La neutralità: uno strumento di sicurezza

La neutralità: uno strumento di sicurezza

Neutralità non significa chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Possiamo riconoscere un’aggressione, condannare le violazioni del diritto internazionale, denunciare i crimini di guerra e aiutare le popolazioni colpite. Essere neutrali non significa essere indifferenti o incapaci di distinguere tra vittime e aggressori.
Significa piuttosto evitare che la Svizzera diventi parte di un conflitto.
Questa distinzione è fondamentale. La neutralità riguarda il ruolo politico e militare del nostro Paese, non i valori sui quali esso si fonda. La Svizzera può difendere il diritto internazionale, promuovere la pace, prestare i propri buoni uffici e sostenere l’azione umanitaria proprio perché mantiene una posizione autonoma e credibile e non appartiene ad alcun blocco.
La nostra neutralità è il risultato della storia e della particolare posizione della Svizzera nel cuore dell’Europa, tra quelle che furono le grandi potenze continentali. Ma riflette anche la natura del nostro Paese: plurilingue, multiculturale e composto da regioni, sensibilità e tradizioni differenti. La neutralità ha contribuito a proteggerci dalle divisioni esterne e a rafforzare la nostra coesione interna.
Per essere credibile, la neutralità deve essere permanente, chiaramente riconoscibile e accompagnata dalla capacità di difendere il nostro territorio e la nostra popolazione. Una neutralità armata, quindi, sostenuta da un esercito adeguatamente preparato e da una politica di sicurezza indipendente.
Dobbiamo inoltre considerare come il voto del 27 settembre sarà letto oltre i nostri confini. Un “No” verrebbe interpretato in primis come il rifiuto di inserire determinati principi nella Costituzione. All’estero rischierebbe di essere percepito inoltre come la conferma che la Svizzera ha abbandonato la propria neutralità storica.
In politica internazionale contano sì le intenzioni, ma anche la percezione e la prevedibilità delle scelte. Se la nostra neutralità diventa variabile, adattabile alle pressioni del momento o dipendente dal conflitto in corso, perde credibilità. E una neutralità non più riconoscibile dagli altri Stati non svolge più la propria funzione.
Ancorare questo principio nella Costituzione non significa isolare la Svizzera. Il nostro Paese deve continuare a cooperare, contribuire alla sicurezza europea, difendere il diritto internazionale e prestare assistenza umanitaria. Ma deve farlo conservando la propria libertà di giudizio e senza lasciarsi trascinare nelle contrapposizioni militari e geopolitiche.
In un mondo sempre più instabile, rinunciare a ciò che ha protetto la Svizzera per generazioni sarebbe un errore. La neutralità non è un residuo del passato, ma uno strumento concreto di sicurezza, indipendenza e pace.
Per queste ragioni, il 27 settembre voterò Sì all’iniziativa sulla neutralità.

https://www.tio.ch/rubriche/ospite/1952132/neutralita-svizzera-sicurezza-norman-gobbi-strumento

“Anche un risultato intermedio è funzionale all’aggregazione”

“Anche un risultato intermedio è funzionale all’aggregazione”

Dopo anni di discussioni, nel Locarnese le aggregazioni sembrano essere decollate. Da una parte, Minusio e Tenero-Contra, intenzionati ad avviare il percorso verso un «matrimonio » annunciato a inizio mese; dall’altra, Gordola e Lavertezzo, il cui progetto di unione è già a uno stadio più avanzato. Per non parlare di Ronco sopra Ascona e Brissago. 
Secondo Marzio Della Santa, capo della Sezione degli enti locali, il fatto che oggi nella regione si stia affrontando il tema è già di per sé un elemento positivo: «Quello che potremmo definire un risultato intermedio, rimane comunque utile nella misura in cui si arrivasse ad avere due Comuni». Intanto, se i progetti citati dovessero andare in porto, la Città di Locarno, sebbene sempre con il ruolo di «polo», sarebbe chiamata a confrontarsi con realtà istituzionali più grandi e strutturate.

