Val Colla e strada chiusa fino al 2028. Primo incontro pubblico

Val Colla e strada chiusa fino al 2028. Primo incontro pubblico

La frana del Lavinone non può essere fermata. La soluzione scelta è quella di convivere con un versante in movimento e ricostruire la strada sul tracciato attuale. La mobilità resta difficoltosa.

In Val Colla la strada cantonale tra Insone e Scareglia è chiusa al traffico da maggio 2025, a causa della frana del Lavinone. La mobilità nella regione resta quindi difficoltosa.
La riapertura è prevista per il 2028 e i prossimi passi sono stati illustrati dal Cantone alla popolazione mercoledì, nel corso di una serata pubblica a Tesserete.

Il primo incontro pubblico
Sono 15 mesi che la strada cantonale che collega la Capriasca e il quartiere di Val Colla a Lugano è interrotta e in 15 mesi questa è la prima volta che il Cantone, insieme alla città di Lugano e al Comune di Capriasca, incontra la popolazione. La strada è chiusa al traffico ma aperta a pedoni e ciclisti.

La frana non si può fermare
Quello che è emerso durante la serata, alla quale hanno partecipato una cinquantina di persone, è che la frana del Lavinone non può essere fermata. Questo è stato accertato. La soluzione scelta è quella di convivere con un versante in movimento e ricostruire la strada sul tracciato attuale. Costo dell’operazione 3,5 milioni di franchi, un costo interamente coperto dal Cantone. Questo progetto era già stato illustrato a fine giugno, quando si parlava di una riapertura tra la primavera e l’estate 2028.

Gobbi: “Tempistiche confermate”
“Le tempistiche sono confermate – ha dichiarato al Quotidiano della RSI il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, direttore incaricato della Divisione delle costruzioni -. Fortunatamente abbiamo anche iniziato le opere di consolidamento dell’area. Quello che volevamo fare questa sera non era dire “faremo”, ma “stiamo facendo”, proprio nell’ottica di garantire questa apertura per la primavera-estate 2028 – ha detto Gobbi -. Volevamo anche illustrare quelle che possono essere le soluzioni che già oggi possono essere praticate per raggiungere la Val Colla dalla Capriasca, visto che sul fondovalle comunque il collegamento esiste. È più lungo, lo sappiamo, chiede qualche minuto in più di percorrenza alla popolazione. Questa serata serve a dare una prospettiva positiva sul collegamento”.

Disagi e petizioni
E su quelli che sono i disagi per la popolazione si è parlato comunque in queste settimane, in questi mesi, perché prima della riapertura ci sono ancora due anni da affrontare e la viabilità alternativa, comunque, dà qualche problema. Il patriziato di Scareglia ha inviato anche una petizione per chiedere più collegamenti con AutoPostale. C’è poi la casa anziani a Colla.
Dal canto suo, Silvano Campana, presidente della Commissione di quartiere della Val Colla, ha dichiarato alla RSI che c’è malcontento anche per i trasporti pubblici. “Anche se hanno cercato di adeguare gli orari, la popolazione deve comunque fare un giro più lungo per scendere verso Tesserete”.

Le misure adottate
E i disagi sono emersi anche durante la serata pubblica. Norman Gobbi ha dichiarato al Quotidiano che sono state adottate diverse misure. “Da un lato ho discusso con AutoPostale, che mantiene i collegamenti esistenti, pur evidentemente con le difficoltà del collegamento pedonale fino a Scareglia. Dall’altra parte le strade di servizio che collegano Scareglia al fondovalle sono più difficoltose, ma qui, con la città di Lugano, interverremo per migliorare lo scambio dei veicoli lungo questi assi. Le tempistiche date sono precise, perché cercheremo di avere una procedura d’urgenza, in maniera straordinaria, per ripristinare un collegamento che, come ho detto questa sera, permette di garantire un collegamento stradale sicuro”.

La frana continua a muoversi
Intanto la frana continua a muoversi, 3-5 centimetri ogni anno. Jean Frédéric Kauffmann, geologo della sezione forestale, ha spiegato che i drenaggi “sono ancora in corso di realizzazione. Ci troviamo in un periodo di siccità prolungata. Abbiamo avuto temporali molto intensi negli ultimi giorni, anche a fine agosto, ma non sono i temporali che mettono in movimento la frana. L’efficacia dei drenaggi non è ancora stata provata. È stata osservata, durante le ultime precipitazioni, acqua che usciva dalle teste dei drenaggi”.

