Studio dell’Aggregazione tra Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone

Studio dell’Aggregazione tra Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione presentata dai Municipi di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone, istituendo la Commissione di studio incaricata di elaborare un progetto aggregativo tra i quattro comuni.

Dando seguito alle istanze per l’avvio di uno studio di aggregazione formulate ai primi di maggio 2026 dai Municipi di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone, il Consiglio di Stato ha nominato l’apposita Commissione di studio incaricata di allestire la proposta di Comune aggregato.  

L’iniziativa promossa dai quattro Comuni si inserisce nell’approccio cantonale che predilige le iniziative provenienti dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione e del servizio alla cittadinanza. La proposta coinvolge Comuni confinanti che, pur non appartenendo al medesimo comprensorio definito nel Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), presentano molteplici collegamenti e interrelazioni. Il PCA stesso prevede che possano essere avviati progetti aggregativi promossi dalle collettività locali anche qualora divergenti dagli scenari proposti, posto che non ne derivino conseguenze determinanti sull’impostazione complessiva della pianificazione e sull’insieme degli scenari, ciò che è il caso per il progetto di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone. L’istanza è stata pertanto accolta e il PCA potrà essere adattato una volta che l’aggregazione dovesse concretizzarsi  

La Commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta da:

  • per il Comune di Bedano: Dario Fraschina (Sindaco) e Daniele Cairoli (Vicesindaco);
  • per il Comune di Cadempino: Tom Cantamessi (Sindaco) e Juri Bonizzi (Vicesindaco);
  • per il Comune di Gravesano: Maurizio Anghileri (Sindaco) e Tiziano Cremona (Vicesindaco);
  • per il Comune di Lamone: Daniele Franzoni (Sindaco) e Matilde Ribolzi (Municipale).   

La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con l’autorità cantonale verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

Piscine e fiumi presi d’assalto, “l’autoresponsabilità è fondamentale

Piscine e fiumi presi d’assalto, “l’autoresponsabilità è fondamentale

Con il ritorno del caldo aumentano i bagnanti nella Svizzera italiana, mentre i responsabili mettono in guardia da distrazioni e comportamenti pericolosi

Con l’arrivo del caldo, le piscine e i corsi d’acqua nella Svizzera italiana sono stati presi d’assalto. L’estate, però, porta anche rischi di incidenti e infortuni e proprio per questo, a inizio stagione, la sicurezza è la priorità degli addetti ai lavori.
Al lido di Lugano, ad esempio, le misure di sicurezza sono state potenziate, ma Gianfranco Salvati, responsabile dei centri balneari della Città di Lugano, ha ribadito anche l’importanza della responsabilità dei bagnanti. “L’autoresponsabilità è fondamentale in una struttura pubblica dove ci sono dei pericoli come le vasche dei tuffi e quelle profonde. Chiediamo ai genitori, soprattutto di minori, di prestare maggiore attenzione”, ha raccontato alle telecamere del Quotidiano.
Un’attenzione verso i più piccoli, che va mantenuta molto alta anche in aree naturali, come laghi o fiumi. “Un problema sono i genitori che, invece di guardare i bambini, guardano il telefonino. Bisogna pensare che la prudenza non fa rovinare il divertimento ma, anzi, permette di godersi l’estate in tutta tranquillità”, ha spiegato Anna Nizzola, presidente della commissione acque sicure.
Un altro aspetto, è legato alla conoscenza dei luoghi e ai suoi pericoli. Soprattutto per chi arriva come turista. “Abbiamo un problema di persone che si tuffano per fare un video bello o foto d’effetto e fanno cose che sono oltre le loro capacità”, ha continuato Nizzola.
Per la commissione acque sicure, è molto importante quindi raggiungere i visitatori con campagne informative prima che arrivino in Ticino, per renderli consapevoli della forza delle correnti nei fiumi.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Piscine-e-fiumi-presi-d%E2%80%99assalto-%E2%80%9Cl%E2%80%99autoresponsabilit%C3%A0-%C3%A8-fondamentale%E2%80%9D–3765388.html

