Blocco dei ristorni: la posizione della Lombardia

Blocco dei ristorni: la posizione della Lombardia

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Il dialogo prosegue, le posizioni sui ristorni non cambiano
È il bilancio di uno dei temi sul piatto della comunità di lavoro che riunisce il Ticino e le province di Varese, Lecco, Como, Novara e Verbano Cusio-Ossola.

I rapporti tra Svizzera e Italia, e soprattutto a ridosso della frontiera, non sono stati semplici negli ultimi mesi. D’altra parte, le discussioni non si fermano. Ieri mattina la Comunità di lavoro Regio Insubrica si è riunita a Mezzana. Diversi i temi sul tavolo, tra blocco dei ristorni, infrastruttura e grandi predatori.
 
Il possibile blocco dei ristorni ai frontalieri
«Quella che viene definita ‘tassa’ per noi è un’imposta»,  spiega il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «Questo è un elemento di carattere tecnico-giuridico che ha un effetto politico. Per noi si tratta di chiarire questa divergenza di opinioni che abbiamo con Berna, ma anche con la regione Lombardia. Si tratta però anche di difendere gli interessi del Canton Ticino, e questo è il compito del Consiglio di Stato. Difendere il Ticino e le finanze ticinesi». Una visione ancora opposta a quella di parte lombarda: «Per noi non è una tassa, è un contributo», replica il presidente di Regio Insubrica e assessore della regione Lombardia Massimo Sertori. «Da questo punto di vista ci sono visioni giuridicamente diverse tra Italia, e Ticino in particolare. Vedremo dove approderanno queste situazioni. Detto questo i provvedimenti attuativi noi li faremo a settembre – ricordando che è una norma italiana, e noi siamo tenuti a rispettare le norme italiane». Da parte del Piemonte, che aveva deciso di non introdurre la misura decisa da Roma, c’è prudenza: «Quello che contesto io ai funzionari romani è ‘dovevate dirlo tre anni fa’, a lato della modifica dell’accordo, perché farlo dopo che ci si è accorti che manca questa contribuzione è una manovra tutta italiana. Rispetto, da federalista convinto, le scelte di regione Lombardia. Del resto loro hanno numeri ben diversi dai nostri, hanno 80’000 frontalieri, noi 7-8’000. Però quello che va tutelato sono i rapporti tra i paesi e i ristorni dei frontalieri», conclude il sottosegretario alla presidenza di regione Piemonte Alberto Preioni.
 
Infrastrutture, territorio e collaborazione
La questione della tassa – o imposta – sulla salute dei frontalieri, a seconda delle interpretazioni, non era l’unico tema sul tavolo di Regio Insubrica. A Mezzana si è parlato anche di territorio, tra gestione delle acque lacustri e regolamento dei grandi predatori. Per quest’ultimo tema, nello specifico, c’è una lettera ai rispettivi ministeri e dipartimenti per istituire un tavolo di lavoro. «Ad oggi c’è un disallineamento tra norme svizzere ed europee-italiane, in particolar modo per i lupi ibridi, che sono protetti in Italia, mentre in Svizzera possono essere abbattuti con meno formalità», illustra Norman Gobbi. Non solo però: a Mezzana si è parlato anche di infrastrutture. Più precisamente del potenziamento di AlpTransit sull’asse nord-sud, tema che verrà anch’esso portato di fronte ai rispettivi governi. Tutte questioni per cui Regio Insubrica non vuole rinunciare alla collaborazione, nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato i rapporti tra Svizzera e Italia di recente.

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Servizio civile e sicurezza: una scelta di responsabilità

Servizio civile e sicurezza: una scelta di responsabilità

Il 14 giugno voteremo sulla modifica della legge federale sul servizio civile. Una scelta concreta, che tocca direttamente la sicurezza del nostro Paese e la coerenza con quanto previsto dalla nostra Costituzione. Per comprenderne la portata, vale la pena fare un passo indietro e contestualizzare il tema. Gli elementi emersi dallo studio “Sicurezza 2026”, recentemente pubblicato dal Politecnico federale di Zurigo, offrono spunti significativi. Sebbene la Svizzera continui a essere percepita complessivamente come un Paese sicuro, il senso di sicurezza della popolazione ha raggiunto il livello più basso degli ultimi vent’anni. Cittadine e cittadini guardano con maggiore pessimismo alla situazione politica mondiale e al futuro del nostro Paese. Parallelamente cresce il sostegno a un esercito forte, mentre diminuisce la quota di chi auspica l’abolizione dell’obbligo di prestare servizio militare.

