Natale con i tuoi in sicurezza con noi

Natale con i tuoi in sicurezza con noi

Comunicato stampa

Dal 1° al 24 dicembre 2025 la Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), ripropone l’operazione di prevenzione PREVENA, volta a garantire maggiore sicurezza durante il periodo dell’Avvento e a sensibilizzare la popolazione sui rischi di furti nei veicoli, nei centri urbani e nei luoghi di acquisto. 

Con l’inizio delle settimane che precedono il Natale, tra luminarie, mercatini e corsa ai regali, aumenta l’afflusso di persone nei centri urbani e nelle principali aree commerciali del Cantone.
Un contesto segnato da giornate più buie e da spazi affollati, che può offrire maggiori opportunità a chi intende commettere furti, sia nei veicoli sia approfittando di momenti di distrazione durante lo shopping.
Da oltre 18 anni, PREVENA mira a tutelare la popolazione in un periodo particolarmente sensibile, rafforzando la cultura della prevenzione e promuovendo comportamenti attenti e responsabili in collaborazione con le forze dell’ordine sul territorio.
Nel mese di dicembre la Polizia aumenterà la propria presenza nei principali centri urbani e nelle aree commerciali del Cantone. Le pattuglie saranno maggiormente visibili nelle ore diurne e, in alcune giornate, anche nelle fasce pomeridiane e serali, con l’obiettivo di prevenire furti e reati legati al maggiore afflusso di persone. L’attività comprenderà pattugliamenti mirati, controlli sul territorio e momenti di contatto con la popolazione.

Consigli di prevenzione
Le festività rappresentano un’occasione di convivialità e incontro, ma possono anche trasformarsi in motivo di spiacevoli sorprese se non si adottano alcune misure di prudenza. La Polizia cantonale invita quindi cittadine e cittadini a prestare attenzione e a non sottovalutare piccoli gesti di cautela che possono fare la differenza. Di seguito alcuni accorgimenti utili per tutelare la propria sicurezza e i propri beni durante lo shopping e gli spostamenti.

Quando portate con voi borse e portafogli: 
– Tenete borse, borsette e zaini sempre sotto controllo, evitando di appoggiarli su sedie, carrelli o altri supporti senza sorveglianza.
– Portate le borse a tracolla sul davanti e assicuratevi che siano ben chiuse, soprattutto nelle aree affollate come mercatini e centri commerciali.
– Aprite borse e portafogli solo quando necessario e, per quanto possibile, evitate di mostrare oggetti di valore o grosse somme di denaro in pubblico.
– Riponete portafogli e portamonete nelle tasche interne della giacca o all’interno della borsa, evitando tasche esterne o facilmente accessibili.

Quando lasciate l’automobile:
– Scegliete, quando possibile, posteggi ben illuminati e, nelle ore serali o notturne, strutture sorvegliate.
– Non lasciate mai le chiavi all’interno del veicolo, neppure se parcheggiato nel vostro garage.
– Prima di allontanarvi, verificate di aver chiuso correttamente tutte le portiere e il bagagliaio.
– Chiudete completamente finestrini e tettucci apribili.
– Evitate di lasciare in auto oggetti di valore, borse o documenti personali: portateli con voi oppure custoditeli in modo da non renderli visibili.
– Dopo aver attivato la chiusura, controllate, anche a qualche passo di distanza, che il veicolo sia effettivamente bloccato.

Grazie alla collaborazione di ciascuno, le feste possono rimanere un momento di serenità e sicurezza per tutte e tutti.

Flyer

Oltre la traccia – Imparare a conoscere la montagna d’inverno

Oltre la traccia – Imparare a conoscere la montagna d’inverno

Come muoversi in sicurezza su un pendio innevato?
Come interpretare correttamente il bollettino valanghe?
Come usare ARTVA, pala e sonda in modo efficace?

