Acque e Montagne sicure in Ticino «Prevenzione? La miglior difesa

Acque e Montagne sicure in Ticino «Prevenzione? La miglior difesa

I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia della sensibilizzazione
«Il Ticino, l’angolo più bello della Svizzera, deve essere anche il più sicuro». Con questo monito del consigliere di Stato Norman Gobbi si è conclusa la presentazione delle nuove immagini delle campagne Acque Sicure e Montagne Sicure. 
Un progetto che rinnova slogan e strumenti di comunicazione, ma che continua a puntare sullo stesso obiettivo: fare prevenzione e aumentare la consapevolezza dei rischi legati alla frequentazione degli ambienti naturali. I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’importanza del lavoro svolto dal Dipartimento delle istituzioni e dai numerosi partner coinvolti nelle campagne di sensibilizzazione. Nonostante il costante aumento di persone che frequentano laghi, fiumi e montagne per attività sportive e ricreative, il numero di incidenti gravi e mortali è infatti rimasto contenuto grazie a un intenso lavoro di informazione, formazione e prevenzione. Per il 2026 le due campagne presentano nuove immagini e slogan inediti: «Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso» per Acque Sicure e «Ogni passo merita rispetto» per Montagne Sicure. Due messaggi che, pur rivolgendosi a contesti diversi, promuovono comportamenti prudenti e responsabili. «Il Ticino è uno dei Cantoni precursori nella prevenzione sulla pericolosità di fiumi e laghi », ha ricordato Gobbi, sottolineando come il successo delle campagne sia il risultato di una «collaborazione costante tra istituzioni, professionisti e cittadini». Sul fronte delle attività acquatiche, la campagna richiama l’attenzione sui pericoli spesso sottovalu-tati di laghi e fiumi: tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in aree non sorvegliate o utilizzo imprudente di canoe. Saranno inoltre confermati i pattugliamenti lungo i fiumi Maggia e Verzasca e il servizio informativo
dedicato ai torrentisti. «La mi-glior difesa, ancora oggi, è la prevenzione», ha sottolineato Marcel Luraschi, responsabile della Sezione lacuale della Polizia cantonale. «I dati registrati dopo la pandemia mostrano una diminuzione degli incidenti, ma in un cantone caratterizzato da un forte turismo giornaliero non possiamo abbassare la guardia».

Non solo fiumi e laghi
Anche la montagna continua ad attirare un numero crescente di appassionati. Un fenomeno che, dopo la pandemia, ha visto avvicinarsi ai sentieri molte persone con un’esperienza limitata. «Abbiamo registrato un forte aumento di frequentatori non necessariamente esperti», ha spiegato Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva Montagne Sicure. «Per questo invitiamo tutti a fare una scelta consapevole, come si legge anche nell’immagine della campagna. Ciò non significa fare una scelta giusta o sbagliata, ma bensì di farla conoscendo le proprie capacità e condizioni esterne». Per rendere le campagne sempre più efficaci, la Commissione ha avviato un’analisi approfondita degli incidenti avvenuti sul territorio. In questo senso, Stefano Doninelli, presidente del consiglio per l’innovazione di Survive, società che aiuta i soccorritori a essere più veloci e sicuri, ha mostrato una serie di dati provenienti da Polizia cantonale, REGA e Soccorso Alpino: «Abbiamo voluto capire meglio dove, quando e in quali condizioni avvengono gli incidenti per orientare in modo più mirato le future azioni di prevenzione », ha spiegato. L’analisi ha individuato le zone maggiormente interessate dagli interventi di soccorso, le fasce orarie più critiche e la distribuzione stagionale degli incidenti. Dai dati emerge inoltre che molti incidenti avvengono anche in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli, segno che il rischio è spesso legato alla sottovalutazione delle difficoltà o a una valutazione non corretta delle
proprie capacità. Proprio il tema del meteo è stato al centro dell’intervento di Stefano Zanini, responsabile del Centro regionale Sud di MeteoSvizzera. «In montagna, come sappiamo, il tempo può cambiare molto rapidamente e oltre a questo il Ticino registra un numero di fulmini nettamente superiori rispetto a tutte le regioni svizzere. Il meteo, dunque, non è solo previsione ma anche prevenzione».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 giugno 2026 del Corriere del Ticino

