condivise
Ieri alcuni Cantoni avevano fatto sapere di essere perplessi sul secondo tampone per chi entra in Svizzera senza certificato. Ciò pone interrogativi sul profilo sanitario e della capacità di controllo da parte delle autorità dell’effettivo rispetto della misura. Gobbi condivide questo punto di vista: “Il virus potrebbe svilupparsi nei giorni successivi al primo tampone. Inoltre, vedo difficile potere effettuare i controlli, di cui i Cantoni, come stabilito da Berna, sono responsabili. Si tratta di un impegno estremamente oneroso. A volte occorre soppesare efficacia ed efficienza”, conclude il consigliere di Stato.

Da www.ticinonews.ch

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/14728491

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 17 settembre 2021 de Il Quotidiano

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Giro di vite all’entrata in Svizzera Gobbi: «Controlli problematici»

Giro di vite all’entrata in Svizzera Gobbi: «Controlli problematici»

Berna ha aperto la consultazione: doppio test negativo o tampone e quarantena

Si prospetta un giro di vite per i non vaccinati che arrivano (o fanno rientro) dall’estero. Per evitare la diffusione del virus e delle sue varianti, il Consiglio federale ha avanzato due proposte, sulle quali i Cantoni dovranno esprimersi entro martedì prossimo. La prima opzione prevede che le persone non vaccinate e non guarite che entrano in Svizzera – indipendentemente dalla loro provenienza – debbano presentare un test negativo all’ingresso. In seguito, dai quattro ai sette giorni dopo l’arrivo nella Confederazione, dovranno effettuare un altro test (a loro spese). La seconda proposta, oltre alla presentazione di un test negativo all’ingresso nel Paese, prevede anche un periodo di quarantena di dieci giorni per i viaggiatori. L’isolamento preventivo potrà essere ridotto dopo sette giorni sottoponendosi a un nuovo tampone. Chi arriva in Svizzera, inoltre, dovrà compilare il modulo di iscrizione elettronico ( Passenger Locator Form) e varrà per chi entra nel Paese con qualsiasi mezzo: a piedi, in bicicletta, in aereo, in treno, in nave, in autobus e in auto. « I controlli saranno intensificati e, se necessario, saranno inflitte multe», specifica il Governo. Esclusi dalle misure i frontalieri, i bambini sotto i 16 anni, i passeggeri in transito e gli autotrasportatori che attraversano la Svizzera.

Niente più lista dell’UFSP
La lista dei Paesi a rischio diramata dall’UFSP viene invece a cadere. «La variante Delta, altamente contagiosa, ha portato a un notevole aumento del numero di casi in molti Paesi nel giro di pochi giorni », precisa l’Esecutivo. Rimane in vigore la lista dei Paesi ad alto rischio della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che stabilisce da quale Paese si può entrare in Svizzera. Una decisione del Consiglio federale è attesa il 17 settembre.

«La vedo dura»
«Da quanto si riesce a capire dalle comunicazioni del Consiglio federale, osservo da un lato una preoccupazione legittima nel volerci tutelare, dall’altro, però, vedo anche la difficoltà nel rendere effettivo quanto si vuole implementare », commenta al Corriere del Ticino il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Il fatto che la misura dovrebbe essere dal mezzo con cui le persone entrano in Svizzera, è problematico, secondo il consigliere di Stato: « Pensiamo banalmente alle decine e decine di ciclisti che nel fine settimana usano le nostre strade, in particolare nel Sottoceneri e nel Locarnese, per i loro giri in bicicletta entrando soprattutto da valichi non presidiati. Anche costoro dovranno essere sottoposti ai controlli». Verificare che la misura sia effettivamente applicata «è condizione indispensabile per la credibilità stessa della misura adottata», prosegue. E lo stesso principio vale «per tutte le restrizioni che il Consiglio federale ha deciso di introdurre da lunedì prossimo e che toccano pesantemente il settore della ristorazione. Ma non solo, se pensiamo anche a tutti gli ambiti sportivi e culturali toccati».

“Sono contrario al certificato generalizzato”

“Sono contrario al certificato generalizzato”

Francia e Italia hanno scelto il Green Pass come strumento anche per bar, ristoranti e altre attività. Gobbi: “Il Governo ne discuterà quando sarà necessario”

“L’estensione del Green Pass in Ticino non è al momento un tema all’ordine del giorno del Consiglio di Stato”. È quanto ha riferito Norman Gobbi ai microfoni di Radio3i, all’indomani delle dichiarazioni del presidente dei direttori cantonali della sanità Lukas Engelberger, che dalle colonne del SontagsBlick ha ipotizzato un più ampio utilizzo del certificato Covid anche in Svizzera.