Locarno, Losone e Orselina
Senza però considerare, fa notare il nostro interlocutore, «che la stessa potrebbe decidere di avviare uno studio aggregativo con Losone e Orselina, cosa che potrebbe effettivamente accadere».
A questo proposito, i tempi sarebbero maturi: «Adesso spetta a loro decidere. Nei discorsi che ho sentito, avverto la consapevolezza che uniti sarebbe meglio. Se domani avessimo due Comuni al posto dei sette di partenza, sarebbe anche più facile coordinarli e concertare una posizione univoca nei confronti del Cantone. È vero che due sono peggio di uno, ma sono sempre meglio di sette », dichiara Della Santa al Corriere del Ticino.

Scenario urbano, lavori in corso
La discussione sulle «alleanze» tra enti locali era stata rilanciata tramite un laboratorio con oltre 170 rappresentanti del comprensorio in due giornate al Palexpo (ex Fevi) in primavera. Gli sforzi, ora, sembrano proprio aver dato i loro frutti. Il disegno che sta prendendo forma vede sul fianco est ciò che era stato definito come «Scenario periurbano» (TeneroContra, Minusio e Mergoscia): «Quello che invece non prende piede, almeno per ora, è quello detto “Urbano”. I Comuni interessati, penso non solo a Locarno e Losone, ma forse anche a Orselina e Brione sopra Minusio, più titubante degli altri, hanno però detto di voler continuare le discussioni sia al proprio interno, sia con gli altri, proprio per capire se avviare uno studio aggregativo».

Verso un Comune unico
Tornando alla questione relativa al peso specifico di Locarno in una certa misura «relativizzato » sul territorio (sempre considerando lo stato attuale delle intese), fintanto che la nuova realtà della Navegna (che conterà 11 mila abitanti, contro i 17 di Locarno) non avrà uno status funzionale equivalente, giocoforza continuerà a essere attratta dal polo esistente. «Ciò non toglie che possa sfruttare il suo nuovo posizionamento a proprio vantaggio e drenare risorse a discapito degli altri Comuni, Locarno compresa. Questo non si può escludere. Resta il fatto che una testa è meglio di due e due sono meglio di sette. Non sto dicendo che due enti locali siano la soluzione ideale. Per noi, e in parte era emerso anche dal laboratorio, addirittura un Comune unico sarebbe stato preferibile ai due scenari che gli stessi politici dei sette Comuni avevano contribuito a definire».

«Cambiare cultura politica»
Ma, in un territorio particolare come quello del Locarnese, Della Santa ammette che questa visione era stata per lungo tempo un’utopia: «È una regione in cui si sta bene e dove, dal punto di vista del benessere residenziale, non si possono individuare lacune particolari, ma sta perdendo velocità. E quella che si sta delineando può essere immaginata come una soluzione intermedia. Ci vorrà tempo, certo, ma non dimentichiamo quanti anni sono passati dall’ultima volta che se n’era parlato». Infine, ricollegandosi al benessere, una riflessione sul successo di un’unione, sia che nasca per necessità, sia per opportunità: «Non dipende tanto dalle ragioni, quanto dalla capacità dei rappresentanti, e in particolare dell’Esecutivo, di cambiare cultura politica. Bisogna rendersi conto che non si governa più un piccolo paese o un contesto limitato, bensì un insieme di comunità. Quanto più si riesce a modificare il modo di fare, tanto più l’aggregazione avrà successo».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 23 settembre 2026 del Corriere del Ticino

Nuova vita intorno al Cassarate

Nuova vita intorno al Cassarate

Avviati ufficialmente i lavori del lotto compreso fra Ponte di Valle e lo stadio di Cornaredo – Dureranno fino al 2028 e costeranno 13 milioni di franchi

Protezione contro le piene e riqualificazione ecologica e paesaggistica sono unite nel progetto di sistemazione del fiume Cassarate, i cui lavori – relativi al cosiddetto Lotto 1 NQC – sono stati inaugurati ufficialmente martedì con una cerimonia nella sede scout Lugano 1915. L’intervento riguarda il tratto fra Ponte di Valle e lo stadio a Cornaredo e comprende la realizzazione di una nuova “Piazza sull’acqua”, la riapertura a cielo aperto e la rinaturazione del riale Ligaino, il miglioramento degli habitat acquatici a favore della fauna ittica, il collegamento con la rete ciclopedonale regionale, nuove piantumazioni di specie autoctone e un programma di contrasto, invece, alle neofite invasive, in particolare al poligono del Giappone.
Si tratta di un investimento di 13 milioni di franchi, finanziato nella misura dell’83% da Confederazione e Cantone. L’iter di autorizzazione e le trattative per i necessari espropri hanno ritardato l’esecuzione, la cui progettazione era stata assegnata nel 2016, mentre la domanda di costruzione era stata presentata nel 2019.
La necessità di intervenire era emersa dopo gli eventi di piena del 2002 e 2003. Nel 2006 era stato elaborato un progetto di massima, già concretizzatosi nel tratto più a monte, quello del Piano della Stampa fra il 2010 e il 2014, e in quello più a valle, alla foce fra il 2014 e 2015. I lavori in questa nuova sezione dovrebbero concludersi nel 2028. A quel punto rimarrà da sistemare unicamente un ultimo tratto in territorio urbano.