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‘Inci­denti con­te­nuti, ma non si abbassi la guar­dia’
Mon­ta­gne, laghi e fiumi sono sem­pre più fre­quen­tati. Cio­no­stante il numero di inci­denti gravi e mor­tali è rima­sto con­te­nuto. È in que­sto dato che il Dipar­ti­mento isti­tu­zioni trova con­ferma dell’effi­ca­cia e dell’impor­tanza delle atti­vità di sen­si­bi­liz­za­zione. Un impe­gno, fa sapere il Di in una nota, che si rin­nova anche nel 2026 con una nuova imma­gine coor­di­nata delle cam­pa­gne ‘Acque sicure’ e ‘Mon­ta­gne sicure’ e con mes­saggi aggior­nati per rispon­dere alle nuove moda­lità di frui­zione del ter­ri­to­rio.
“Il Ticino – si legge dun­que nel comu­ni­cato – attira ogni anno un numero cre­scente di visi­ta­tori, in estate come in inverno. Una fre­quen­ta­zione più intensa di laghi, fiumi, piscine e mon­ta­gne comporta ine­vi­ta­bil­mente una mag­giore espo­si­zione ai rischi”. In que­sto con­te­sto, riven­dica il Di, “man­te­nere sta­bili i dati rela­tivi agli inci­denti rap­pre­senta un risul­tato signi­fi­ca­tivo che con­ferma l’impor­tanza del lavoro svolto dalle Com­mis­sioni con­sul­tive dei pro­getti ‘Acque sicure’ e ‘Mon­ta­gne sicure'”, coor­di­nati dallo stesso Dipar­ti­mento. Al con­tempo, evi­den­zia, que­sto risul­tato non deve indurre ad abbas­sare la guar­dia. Tant’è che con­ti­nuare a inve­stire nell’infor­ma­zione e nella sicu­rezza rimane una prio­rità, come sot­to­li­nea il diret­tore del Di Nor­man Gobbi, citato nella nota: “I risul­tati rag­giunti dimo­strano che la pre­ven­zione fun­ziona quando isti­tu­zioni, pro­fes­sio­ni­sti e cit­ta­dini con­di­vi­dono lo stesso obiet­tivo. Die­tro que­sti numeri vi è un impor­tante lavoro di coor­di­na­mento, for­ma­zione e sen­si­bi­liz­za­zione che con­tri­bui­sce con­cre­ta­mente a sal­vare vite umane”.
Come detto, le due cam­pa­gne di pre­ven­zione sono state rin­no­vate dal Di anche per quest’anno e, oltre alle nuove imma­gini, sono stati aggior­nati anche gli slo­gan: “Non tutti i tuffi fini­scono con un sor­riso” per ‘Acque sicure’ e “Ogni passo merita rispetto” per ‘Mon­ta­gne sicure’. Pur rivol­gen­dosi a con­te­sti dif­fe­renti, pre­cisa il Dipar­ti­mento, entrambe le cam­pa­gne per­se­guono gli stessi obiet­tivi: aumen­tare la con­sa­pe­vo­lezza dei rischi, pro­muo­vere com­por­ta­menti pru­denti e for­nire infor­ma­zioni utili a resi­denti e visi­ta­tori.
Per quanto con­cerne la cam­pa­gna ‘Acque sicure’, il Di mette in guar­dia su laghi e fiumi che “pos­sono pre­sen­tare peri­coli spesso sot­to­va­lu­tati. Tuffi in acque tor­bide, cor­renti improv­vise, balneazione in zone non sor­ve­gliate o l’uti­lizzo impru­dente di stand up paddle e canoe senza ade­guati dispo­si­tivi di sicu­rezza pos­sono avere con­se­guenze molto gravi”. Sul fronte della pre­ven­zione, è con­fer­mato il ser­vi­zio di pat­tu­glia­mento lungo i fiumi Mag­gia e Ver­za­sca e nella zona della foce del Cas­sa­rate in col­la­bo­ra­zione con la Città di Lugano. Con­ti­nuerà anche la col­la­bo­ra­zione con le aziende idroe­let­tri­che per la gestione dell’info­line dedi­cata ai tor­ren­ti­sti. Rispetto invece a ‘Mon­ta­gne sicure’, nella nota si evi­den­zia come la mon­ta­gna richieda “pre­pa­ra­zione e con­sa­pe­vo­lezza. Escur­sioni non ade­gua­ta­mente pia­ni­fi­cate, con­di­zioni meteo­ro­lo­gi­che impre­ve­di­bili, per­corsi al di sopra delle pro­prie capa­cità e attrez­za­tura ina­de­guata figu­rano tra le prin­ci­pali cause di inci­dente”. Gobbi, sem­pre citato nel comu­ni­cato, rimarca inol­tre che “l’aggior­na­mento delle cam­pa­gne è il risul­tato di un per­corso di miglio­ra­mento con­ti­nuo che ci per­mette di adat­tare i mes­saggi alle nuove esi­genze del ter­ri­to­rio e ai cam­bia­menti nelle moda­lità di frui­zione della natura”.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 giugno 2026 de LaRegione

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Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso
https://www.tio.ch/ticino/attualita/1932404/non-tutti-i-tuffi-finiscono-con-un-sorriso

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Verso l’estate con Montagne ed Acque sicure, «necessario formare»
https://www.ticinonews.ch/ticino/verso-lestate-con-montagne-ed-acque-sicure-necessario-formare-436052

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Svago in sicurezza
https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3822899
Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 15 giugno 2026 de Il Quotidiano

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Le nuove campagne per acque e montagne sicure
https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Le-nuove-campagne-per-acque-e-montagne-sicure–3822422.html

Acque sicure e Montagne sicure: nuova immagine, stesso impegno

Acque sicure e Montagne sicure: nuova immagine, stesso impegno

Comunicato stampa

I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia e l’importanza delle attività di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento delle istituzioni, insieme ai numerosi partner coinvolti nelle campagne di prevenzione. A fronte di un numero sempre crescente di persone che frequentano laghi, fiumi e montagne per attività sportive e ricreative, il numero di incidenti gravi e mortali è infatti rimasto contenuto grazie a un intenso lavoro di informazione, formazione e prevenzione. Questo impegno si rinnova nel 2026 con una nuova immagine coordinata delle campagne Acque sicure e Montagne sicure e con messaggi aggiornati per rispondere alle nuove modalità di fruizione del territorio.