Il Monitoraggio
“La strada si muoverà con la frana – ha aggiunto Kauffmann -. Verranno adottati provvedimenti per mantenerla, per correggere le forze degli ancoraggi e comunque sarà monitorata”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Val-Colla-e-strada-chiusa-fino-al-2028.-Primo-incontro-pubblico–4071796.html

 

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la seconda del 2026 e la 77. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La riunione si è aperta con una discussione dedicata alle attese dei Comuni nei confronti del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono state in particolare fornite alcune indicazioni preliminari in vista dell’adattamento del sistema fiscale, dopo l’abolizione del valore locativo decisa a livello federale e la prevista creazione della nuova imposta cantonale sulle residenze secondarie. È già operativo un gruppo di lavoro misto che si sta occupando della questione.
Il Consiglio di Stato e i Comuni hanno poi fatto il punto della situazione sul progetto «Ticino 2020». Una riunione di aggiornamento è prevista entro fine anno.
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine informato sull’avanzamento dei lavori per la riforma delle Autorità regionali di protezione (ARP), dopo che il Gran Consiglio ha approvato le norme relative alla creazione e all’assetto organizzativo delle nuove Preture di protezione. Dopo i passi portati a termine nel corso degli ultimi mesi, è ora prevista una serie di incontri con il personale delle attuali ARP.
La prossima seduta della Piattaforma si svolgerà mercoledì 2 dicembre 2026.

Cassette arancioni per le vittime di violenza domestica

Cassette arancioni per le vittime di violenza domestica

L’iniziativa coinvolge autorità e cittadini per sensibilizzare sul fenomeno e favorire la riflessione sulle strategie di aiuto.

Il 10 settembre alle 16, alla Cantina Angelo Delea di Losone, sarà presentato “Cassette Arancioni”, progetto promosso dall’Associazione MI-TI-CI Against Abuse per offrire strumenti di prevenzione e sostegno alle vittime di violenza domestica.
L’iniziativa, definita dagli organizzatori «una forma silenziosa per aiutare le vittime di violenza domestica», sarà presentata alle autorità, al mondo politico e alla cittadinanza.Si tratta di cassette di tipo “postale”, pensate come primo canale di contatto silenzioso e sicuro per chi vive una situazione di violenza o disagio. L’obiettivo è creare un momento di riflessione sul fenomeno e fornire strumenti utili alla prevenzione e al supporto delle vittime.
All’incontro interverrà il consigliere di Stato Norman Gobbi, insieme ad altre figure del mondo politico e imprenditoriale locale. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno finanziario dell’Associazione Una goccia nel mare.
«Non possiamo e non dobbiamo voltarci dall’altra parte. La presentazione di questo progetto, che ha visto la luce grazie al sostegno finanziario dell’Associazione Una goccia nel mare, vuole essere un segnale forte per dire alle vittime che non sono sole e che uscire dalla violenza è possibile», dichiara Manga, presidente dell’associazione MI-TI-CI Against Abuse.
Il programma prevede alle 16 l’accoglienza e la registrazione degli ospiti, seguite alle 16.30 dai saluti di benvenuto e dalla presentazione istituzionale. Alle 16.45 è previsto il saluto delle autorità presenti, mentre alle 17 il presidente dell’associazione MI-TI-CI presenterà il progetto. Alle 17.15 seguiranno i ringraziamenti ai partner che hanno contribuito alla sua realizzazione e alle 17.30 un rinfresco di ringraziamento
Melide festeggia la piazza e il nucleo rinnovati

Melide festeggia la piazza e il nucleo rinnovati

All’inaugurazione di opere che migliorano e abbelliscono il paese, il sindaco Emiliano Delmenico ha ricordato la scelta che fece la differenza

«Oggi celebriamo una piazza rinnovata, una rete energetica nuova, un monumento che torna al centro della nostra comunità. Ma soprattutto celebriamo una scelta: quella di credere in Melide, nella sua storia e nel suo futuro». È con queste parole che il sindaco di Melide Emiliano Delmenico ha concluso il suo discorso, ieri sera, in occasione dell’inaugurazione di piazza Domenico Fontana e del nucleo centrale. Un discorso che il sindaco ha cominciato parlando del verbo scegliere, «il verbo più potente che l’essere umano possieda. Non esiste giorno della nostra vita che non sia attraversato da una scelta. Possiamo scegliere di costruire, oppure di lasciare che le cose si consumino da sole. Possiamo scegliere di tacere, o di dire ciò che pensiamo anche quando è scomodo. Ogni scelta, piccola o grande, disegna chi siamo e chi diventeremo».

