Per mettere in sicurezza i fiumi ticinesi il Governo chiede 5,4 milioni di franchi

Per mettere in sicurezza i fiumi ticinesi il Governo chiede 5,4 milioni di franchi

Oltre 5,4 milioni di franchi, suddivisi in diversi crediti, dedicati alla sistemazione dei corsi d’acqua, alla premunizione contro i pericoli naturali e alla valorizzazione dell’ambiente. È quanto chiede il Consiglio di Stato, che la scorsa settimana ha, appunto, pubblicato una serie di crediti dedicati ai corsi d’acqua ticinesi.
Nel dettaglio, ad esempio, ha richiesto circa 900 mila franchi quale aggiornamento per la sistemazione del fiume Maggia a Riveo- Someo nei Comuni di Maggia e Cevio. Un progetto in corso da anni ma per il quale «sono cambiate alcune condizioni quadro in relazione al mercato degli inerti e a importanti inquinamenti del suolo emersi in seguito nel comparto».
Il Governo chiede poi circa 560 mila franchi la sistemazione della camera Galletto a Castione, nel Comune di Arbedo-Castione.
Una zona soggetta a pericolo di caduta massi e per la quale, appunto, la nuova camera permetterà «di raggiungere un adeguato grado di sicurezza».
L’Esecutivo propone poi 300 mila franchi per la manutenzione straordinaria e il rinnovo della rete idrometeorologica cantonale. In sostanza, sul fronte del monitoraggio dei corsi d’acqua ticinesi, è «necessaria la disponibilità di adeguate risorse per l’acquisizione di nuove stazioni di misura, la sostituzione di strumenti obsoleti e il miglioramento generale della rete di monitoraggio e di allerta del Cantone».
Un credito ci circa 540 mila franchi viene poi proposto per la manutenzione straordinaria dell’impianto di Ponte Tresa per la regolazione del Lago di Lugano. E questo perché lo stato dello sbarramento che regola il deflusso delle acque, a circa 20 anni dall’ultimo intervento, necessita oggi di una manutenzione straordinaria. L’obiettivo generale è quello di «garantire il corretto funzionamento dello sbarramento del Lago Ceresio per i prossimi decenni, aumentando la sicurezza, l’affidabilità del sistema e prevenendo possibili inquinamenti ».
Infine, l’ultimo credito (di un milione di franchi) proposto dal Governo è dedicato all’aggiornamento dei Piani delle Zone di Pericolo ( PZP) per i fenomeni legati ai corsi d’acqua, degli strumenti tecnici indispensabili per la pianificazione territoriale e la valutazione della sicurezza nel le zone edificabili. «Nonostante investimenti complessivi per oltre 7,4 milioni di franchi dal 2005 per la documentazione dei pericoli naturali sul territorio – si legge nella nota del Dipartimento del territorio -, l’evento alluvionale della Valle Maggia del 2024 ha posto nuove sfide tenuto conto di scenari estremi aggravati dal cambiamento climatico in atto». E per questo motivo, a mente del Governo, è oggi «prioritario un aggiornamento dei PZP, considerando l’incremento di frequenza e intensità delle precipitazioni e le conseguenti modifiche morfologiche del territorio». La gestione del rischio, rileva infine il Governo, «è un processo dinamico che richiede adattamento, affinché la prevenzione e la pianificazione delle emergenze rimangano coerenti con le trasformazioni ambientali in corso».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 6 luglio 2026 del Corriere del Ticino

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