“Contrario a un uso generalizzato del Green Pass”
“Tutte le misure devono essere proporzionate e condivisibili dalla maggior parte della popolazione. Vediamo come in paesi come la Francia, ma anche l’Italia, non c’è una grande esultanza per una misura generalizzata del Green Pass per accedere a tutti i luoghi pubblici”, spiega Gobbi. Il punto di vista interno è stato riportato dai direttori della sanità pubblica, in particolar modo dal suo presidente Engelberger. “In questo caso devono essere consolidate le posizioni all’interno dei governi cantonali proprio perché ci sono più punti di vista e sensibilità. Come sottolineato da alcuni, gli esercenti non sono dei poliziotti. Personalmente, sono contrario a una generalizzazione del Green Pass”, aggiunge.

Il tema non è in agenda
Il tema del Certificato Covid generalizzato non è attualmente nell’agenda del Consiglio di Stato. “Il Governo ne discuterà quando sarà necessario prendere posizione su eventuali proposte. Quello che sarà in consultazione è la quarta fase di allentamento, pianificata dal Consiglio federale”, ha sottolineato Gobbi.

L’invito di Merlani a farsi vaccinare
Il Medico cantonale in una lettera datata 23 luglio è tornato a sollecitare gli operatori nelle strutture sanitarie a farsi vaccinare. Ma in generale, anche la campagna di vaccinazione in Ticino è rallentata. Secondo Gobbi – però – “non è possibile che passi un obbligo generalizzato al vaccino”. La popolazione, dunque, “deve essere convinta a farsi vaccinare”. “È vero che ci sono settori maggiormente esposti, come quello sanitario ma anche in questi casi gli inviti a farsi vaccinare, come con l’influenza stagionale, non sempre raggiungono i gradi di copertura che ci si potrebbe immaginare”, conclude.

Da www.ticinonews.ch

Vaccino a Giubiasco: ora si scelgono data e ora

Vaccino a Giubiasco: ora si scelgono data e ora

Sul sito del Cantone da oggi è possibile notificare eventuali effetti collaterali della vaccinazione. A Lugano chiudono le iscrizioni a fine luglio

L’accesso alla vaccinazione si fa ancora più semplice: da subito, al centro cantonale di Giubiasco è possibile scegliere data e ora dell’appuntamento. Le iscrizioni per il centro cantonale di Lugano verranno invece chiuse a fine luglio: chi desidera approfittare del centro del Sottoceneri è invitato quindi ad annunciarsi sul sito www.ti.ch/vaccinazione.

Più semplice e immediata
La nuova soluzione informatica che consente di scegliere data e ora del primo appuntamento, sulla base della disponibilità di vaccini al centro cantonale di Giubiasco, permette di rendere più semplice e immediata la vaccinazione per i cittadini che ancora non si sono annunciati. La data del secondo appuntamento sarà concordata direttamente al centro di vaccinazione, durante la prima iniezione. La campagna, lo ricordiamo, è aperta a tutta la popolazione con 12 anni o più e proprio oggi è stata superata la soglia delle 200 mila persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. La scelta dell’appuntamento fra quelli disponibili nel calendario è un’opzione attivata a livello nazionale dal fornitore dello specifico programma informatico.

Si potranno segnalare effetti collaterali
Il Canton Ticino è il primo cantone a poterne approfittare e l’opzione è da subito disponibile per il centro cantonale di Giubiasco sulla piattaforma di registrazione al sito. Per quanto concerne il centro cantonale di Lugano, si conferma che le iscrizioni saranno chiuse entro la fine del mese di luglio. Chi ancora desidera approfittare della possibilità di vaccinarsi al Padiglione Conza è quindi invitato ad annunciarsi. Inoltre, sul sito citato è pure stata aggiunta una pagina tramite la quale è possibile notificare eventuali effetti collaterali della vaccinazione: sono disponibili i formulari e i contatti telefonici dei servizi competenti.

Intanto il biglietto nominale infiamma il tifo organizzato

Intanto il biglietto nominale infiamma il tifo organizzato

Fa discutere la scelta del FC Sion di introdurre la misura a fini sanitari – Gobbi: «In futuro potrebbe essere uno strumento per contrastare il tifo violento»

Certificato COVID e controllo d’identità, dunque. Queste le condizioni per entrare negli stadi a partire da domenica. Ma c’è anche chi si è spinto oltre, introducendo l’uso del biglietto nominale.

In questo senso si è mosso il canton Vallese che per l’inizio della stagione al Tourbillon ha imposto la misura, già applicata, per esempio, in Italia, in Inghilterra e nelle competizioni UEFA.
Una prima a livello svizzero bacchettata dalla stessa Swiss Football League (SFL) e che non ha mancato di suscitare il disappunto del tifo organizzato elvetico. «Per solidarietà con la curva del FC Sion e per manifestare la propria contrarietà ideologica contro la misura, 
molte tifoserie organizzate a livello svizzero resteranno fuori dagli stadi», commenta ancora Campana. In Ticino al momento una simile misura non è prevista, ha spiegato al Corriere del Ticino il consigliere di Stato Norman Gobbi: «Oggi il certificato COVID rende il biglietto nominale superfluo. In futuro, invece, potrebbe essere una misura su cui riflettere per lottare contro il tifo violento».