Sotto, la rete di teleriscaldamento
Quel verbo non è stato usato a caso da Delmenico, proprio perché la celebrazione è il risultato di un lungo percorso e di una scelta: «Non una scelta calata dall’alto, ma una scelta fatta insieme, da noi, cittadine e cittadini di Melide. Il 31 gennaio del 2021 i melidesi sono stati chiamati alle urne per pronunciarsi su un credito di 6,9 milioni di franchi destinato alla riqualifica del nostro nucleo storico. Non era una scelta scontata: significava accettare anni di cantieri, di disagi, di strade chiuse e di pazienza. Eppure la popolazione ha scelto di guardare oltre il disagio del presente, per investire nel futuro del proprio paese. Ha scelto Melide». E gli aventi diritto hanno votato a favore del progetto che ha comportato grossi lavori, come sottolineato dal sindaco: «Sotto le pietre che oggi calpestiamo è stata realizzata un’opera che i nostri occhi non vedono, ma che le prossime generazioni di melidesi sentiranno ogni giorno: una rete di teleriscaldamento che permetterà di abbandonare progressivamente un combustibile fossile a favore di un vettore energetico virtuoso, alimentato da una centrale termica approvvigionata da acqua di falda. È una scelta di responsabilità, verso l’ambiente e verso chi verrà dopo di noi. Sopra quelle sottostrutture abbiamo rifatto la pavimentazione del nostro nucleo, in pietra naturale, granito e porfido, restituendo dignità e bellezza ai vicoli e alla piazza dove generazioni di melidesi si sono incontrate, hanno lavorato, hanno festeggiato».

Il monumento tornato al suo posto
C’è un altro aspetto dell’opera che più di ogni altro sta a cuore a Delmenico: «Il monumento dedicato al nostro illustre concittadino Domenico Fontana. Con questi lavori, l’obelisco a lui dedicato è tornato a occupare il posto che merita, nella piazza che porta il suo nome, e non più ai margini come negli ultimi decenni. Permettetemi qui una nota di colore, una coincidenza che ho scoperto preparando questo discorso e che mi ha commosso. È stata l’illustre concittadina Alice Moretti – cittadina onoraria di Melide – a raccontarci questa storia sul sito domenicofontana.ch: quel monumento fu inaugurato il 6 settembre 1908, e per Melide, con le sue parole, fu “una giornata davvero memorabile”. Sono passati 118 anni esatti. Oggi, 6 settembre, ci troviamo esattamente nello stesso giorno, a rendere nuovamente omaggio a Domenico Fontana. Come se questa piazza avesse scelto, essa stessa, di ricordarcelo».

‘Non è stato un percorso scontato’
Il sindaco ha concluso il suo intervento ringraziando le imprese, i progettisti e tutte le maestranze, ma anche i residenti del nucleo, gli esercenti, e chi ha dovuto adattare le proprie abitudini quotidiane per i lavori. Dal canto suo, anche il consigliere di Stato Norman Gobbi, come il sindaco, ha rimarcato che, «dopo tre anni di lavori, oggi Melide raccoglie il risultato di una scelta importante. La riqualifica del nucleo restituisce alla popolazione un centro più vivibile e attrattivo. Da qui parte un messaggio che vale per tutto il Ticino: investire nei nostri paesi significa investire nel futuro del Cantone. I Comuni sono i primi custodi del territorio: conoscono la sua popolazione e le sue esigenze. Prendersi cura dei nostri nuclei e degli spazi pubblici significa preservarne l’identità e creare luoghi nei quali le comunità possano continuare a riconoscersi». Eppure, ha detto il direttore incaricato della Divisione delle costruzioni, «non è stato un percorso scontato. Il progetto ha fatto discutere, si è arrivati a un referendum e alla fine sono stati i cittadini a decidere, con una partecipazione particolarmente alta. La maggioranza ha scelto di andare avanti e oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti. Un ringraziamento particolare va alla cittadinanza per la pazienza dimostrata in questi tre anni. I cantieri non piacciono a nessuno, ma sono necessari per costruire i paesi e le città di domani».

Infine, Gobbi ha voluto parlare anche del comparto di Besso, «dove i lavori comporteranno inevitabilmente dei disagi, ma permetteranno di trasformare profondamente la mobilità di Lugano. Oggi quella pazienza viene ripagata. Melide può contare su un nucleo riqualificato e su spazi pensati per essere vissuti dalla popolazione negli anni a venire. Il ringraziamento va al Comune di Melide e a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo risultato. È da interventi come questo che passa la cura del nostro territorio: investire nei nostri paesi significa mantenerli vivi, rafforzarne l’identità e costruire oggi il Ticino che vogliamo lasciare alle prossime generazioni».

https://www.laregione.ch/cantone/luganese/1948319/possiamo-popolazione-paesi-scelta-risultato

“Il cantiere che farà cambiare marcia a Lugano”

“Il cantiere che farà cambiare marcia a Lugano”

Sono entrati nel vivo i lavori del nuovo e moderno comparto urbano di Besso

Chi transita da Besso oggi vede ruspe in movimento, deviazioni stradali e un cantiere che viaggia a pieno regime. Da alcune settimane sono infatti entrati nel vivo i lavori del nuovo comparto. Un intervento che nel giro di qualche anno è destinato a rivoluzionare la mobilità di Lugano. Il progetto prevede una nuova rotonda, un autosilo, un sottopassaggio e soprattutto un nodo intermodale nel quale confluiranno 15 linee di autobus. Il tutto a pochi metri dai binari della stazione FFS e, in prospettiva, dalla futura rete tram-treno. «Questo progetto mostra concretamente cosa significa pianificare il territorio con uno sguardo rivolto al futuro» , sottolinea il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore incaricato della Divisione delle costruzioni del Dipartimento del territorio. «Stiamo ridisegnando un intero comparto strategico di Lugano creando un nodo in cui convergeranno ferrovia, autobus, traffico privato e, in futuro, il tram-treno. Un intervento destinato a cambiare profondamente la mobilità della città» .