Statuti S in B?:  “Il Ticino non è un bancomat”

Statuti S in B?: “Il Ticino non è un bancomat”

Rifugiati ucraini e politica d’asilo, la trasformazione in statuto B peserà milioni

Il futuro dello statuto S per i profughi ucraini rischia di diventare un boccone amaro da ingoiare per tutti i Cantoni. La Legge federale sull’asilo prevede infatti che, se dopo cinque anni il Consiglio federale non ha ancora abrogato lo statuto di protezione provvisoria, alle persone interessate venga rilasciato permesso B. Un cambiamento che scaricherebbe sui Cantoni costi ingenti come sottolinea il Consigliere di Stato e Direttore del DI Norman Gobbi: “Questo passaggio automatico avrebbe ricadute milionarie sulle casse cantonali. L’aiuto sociale, infatti, non verrebbe più finanziato dalla Confederazione come avviene oggi per lo statuto S. L’onere nei confronti dei titolari di un permesso B ricadrebbe su Cantoni e in parte sui Comuni”.
Nove mesi per cambiare rotta La questione è destinata a diventare concreta già a marzo 2027, quando saranno passati cinque anni dal rilascio dei primi permessi S. Secondo le stime federali il cambiamento coinvolgerebbe fino a 47 mila persone in Svizzera che dal prossimo anno riceverebbero un permesso di soggiorno B. In Ticino, già nel corso del 2027, 1’700 beneficiari accederebbero automaticamente al regime ordinario dell’assistenza sociale applicato ai residenti. Per il periodo 2027-2032 si stima una spesa di ulteriori 330 milioni di franchi per il nostro Cantone. “Non possiamo accettare che uno statuto nato come misura temporanea produca automaticamente gli effetti di un soggiorno durevole a carico dei Cantoni e dei contribuenti” commenta il Consigliere di Stato.

Autonomia finanziaria come condizione
Il contesto internazionale non lascia prevedere a medio termine una diminuzione del numero di persone provenienti dall’Ucraina in cerca di protezione. La prospettiva del cambiamento ha già acceso il dibattito. Negli scorsi giorni è arrivata la dura presa di posizione dei Cantoni della Svizzera centrale attraverso la Conferenza dei direttori e delle direttrici degli affari sociali. Per Gobbi la soluzione più ragionevole, sia a livello finanziario sia dal profilo politico e operazionale, sarebbe quella di concedere lo statuto B alle persone indipendenti dall’aiuto sociale, con un esame approfondito dei presupposti attualmente in vigore per il caso di rigore. Secondo il Direttore del DI, un soggiorno stabile dovrebbe essere riservato a chi ha raggiunto una reale integrazione e soprattutto l’autonomia finanziaria. “ Il principio deve restare semplice: chi ottiene un permesso durevole deve dimostrare di non vivere a carico della collettività”.

Cambio di rotta
Il Ticino aveva già sollevato la questione durante l’analisi della Strategia in materia d’asilo 2027. Il Consiglio di Stato aveva infatti chiesto che la futura strategia d’asilo riconoscesse maggiormente la specificità dei Cantoni di frontiera e introducesse regole più sostenibili anche sul futuro dello statuto S. Nulla è ancora deciso, Berna ha infatti ancora margine di manovra: “Un cambio di rotta è importante”, conclude Norman Gobbi. “Senza correttivi federali, il rischio è che la Confederazione continui a decidere trattando Cantoni e Comuni come dei bancomat a favore di cittadini stranieri”.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 24 maggio 2026 de Il Mattino della domenica

Finanziamento delle spese per gli armamenti – Protezione della popolazione in caso di guerra

Finanziamento delle spese per gli armamenti – Protezione della popolazione in caso di guerra

Comunicato stampa della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (22 maggio 2026)