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:4103470

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Sistemazione-del-Cassarate-si-parte-con-un-nuovo-tratto–4102162.html

Progetto di sistemazione del fiume Cassarate Lotto 1 NQC: avvio lavori

Progetto di sistemazione del fiume Cassarate Lotto 1 NQC: avvio lavori

Comunicato stampa

Il Dipartimento del territorio (DT), in collaborazione con il Consorzio Valle del Cassarate e golfo di Lugano (CVC) e l’Agenzia Nuovo Quartiere Cornaredo (NQC), comunica che nella giornata odierna si è tenuta la cerimonia di avvio lavori di sistemazione del fiume Cassarate Lotto 1 NQC. L’evento, svoltosi in riva al fiume presso la Sede Scout Lugano 1915, è stato introdotto dai saluti del Presidente del CVC Urs Luechinger, del membro del Consiglio dell’Agenzia NQC Michele Armati, della Municipale della Città di Lugano Karin Valenzano Rossi, e ha visto la partecipazione del Consigliere di Stato Norman Gobbi, di Katharina Edmaier della Divisione prevenzione dei pericoli dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), nonché di diversi ospiti e cittadini. Per illustrare la parte tecnica è intervenuto Samuele Bonacina dello studio d’ingegneria Comal.ch SA, in rappresentanza dei progettisti. Nel contesto dell’evento è avvenuta la posa dell’installazione artistica realizzata in collaborazione con il Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA).

L’intervento interessa il tratto compreso tra Ponte di Valle e lo stadio di Cornaredo, nei territori di Canobbio, Lugano e Porza, e rappresenta una tappa fondamentale del più ampio progetto di riqualifica del Cassarate.
La necessità di intervenire sul fiume Cassarate è emersa in seguito ai significativi eventi di piena verificatisi nel 2002 e nel 2003, che hanno evidenziato l’esigenza di migliorare la sicurezza idraulica del comparto. Parallelamente, l’evoluzione della legislazione federale e cantonale in materia di protezione delle acque e dei pericoli naturali, unita allo sviluppo dei grandi progetti urbanistici e viari del Luganese, ha portato a concepire una sistemazione fluviale moderna, capace di integrare sicurezza, qualità ambientale e valorizzazione dello spazio pubblico.
Su mandato del DT, nel 2006 è stato elaborato il progetto di massima per la sistemazione del Cassarate dalla confluenza con il Franscinone fino alla foce del Cassarate a Lugano. L’intervento è stato successivamente suddiviso in più tappe: la riqualificazione del Piano della Stampa, realizzata dal CVC tra il 2010 e il 2014, gli interventi alla foce del Cassarate, eseguiti dalla Città di Lugano tra il 2014 e il 2015, e infine il tratto urbano, suddiviso nei Lotti 1 e 2. Il Lotto 1 NQC costituisce quindi il naturale proseguimento di un percorso di riqualificazione iniziato ormai oltre quindici anni fa.
Nel 2016 il DT ha affidato la progettazione definitiva del Lotto 1 a un pool multidisciplinare, mentre il CVC ha assunto il ruolo di committente dell’opera. La domanda di costruzione è stata inoltrata nel 2019; il successivo iter autorizzativo e i tempi per le trattative espropriative hanno comportato un significativo prolungamento dei tempi prima di poter giungere alla fase esecutiva.
Il progetto coniuga la protezione contro le piene con la riqualificazione ecologica e paesaggistica del corso d’acqua. Oltre agli interventi di messa in sicurezza idraulica, prevede infatti la realizzazione della nuova “Piazza sul fiume”, la riapertura a cielo aperto e la rinaturazione del riale Ligaino, il miglioramento degli habitat acquatici a favore della fauna ittica, il collegamento con la rete ciclopedonale regionale, nuove piantumazioni di specie autoctone e un importante programma di contrasto alle neofite invasive, in particolare al poligono del Giappone. L’obiettivo è trasformare il Cassarate in un’infrastruttura verde capace di coniugare sicurezza, biodiversità, qualità paesaggistica e fruizione da parte della popolazione.
Con l’avvio della progettazione esecutiva nell’autunno 2025 si sono create le condizioni per l’apertura del cantiere, la cui conclusione è prevista entro la fine del 2028. La giornata odierna segna quindi l’inizio dei lavori di questa importante opera, che giunge alla fase realizzativa dopo un iter progettuale e procedurale lungo e complesso.
Il costo complessivo degli interventi è di circa 13 milioni di franchi, con un importante contributo da parte di Cantone e Confederazione nella misura dell’83%, mentre CVC e Agenzia NQC finanziano la rimanenza secondo una chiave di riparto prestabilita. I lavori dovrebbero concludersi entro la fine del 2028.
Anziché la posa della prima pietra, si è proceduto all’inaugurazione di un’installazione artistica sul tema del littering. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il CVC e il CSIA, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sul tema del littering attraverso il linguaggio dell’arte. Gli studenti hanno trasformato una riflessione personale sull’abbandono dei rifiuti nell’ambiente in un bassorilievo che invita il visitatore a interrogarsi sul rapporto tra l’essere umano, la natura e la società dei consumi. L’opera, la prima di quattro che verranno progressivamente installate nel comprensorio consortile, vuole essere non solo un elemento artistico, ma anche uno strumento di educazione e di consapevolezza, capace di stimolare comportamenti più rispettosi nei confronti dell’ambiente.