Un nuovo cuore della mobilità
Besso si trova infatti al centro di alcuni dei principali assi di mobilità del Luganese: la ferrovia nord-sud, gli accessi da Besso e Sorengo e, in futuro, la rete tram-treno che collegherà la Valle del Vedeggio e il Malcantone. «La forza di quest’opera sta nella sua visione d’insieme» , spiega Gobbi. «Il bus deve dialogare con il treno, il trasporto privato con quello pubblico e ciò che costruiamo oggi deve integrarsi con le infrastrutture di domani». Una trasformazione che permetterà a tutta l’area di fare un salto di qualità liberandosi da colonne e traffico e parallelamente valorizzando il territorio. «Le grandi infrastrutture – precisa Gobbi – devono anche migliorare il contesto in cui si inseriscono. Besso è una delle porte di Lugano e l’obiettivo è renderla più accessibile e vivibile. Al termine dei lavori avremo un intero comparto urbano completamente ridisegnato, più moderno e meglio integrato nella città».

Costruire oggi pensando al futuro
La dimensione dell’opera emerge anche da quello che non è immediatamente visibile. Nella progettazione è stata infatti integrata la futura discenderia che consentirà di collegare direttamente la stazione di Lugano alla rete tramtreno. Per Gobbi è proprio questo uno degli aspetti più significativi dell’intervento. «Quando il Cantone realizza un investimento di questa portata deve essere lungimirante. Integrare già ora infrastrutture che serviranno tra diversi anni significa evitare di rincorrere gli sviluppi e soprattutto utilizzare bene le risorse pubbliche» .

La sfida del cantiere
I prossimi anni richiederanno inevitabilmente pazienza alla cittadinanza e all’utenza. Gobbi non lo nasconde, ma invita a guardare al risultato finale. «I cantieri non piacciono a nessuno e sappiamo bene che comportano disagi per chi vive, lavora e transita nella zona. Il nostro compito è limitarli il più possibile attraverso una pianificazione rigorosa. Ma è importante anche guardare a ciò che stiamo costruendo. Tra alcuni anni sarà difficile riconoscere quest’area: avremo un nodo moderno, efficiente e completamente integrato nella città. Oggi affrontiamo inevitabilmente i disagi di una grande trasformazione; domani resterà un’infrastruttura pensata per accompagnare Lugano nei prossimi decenni. È un patrimonio che lasceremo alle future generazioni » .

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 6 settembre 2026 de Il Mattino della domenica