Il Ticino attira ogni anno un numero crescente di visitatori, in estate come in inverno. Una frequentazione più intensa di laghi, fiumi, piscine e montagne comporta inevitabilmente una maggiore esposizione ai rischi. In questo contesto, mantenere stabili i dati relativi agli incidenti rappresenta un risultato significativo che conferma l’importanza del lavoro svolto dalle Commissioni consultive dei progetti Acque sicure e Montagne sicure, coordinati dal Dipartimento delle istituzioni. Al tempo stesso, questo risultato non deve indurre ad abbassare la guardia. Continuare a investire nell’informazione e nella sicurezza rimane una priorità come sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni: “I risultati raggiunti dimostrano che la prevenzione funziona quando istituzioni, professionisti e cittadini condividono lo stesso obiettivo. Dietro questi numeri vi è un importante lavoro di coordinamento, formazione e sensibilizzazione che contribuisce concretamente a salvare vite umane”.

Una strategia condivisa per la sicurezza
Il Dipartimento delle istituzioni rinnova per il 2026 le campagne Acque sicure e Montagne sicure, che si presentano con una nuova immagine coordinata e due nuovi slogan: “Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso” per Acque sicure e “Ogni passo merita rispetto” per Montagne sicure. Pur rivolgendosi a contesti differenti, entrambe le campagne perseguono gli stessi obiettivi: aumentare la consapevolezza dei rischi, promuovere comportamenti prudenti e fornire informazioni utili a residenti e visitatori.

Acque sicure: “Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso”
Laghi e fiumi possono presentare pericoli spesso sottovalutati. Tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in zone non sorvegliate o l’utilizzo imprudente di stand up paddle e canoe senza adeguati dispositivi di sicurezza possono avere conseguenze molto gravi. Con il nuovo slogan, la campagna richiama l’attenzione sull’importanza della prudenza e della responsabilità personale. Il «tuffo» diventa il simbolo di ogni scelta compiuta nell’ambiente acquatico, ricordando che anche i momenti di svago richiedono consapevolezza e rispetto delle regole di sicurezza. Sul fronte della prevenzione, è confermato il servizio di pattugliamento lungo i fiumi Maggia e Verzasca e nella zona della foce del Cassarate in collaborazione con la Città di Lugano. Continuerà la collaborazione con le aziende idroelettriche per la gestione dell’infoline dedicata ai torrentisti.    

Montagne sicure: “Ogni passo merita rispetto”
La montagna affascina per la sua bellezza, ma richiede preparazione e consapevolezza. Escursioni non adeguatamente pianificate, condizioni meteorologiche imprevedibili, percorsi al di sopra delle proprie capacità e attrezzatura inadeguata figurano tra le principali cause di incidente. Con il nuovo slogan, la campagna invita ad affrontare l’ambiente montano con umiltà e senso di responsabilità. Il «passo» rappresenta ogni progressione sul territorio, a piedi, in bicicletta o attraverso altre attività outdoor, e richiama l’importanza di valutare attentamente i rischi e le proprie capacità.   Il Consigliere di Stato Norman Gobbi sottolinea inoltre: “L’aggiornamento delle campagne è il risultato di un percorso di miglioramento continuo che ci permette di adattare i messaggi alle nuove esigenze del territorio e ai cambiamenti nelle modalità di fruizione della natura”.

Una comunicazione capillare e multicanale
Per raggiungere il maggior numero possibile di persone, le campagne – realizzate prevalentemente nelle lingue nazionali e in inglese – saranno diffuse attraverso un piano di comunicazione integrato e multicanale che prevede affissioni, inserzioni sulla stampa, e-panel digitali e supporti informativi. La pianificazione comprende inoltre una presenza capillare sul territorio mediante installazioni e materiali informativi collocati in punti strategici, nonché la promozione attraverso il sito web e i canali social. Saranno attivate campagne radiofoniche e televisive, oltre all’organizzazione di momenti di sensibilizzazione sul territorio (tra cui quelli al Campo scout cantonale BeSTiale26) e alla partecipazione a eventi popolari sulle rive dei laghi e nelle località montane. L’obiettivo è garantire una presenza costante, riconoscibile ed efficace dei messaggi di prevenzione nei luoghi e nei momenti di maggiore affluenza.
Attraverso informazione, sensibilizzazione e presenza sul territorio, Acque sicure e Montagne sicure continueranno a promuovere una solida cultura della prevenzione, affinché laghi, fiumi e montagne possano essere vissuti da tutti con maggiore consapevolezza e sicurezza.
Gli aggiornamenti, il materiale informativo e i consigli pratici sono disponibili sui siti ufficiali www.montagnesicure.ch e www.acquesicure.ch, oppure sulle pagine Facebook e Instagram di @Ticinosicuro.