Queste sono domande fondamentali per chi ama vivere la montagna d’inverno e sono al centro di Oltre la traccia, il nuovo progetto formativo promosso dalle Guide Alpine Ticinesi (GAT).
Si tratta di cinque giornate dedicate alla prevenzione degli incidenti da valanga e alla promozione della cultura della sicurezza in montagna. Tutte con identico programma e pensate per le appassionate e gli appassionati di sport invernali: sci alpinismo, freeride e racchette da neve. Le date sono separate e autonome, pensate per essere più comode per la popolazione.
L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico ticinese, fornendo strumenti pratici e conoscenze fondamentali per muoversi con maggiore consapevolezza e responsabilità nel territorio alpino.
Le giornate si svolgeranno tra dicembre 2025 e gennaio 2026 in cinque località della Svizzera italiana: Cios Prato, Airolo, San Bernardino, Carì e Nara.
“Abbiamo voluto creare un percorso concreto e accessibile, per sensibilizzare le persone, contribuire a ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza. Diffondere una cultura di prudenza e rispetto della montagna è il nostro obiettivo principale”, afferma Pierre Crivelli, segretario del GAT.
La collaborazione con il progetto di prevenzione Montagne sicure, promosso dal Dipartimento delle istituzioni e con un rappresentante GAT nella Commissione consultiva, rafforzerà l’iniziativa grazie alla fornitura di materiale informativo e, dove necessario, esperti con competenze complementari a quelle delle guide alpine. Secondo Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva: «Questa è un’opportunità, offerta da un partner qualificato, per raggiungere il nostro pubblico di riferimento con azioni mirate e davvero utili, in un periodo in cui l’interesse per la montagna e per le attività fuori pista è in costante crescita».
Grazie al sostegno di partner e sponsor come AET, il GAT mantiene contenuta la quota d’iscrizione, rendendo la formazione accessibile ad un ampio pubblico. Rimane aperta la possibilità per nuovi sponsor di contribuire a questo importante progetto di sensibilizzazione.
Ogni giornata, condotta da professionisti riconosciuti a livello federale, permetterà ai partecipanti di conseguire la formazione di livello 1 del sistema Swiss Mountain Training (SMT).
Perché la libertà in montagna nasce dalla conoscenza, dal rispetto e dalla consapevolezza.
www.guidealpineticino.chwww.guidealpineticino.ch/event-list

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La sicurezza in montagna ora va ben «Oltre la traccia»

In inverno gli infortuni sulla neve sono all’ordine del giorno: gli incidenti possono essere prevenuti promuovendo «la cultura della prudenza» – Lo faranno le guide alpine, attraverso cinque giornate, nell’Alto Ticino e a San Bernardino.

Prevenire gli incidenti da valanga, certo. Ma anche e soprattutto farsi promotori della cultura della sicurezza in montagna. La scorsa stagione invernale in Svizzera si sono registrati 21 morti a causa delle slavine. Oltre la metà dei decessi è avvenuta in maggio a causa del clima umido, freddo e ventoso. Bisogna sensibilizzare. Ecco perché le Guide alpine ticinesi (GAT) lanciano il progetto «Oltre la traccia» che mira a formare coloro che vanno in alta quota. Affinché non capitino più altre tragedie. Cinque le giornate in programma dal corrente mese di dicembre a gennaio, in Ticino (Cioss Prato, Airolo, Carì e Nara) ed in Mesolcina (San Bernardino): «L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico, fornendo strumenti pratici e conoscenze fondamentali per muoversi con maggiore consapevolezza e responsabilità nel territorio alpino ». È particolarmente rivolta a chi pratica discipline quali lo sci escursionismo ed il fuori pista oppure si «accontenta » di una passeggiata con le racchette da neve.