Un’Accademia… in Salute

Un’Accademia… in Salute

Lo storico Grotto di Massagno premiato col Diploma di Buona Cucina

La Delegazione della Svizzera Italiana dell’Accademia Italiana della Cucina ha riunito i suoi accademici per celebrare le eccellenze del territorio – Il riconoscimento al Grotto della Salute, il Premio Giovanni Nuvoletti al giornalista Alberto Dell’Acqua e un brindisi ai 50 anni della Cantina Monti di Cademario
Una serata speciale per l’Accademia Italiana della Cucina e per i suoi Accademici, chiamati a celebrare chi, attraverso la cucina e il racconto enogastronomico, contribuisce a custodire e valorizzare la cultura del territorio. La Delegazione della Svizzera Italiana si è ritrovata martedì al Grotto della Salute di Massagno per uno degli appuntamenti più significativi dell’anno: la consegna dei suoi riconoscimenti. Il Diploma di Buona Cucina 2026 è andato proprio allo storico locale massagnese, mentre il Premio Giovanni Nuvoletti è stato assegnato al giornalista e scrittore Alberto Dell’Acqua. A completare la serata, la celebrazione dei cinquant’anni della Cantina Monti di Cademario insieme a Ivo Monti.
«Questa sera parleremo di cucina, vino, territorio e persone», ha sintetizzato il delegato Emilio Casati accogliendo gli ospiti, tra i quali il consigliere di Stato Norman Gobbi. «In fondo credo che sia proprio questo il senso delle nostre conviviali: stare bene insieme attorno a una tavola, certamente, ma anche conoscere meglio le persone, le storie e le tradizioni che fanno parte della nostra cultura gastronomica».
E il luogo scelto per la conviviale rappresentava già una parte importante di questo racconto. Il Grotto della Salute affonda le proprie radici nel 1893, quando il piccolo edificio immerso tra i grandi platani di Massagno accoglieva i pellegrini. Oltre 130 anni più tardi, la sua vocazione all’ospitalità è rimasta, mentre attorno è cambiato inevitabilmente il modo di intendere un grotto e la sua cucina.
Proprio questa capacità di attraversare il tempo senza perdere la propria identità è tra le ragioni che hanno portato l’Accademia ad assegnargli il Diploma di Buona Cucina. «Il Grotto della Salute ha saputo mantenere negli anni un forte legame con la tradizione, accompagnandolo però con una cucina attuale, attenta alla qualità della materia prima e alla stagionalità», ha spiegato Casati. Un equilibrio che, secondo il delegato, interpreta anche la missione dell’Accademia: «Conservare e valorizzare la tradizione, sapendo nello stesso tempo accompagnarne l’evoluzione».
Una questione che diventa molto concreta quando si entra in cucina. Perché aggiornare un grotto significa inevitabilmente confrontarsi con un’identità gastronomica che in Ticino possiede codici ben riconoscibili. Lo chef Fabio Barbaglini ha scelto di non rinnegarli. «Abbiamo rieditato un po’ quella che era l’impostazione di un grotto storico, dove si cerca di valorizzare i prodotti del territorio. È chiaro che gli anni passano e quindi cerchiamo anche di tenerci al passo con i tempi, dando un tocco di contemporaneità».
Il limite che Barbaglini si è imposto è altrettanto chiaro. «Teniamo sempre un menu alla carta con i piatti storici, però affianchiamo anche una carta un po’ più stagionale dove rielaboriamo qualcosa in maniera diversa. Di certo non andiamo a proporre un’offerta troppo complessa, troppo complicata, perché questo andrebbe a snaturare la vera essenza, la vera anima di un grotto».
Per la conviviale dell’Accademia lo chef ha mostrato anche il volto più contemporaneo di questa filosofia. Il percorso è iniziato con foie gras d’anatra alle spezie dolci, crema fredda di fichi, levistico ed erbe, per proseguire con un uovo caramellato ai semi di papavero accompagnato da maionese calda ai funghi, salsa di soia, porcini crudi e nepitella. Poi il risotto mantecato al rafano e Castelmagno con riduzione di miele e aceto e l’anatra in crépinette cotta nella foglia di fico. In chiusura, cremoso al cioccolato bianco e timo limone con fichi in due consistenze, capperi canditi e polline.
«Vogliamo fare qualcosa in più, vogliamo stare al passo con il tempo, però non vogliamo stravolgere», ha ribadito Barbaglini. «La linea è chiara, le idee le abbiamo in testa molto chiaramente e vogliamo andare avanti in questa direzione».
 
Il premio ad Alberto Dell’Acqua
Se il Diploma di Buona Cucina ha premiato chi la cultura gastronomica la porta nel piatto, il Premio Giovanni Nuvoletti ha riconosciuto chi da anni la racconta. A riceverlo è stato Alberto Dell’Acqua, giornalista, scrittore ed editor di Gastronomie & Tourisme – Vins Magazine, per il lungo lavoro dedicato alla divulgazione dell’enogastronomia e alla valorizzazione dei territori e dei loro protagonisti.
«Il suo lavoro unisce ricerca, scrittura e capacità divulgativa e ha contribuito a far conoscere anche molte eccellenze del nostro territorio», ha ricordato Casati introducendo il riconoscimento. «Un premio che riconosce non soltanto una carriera, ma anche un modo serio e appassionato di raccontare la cultura enogastronomica».
Dell’Acqua non ha nascosto l’emozione: «Grazie a tutti voi per questo premio, che mi commuove». Un riconoscimento che ha voluto dedicare a Paolo Grandi, scomparso nel 2022. Poi un ricordo ha riportato il discorso proprio al vino servito quella sera: uno dei primi articoli scritti da Dell’Acqua circa trent’anni fa era dedicato a Sergio Monti, il fondatore della Cantina Monti celebrata proprio in questa serata con un titolo che ancora ricorda, Il banchiere vignaiolo: «In un certo senso è come se fosse un cerchio che si chiudesse e che rende ancora più speciale questa cerimonia».
 