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2024

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2024

Comunicato stampa

Ieri, sabato 13 giugno, al Palazzo dei Congressi di Lugano si è tenuta la Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei diplomati e delle diplomate alla Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP 2024). Durante il tradizionale evento, inaugurato dal Capo Sezione formazione capitano Christophe Cerinotti, hanno preso la parola il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il Direttore del Centro formazione di polizia (CFP) Andrea Pronzini. Pure presenti, i rappresentanti delle Autorità politiche e giudiziarie come pure i Comandanti, o loro delegati, dei Corpi di polizia con agenti neodiplomati/e.

Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo aver ringraziato gli ospiti presenti, ha sottolineato “come la sicurezza è uno dei pilastri su cui si fondano la qualità di vita e la prosperità del nostro Paese. È un bene impalpabile che spesso tendiamo a dare per scontato. Il mondo è cambiato. Le crisi internazionali non sono più distanti: le viviamo in tempo reale, sui nostri schermi, attraverso i media e i social network. La percezione della sicurezza della popolazione svizzera ha raggiunto, secondo un recente studio del Politecnico di Zurigo, il livello più basso degli ultimi vent’anni. In questo contesto il vostro ruolo di agenti di polizia assume un’importanza ancora maggiore. Con il vostro impegno contribuirete ogni giorno a rafforzare la fiducia della popolazione nelle istituzioni e nella capacità dello Stato di proteggere la comunità e il territorio. La sicurezza non è un concetto astratto: è ciò che permette alle persone di vivere serenamente, alle famiglie di guardare al futuro con fiducia e alle imprese di investire sul territorio. È un compito condiviso. Da oggi, una parte di questa responsabilità sarà anche nelle vostre mani“.

Rivolgendosi a sua volta alle e ai neo agenti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi si è dapprima congratulato con loro per l’importante traguardo raggiunto a livello di formazione, evidenziando pure che “svolgere la professione di agente di polizia va ben oltre il semplice indossare un’uniforme. Significa rappresentare concretamente i valori del servizio pubblico e della vicinanza ai cittadini. Nel corso della nostra attività siamo chiamati a intervenire quando altri non possono farlo, a proteggere chi si trova in situazioni di vulnerabilità e a garantire ascolto, comprensione e sostegno in ogni momento dell’anno, senza interruzioni. Oggi, non vi viene affidato soltanto un ruolo professionale, ma anche la fiducia della collettività. Una fiducia preziosa che dovrà essere meritata e preservata attraverso l’impegno quotidiano, la trasparenza e la disponibilità, anche nelle circostanze più impegnative”.

Dopo un percorso formativo sviluppatosi sull’arco di due anni, 36 neodiplomati e neodiplomate (19 della Polizia cantonale, 7 della Polizia cantonale Grigioni, 2 della Polizia città di Bellinzona, 3 della Polizia città di Locarno, 3 della Polizia città di Lugano, 1 della Polizia città di Mendrisio e 1 della Polizia militare) sono ora pronti/e ad affrontare una nuova realtà professionale in qualità di agenti formati/e presso i propri Corpi di appartenenza.

“Fai esperienza con prudenza”: sicurezza in moto dal primo giorno

“Fai esperienza con prudenza”: sicurezza in moto dal primo giorno

Comunicato stampa

Prende il via oggi la nuova campagna di prevenzione “Fai esperienza con prudenza”, promossa dal progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Polizia cantonale. L’iniziativa mira a sensibilizzare in particolare i giovani e le giovani conducenti di motoveicoli sull’importanza di acquisire esperienza alla guida in modo graduale e responsabile. L’esperienza, infatti, si costruisce nel tempo attraverso una formazione continua, la conoscenza dei propri limiti, del proprio mezzo e delle condizioni della strada.

L’abbassamento dell’età minima per il conseguimento della licenza di condurre, introdotto nel 2021, ha portato a un aumento delle immatricolazioni tra i giovani e le giovani: dai 15 anni è infatti possibile condurre motoveicoli di categoria motoleggera (meno di 50 ccm e velocità massima di 45 km/h) e dai 16 anni è consentito per la categoria A1 (meno di 125 ccm). Parallelamente, si è registrato anche un incremento degli incidenti che coinvolgono giovani motociclisti/e.
Le statistiche dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) confermano come i motociclisti figurino tra gli utenti della strada maggiormente esposti al rischio di incidente con ferimento. Particolarmente vulnerabile risulta ancora la fascia d’età tra i 15 e i 17 anni. A livello svizzero, nel 2025 il numero di giovani motociclisti gravemente feriti o deceduti è aumentato ancora, con 11 decessi (3 nel 2024) e 154 feriti gravi (153). Anche in Ticino questa tendenza trova conferma, con 44 incidenti della circolazione che hanno coinvolto giovani motociclisti e motocicliste. Se da un lato nel 2025 non si sono registrati decessi (1 nel 2024), dall’altro il numero di feriti gravi è aumentato in modo significativo, passando da 6 casi nel 2024 a 19 nel 2025.
La combinazione tra limitata esperienza di guida e sopravvalutazione delle proprie capacità rende questa fascia d’età particolarmente vulnerabile. È proprio da tale consapevolezza che nasce la campagna “Fai esperienza con prudenza”.
Strade sicure raccomanda in particolare ai più giovani e a chi si avvicina per la prima volta alla guida di un motoveicolo:

  • Acquisisci esperienza gradualmente: inizia con tragitti semplici e aumenta progressivamente la difficoltà. L’esperienza alla guida si costruisce nel tempo.
  • Conosci i tuoi limiti: evita di sopravvalutare le tue capacità. Adatta sempre la guida al tuo livello di esperienza.
  • Conosci il tuo mezzo: impara a conoscere bene il funzionamento del tuo motoveicolo: frenata, accelerazione e comportamento in curva.
  • Evita le distrazioni: la concentrazione è fondamentale: niente telefono o altre distrazioni durante la guida.
  • Continua a formarti: partecipare a corsi di perfezionamento della guida aiuta a migliorare tecnica, sicurezza e consapevolezza dei rischi.

Giornata di prevenzione: appuntamento il 13 giugno 2026

Dopo il successo dell’edizione 2025, anche quest’anno viene riproposta la giornata di prevenzione con il supporto del Fondo di sicurezza stradale (FSS). L’evento si svolgerà sabato 13 giugno presso il centro TCS di Rivera e lungo un percorso stradale appositamente studiato. I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di provare su pista delle Pit Bike, sia a marce sia mono marcia. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di sensibilizzazione e formazione. L’edizione di quest’anno è rivolta in particolare ai giovani e alle giovani conducenti in possesso almeno della licenza di allievo conducente. La partecipazione all’evento è gratuita. La giornata permetterà di affinare le tecniche di guida e migliorare la consapevolezza dei rischi legati alla circolazione stradale.

Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito di Strade sicure (www.stradesicure.ch). La campagna sarà promossa attraverso i canali social della Polizia cantonale, Ticino sicuro e sul sito di Strade sicure. Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina dedicata alla campagna.

Servizio civile e sicurezza: una scelta di responsabilità

Servizio civile e sicurezza: una scelta di responsabilità

Il 14 giugno voteremo sulla modifica della legge federale sul servizio civile. Una scelta concreta, che tocca direttamente la sicurezza del nostro Paese e la coerenza con quanto previsto dalla nostra Costituzione. Per comprenderne la portata, vale la pena fare un passo indietro e contestualizzare il tema. Gli elementi emersi dallo studio “Sicurezza 2026”, recentemente pubblicato dal Politecnico federale di Zurigo, offrono spunti significativi. Sebbene la Svizzera continui a essere percepita complessivamente come un Paese sicuro, il senso di sicurezza della popolazione ha raggiunto il livello più basso degli ultimi vent’anni. Cittadine e cittadini guardano con maggiore pessimismo alla situazione politica mondiale e al futuro del nostro Paese. Parallelamente cresce il sostegno a un esercito forte, mentre diminuisce la quota di chi auspica l’abolizione dell’obbligo di prestare servizio militare.

Dietro questi dati emerge una realtà chiara. Per decenni abbiamo dato per scontato che la Svizzera fosse un angolo d’Europa al riparo dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti armati. La difesa è stata spesso considerata soprattutto una voce di spesa da contenere e ottimizzare. Oggi non è più così. Quanto accade a poche centinaia di chilometri da noi non ci lascia indifferenti. Le immagini provenienti dai fronti di guerra entrano quotidianamente nei nostri smartphone attraverso i media e i social network. La minaccia – sempre più ibrida, diffusa e imprevedibile – è diventata progressivamente più concreta anche nell’immaginario collettivo. Le cittadine e i cittadini svizzeri si sentono meno al sicuro rispetto al passato. È un dato misurabile, non una semplice impressione. E la tendenza è chiara: ci rendiamo conto dell’importanza dell’esercito proprio quando la percezione del rischio aumenta e il pericolo si avvicina. È in questi momenti che l’esercito torna improvvisamente a essere percepito come indispensabile.

La votazione del 14 giugno si inserisce in un dibattito più ampio sulla sicurezza del nostro Paese. Una sicurezza che non può essere improvvisata nel momento del bisogno, ma che va costruita con continuità, lungimiranza e pazienza. Per riuscirci servono risorse, non solo finanziarie e tecniche, ma soprattutto umane. La nostra Costituzione è chiara: il servizio militare rappresenta la regola, mentre il servizio civile costituisce un’eccezione prevista per chi non riesce a conciliare il servizio militare con la propria coscienza. La modifica proposta non abolisce il servizio civile e non mette in discussione il diritto all’obiezione di coscienza. Introduce invece misure mirate per limitare gli abusi e garantire all’esercito le risorse necessarie per adempiere ai propri compiti.