Dietro questi dati emerge una realtà chiara. Per decenni abbiamo dato per scontato che la Svizzera fosse un angolo d’Europa al riparo dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti armati. La difesa è stata spesso considerata soprattutto una voce di spesa da contenere e ottimizzare. Oggi non è più così. Quanto accade a poche centinaia di chilometri da noi non ci lascia indifferenti. Le immagini provenienti dai fronti di guerra entrano quotidianamente nei nostri smartphone attraverso i media e i social network. La minaccia – sempre più ibrida, diffusa e imprevedibile – è diventata progressivamente più concreta anche nell’immaginario collettivo. Le cittadine e i cittadini svizzeri si sentono meno al sicuro rispetto al passato. È un dato misurabile, non una semplice impressione. E la tendenza è chiara: ci rendiamo conto dell’importanza dell’esercito proprio quando la percezione del rischio aumenta e il pericolo si avvicina. È in questi momenti che l’esercito torna improvvisamente a essere percepito come indispensabile.

La votazione del 14 giugno si inserisce in un dibattito più ampio sulla sicurezza del nostro Paese. Una sicurezza che non può essere improvvisata nel momento del bisogno, ma che va costruita con continuità, lungimiranza e pazienza. Per riuscirci servono risorse, non solo finanziarie e tecniche, ma soprattutto umane. La nostra Costituzione è chiara: il servizio militare rappresenta la regola, mentre il servizio civile costituisce un’eccezione prevista per chi non riesce a conciliare il servizio militare con la propria coscienza. La modifica proposta non abolisce il servizio civile e non mette in discussione il diritto all’obiezione di coscienza. Introduce invece misure mirate per limitare gli abusi e garantire all’esercito le risorse necessarie per adempiere ai propri compiti.

È una modifica che merita sostegno, non per ragioni ideologiche, ma per senso di responsabilità. Un Paese che vuole restare libero deve essere disposto anche a difendersi. E per difendersi servono persone formate, motivate e competenti, non soltanto intenzioni o proclami. È una responsabilità collettiva. Il voto del 14 giugno rappresenta l’occasione per affermarlo con chiarezza.

Opinione di Norman Gobbi pubblicata nell’edizione di venerdì 29 maggio 2026 del Corriere del Ticino

Regio Insubrica: riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo

Regio Insubrica: riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo

Comunicato stampa della Regio Insubrica (28.05.2026)

Si sono tenute questa mattina presso la sede della Regio Insubrica a Mezzana le riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di Lavoro Regio Insubrica, alle quali hanno partecipato l’Assessore di Regione Lombardia e Presidente della Regio Insubrica, Massimo Sertori, il Consigliere di Stato del Cantone Ticino Norman Gobbi, il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte, Alberto Preioni, nonché i Presidenti delle Province di Como, Varese e Verbano Cusio Ossola.

Durante i lavori si è provveduto ad un aggiornamento su diversi temi di particolare attualità e rilevanza per il territorio di riferimento, quali la mobilità transfrontaliera, le questioni relative alla fiscalità dei lavoratori frontalieri e il Programma di Cooperazione Italia-Svizzera Interreg, con l’aggiornamento sull’attuale programmazione 2021-2027 e un focus sulla prossima relativa al periodo 2028-2034.

Per quanto attiene alla mobilità, si saluta favorevolmente l’avvio dell’iter di ratifica da parte del Parlamento italiano dell’Accordo bilaterale sul cabotaggio per il trasporto pubblico transfrontaliero su gomma, firmato tra i Governi di Italia e Svizzera nel mese di ottobre 2024, volto a sostenere una maggiore cooperazione tra Piemonte, Lombardia e Cantone Ticino nella direzione di una mobilità pubblica più sostenibile e integrata.

Riguardo alla circolazione ferroviaria, il Cantone e le Regioni rinnovano l’auspicio che la pianificazione strategica consenta il raggiungimento degli obiettivi indicati dal Memorandum of Understanding (MoU) firmato nel 2023 tra Svizzera e Italia, concernente la cooperazione bilaterale nella realizzazione delle opere di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e dei servizi di trasporto ferroviario entro il 2035.

Nell’ambito delle tematiche ambientali, affrontate a livello tecnico dai gruppi di lavori che si riuniscono regolarmente, riguardo al declassamento del grado di protezione della specie lupo a livello della Convenzione di Berna da “strettamente protetto” a “protetto”, l’Ufficio Presidenziale, rivolgendosi formalmente per iscritto ai rispettivi ministeri dell’ambiente, auspica un coordinamento a livello statale e ritiene necessario includere le Regioni e i Cantoni di frontiera interessati, in particolare per condividere le esperienze in merito ai metodi di contrasto adottati e le azioni su individui ibridi cane-lupo, tutelando allo stesso tempo l’ambiente e la biodiversità.