Cinquant’anni tra le vigne di Cademario
Quel cerchio di cui sopra si è così chiuso con l’altro anniversario celebrato a Massagno. La Cantina Monti di Cademario compie cinquant’anni: fondata nel 1976, è arrivata oggi alla terza generazione. I suoi vini hanno accompagnato l’intero menu, dal Malcantone Bianco di Cademario DOC 2025 al Rovere Merlot del Ticino DOC 2024, fino al Seda Negra, vino liquoroso del Ticino DOC.
«La Cantina Monti è una piccola realtà di famiglia, è sempre stato un hobby», ha raccontato Ivo Monti. «Siamo arrivati alla terza generazione, mia figlia, che è la prima professionista. Prima noi lo facevamo per una passione che ci ha preso un po’ la mano». Una passione cresciuta attraverso collaborazioni con ricercatori e università e concentrata in appena cinque ettari, sui quali convivono tredici vitigni differenti.
Alcune parcelle raggiungono pendenze del 70%, tanto che Monti parla senza esitazioni di «viticoltura eroica». L’impossibilità di meccanizzare ha conservato anche un rapporto quasi personale con il vigneto: «Ogni pianta la conosci, qualcuna ha addirittura un nome». E dietro sperimentazioni e tecniche di vinificazione rimane un principio molto semplice: «Qual è il segreto dei vini di alta qualità? Produrre poco. La qualità viene dal vigneto».
Anche Norman Gobbi ha ricondotto la serata al rapporto tra gastronomia e territorio, ricordando il ruolo dell’Accademia nel valorizzare una cultura capace di superare i confini. Ma soprattutto il consigliere di Stato si è soffermato su ciò che accade quando ci si siede insieme: «Attorno a una tavola diventiamo tutti molto più vicini, condividiamo momenti, gusti e sapori, magari con opinioni diverse». Ed è proprio questa diversità, ha aggiunto, che permette «anche di crescere assieme». Una serata di premi, dunque, ma soprattutto di storie che attraverso strade differenti finiscono per incontrarsi attorno alla stessa tavola. Come ha riassunto Casati prima dei saluti: «Questa sera abbiamo premiato l’eccellenza, celebrato il territorio e, soprattutto, condiviso il piacere di stare insieme. Credo sia questo il significato più bello della convivialità».
Sottrazione automatizzata di dati dei detentori di veicoli: colpito anche il Canton Ticino

Sottrazione automatizzata di dati dei detentori di veicoli: colpito anche il Canton Ticino

Comunicato stampa

Anche il Canton Ticino è stato interessato dalla sottrazione automatizzata di dati pubblici relativi ai detentori di veicoli, già segnalata nei giorni scorsi da altri Cantoni. Non si registrano intrusioni nei sistemi informatici cantonali. I dati interessati non comprendono quelli dei detentori che hanno richiesto di non rendere pubbliche le proprie informazioni. La Sezione della circolazione è in contatto con gli altri Cantoni coinvolti, ha sporto denuncia contro ignoti e invita la popolazione alla prudenza. A scopo precauzionale, la pagina web “Elenco targhe Cantone Ticino” è stata nel frattempo disabilitata.
Il modulo di ricerca dei detentori di veicoli consente, conformemente al quadro giuridico federale, di consultare determinate informazioni associate a una targa, quali il nome, il cognome e l’indirizzo del detentore. Il modulo è stato utilizzato nell’ambito di un attacco informatico in modo automatizzato per raccogliere dati su larga scala, aggirando intenzionalmente i meccanismi di protezione che limitano il numero di richieste. Sono interessati il numero di targa, il nome e l’indirizzo dei detentori dei veicoli. Non sono interessati i dati dei proprietari che hanno richiesto di non rendere pubbliche le proprie informazioni.
La Sezione della circolazione si è attivata già la scorsa settimana, prendendo contatto con il fornitore del servizio e con gli altri Cantoni interessati dalla sottrazione di dati. Non appena è stato confermato il coinvolgimento di dati ticinesi, il Dipartimento delle istituzioni, tramite la Sezione della circolazione, ha sporto denuncia penale al Ministero pubblico. A scopo precauzionale, la pagina web “Elenco targhe Cantone Ticino” è stata nel frattempo disabilitata. Come gli altri Cantoni coinvolti, anche il Ticino non intende cedere a richieste di riscatto: il pagamento non garantisce infatti la cancellazione dei dati, finanzia gli autori dell’attacco e incentiva ulteriori azioni di questo tipo.

Raccomandazioni alla popolazione
Si invita la popolazione a prestare attenzione a comunicazioni inattese quali lettere, e-mail o SMS che richiedano pagamenti urgenti o dati personali e finanziari, con riferimento a presunte multe, tasse di circolazione, controlli tecnici o pedaggi esteri. In caso di dubbio, si raccomanda di contattare l’autorità competente attraverso i canali ufficiali, senza utilizzare i recapiti indicati nella comunicazione sospetta.

Aggregazioni nel Locarnese – un primo passo concreto per il futuro della regione

Aggregazioni nel Locarnese – un primo passo concreto per il futuro della regione

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni prende atto con soddisfazione degli sviluppi emersi nell’ambito del percorso aggregativo avviato nel Locarnese con l’accompagnamento della Sezione degli enti locali. I Municipi di Minusio e Tenero-Contra hanno manifestato la volontà di procedere verso l’inoltro di un’istanza di aggregazione. A questo proposito, il Cantone auspica che ai due Comuni si possa aggiungere anche Mergoscia, attualmente in gerenza. I Municipi di Locarno, Losone, Orselina e Brione s/Minusio hanno invece deciso di prendersi ulteriore tempo per approfondire al proprio interno e tra loro i possibili passi successivi.