In occasione della sua assemblea plenaria, la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) ha preso atto con rammarico delle dichiarazioni del capo del DDPS riguardo ai numerosi progetti sottofinanziati dell’esercito e della protezione della popolazione. La CG MPP chiede pertanto che il Consiglio federale, parallelamente all’aumento dell’IVA, promuova ulteriori soluzioni per il finanziamento delle spese per gli armamenti. Inoltre, è stato deciso di sostenere ancora più intensamente le «settimane della sicurezza nelle scuole», avviate con successo.
I direttori cantonali degli affari militari, alla presenza del capo del DDPS, consigliere federale Martin Pfister, e del capo dell’esercito, comandante di corpo Benedikt Roos, hanno discusso il decreto federale relativo al finanziamento delle spese per gli armamenti dell’esercito tramite un aumento dell’IVA. La CG MPP sostiene in linea di principio l’aumento dell’IVA dello 0,8% proposto dal Consiglio federale. Poiché al momento non è chiaro se il decreto federale otterrà le maggioranze necessarie in seno all’Assemblea federale o in un’eventuale votazione popolare, la CG MPP si esprime con forza a favore del perseguimento parallelo di ulteriori varianti di finanziamento.
Nel maggio 2023, la CG MPP ha avviato il progetto «Settimane della sicurezza nelle scuole». Con queste settimane della sicurezza si sensibilizzano i giovani alle questioni della sicurezza e si trasmettono loro conoscenze sulle autorità e le organizzazioni di soccorso e sicurezza, nonché sull’esercito. La domanda di settimane della sicurezza nei cantoni è così elevata che la CG MPP ha deciso di aumentare la propria partecipazione finanziaria.
La guerra russo-ucraina mostra chiaramente quanto, in un conflitto armato, siano coinvolte non solo le forze armate, ma anche le organizzazioni partner della protezione della popolazione. Le discussioni che la CG MPP ha condotto sui temi «Comportamento in caso di crisi e guerra – una guida per la popolazione», «Conclusioni dell’Esercitazione integrata 25» e «Rete sicura di collegamento dati e strategia multicanale» sono strettamente collegate alle misure necessarie per ottimizzare la protezione della popolazione in vista della resilienza in un conflitto armato.

Versione in tedesco

Finanzierung der Rüstungsausgaben – Bevölkerungsschutz im Krieg

Die Regierungskonferenz Militär, Zivilschutz und Feuerwehr (RK MZF) hat anlässlich ihrer Plenarversammlung die Ausführungen des Chefs VBS zu den zahlreichen unterfinanzierten Projekten in Armee und Bevölkerungsschutz mit Bedauern zur Kenntnis genommen. Die RK MZF fordert daher, der Bundesrat möge parallel zur Erhöhung der Mehrwertsteuer zusätzliche Varianten zur Finanzierung der Rüstungsausgaben vorantreiben. Zudem wurde beschlossen, die erfolgreich gestarteten «Sicherheitswochen in den Schulen» noch stärker zu unterstützen.
Die kantonalen Militärdirektorinnen und -direktoren haben in Anwesenheit des Chefs VBS, Bundesrat Martin Pfister, sowie des Chefs der Armee, Korpskommandant Benedikt Roos, den Bundesbeschluss über die Finanzierung von Rüstungsausgaben der Armee durch eine Erhöhung der Mehrwertsteuer erörtert. Die RK MZF unterstützt grundsätzlich die vom Bundesrat vorgeschlagene Erhöhung der Mehrwertsteuer um 0,8%. Da zum aktuellen Zeitpunkt unklar ist, ob der Bundesbeschluss in der Bundesversammlung resp. bei einer Volksabstimmung die erforderlichen Mehrheiten finden würde, spricht sich die RK MZF mit Nachdruck dafür aus, weitere Finanzierungsvarianten parallel voranzutreiben.
Im Mai 2023 hat die RK MZF das Projekt «Sicherheitswochen in den Schulen» angestossen. Mit den Sicherheitswochen werden die Jugendlichen für Sicherheitsfragen sensibilisiert und ihnen Kenntnissen über die Behörden und Organisationen für Rettung und Sicherheit sowie der Armee vermittelt. Die Nachfrage nach Sicherheitswochen ist in den Kantonen so gross, dass die RK MZF beschloss, ihre finanzielle Beteiligung zu erhöhen.
Der Russisch-Ukrainische Krieg macht deutlich, wie stark nicht nur Streitkräfte, sondern auch die Partnerorganisationen des Bevölkerungsschutzes in einem bewaffneten Konflikt zum Einsatz kommen. Die Diskussionen, welche die RK MZF zu den Themen «Verhalten in Krise und Krieg – ein Ratgeber für die Bevölkerung», «Erkenntnisse aus der Integrierten Übung 25» sowie «Sicheres Datenverbundnetz und Multikanalstrategie» geführt hat, stehen denn auch in engem Zusammenhang mit den Massnahmen, die zur Optimierung des Bevölkerungsschutzes im Hinblick auf die Resilienz im bewaffneten Konflikt zu treffen sind.