L’Ufficio Presidenziale ha altresì dato preavviso favorevole al Conto Consuntivo 2025 e ai Preventivi 2026-2027 e valutato le domande di patrocinio e contributo dei progetti di terzi portati all’attenzione della Regio Insubrica, patrocinando e finanziando nove progetti in ambito culturale, artistico, sportivo e turistico.

L’Assemblea generale 2026 si terrà il 24 settembre a Domodossola, presso il Collegio Rosmini, dove avrà luogo, nell’ambito della ricorrente annuale rotazione, il passaggio di Presidenza per l’anno 2026-2027, da Regione Lombardia a Regione Piemonte.

Studio dell’Aggregazione tra Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone

Studio dell’Aggregazione tra Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione presentata dai Municipi di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone, istituendo la Commissione di studio incaricata di elaborare un progetto aggregativo tra i quattro comuni.

Dando seguito alle istanze per l’avvio di uno studio di aggregazione formulate ai primi di maggio 2026 dai Municipi di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone, il Consiglio di Stato ha nominato l’apposita Commissione di studio incaricata di allestire la proposta di Comune aggregato.  

L’iniziativa promossa dai quattro Comuni si inserisce nell’approccio cantonale che predilige le iniziative provenienti dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione e del servizio alla cittadinanza. La proposta coinvolge Comuni confinanti che, pur non appartenendo al medesimo comprensorio definito nel Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), presentano molteplici collegamenti e interrelazioni. Il PCA stesso prevede che possano essere avviati progetti aggregativi promossi dalle collettività locali anche qualora divergenti dagli scenari proposti, posto che non ne derivino conseguenze determinanti sull’impostazione complessiva della pianificazione e sull’insieme degli scenari, ciò che è il caso per il progetto di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone. L’istanza è stata pertanto accolta e il PCA potrà essere adattato una volta che l’aggregazione dovesse concretizzarsi  

La Commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta da:

  • per il Comune di Bedano: Dario Fraschina (Sindaco) e Daniele Cairoli (Vicesindaco);
  • per il Comune di Cadempino: Tom Cantamessi (Sindaco) e Juri Bonizzi (Vicesindaco);
  • per il Comune di Gravesano: Maurizio Anghileri (Sindaco) e Tiziano Cremona (Vicesindaco);
  • per il Comune di Lamone: Daniele Franzoni (Sindaco) e Matilde Ribolzi (Municipale).   

La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con l’autorità cantonale verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

Piscine e fiumi presi d’assalto, “l’autoresponsabilità è fondamentale

Piscine e fiumi presi d’assalto, “l’autoresponsabilità è fondamentale

Con il ritorno del caldo aumentano i bagnanti nella Svizzera italiana, mentre i responsabili mettono in guardia da distrazioni e comportamenti pericolosi

Con l’arrivo del caldo, le piscine e i corsi d’acqua nella Svizzera italiana sono stati presi d’assalto. L’estate, però, porta anche rischi di incidenti e infortuni e proprio per questo, a inizio stagione, la sicurezza è la priorità degli addetti ai lavori.
Al lido di Lugano, ad esempio, le misure di sicurezza sono state potenziate, ma Gianfranco Salvati, responsabile dei centri balneari della Città di Lugano, ha ribadito anche l’importanza della responsabilità dei bagnanti. “L’autoresponsabilità è fondamentale in una struttura pubblica dove ci sono dei pericoli come le vasche dei tuffi e quelle profonde. Chiediamo ai genitori, soprattutto di minori, di prestare maggiore attenzione”, ha raccontato alle telecamere del Quotidiano.
Un’attenzione verso i più piccoli, che va mantenuta molto alta anche in aree naturali, come laghi o fiumi. “Un problema sono i genitori che, invece di guardare i bambini, guardano il telefonino. Bisogna pensare che la prudenza non fa rovinare il divertimento ma, anzi, permette di godersi l’estate in tutta tranquillità”, ha spiegato Anna Nizzola, presidente della commissione acque sicure.
Un altro aspetto, è legato alla conoscenza dei luoghi e ai suoi pericoli. Soprattutto per chi arriva come turista. “Abbiamo un problema di persone che si tuffano per fare un video bello o foto d’effetto e fanno cose che sono oltre le loro capacità”, ha continuato Nizzola.
Per la commissione acque sicure, è molto importante quindi raggiungere i visitatori con campagne informative prima che arrivino in Ticino, per renderli consapevoli della forza delle correnti nei fiumi.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Piscine-e-fiumi-presi-d%E2%80%99assalto-%E2%80%9Cl%E2%80%99autoresponsabilit%C3%A0-%C3%A8-fondamentale%E2%80%9D–3765388.html