È una modifica che merita sostegno, non per ragioni ideologiche, ma per senso di responsabilità. Un Paese che vuole restare libero deve essere disposto anche a difendersi. E per difendersi servono persone formate, motivate e competenti, non soltanto intenzioni o proclami. È una responsabilità collettiva. Il voto del 14 giugno rappresenta l’occasione per affermarlo con chiarezza.

Opinione di Norman Gobbi pubblicata nell’edizione di venerdì 29 maggio 2026 del Corriere del Ticino

Finanziamento delle spese per gli armamenti – Protezione della popolazione in caso di guerra

Finanziamento delle spese per gli armamenti – Protezione della popolazione in caso di guerra

Comunicato stampa della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (22 maggio 2026)

In occasione della sua assemblea plenaria, la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) ha preso atto con rammarico delle dichiarazioni del capo del DDPS riguardo ai numerosi progetti sottofinanziati dell’esercito e della protezione della popolazione. La CG MPP chiede pertanto che il Consiglio federale, parallelamente all’aumento dell’IVA, promuova ulteriori soluzioni per il finanziamento delle spese per gli armamenti. Inoltre, è stato deciso di sostenere ancora più intensamente le «settimane della sicurezza nelle scuole», avviate con successo.
I direttori cantonali degli affari militari, alla presenza del capo del DDPS, consigliere federale Martin Pfister, e del capo dell’esercito, comandante di corpo Benedikt Roos, hanno discusso il decreto federale relativo al finanziamento delle spese per gli armamenti dell’esercito tramite un aumento dell’IVA. La CG MPP sostiene in linea di principio l’aumento dell’IVA dello 0,8% proposto dal Consiglio federale. Poiché al momento non è chiaro se il decreto federale otterrà le maggioranze necessarie in seno all’Assemblea federale o in un’eventuale votazione popolare, la CG MPP si esprime con forza a favore del perseguimento parallelo di ulteriori varianti di finanziamento.
Nel maggio 2023, la CG MPP ha avviato il progetto «Settimane della sicurezza nelle scuole». Con queste settimane della sicurezza si sensibilizzano i giovani alle questioni della sicurezza e si trasmettono loro conoscenze sulle autorità e le organizzazioni di soccorso e sicurezza, nonché sull’esercito. La domanda di settimane della sicurezza nei cantoni è così elevata che la CG MPP ha deciso di aumentare la propria partecipazione finanziaria.
La guerra russo-ucraina mostra chiaramente quanto, in un conflitto armato, siano coinvolte non solo le forze armate, ma anche le organizzazioni partner della protezione della popolazione. Le discussioni che la CG MPP ha condotto sui temi «Comportamento in caso di crisi e guerra – una guida per la popolazione», «Conclusioni dell’Esercitazione integrata 25» e «Rete sicura di collegamento dati e strategia multicanale» sono strettamente collegate alle misure necessarie per ottimizzare la protezione della popolazione in vista della resilienza in un conflitto armato.

Versione in tedesco

Finanzierung der Rüstungsausgaben – Bevölkerungsschutz im Krieg

Die Regierungskonferenz Militär, Zivilschutz und Feuerwehr (RK MZF) hat anlässlich ihrer Plenarversammlung die Ausführungen des Chefs VBS zu den zahlreichen unterfinanzierten Projekten in Armee und Bevölkerungsschutz mit Bedauern zur Kenntnis genommen. Die RK MZF fordert daher, der Bundesrat möge parallel zur Erhöhung der Mehrwertsteuer zusätzliche Varianten zur Finanzierung der Rüstungsausgaben vorantreiben. Zudem wurde beschlossen, die erfolgreich gestarteten «Sicherheitswochen in den Schulen» noch stärker zu unterstützen.
Die kantonalen Militärdirektorinnen und -direktoren haben in Anwesenheit des Chefs VBS, Bundesrat Martin Pfister, sowie des Chefs der Armee, Korpskommandant Benedikt Roos, den Bundesbeschluss über die Finanzierung von Rüstungsausgaben der Armee durch eine Erhöhung der Mehrwertsteuer erörtert. Die RK MZF unterstützt grundsätzlich die vom Bundesrat vorgeschlagene Erhöhung der Mehrwertsteuer um 0,8%. Da zum aktuellen Zeitpunkt unklar ist, ob der Bundesbeschluss in der Bundesversammlung resp. bei einer Volksabstimmung die erforderlichen Mehrheiten finden würde, spricht sich die RK MZF mit Nachdruck dafür aus, weitere Finanzierungsvarianten parallel voranzutreiben.
Im Mai 2023 hat die RK MZF das Projekt «Sicherheitswochen in den Schulen» angestossen. Mit den Sicherheitswochen werden die Jugendlichen für Sicherheitsfragen sensibilisiert und ihnen Kenntnissen über die Behörden und Organisationen für Rettung und Sicherheit sowie der Armee vermittelt. Die Nachfrage nach Sicherheitswochen ist in den Kantonen so gross, dass die RK MZF beschloss, ihre finanzielle Beteiligung zu erhöhen.
Der Russisch-Ukrainische Krieg macht deutlich, wie stark nicht nur Streitkräfte, sondern auch die Partnerorganisationen des Bevölkerungsschutzes in einem bewaffneten Konflikt zum Einsatz kommen. Die Diskussionen, welche die RK MZF zu den Themen «Verhalten in Krise und Krieg – ein Ratgeber für die Bevölkerung», «Erkenntnisse aus der Integrierten Übung 25» sowie «Sicheres Datenverbundnetz und Multikanalstrategie» geführt hat, stehen denn auch in engem Zusammenhang mit den Massnahmen, die zur Optimierung des Bevölkerungsschutzes im Hinblick auf die Resilienz im bewaffneten Konflikt zu treffen sind.