Canobbio ottiene per la terza volta il label “Città dell’energia”

Canobbio ottiene per la terza volta il label “Città dell’energia”

Con un punteggio di 60 su 100, Canobbio si migliora rispetto alle prime due certificazioni, nonostante le condizioni per l’ottenimento dei punti siano più restrittive.

Sabato 19 settembre, nell’ambito delle tradizionali feste dell’Autunno canobbiese, si è svolta la cerimonia di consegna del label “Città dell’energia” al Comune di Canobbio. Sono intervenuti il capo dicastero Protezione dell’ambiente Ivano Papa, il consigliere di Stato Norman Gobbi e l’ambasciatrice di “Città dell’energia” Nicoletta Togni.
Con un punteggio di 60 su 100, Canobbio si migliora rispetto alle prime due certificazioni, nonostante le condizioni per l’ottenimento dei punti siano più restrittive.
Il raggiungimento di questo traguardo conferma l’impegno del Municipio, della Commissione energia e dell’amministrazione comunale nel perseguimento degli obiettivi energetici e climatici e la sensibilità della popolazione che adotta comportamenti responsabili.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1951575/canobbio-energia-citta-label-migliora

Inaugurata la nuova pista ciclopedonale Bodio – Giornico

Inaugurata la nuova pista ciclopedonale Bodio – Giornico

Comunicato stampa

Il Dipartimento del territorio (DT), l’Ufficio federale delle strade (USTRA) e il Comune di Giornico comunicano che la pista ciclopedonale che collega i quartieri di Bodio e Giornico lungo il fiume Ticino è stata ufficialmente inaugurata in data odierna, in occasione della Festa del Digiuno Federale, alla presenza delle autorità locali, cantonali e federali.

