Sicurezza: “Occhi puntati su stazioni e luoghi di aggregazione”

Sicurezza: “Occhi puntati su stazioni e luoghi di aggregazione”

Il Crime Survey 2025 fotografa le nuove sfide della sicurezza in Svizzera e in Ticino

Il Crime Survey 2025 è uno studio che fotografa in 61 pagine la criminalità e la percezione della sicurezza in Svizzera. L’indagine, realizzata dalla Scuola universitaria professionale di Zurigo e dall’Università di San Gallo, ha coinvolto 13’499 persone tra i 16 e gli 80 anni. Il documento raccoglie le esperienze di chi ha subito reati, compresi quelli mai denunciati alla polizia, e analizza il senso di sicurezza della popolazione.
I risultati richiamano l’attenzione sulle nuove sfide in materia di sicurezza. A livello nazionale diminuisce la quota di persone che si sente sicura dopo il tramonto. Aumenta invece quella di chi ritiene insufficiente la presenza della polizia negli spazi pubblici.
Anche dalla Svizzera italiana emergono dati significativi. Le persone che dichiarano di aver subito una truffa o un tentativo di truffa sono passate dal 6% al 15% rispetto alla precedente rilevazione. Un’evoluzione che conferma quanto le forme di criminalità stiano cambiando e quanto sia importante adeguare le risposte.

Più attenzione alla sicurezza negli spazi pubblici
Uno dei dati più significativi riguarda la presenza della polizia sul territorio. Nel 2022 il 28,9% degli intervistati la considerava insufficiente negli spazi pubblici. Nel 2025 la percentuale è salita al 37,9%. La fiducia nelle forze dell’ordine rimane tuttavia elevata e la Svizzera continua a essere percepita come un Paese sicuro. I risultati richiamano l’importanza di una presenza visibile della polizia e di un’attività di prevenzione vicina alle esigenze della popolazione.

Stazioni e luoghi di aggregazione: massima attenzione
In Ticino, il Dipartimento delle istituzioni sta valutando con attenzione il tema della sicurezza nelle zone più sensibili. L’attenzione si concentra in particolare sulle stazioni ferroviarie, sulle piazze e sui luoghi di aggregazione. Spazi frequentati ogni giorno da migliaia di persone, dove la sicurezza deve essere garantita e percepita. « Vogliamo dare risposte concrete, in particolare per le stazioni e i luoghi di maggiore aggregazione », anticipa il Consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni. « L’obiettivo è rafforzare la presenza sul territorio e intervenire dove emergono situazioni di insicurezza. Sono in corso delle riflessioni e stiamo lavorando ad alcune proposte ». La cronaca regionale ha più volte riportato episodi di degrado e situazioni problematiche in alcune zone delle città ticinesi, contribuendo ad alimentare il dibattito sulla sicurezza negli spazi pubblici.

Un Cantone di frontiera, sfide particolari
Alle esigenze di sicurezza della vita quotidiana si aggiungono quelle legate alla posizione geografica del Ticino. Il nostro Cantone è il presidio a sud della Svizzera, attraversato ogni giorno da importanti flussi di persone e merci e confrontato con fenomeni criminali che possono assumere una dimensione transfrontaliera. Una realtà che richiede una presenza capillare delle forze dell’ordine e una collaborazione efficace tra i diversi corpi di polizia. « La sicurezza dei cittadini rimane una priorità e i recenti episodi di cronaca devono farci riflettere su come organizzarci al meglio per garantirla anche in futuro », sottolinea Gobbi. « In questi anni il dispositivo si è consolidato. Ora dobbiamo valutare, dialogando e confrontandoci con tutti gli attori coinvolti, come garantire un impiego sempre più efficace delle risorse a disposizione ». Il messaggio è chiaro: il Ticino dispone di un sistema solido, ma questo non significa fermarsi. Le nuove sfide richiedono capacità di adattamento e risposte concrete, a cominciare dai luoghi della quotidianità dove ogni cittadino ha il diritto di sentirsi sicuro.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 18 ottobre 2026 de Il Mattino della domenica