 

Aggregazioni nel Locarnese – presentati i risultati dei laboratori partecipativi

Aggregazioni nel Locarnese – presentati i risultati dei laboratori partecipativi

Comunicato stampa

Qualità di vita elevata, ma anche sfide sempre più complesse legate a mobilità, alloggi, sviluppo territoriale e competitività regionale. È il quadro che emerge dal rapporto finale elaborato al termine del percorso promosso dai sette Comuni coinvolti – Locarno, Losone, Brione sopra Minusio, Orselina, Minusio, Tenero-Contra e Mergoscia – con il coordinamento della Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni. I risultati sono stati presentati giovedì 20 maggio in una serata pubblica che ha visto un’ottima partecipazione di popolazione. Toccherà ai Municipi decidere se, e in che modo, dare seguito agli spunti emersi dal percorso partecipativo.

Nel corso della serata, il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha presentato i principali risultati emersi dal lavoro svolto nelle scorse settimane, che ha coinvolto autorità comunali, rappresentanti della società civile e mondo economico in un ampio esercizio di riflessione sullo sviluppo futuro del comprensorio e sui possibili scenari istituzionali della regione. È seguito un momento di dialogo aperto con la popolazione, durante il quale i rappresentanti dei sette Comuni hanno potuto rispondere alle domande e raccogliere osservazioni e spunti.
Dal rapporto emerge come il Locarnese presenti oggi un livello di qualità di vita generalmente elevato, grazie in particolare alla qualità del territorio, dei servizi e dell’offerta culturale, sociale ed economica presenti nel comprensorio. Allo stesso tempo, i lavori hanno evidenziato alcune importanti sfide future legate in particolare all’evoluzione demografica, all’accesso all’alloggio, alla mobilità, alla capacità progettuale del territorio e al mantenimento della competitività regionale.
I laboratori partecipativi, che si sono svolti il 6 e 7 marzo a Locarno, avevano l’obiettivo di individuare le principali misure necessarie per affrontare queste sfide nei prossimi anni e di valutare quale assetto istituzionale potesse risultare maggiormente idoneo a sostenerle in modo efficace e sostenibile. In questo senso, per numerosi ambiti emersi durante i lavori – tra cui pianificazione territoriale, mobilità, politiche giovanili, sviluppo economico e coordinamento dei servizi – i partecipanti hanno ritenuto che uno scenario aggregativo possa offrire maggiori capacità di coordinamento e di sviluppo.
Nel corso della presentazione è stato inoltre sottolineato come il laboratorio non avesse l’obiettivo di prefigurare decisioni politiche o imporre soluzioni istituzionali, bensì quello di mettere a disposizione dei Municipi e della popolazione elementi concreti di riflessione sul futuro del comprensorio. Il rapporto precisa, infatti, che i risultati emersi non costituiscono in alcun modo una decisione aggregativa formale, ma rappresentano una base di valutazione a disposizione dei Comuni.
Con la serata pubblica di Minusio si conclude il lavoro di accompagnamento svolto dalla Sezione degli enti locali nell’ambito di questo percorso. Nel pieno rispetto dell’autonomia comunale, spetterà ora ai sette Municipi determinarsi sui possibili passi successivi.

 
 
 
Sessione estiva delle Camere federali – Il CdS incontra la Deputazione ticinese

Sessione estiva delle Camere federali – Il CdS incontra la Deputazione ticinese

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi la Deputazione ticinese alle Camere federali per la tradizionale riunione in vista della sessione parlamentare estiva, in programma dal 1° al 19 giugno.