Alla parte ufficiale sono intervenuti il Consigliere di Stato incaricato della Divisione delle costruzioni, Norman Gobbi, e il Sindaco di Giornico, Stefano Imelli.
La nuova infrastruttura, che si estende per 2,1 chilometri, è parte del percorso nazionale N3 Nord-Sud appartenente alla rete di Svizzera Mobile e offre a ciclisti e pedoni – residenti, turisti e visitatori – un collegamento dedicato e più sicuro, al riparo dal traffico veicolare motorizzato. Con la realizzazione della nuova pista ciclopedonale e la dismissione del tratto del percorso N3 ubicato all’interno della zona industriale di Bodio, sono stati in particolare eliminati i conflitti di coabitazione tra il traffico ciclabile e il traffico pesante del comparto industriale.
Il nuovo percorso dedicato alla mobilità lenta costituisce il completamento dei lavori realizzati negli scorsi anni da USTRA in relazione all’aggiramento della zona industriale in territorio di Bodio e Giornico. La sua realizzazione è infatti avvenuta in concomitanza e in coordinazione con la costruzione e la messa in esercizio del Centro di controllo veicoli pesanti di Giornico (CCVP).
L’apertura di questo nuovo tracciato al transito di ciclisti e pedoni, avvenuta lo scorso mese di aprile, assume un valore particolarmente significativo: essa è coincisa con il primo anniversario della nascita del nuovo Comune di Giornico, nato dalla fusione di Giornico e Bodio, e rappresenta anche simbolicamente un’unione fisica tra i due quartieri. La nuova infrastruttura si configura così come un percorso ciclopedonale che collega e avvicina le comunità, migliorando la mobilità lenta in tutta la regione.
Il costo della prima tratta realizzata e finanziata interamente da USTRA ammonta a circa 2,2 milioni di franchi.
La seconda tratta, finanziata al 79% dal Cantone, al 21% dai Comuni della Commissione Regionale dei Trasporti Tre Valli (CRT3V) e da USTRA, ammonta a circa 1,4 milioni di franchi.

«Liberi di scegliere cosa mettere nel piatto»

«Liberi di scegliere cosa mettere nel piatto»

Dalle scelte del Paese a quelle individuali: il 27 settembre si vota sul valore dell’autonomia. 

C’è un filo rosso che lega le due votazioni del 27 settembre: la libertà. Da una parte, con l’iniziativa sulla neutralità, la libertà della Svizzera di autodeterminarsi. Dall’altra, con l’iniziativa «Per un’alimentazione sicura», si mette in discussione una libertà molto più quotidiana: quella di scegliere cosa mettere nel proprio piatto.
Due temi molto diversi, ma che per il Consigliere di Stato Norman Gobbi pongono una domanda simile: fino a che punto lo Stato deve decidere al posto dei cittadini?
L’iniziativa sull’alimentazione vuole portare entro dieci anni almeno al 70% il grado di autoapprovvigionamento netto della Svizzera, orientando maggiormente produzione e consumo verso gli alimenti di origine vegetale.
«A tavola, ognuno deve poter decidere liberamente cosa mettere nel piatto e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.», sottolinea Gobbi. «Mangiare più verdura? Va benissimo. Scegliere un’alimentazione vegetariana o vegana? Una decisione che va pienamente rispettata. Ma la stessa libertà deve valere per chi vuole continuare a consumare carne, formaggio, uova o bere latte. Non può essere la Costituzione federale a stabilire se dobbiamo mangiare un piatto di verdure o un cervelat».

Difendere chi mantiene vivo il territorio
L’obiettivo dell’iniziativa di orientare maggiormente produzione e consumo verso gli alimenti vegetali si scontra con la realtà del nostro territorio, dove prati, pascoli e alpeggi trovano nell’allevamento una naturale valorizzazione.
«Dietro un formaggio dell’alpe o un prodotto di carne ci sono famiglie, aziende agricole, tradizioni e alpeggi curati. C’è una parte della nostra identità», osserva Gobbi.
Ridurre il ruolo dell’allevamento significa quindi intervenire su un equilibrio che non riguarda soltanto ciò che arriva sulle nostre tavole. Significa toccare filiere locali, posti di lavoro e attività che contribuiscono a mantenere vivo e curato il territorio.
Il Consigliere di Stato mette in evidenza una contraddizione: «Vogliamo rafforzare l’autoapprovvigionamento della Svizzera, ma rischiamo di farlo penalizzando proprio quelle produzioni che meglio valorizzano il nostro territorio e la nostra agricoltura. La sicurezza alimentare non si costruisce imponendo un unico modello, ma permettendo a ogni regione di produrre ciò che le caratteristiche del suo territorio consentono».