Azioni mirate sul territorio
Un progetto importantissimo che va a concatenarsi con quello promosso da sette anni dal Dipartimento delle istituzioni, vale a dire «Montagne sicure ». L’impegno delle guide alpine sarà impreziosito dalle raccomandazioni di esperti con competenze complementari, mentre a disposizione dei partecipanti vi sarà del materiale informativo dettagliato. «Abbiamo voluto creare un percorso concreto e accessibile, per sensibilizzare le persone, contribuire a ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza. Diffondere una cultura di prudenza e rispetto della montagna è il nostro obiettivo principale», afferma il segretario del GAT Pierre Crivelli. Gli fa eco Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva, secondo il quale si tratta di una grande opportunità «offerta da un partner qualificato per raggiungere il nostro pubblico di riferimento con azioni mirate e davvero utili, in un periodo in cui l’interesse per la montagna e per le attività fuori pista è in costante crescita».

Le date da segnare sull’agenda
GAT è un’associazione che riunisce una quindicina di guide alpine, quattro maestri di arrampicata, due accompagnatori di montagna (specializzati nell’affrontare le medie vette) e tre aspiranti guide. «Tutti i nostri membri sono persone che della loro passione ne hanno fatto un mestiere. Dopo avere seguito le differenti formazioni e conseguito i rispettivi brevetti federali, continuano a promuovere le attività di montagna ed in particolare sul territorio ticinese, ma non solo», si legge sul sito www.guidealpineticino. ch. Il GAT ha un rappresentante nella Commissione consultiva di «Montagne sicure», campagna di sensibilizzazione che sarà rafforzata da «Oltre la traccia». I cinque appuntamenti in altrettante località sono in agenda nelle seguenti date (minimo 8 partecipanti): Cioss Prato (sabato 13 dicembre), Airolo (sabato 20 dicembre), San Bernardino (lunedì 29 dicembre), Carì (lunedì 5 gennaio) e Nara (domenica 11 gennaio).
Ogni giornata, che vedrà in qualità di relatori professionisti riconosciuti a livello federale, permetterà ai partecipanti di conseguire la formazione di livello 1 del sistema Swiss mountain training. Tutte seguiranno lo stesso canovaccio e sono pensate, ribadiamo, per gli appassionati degli sport invernali: sci alpinismo, freeride e racchette da neve. Grazie al sostegno di partner e sponsor come l’Azienda elettrica ticinese, il GAT riesce a mantenere «contenuta la quota d’iscrizione, rendendo la formazione accessibile ad un ampio pubblico. Rimane aperta la possibilità per nuovi sponsor di contribuire a questo importante progetto di sensibilizzazione. Perché la libertà in montagna nasce dalla conoscenza, dal rispetto e dalla consapevolezza ».

Unione d’intenti con il Cantone
«Montagne sicure» ha quali obiettivi – leggiamo dalla pagina Web del Dipartimento delle istituzioni – la sensibilizzazione e il sostegno a progetti legati alla sicurezza ad alta quota in tutte le stagioni dell’anno e all’indirizzo di tutti i suoi frequentatori. Inevitabile, pertanto, la collaborazione con «Oltre la traccia». Ciò che consentirà, ancora di più, di veicolare il messaggio che quando si va in montagna bisogna andarci… con testa, seguendo consigli come quelli che trovate nel box a lato.

I consigli da seguire per evitare il peggio
I consigli, quando si va in montagna in inverno, sono sempre gli stessi. Ma vanno seguiti alla lettera. Innanzitutto consultare il bollettino valanghe ed accertarsi del grado di pericolo (da 1 a 5). In secondo luogo occorre prestare attenzione alle condizioni della neve, che nel corso della giornata possono cambiare più volte. Poi bisogna preparare nel dettaglio l’escursione, soprattutto se possibile non uscire da soli.
Fondamentale è altresì adattare l’attrezzatura alle condizioni, in particolare per quanto riguarda l’abbigliamento. Infine, quando si effettuano gite di gruppo, vanno chiariti fin da subito i ruoli.