Consiglio di Stato e Deputazione ticinese alle Camere federali hanno colto l’occasione, oltre che per uno scambio sui principali oggetti che saranno trattati nella sessione estiva, per discutere di varie questioni di stretta attualità.
Per quanto concerne i temi relativi alla mobilità, Consiglio di Stato e Deputazione hanno discusso del progetto “Trasporti ‘45”, il quale verrà posto a breve in consultazione, e delle opere infrastrutturali previste per il Ticino, concordando nel giudicare insufficiente la proposta attuale e sottolineando la necessità di maggiori investimenti sul territorio cantonale.
La discussione si è in seguito spostata sui temi di carattere finanziario: Governo e Deputazione si sono aggiornati in merito alla proposta di modifica dell’ordinanza sulla perequazione finanziaria, respinta dal Consiglio federale, nonché sui lavori dedicati al prossimo rapporto sull’efficacia della perequazione finanziaria. Successivamente l’attenzione è stata rivolta alle misure con impatto significativo per i Cantoni previste sia nell’ambito del pacchetto di misure di sgravio adottato dal Parlamento nella sessione primaverile, sia nel progetto “Dissociazione 27”, attualmente in consultazione, che mira ad una nuova ripartizione dei compiti e delle responsabilità finanziarie tra Confederazione e Cantoni. Il progetto, condivisibile negli obiettivi, presenta tuttavia misure che rischiano di penalizzare ulteriormente quei Cantoni già attualmente svantaggiati nel contesto perequativo.
Per il settore dell’asilo è stato tematizzato il passaggio da permesso S a permesso B (per il periodo 2027 – 2032) previsto dal Consiglio federale e il relativo significativo impatto finanziario per i Cantoni, mentre per il settore della sanità l’attenzione è stata rivolta a diverse mozioni, di prossima trattazione, dedicate al tema dei familiari curanti.
Durante l’incontro l’accento è stato posto anche su dossier di carattere internazionale, quali le relazioni con l’Italia, il pacchetto di accordi tra Svizzera ed Europa, attualmente al vaglio delle commissioni parlamentari, con particolare riferimento al settore universitario e alle misure compensatorie previste.
A margine dell’incontro con il Consiglio di Stato, la Deputazione ticinese alle Camere federali ha tenuto la sua riunione ordinaria, presieduta dal Consigliere nazionale Bruno Storni. Nel corso della seduta, la Deputazione ha ricevuto per degli scambi una delegazione dell’associazione ESI Elettricità Svizzera Italiana – che raggruppa le aziende di produzione e/o distribuzione del settore – e una delegazione della Società Navigazione del Lago di Lugano. Durante la sessione estiva a Berna, il programma della Deputazione ticinese prevede incontri con il Consigliere federale Ignazio Cassis, con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter e con la direzione delle Ferrovie federali svizzere.

 
 
 
Il Consiglio di Stato incontra il Consigliere federale Ignazio Cassis

Il Consiglio di Stato incontra il Consigliere federale Ignazio Cassis

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha ricevuto oggi a Bellinzona il Consigliere federale e responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri Ignazio Cassis. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi temi rilevanti per il Cantone Ticino, le relazioni fra Svizzera e Italia, la perequazione finanziaria intercantonale, le misure di risparmio della Confederazione e la promozione della lingua italiana in Svizzera, in particolare tramite la presenza di persone italofone nell’Amministrazione federale.

Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente del Governo Claudio Zali, ha ricevuto oggi a Bellinzona il Consigliere federale Ignazio Cassis, accompagnato dal segretario generale del Dipartimento federale degli affari esteri, Markus Seiler, e da una delegazione di collaboratori.
L’incontro ha permesso uno scambio franco a proposito di vari temi rilevanti per il Canton Ticino. Il Governo ticinese ha espresso gratitudine per l’opportunità di un confronto diretto con il Consigliere federale: in un contesto nazionale e internazionale sempre più complesso e caratterizzato da rapide trasformazioni, è infatti essenziale mantenere uno scambio costante e costruttivo tra Confederazione e Cantoni, per rafforzare la coesione del Paese.
Per quanto riguarda gli argomenti affrontati durante la riunione, si è discusso in particolare delle relazioni tra la Svizzera e l’Italia, che rivestono grande importanza per il Ticino. Il Consiglio di Stato ha espresso preoccupazione per lo sviluppo di alcune questioni (come la prevista “tassa sanitaria” o le intenzioni al riguardo delle “zone economiche speciali”) auspicando che il dialogo bilaterale possa svilupparsi in modo costruttivo con il sostegno della Confederazione, così da affrontare le questioni aperte e preservare rapporti di buon vicinato fondamentali per il nostro Cantone.
In ambito di finanze pubbliche, il Governo ticinese ha poi attirato l’attenzione sul progressivo ampliarsi del divario tra i Cantoni finanziariamente più forti e quelli con minori risorse. È stata espressa in proposito la convinzione che – date le crescenti disparità cantonali – lo strumento della perequazione non risulti più adeguato nella sua forma attuale e, in assenza di correttivi, possa concorrere a minare fortemente la coesione nazionale.
La riunione ha permesso di approfondire vari altri temi d’attualità, fra cui anche la promozione della lingua italiana in Svizzera. Il Consiglio di Stato ha salutato con grande favore l’opportunità privilegiata di proporre contenuti nella piattaforma gestita dal Dipartimento federale degli affari esteri a Venezia, nel Palazzo Trevisan. Con questa operazione sarà possibile realizzare interessanti progetti e fornire al nostro Cantone un’ottima vetrina di visibilità per promuovere l’immagine del territorio.
Si è infine discusso lo stato di preparazione della riunione annuale del Consiglio dei Ministri dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) che si terrà a Lugano, il 3 e 4 dicembre 2026.

Nuove regole europee: disoccupazione ai frontalieri pagata dalla cassa disoccupazione svizzera

Nuove regole europee: disoccupazione ai frontalieri pagata dalla cassa disoccupazione svizzera

Norman Gobbi non ci sta: “Blocchiamo la fregatura!”
Il Mattino della domenica, Anche la Francia fa pressione, la Svizzera dovrà pagare la disoccupazione ai frontalieri?, 17.05.2026
L’Unione europea cambia le regole e la Svizzera paga. Stiamo parlando della revisione del regolamento europeo 883/2004 e l’introduzione del principio della cosiddetta Lex Loci Laboris, una modifica che potrebbe costare molto caro alla Confederazione. Di cosa si tratta? Oggi un frontaliere occupato in Svizzera che perde il lavoro, percepisce l’indennità di disoccupazione nel proprio Paese di domicilio. La Confederazione partecipa rimborsando allo Stato di residenza una quota delle prestazioni erogate. Se la modifica sarà accolta, in futuro toccherà alla cassa disoccupazione svizzera coprire integralmente le prestazioni per i frontalieri rimasti senza lavoro. Per il Consigliere di Stato Norman Gobbi, la riforma avrebbe conseguenze pesanti. « Qui non si tratta di un dibattito teorico o burocratico ma di ricadute concrete », afferma. « Parliamo di centinaia di milioni di franchi e della sostenibilità del nostro sistema sociale ».

Rischio di abusi
Non sorprende che oltre confine si parli di un “terremoto finanziario” che sta per investire la Svizzera. Secondo le stime pubblicate dalla Segreteria di Stato dell’economia, infatti, l’impatto per la Confederazione potrebbe oscillare tra i 600 e i 900 milioni di franchi all’anno in più. Il lavoratore frontaliere potrà percepire la disoccupazione dopo sole 22 settimane consecutive di lavoro (meno di 6 mesi) e percepire indennità “svizzere” pur vivendo in un Paese dove il costo della vita è inferiore. « Non solo è una disparità di trattamento verso i disoccupati residenti in Ticino », commenta il Consigliere di Stato leghista, « ma può generare derive pericolose. Il nostro Cantone, per la sua posizione al confine, è particolarmente esposto al fenomeno delle società bucalettere », osserva Gobbi. « Il rischio è quello di incentivare contratti di breve durata o rapporti di lavoro costruiti ad arte, al solo scopo di maturare il diritto alle indennità svizzere di disoccupazione. Insomma, è un clamoroso assist per chi vuole fregare il sistema ».