Settore ospiti blindato
Ma c’è un altro tema sensibile che tocca i club romandi e che sta infiammando il mondo del calcio svizzero. Ovvero la chiusura dei settori ospiti decisa in chiave sanitaria. A Ginevra aprirà solo in settembre. A Losanna si farà il punto in agosto. A Sion si parla di misura provvisoria. Per gli ultrà, invece, è l’ultima provocazione di un sistema che sta sfruttando la pandemia per controllare il tifo organizzato. «A Lugano non vogliamo tenere chiusi i settori ospiti a meno che non vi sia un problema di ordine pubblico », spiega Campana. «Siamo in contatto con la polizia cantonale e con i responsabili delle tifoserie. L’idea, anche per domenica prossima, è di non limitare la presenza del tifo organizzato zurighese». Più in generale, conclude il direttore del FC Lugano, «piuttosto che introdurre biglietti nominali o chiudere il settore ospiti per poi avere in città tifosi che creano problemi, sarebbe forse meglio trovare soluzioni all’insegna del dialogo».

Meno sfumata la posizione del consigliere di stato Norman Gobbi: «Quando, durante l’ultima stagione, si giocava con il pubblico presente, gli oneri per le autorità e per le società sportive sono stati pressoché annullati dall’assenza dei gruppi organizzati della tifoseria avversaria ». Ma, chiediamo, potrebbe essere una via percorribile anche in Ticino sull’esempio romando? «È una valutazione che dovremo fare con i club. Personalmente sono a favore».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 20 luglio 2021 del Corriere del Ticino

(Foto: www.fclugano.com)

“La macchina è in parziale stand by, pronta a ripartire”

“La macchina è in parziale stand by, pronta a ripartire”

Norman Gobbi: “La campagna di vaccinazione ha raggiunto ottimi livelli”

La campagna di vaccinazione in Ticino è proseguita su ottimi livelli nelle ultime settimane. È soddisfatto il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Sentiamolo: “Le ticinesi e i ticinesi hanno risposto molto bene all’invito di vaccinarsi. Soprattutto le categorie considerate a rischio hanno accettato volentieri di sottoporsi al vaccino e i risultati si sono subito visti. Il numero di ammalati ricoverati negli ospedali è sceso in modo progressivo e proprio per alcuni giorni di questa ultima settimana non figurava più alcun degente causa COVID-19. L’organizzazione allestita in Ticino ha contribuito a motivare le persone, anche per i riscontri molto positivi riferiti da tutti coloro che hanno frequentato i nostri centri di vaccinazione. Gli allentamenti decisi il 23 giugno dal Consiglio federale ed entrati in vigore sabato 26 giugno ci prospettano un’estate nel segno di una ritrovata normalità.
Ma occorre mantenere una certa prudenza, con quei comportamenti adeguati spesso ricordati dalle autorità sanitarie”.

Negli scorsi giorni avete annunciato la chiusura dei centri di Mendrisio e di Biasca, dopo quelli di Locarno e di Tesserete. Come mai? “Abbiamo messo, per così dire, parzialmente in stand by la macchina, pronta però a ripartire nei prossimi mesi – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – quando il certificato Covid avrà una valenza rilevante per esempio per poter assistere a una partita di hockey o a un match di calcio. In questo momento il flusso di persone che intendono ancora farsi vaccinare è in diminuzione e riusciamo a gestirlo con i centri di Lugano e di Giubiasco. Abbiamo dimostrato come l’organizzazione abbia un ottimo livello di flessibilità: una macchina che può funzionare a pieno regime e garantire anche più di 25mila vaccinazioni a settimana e in grado di adattarsi nelle differenti regioni del Cantone. Fedeli al principio dell’efficacia e dell’efficienza, oggi diminuiamo… la potenza di fuoco, pronti però, come detto, a riprendere se necessario un ritmo più sostenuto.
Vorrei concludere ringraziando ancora una volta tutte le persone e gli enti coinvolti in questa storica campagna di vaccinazione: dai miei collaboratori della Sezione del militare e della protezione della popolazione, che coordinano l’organizzazione, ai militi di Protezione civile, ai medici, agli infermieri e collaboratori della Federazione ticinese delle ambulanze, per giungere alle aiuto-medico e a quelle persone in disoccupazione che, grazie a questo programma, hanno trovato un lavoro e un’occasione per  rimettersi – magari anche solo parzialmente – nel mondo del lavoro”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Campagna di vaccinazione: superate le 300 mila dosi di vaccino somministrate

Campagna di vaccinazione: superate le 300 mila dosi di vaccino somministrate

Comunicato stampa

Stamattina al Centro cantonale di vaccinazione di Lugano è stata somministrata la trecentomillesima dose di vaccino. La campagna di vaccinazione in Ticino procede spedita: ad oggi oltre un terzo della popolazione è completamente vaccinata.