Le rispettive posizioni sono emerse in occasione dell’incontro tenutosi mercoledì 2 settembre 2026, tra la Sezione degli enti locali e i rappresentanti dei sette Comuni. La volontà manifestata da Minusio e Tenero-Contra di proseguire il percorso conferma uno dei due scenari istituzionali approfonditi nell’ambito dello studio delle opportunità condotto negli scorsi mesi. A questo proposito, il Cantone auspica che ai due promotori si possa aggiungere anche il Comune di Mergoscia, che si trova in gerenza dal 1. giugno 2024, a seguito dell’impossibilità di costituire il Municipio per la mancata disponibilità di candidati ad assumere la carica.
Le posizioni comunicate ieri giungono al termine di un percorso avviato nel 2024 attraverso il dialogo tra il Dipartimento delle istituzioni e i Municipi della regione e sviluppato, con il coordinamento della Sezione degli enti locali, attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti del Buon Governo, che hanno permesso di svolgere uno studio delle opportunità e un ampio processo partecipativo. Momento centrale sono state le giornate di laboratorio del 6 e 7 marzo 2026 al Palexpo FEVI di Locarno, che hanno coinvolto circa 170 rappresentanti delle autorità comunali, della società civile e del mondo economico in una riflessione sulla qualità di vita, sulle sfide future del comprensorio e sui possibili scenari istituzionali.
«Confidiamo nella disponibilità di Minusio e Tenero-Contra a compiere un ulteriore passo in questo percorso, coinvolgendo Mergoscia e offrendo così una prospettiva concreta per superare l’attuale situazione di gerenza», sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «L’auspicio del Consiglio di Stato era che, già nel corso dell’attuale legislatura comunale, potesse delinearsi un Locarnese maggiormente coeso e istituzionalmente preparato ad affrontare le sfide future. La regione dispone di importanti qualità e potenzialità, ma deve rafforzare la propria capacità di pianificazione e di sviluppo, così da mantenere il passo con gli altri poli urbani del Cantone. La decisione di Minusio e Tenero-Contra rappresenta quindi un segnale concreto e viene pertanto accolta positivamente: un passo non scontato per il Locarnese che, seppur contenuto, va nella direzione auspicata. Il Dipartimento delle istituzioni prende atto e rispetta anche la volontà degli altri Comuni di prendersi il tempo necessario per le proprie valutazioni, auspicando che il confronto avviato possa favorire ulteriori passi capaci di rafforzare la regione e la sua capacità progettuale.»
«Gli strumenti del Buon Governo hanno permesso ai Comuni di confrontarsi sul proprio futuro partendo da elementi concreti e coinvolgendo attivamente il territorio», evidenzia il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa. «È questo il ruolo che intendiamo svolgere anche in futuro come Sezione: accompagnare le iniziative che nascono dal territorio e, laddove necessario, creare le condizioni per un confronto democratico che permetta ai Comuni di compiere scelte consapevoli e responsabili, nel pieno rispetto della loro autonomia.»
Minusio e Tenero-Contra potranno ora formalizzare la volontà di proseguire attraverso l’inoltro di un’istanza di aggregazione, possibilmente aperta a Mergoscia, dando così avvio all’iter previsto dalla legislazione cantonale. Locarno, Losone, Orselina e Brione s/Minusio proseguiranno invece le proprie valutazioni interne prima di determinarsi sui successivi passi da intraprendere.

Un genio del pianoforte nella Caverna dei Cristalli

Un genio del pianoforte nella Caverna dei Cristalli

Intenso e applaudito recital dell’americano Kit Armstrong nell’inedita location nel cuore del San Gottardo

Il luogo non è di quelli che ti aspetti per un recital di musica classica: sul Passo del San Gottardo all’interno dell’ex storica fortezza oggi trasformata in museo, nella suggestiva Caverna dei Cristalli cui si accede dopo una camminata di qualche centinaio di metri attraverso umidi tunnel che ti portano nel cuore della montagna. Lì, in un’atmosfera tra il primordiale e il magico, ieri pomeriggio si è esibito, ospite della Fondazione Sasso San Gottardo, uno dei pianisti più talentuosi e intelligenti della scena contemporanea: lo statunitense Kit Armstrong che ancor prima di sedersi alla tastiera ha stupito per la sua abilità linguistica. Nato a Los Angeles nel 1992 da famiglia di origini britanniche e taiwanesi, esperto in musica e matematica con un bouquet di lauree conseguite negli States, in Inghilterra, in Cina e in Francia (dove attualmente risiede e dove ha acquistato un’antica chiesa per adibirla a sala concerti e mostre) Armstrong, davanti alla centuria di spettatori accorsi per l’evento, si è infatti espresso in un tedesco impeccabile non solo per commentare, brano dopo brano, il suo recital imperniato sul rapporto tra Johann Wolfgang von Goethe e il San Gottardo nonché su come il grande scrittore tedesco ha poi influenzato l’opera di Franz Liszt, ma si è pure soffermato in un’amabile chiacchierata con il pubblico, sul rapporto tra musica e matematica (l’altra grande passione della sua vita, per certi versi addirittura predominante rispetto alla sua carriera artistica) nonché sulla possibile evoluzione della musica, soprattutto alla luce del prepotente arrivo dell’intelligenza artificiale.