Più prodotti locali, meno imposizioni
Per Gobbi la strada da seguire è quella di sostenere concretamente i prodotti del nostro territorio e privilegiare gli acquisti locali.
«Compriamo locale quando possiamo, sosteniamo i nostri agricoltori e valorizziamo quello che viene prodotto sul nostro territorio. Ma lasciamo agli svizzeri la possibilità di scegliere cosa mettere nel piatto», ribadisce il Consigliere di Stato. «Il 27 settembre voterò NO all’iniziativa sull’alimentazione: per la nostra agricoltura, per il nostro territorio e per una libertà che vale la pena continuare a difendere. Anche a tavola».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 20 settembre 2026 de Il Mattino della domenica

(Nella foto è ritratta Claudia Boschetti, sindaco di Blenio)

Precisazioni in riferimento alle recenti ricostruzioni errate pubblicate sulla mia persona

Precisazioni in riferimento alle recenti ricostruzioni errate pubblicate sulla mia persona

Bellinzona, 17 settembre 2026

Alla luce delle insinuazioni contenute nelle ricostruzioni pubblicate sulla vicenda che ha coinvolto il collega Claudio Zali, ritengo necessario precisare, con piena trasparenza, alcuni elementi, in particolare riguardo alle informazioni di cui ero a conoscenza nel 2021 in relazione alla signora 52enne tragicamente deceduta a Melide.

A inizio settembre 2021, la signora mi ha contattato tramite messaggio privato sui social media, informandomi che aveva sporto denuncia penale nei confronti del collega, senza specificare la natura dei fatti. La questione risultava pertanto già sottoposta all’autorità giudiziaria competente. A fine settembre 2021, ho ricevuto una e-mail dalla stessa signora, nella quale mi chiedeva di intervenire presso il collega affinché le porgesse delle scuse scritte. La signora riferiva inoltre in quella e-mail di aver informato pure il quotidiano «laRegione» e manifestava l’intenzione di rendere pubbliche le informazioni relative a quanto accaduto tra lei e il collega, senza precisare a quali fatti si riferisse. Nelle due comunicazioni, non si faceva in alcun modo riferimento alla possibile commissione di reati di natura sessuale, ossia reati perseguibili d’ufficio.

Come già indicato, tenuto conto che la signora già aveva sporto denuncia e che quindi già se ne stava occupando l’autorità giudiziaria, la questione era stata comunque discussa internamente alla Lega, interpellando anche il diretto interessato, il quale aveva escluso la sussistenza di fatti rilevanti e ricondotto la vicenda a dinamiche attinenti alla propria sfera privata. Successivamente non mi sono giunte altre segnalazioni, né mai mi è pervenuta alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria competente che potesse indicare la pendenza di procedimenti in relazione ai fatti richiamati.

Contesto fermamente le ricostruzioni recentemente pubblicate e ribadisco che le informazioni da me ricevute nel 2021 non contenevano alcun elemento che potesse far ipotizzare la commissione di reati di natura sessuale o comunque perseguibili d’ufficio. Sottolineo che la signora mi aveva comunque già informato di aver segnalato questi fatti all’autorità giudiziaria competente. Questa precisazione è necessaria affinché quanto effettivamente portato a mia conoscenza all’epoca sia rappresentato in modo corretto e fedele.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato

Una giornata per festeggiare i 20 anni di aggregazione

Una giornata per festeggiare i 20 anni di aggregazione

Una giornata per festeggiare il ventennale dell’aggregazione dei Comuni di Cavergno, Bignasco e Cevio nel nuovo Comune di Cevio, nato nel 2006.
Si è tenuta, con una numerosa partecipazione da parte della popolazione, questo 13 settembre 2026 presso l’Oasi ricreativa di Cevio.
La giornata «ha rappresentato un momento di incontro, memoria e riconoscenza, permettendo alla popolazione, alle autorità, alle associazioni e a numerosi ospiti di ritrovarsi per celebrare insieme due decenni di storia comunale», comunica via nota il Municipio.
A intervenire sono stati Alfredo Martini, primo Sindaco del Comune aggregato, dell’attuale Sindaca Wanda Dadò, della Presidente del Consiglio comunale e prima cittadina Laura Martini Gamba, del Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Nei loro discorsi «hanno ricordato il percorso intrapreso dal Comune a partire dal 2006 e i traguardi raggiunti grazie all’impegno condiviso delle istituzioni, delle associazioni e della popolazione». La giornata è poi proseguita «in un clima conviviale» con il pranzo offerto e con numerose attività dedicate ai più piccoli.
Il Municipio «desidera ringraziare sentitamente tutte le persone che hanno partecipato alla giornata commemorativa, contribuendo con la loro presenza alla riuscita dell’evento», conclude il messaggio.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1950051/giornata-cevio-aggregazione-martini-carica

(Immagine: Santiago Pascual)