 

Salpare verso l’estate, ma in sicurezza

Salpare verso l’estate, ma in sicurezza

La polizia lacuale ticinese si prepara a una nuova stagione ed esorta chi frequenterà laghi e fiumi a rispettare le regole – A causa delle crisi mondiali, si preannuncia un’estate di grande affluenza

Col primo sole, le rive della Svizzera italiana verranno prese d’assalto. Tra prevenzione, salvataggi e controlli, il responsabile ticinese della polizia lacuale, Marcel Luraschi, conferma a Il Quotidiano che in estate il lavoro non manca. Anche perché le barche immatricolate in Ticino sono 6700, mentre gli agenti che pattugliano i laghi e i fiumi del Cantone sono cinque.

Obiettivo: sicurezza
Tendenzialmente puntiamo sempre sulla sicurezza, quindi controlliamo l’equipaggiamento che deve essere presente, come il giubbotto di salvataggio o l’estintore. Poi, chiaramente, i documenti personali, dalla patente al libretto del gas di scarico, che è obbligatorio sui natanti.” Tra le infrazioni più diffuse, spiega Luraschi, l’assenza della “seconda persona a bordo quando si fa sci nautico. La zona rivierasca interna, poi, è dove ogni anno riscontriamo numerose infrazioni. Ma questo è dovuto anche al turismo di massa che arriva in Ticino: per guardare le casette o trovare un ristorante, navigano parallelamente anche a 50-100 metri da riva.”
Sempre più frequenti, poi, sono gli interventi di soccorso alle imbarcazioni, rimaste senza benzina o sorprese da un temporale. “Quando il lago comincia a diventare scuro, increspato, è un segnale che sta arrivando un temporale”, avvisa il responsabile della polizia lacuale. “La gente aspetta veramente troppo tempo per rientrare a riva, per mettersi in sicurezza e chiudere l’imbarcazione per prevenire danni.”

Grande incognita della stagione, l’affluenza
Durante la pandemia i turisti si erano riversati in massa sui laghi. Quest’estate, con un quadro internazionale non ottimale per i viaggi lontani, potrebbe ripetersi lo scenario, afferma Marcel Luraschi. “Con tutti questi imprevisti, secondo noi ci troveremo con più affluenza di natanti e di bagnanti. Non solo nei laghi, ma anche nei fiumi.” Decisiva, dunque, sarà la prevenzione.
La polizia lacuale esorta a facilitare la convivenza rispettando le regole, a tenere sotto controllo l’alcolemia e a valutare bene le condizioni meteo.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Salpare-verso-l%E2%80%99estate-ma-in-sicurezza–3745315.html

Bando di concorso aspiranti 2027

Bando di concorso aspiranti 2027

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che oggi è stato pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi/e aspiranti gendarmi e per la Polizia cantonale, di nuovi/e aspiranti ispettori/trici di Polizia giudiziaria per la Polizia cantonale e di nuovi/e aspiranti agenti per le polizie comunali di Bellinzona, Chiasso, Losone, Locarno, Lugano e Mendrisio.
I candidati e le candidate ammessi/e seguiranno la Scuola di polizia a partire dal 01.03.2027.
Il percorso formativo che conduce all’Esame professionale per il conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di polizia prevede un primo anno quale aspirante presso la Scuola di polizia del V circondario (SCP) e un secondo anno in qualità di gendarme/agente/ispettore(-trice) in formazione presso i Corpi di appartenenza.
Come di consueto, per accedere a questa formazione biennale l’idoneità dei candidati e delle candidate sarà verificata attraverso un processo di selezione. La decisione sull’assunzione degli e delle aspiranti giungerà al più tardi entro tre mesi prima dell’inizio della formazione.
Le candidature vanno inoltrate entro il 29.04.2026 (fa stato il timbro postale). Il 17.04.2026 dalle 19 alle 22 si terrà una serata informativa presso l’Auditorium della Scuola Cantonale di Commercio in viale Stefano Franscini 32 a Bellinzona.
Il bando di concorso, le modalità di iscrizione ai test fisici e i formulari possono essere consultati/scaricati dal sito internet della Polizia cantonale al seguente indirizzo: www.ti.ch/scuoladipolizia

«Una casa comune per il mondo ICT e digitale»

«Una casa comune per il mondo ICT e digitale»

ATED si trasforma in associazione mantello, avviando «una nuova era per la rappresentanza del settore digitale ticinese».