Un prodigioso talento, insomma, che diventa ancor più straordinario quando dalla parola passa alla tastiera dove ad un’invidiabile tecnica e ad una cura matematica nei minimi dettagli delle partiture, abbina una grande abilità nel trovare nel suo strumento una gamma di sonorità e di colori tra le più ampie che un pianista è in grado di ottenere dal pianoforte. Capacità che ha sfoderato appieno nel repertorio da lui scelto e dedicato in massima parte, come accennato, a Franz Liszt e a pagine che richiamano la sua profonda ammirazione per Goethe e la sua capacità di trasformare suggestive località (come il Passo del San Gottardo, appunto) in luoghi di elevazione, prova e contemplazione nella stessa misura in cui, lui stesso, trasformava paesaggi e viaggi in esperienze musicali.

Da qui la scelta di eseguire una personale rielaborazione di Mignons Lied, nonché la Goethe-Festmarsch, il secondo movimento della Faust-Symphonie (Gretchen), e altre pagine tra cui la celebre Vallée d’Obermann tratta dalla raccolta Années de pèlerinage: Première année: Suisse che rappresenta forse l’apice della capacità di Liszt di fondere la letteratura con il linguaggio pianistico d’avanguardia del XIX secolo. Per poi chiudere, tra gli entusiasti applausi della platea – e forse in omaggio alla struttura militaresca che l’ha ospitato – con l’energica Polonaise in La maggiore di Chopin in grado di far risuonare la Caverna dei Cristalli al massimo delle sue potenzialità acustiche. 

(Immagine: Ti-Press /Mirko Aquilino)

Aste pubbliche: un nuovo portale online per acquistare beni mobili

Aste pubbliche: un nuovo portale online per acquistare beni mobili

Comunicato stampa

Il nuovo portale degli Uffici di esecuzione è realtà: dal 1° settembre è possibile consultare i beni messi all’incanto e partecipare alle aste di beni mobili in modalità digitale. Una novità già introdotta in altri Cantoni che amplia le possibilità di partecipazione e segna un ulteriore passo nel percorso di digitalizzazione e semplificazione dei processi promosso dal Dipartimento delle istituzioni.

Il settore esecutivo della Divisione della giustizia presenta la nuova piattaforma dedicata alle aste pubbliche che introduce un’importante novità: dalle 12:00 di oggi, 1° settembre, i beni mobili messi all’incanto potranno essere consultati singolarmente online e gli interessati potranno formulare le proprie offerte direttamente attraverso il portale.
Per ogni oggetto saranno disponibili una scheda informativa con la relativa descrizione, fotografie e, laddove presenti, ulteriori informazioni tecniche e perizie. Gli utenti potranno così trovare in un unico spazio digitale tutte le informazioni utili e prendere parte all’asta senza la necessità di recarsi fisicamente sul posto. Il portale è fruibile 24 ore su 24.

Aste più accessibili
Il nuovo portale di aste online permette dunque di raggiungere una platea più ampia di potenziali acquirenti, riducendo al contempo gli spostamenti. La pubblicazione centralizzata rende inoltre la procedura più trasparente grazie alla possibilità di consultare in modo semplice e immediato tutti i beni pignorati o in fase di liquidazione con le relative informazioni. Le aste immobiliari continueranno per contro a svolgersi in presenza conformemente alle disposizioni dalla Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) e sono consultabili sulla pagina dedicata.

Come funziona l’asta online
Per partecipare alle aste online è necessario accedere all’indirizzo www.aste.ti.ch, registrarsi ed effettuare il login. Una volta autenticati, gli interessati possono consultare i beni disponibili e formulare la propria offerta. Ogni asta rimane aperta per una settimana, durante la quale è possibile rilanciare con una nuova offerta. Alla scadenza, il bene viene aggiudicato a chi ha formulato l’offerta più alta. L’utente riceverà una conferma via e-mail e sarà tenuto a versare l’importo secondo le modalità indicate dall’Ufficio di esecuzione.

Con questa novità il Ticino introduce un sistema già adottato con esiti positivi in altri Cantoni svizzeri. Il portale si inserisce nel più ampio percorso di digitalizzazione e semplificazione dei processi promosso dal Dipartimento delle istituzioni, con l’obiettivo di rendere i servizi più accessibili ed efficienti per cittadine, cittadini, enti locali e aziende.