Procede spedita la campagna di vaccinazione in Ticino tanto che stamattina è stata somministrata a Lugano – uno dei sei centri cantonali di vaccinazione – la trecentomillesima dose di vaccino. Ad oggi sono più di 125 mila le persone completamente vaccinate (35,7%) e più di 175 mila quelle con almeno una dose.

Ricordiamo che attualmente la vaccinazione è possibile per tutte le persone con più di 16 anni. Le iscrizioni sono aperte per i centri di Lugano, Mendrisio, Giubiasco e Biasca, mentre non è più possibile annunciarsi per i centri di Locarno e Tesserete. Considerata la disponibilità contenuta del vaccino Pfizer, somministrato esclusivamente nel centro di Giubiasco, per gli «over 18» si raccomanda l’iscrizione su Biasca (Sopraceneri), rispettivamente Lugano o Mendrisio (Sottoceneri) per poter ricevere il più rapidamente possibile l’appuntamento.

Informazioni sulla vaccinazione e sulla prenotazione online disponibili sulla pagina www.ti.ch/vaccinazione.

Grandi eventi nel Cantone Ticino

Grandi eventi nel Cantone Ticino

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato saluta positivamente le decisioni odierne del Consiglio federale che, oltre a determinare un’ulteriore serie di allentamenti, ha confermato l’ordinanza federale che permetterà di tornare a organizzare, a partire dal 1. luglio, manifestazioni con una larga partecipazione di pubblico. Il Consiglio federale ha anche confermato la fase pilota per il mese di giugno. Ciò permetterà ai Cantoni di concedere a cinque organizzatori la possibilità di svolgere eventi fino a un massimo di 600 persone al chiuso e fino a 1000 persone all’esterno. Lo scopo di questa fase è di testare il corretto svolgimento secondo quanto stabilito dalla specifica ordinanza federale.

Il Consiglio federale ha deciso nella sua seduta odierna di confermare – al termine della consultazione con i Cantoni –  un’ulteriore serie di allentamenti comprese quelle che riguardano i grandi eventi. Questa decisione fornisce una prospettiva alla società e in particolare al settore degli eventi.

Al fine di testare modelli per uno svolgimento sicuro di grandi manifestazioni, l’autorità cantonale competente potrà autorizzare fino a un massimo di cinque sperimentazioni pilota che si svolgeranno tra il 1. e il 30 giugno 2021. L’autorizzazione potrà essere rilasciata solo se la situazione epidemiologica nel Cantone ne permetterà lo svolgimento e se l’organizzatore dell’evento potrà garantire un piano di protezione ben definito.

Visto il numero ridotto di eventi possibili, il Governo ha deciso di concentrarsi su manifestazioni importanti in settori diversi tra loro in modo da raccogliere il maggior numero possibile di informazioni che serviranno come base per lo svolgimento di manifestazioni fino 3000 al chiuso rispettivamente 5000 persone all’aperto a partire da luglio.

Il Consiglio di Stato nel mese di giugno potrà autorizzare fino a cinque eventi in ambito concertistico, in campo sportivo, nel settore congressuale e altri settori. Ricordiamo che oltre ad avere un carattere intercantonale, questi eventi dovranno prevedere un minimo di 300 e un massimo di 600 spettatori se avranno luogo al chiuso e un massimo di 1000 spettatori se svolti all’aperto. Per consentire agli organizzatori di avere la reale possibilità di svolgere eventi, nonché sulla base delle informazioni fornite dall’autorità federale lo scorso 28 aprile 2021 nell’ambito della consultazione con i Cantoni, il Consiglio di Stato ha già individuato tre possibili manifestazioni che soddisfano tutte le caratteristiche degli eventi test. Il Consiglio di Stato valuterà se aumentare il numero dei test a cinque, come indicato oggi dal Consiglio federale. 

Nei prossimi giorni, sulla base dell’ordinanza federale relativa alle grandi manifestazioni, la pagina web del Cantone dedicata alle grandi manifestazioni (www.ti.ch/grandimanifestazioni) verrà aggiornata con le informazioni e i dati di contatto necessari a tutti gli organizzatori che intendono svolgere eventi a partire dal prossimo 1. luglio. L’autorizzazione verrà rilasciata, in maniera analoga all’anno scorso, per il tramite del Gruppo Grandi Eventi istituito dal Consiglio di Stato.