Un cambiamento «epocale, atteso e auspicato negli anni» oggi diventa realtà: l’assemblea del 26 marzo segna una data storica per ATED – Associazione Ticinese Evoluzione Digitale, che evolve ufficialmente in associazione mantello nel campo digital e tech. Un passaggio che va ben oltre un aggiornamento statutario «e che rappresenta una nuova visione della rappresentanza del mondo tecnologico ticinese. La trasformazione è stata presentata in conferenza stampa con emozione e orgoglio, a coronamento di un percorso lungo 55 anni».

I numeri del settore digitale – Quella «che si può definire una vera e propria rivoluzione» nasce dai profondi cambiamenti del settore». Nel 1971, anno di fondazione di ATED, gli operatori del comparto erano poche decine. Oggi in Ticino si contano oltre 16’000 professionisti ICT, che diventano circa 18’000 includendo media e marketing digitale. Nel tempo si è passati dagli elaboratori di dati ai tecnici informatici, fino ad arrivare a un panorama che oggi comprende oltre 200 professioni ICT. «Non si tratta più solamente di un settore, ma di un intero ecosistema – sottolinea il presidente Luca Mauriello – Oggi in Svizzera circa una persona su dieci lavora nel digitale: un dato che richiede una nuova forma di rappresentanza».
 
«Le associazioni di categoria: una risposta verticale ai bisogni» – Fino a oggi, questo ecosistema non disponeva di una rappresentanza strutturata capace di ascoltare, comprendere e tradurre i bisogni delle diverse professioni. Da qui nasce la scelta di ATED di diventare associazione mantello:una “casa comune” per il mondo digitale, dove professionisti e aziende possano sentirsi rappresentati, tutelati e valorizzati. «Vogliamo creare uno spazio in cui tutte queste professioni possano riconoscersi e trovare un punto di riferimento», afferma la direttrice Cristina Giotto Boggia. Il nuovo assetto prevede la nascita di quattro associazioni di categoria: APICT, Associazione Professioni ICT Ticino, presieduta da Luca Mauriello, con l’obiettivo di avviare tra i tanti progetti anche uno studio di fattibilità per un albo professionale ICT. Cyber Ticino, presieduta da Alan Vananti, focalizzata sulla cyber sicurezza . Digital Ticino, guidata da Cristina Giotto Boggia, dedicata allo sviluppo della digitalizzazione. DPO Ticino, presieduta da Siro Migliavacca, centrata sui temi di data protection e privacy. «L’albo professionale sarà uno strumento fondamentale per definire competenze e requisiti di accesso al settore – evidenzia Mauriello – Oggi mancano riferimenti chiari su cosa significhi realmente lavorare nel mondo ICT». Le quattro associazioni opereranno in modo coordinato, con ambiti distinti ma fortemente interconnessi.
 
Le finalità dell’associazione mantello – La nuova ATED si pone il macro obiettivo della rappresentanza istituzionale. «Diventare una voce autorevole a supporto di politica, istituzioni, parti sociali e commissioni tecniche. Oggi il settore ICT soffre infatti di una criticità evidente:la mancanza di una rappresentanza competente e riconosciuta, in grado di interpretare un ambito complesso e in continua evoluzione. ATED intende colmare questo vuoto, contribuendo attivamente alla definizione di condizioni quadro per il settore, attrattività delle professioni digitali, sviluppo delle competenze e politiche formative. L’associazione è già attiva nella formazione con percorsi federali (APF) in ambiti strategici come Cyber Security, Digital Collaboration, Business AI e Multimedia Content Creation».
 
Sensibilizzazione e cultura digitale – Un secondo obiettivo fondamentale è la diffusione della cultura digitale. I dati mostrano infatti una forte discrepanza tra competenze avanzate e competenze di base:quasi un terzo della popolazione non possiede competenze digitali sufficienti. Temi come digitalizzazione, intelligenza artificiale, cyber sicurezza e protezione dei dati risultano ancora poco compresi, rendendo necessaria un’azione strutturata di sensibilizzazione.
 
Il sostegno delle istituzioni – Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, impossibilitato a partecipare, ha inviato un videomessaggio: «Il fatto che ATED abbia scelto di affrontare nuove sfide ed evolversi in un’associazione mantello, capace di riunire tutti i professionisti del settore digitale, rappresenta una scelta strategica. Così come è strategica la volontà del Consiglio di Stato di promuovere la trasformazione digitale del Cantone. L’auspicio è che il Gran Consiglio possa presto raccogliere questo indirizzo e tradurlo in una strategia concreta ed efficace».
 
Uno sguardo al futuro – Con questa evoluzione, «ATED rafforza il proprio ruolo di punto di riferimento per il territorio, rappresentando centinaia di soci e migliaia di professionisti. Una trasformazione che segna l’inizio di una nuova fase:più strutturata, più rappresentativa e più vicina ai bisogni reali del mondo digitale. Una casa comune per un settore che oggi è, a tutti gli effetti, un ecosistema».