Chi paga il conto?
C’è un’altra questione rilevante: con il prevedibile boom di iscrizioni di frontalieri agli Uffici regionali di collocamento, inevitabilmente sarà necessario un potenziamento di risorse e personale. Ma qui, per Gobbi, si raggiunge il paradosso. « In pratica dovremmo rafforzare le strutture affinché aiutino a ricollocare i lavoratori frontalieri facendo concorrenza ai ticinesi».

Le pressioni della Francia
A calcare la mano ci ha pensato, negli scorsi giorni, anche il ministro francese Philippe Tabarot, che ha confermato la volontà di Parigi di esercitare pressioni sulla Svizzera affinché si adegui alle nuove regole europee. « Fa riflettere vedere come si dia quasi per scontato che la Svizzera debba conformarsi automaticamente a decisioni prese dall’Unione europea », commenta Gobbi. Secondo il Consigliere di Stato, oltre alla questione economica, il tema tocca direttamente il margine di autonomia della Confederazione nei rapporti con Bruxelles. « Per questo è fondamentale che Berna affronti questo dossier con grande fermezza. La Svizzera deve poter difendere i propri interessi senza subire automatismi o imposizioni indirette. I rapporti con l’Europa devono basarsi sul rispetto reciproco e non sulla logica della pressione politica », afferma Gobbi. « La partita non è ancora finita e la posta in gioco è alta. Il Consiglio federale, anche attraverso il Comitato misto Svizzera-UE, ha ancora margine di manovra per tutelare con decisione gli interessi del nostro Paese ed è quello che auspico. In caso contrario, il conto sarà salatissimo ».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 17 maggio 2026 de Il Mattino della domenica

Dunja Valsesia nominata a capo della Sezione della popolazione

Dunja Valsesia nominata a capo della Sezione della popolazione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato comunica di aver nominato l’avv. Dunja Valsesia quale nuova Capa della Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, in sostituzione di Silvia Gada, che lascerà l’Amministrazione cantonale a beneficio della pensione.

Dunja Valsesia, classe 1976, ha conseguito la licenza in diritto all’Università di Zurigo e ottenuto il brevetto di avvocato nel 2010. Dal 2014 al 2018 ha lavorato presso il Servizio giuridico della Polizia cantonale. Nel 2018 ha iniziato la sua attività presso la Sezione della popolazione, dapprima quale Collaboratrice scientifica all’Ufficio della migrazione e dal 2019 come Aggiunta della Sezione della popolazione, con l’attribuzione della conduzione dell’Ufficio dello stato civile a partire dal 2021; funzione questa che ricopre tuttora.
Nel corso della sua carriera l’avv. Dunja Valsesia ha maturato una solida esperienza nei settori dello Stato civile e della migrazione, sviluppando una conoscenza approfondita dei processi interni, del quadro normativo e dei numerosi partner con i quali la Sezione della popolazione è chiamata a collaborare. Le sue competenze giuridiche, unite alla capacità di conduzione, coordinamento e dialogo con interlocutori diversi, rappresentano qualità importanti per dirigere una Sezione chiamata a operare in ambiti sensibili e di forte impatto per la popolazione.
La nuova responsabile avrà il compito di assicurare la conduzione della Sezione, composta dall’Ufficio della migrazione e dall’Ufficio dello stato civile, proseguendo gli importanti sforzi in corso in materia di semplificazione e digitalizzazione dei processi amministrativi. L’entrata in funzione è prevista per il 1° settembre 2026.
Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per esprimere a Silvia Gada i propri ringraziamenti per il prezioso lavoro svolto con impegno e competenza al servizio dell’Amministrazione cantonale, e formula i migliori auguri all’avv. Dunja Valsesia per la sua nuova attività professionale.