Obbligo di servizio civico respinto

Obbligo di servizio civico respinto

Comunicato stampa Alleanza Sicurezza Svizzera (30.11.2025)

Il servizio civico deve valere solo per compiti di sicurezza

Il Popolo svizzero ha respinto nettamente l’iniziativa «Servizio Civico». L’iniziativa avrebbe obbligato tutte le cittadine ed i cittadini svizzeri a prestare un servizio a favore della collettività o dell’ambiente. Con il suo rifiuto, la popolazione ha lanciato un segnale chiaro: un servizio arbitrario a spese dei contribuenti non è gradito. L’obbligo di servizio deve essere limitato alla nostra sicurezza.

L’Alleanza Sicurezza Svizzera è convinta che il Popolo svizzero abbia preso la decisione giusta respingendo l’iniziativa «Servizio Civico». Sebbene l’iniziativa fosse animata da buone intenzioni, non avrebbe raggiunto l’obiettivo di rafforzare la sicurezza della Svizzera. Importanti pilastri della nostra società, della nostra sicurezza e della nostra economia sarebbero stati indeboliti. Per questo motivo un’ampia alleanza che spaziava dalla sinistra alla destra si è opposta a questa iniziativa.

Focus sul rafforzamento di esercito e sicurezza
L’estensione dell’obbligo di servizio è stata respinta. L’esercito e la protezione civile possono quindi continuare a contare su strutture regolate, responsabilità vincolanti e risorse affidabili. Il focus deve restare, come sottolineato anche dalle promotrici e dai promotori, sul poter garantire il fabbisogno di personale per l’esercito e la protezione civile: la nostra sicurezza non può essere ulteriormente indebolita.
«Ora spetta al Consiglio federale elaborare una soluzione efficace e sostenibile per assicurare il personale adeguato a coprire il fabbisogno di esercito e protezione civile, senza rischi inutili per la sicurezza nazionale. Attendiamo quindi la proposta del Consiglio federale per l’attuazione dell’obbligo di prestare servizio di sicurezza», evidenzia il Consigliere nazionale Reto Nause, presidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera.

Obbligo di servizio generale respinto – Come sarà l’obbligo di servizio in futuro?
Come comunicato dal Dipartimento della difesa l’11 novembre 2025, presto non sarà più possibile avere abbastanza personale a disposizione per l’effettivo necessario di esercito e protezione civile. È indispensabile affrontare il problema degli effettivi, aggravato dalla facilità con cui si può passare al servizio civile. La nostra sicurezza ne paga le conseguenze: molte persone adempiono il proprio obbligo svolgendo mansioni come la sorveglianza delle pause in una scuola, lo sfalcio di prati ad alta biodiversità o lavori di giardinaggio, mentre nell’esercito e nella protezione civile mancano le persone.
«Il prossimo passo è ora il pacchetto di misure già discusso dal Parlamento per il rafforzamento della protezione civile. Esso introduce un meccanismo di compensazione che permette di assegnare alle organizzazioni cantonali della protezione civile, qualora sia sottodotate, delle persone che svolgono il servizio civile. Per garantire gli effettivi a lungo termine, tuttavia, abbiamo bisogno dell’obbligo di prestare servizio di sicurezza», afferma il Consigliere nazionale Michael Götte, membro di comitato dell’Alleanza Sicurezza Svizzera.

Un successo trasversale
Il “no” all’obbligo di servizio civico generalizzato ha unito rappresentanti di tutti gli schieramenti politici – dall’UDC al Centro e PLR fino al PS e ai Verdi – oltre a rappresentanti del mondo economico, della società civile e delle organizzazioni di sicurezza. Il chiaro “no” dimostra che l’Alleanza Sicurezza Svizzera, in qualità di organizzazione capofila, è riuscita a riunire le diverse parti e a condurre una campagna trasversale sotto un’unica guida. L’Alleanza ha così superato con successo la prova del fuoco sotto la nuova presidenza di Reto Nause.