Statuti S in B?:  “Il Ticino non è un bancomat”

Statuti S in B?: “Il Ticino non è un bancomat”

Rifugiati ucraini e politica d’asilo, la trasformazione in statuto B peserà milioni

Il futuro dello statuto S per i profughi ucraini rischia di diventare un boccone amaro da ingoiare per tutti i Cantoni. La Legge federale sull’asilo prevede infatti che, se dopo cinque anni il Consiglio federale non ha ancora abrogato lo statuto di protezione provvisoria, alle persone interessate venga rilasciato permesso B. Un cambiamento che scaricherebbe sui Cantoni costi ingenti come sottolinea il Consigliere di Stato e Direttore del DI Norman Gobbi: “Questo passaggio automatico avrebbe ricadute milionarie sulle casse cantonali. L’aiuto sociale, infatti, non verrebbe più finanziato dalla Confederazione come avviene oggi per lo statuto S. L’onere nei confronti dei titolari di un permesso B ricadrebbe su Cantoni e in parte sui Comuni”.
Nove mesi per cambiare rotta La questione è destinata a diventare concreta già a marzo 2027, quando saranno passati cinque anni dal rilascio dei primi permessi S. Secondo le stime federali il cambiamento coinvolgerebbe fino a 47 mila persone in Svizzera che dal prossimo anno riceverebbero un permesso di soggiorno B. In Ticino, già nel corso del 2027, 1’700 beneficiari accederebbero automaticamente al regime ordinario dell’assistenza sociale applicato ai residenti. Per il periodo 2027-2032 si stima una spesa di ulteriori 330 milioni di franchi per il nostro Cantone. “Non possiamo accettare che uno statuto nato come misura temporanea produca automaticamente gli effetti di un soggiorno durevole a carico dei Cantoni e dei contribuenti” commenta il Consigliere di Stato.

Autonomia finanziaria come condizione
Il contesto internazionale non lascia prevedere a medio termine una diminuzione del numero di persone provenienti dall’Ucraina in cerca di protezione. La prospettiva del cambiamento ha già acceso il dibattito. Negli scorsi giorni è arrivata la dura presa di posizione dei Cantoni della Svizzera centrale attraverso la Conferenza dei direttori e delle direttrici degli affari sociali. Per Gobbi la soluzione più ragionevole, sia a livello finanziario sia dal profilo politico e operazionale, sarebbe quella di concedere lo statuto B alle persone indipendenti dall’aiuto sociale, con un esame approfondito dei presupposti attualmente in vigore per il caso di rigore. Secondo il Direttore del DI, un soggiorno stabile dovrebbe essere riservato a chi ha raggiunto una reale integrazione e soprattutto l’autonomia finanziaria. “ Il principio deve restare semplice: chi ottiene un permesso durevole deve dimostrare di non vivere a carico della collettività”.

Cambio di rotta
Il Ticino aveva già sollevato la questione durante l’analisi della Strategia in materia d’asilo 2027. Il Consiglio di Stato aveva infatti chiesto che la futura strategia d’asilo riconoscesse maggiormente la specificità dei Cantoni di frontiera e introducesse regole più sostenibili anche sul futuro dello statuto S. Nulla è ancora deciso, Berna ha infatti ancora margine di manovra: “Un cambio di rotta è importante”, conclude Norman Gobbi. “Senza correttivi federali, il rischio è che la Confederazione continui a decidere trattando Cantoni e Comuni come dei bancomat a favore di cittadini stranieri”.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 24 maggio 2026 de Il Mattino della domenica

Finanziamento delle spese per gli armamenti – Protezione della popolazione in caso di guerra

Finanziamento delle spese per gli armamenti – Protezione della popolazione in caso di guerra

Comunicato stampa della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (22 maggio 2026)

In occasione della sua assemblea plenaria, la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) ha preso atto con rammarico delle dichiarazioni del capo del DDPS riguardo ai numerosi progetti sottofinanziati dell’esercito e della protezione della popolazione. La CG MPP chiede pertanto che il Consiglio federale, parallelamente all’aumento dell’IVA, promuova ulteriori soluzioni per il finanziamento delle spese per gli armamenti. Inoltre, è stato deciso di sostenere ancora più intensamente le «settimane della sicurezza nelle scuole», avviate con successo.
I direttori cantonali degli affari militari, alla presenza del capo del DDPS, consigliere federale Martin Pfister, e del capo dell’esercito, comandante di corpo Benedikt Roos, hanno discusso il decreto federale relativo al finanziamento delle spese per gli armamenti dell’esercito tramite un aumento dell’IVA. La CG MPP sostiene in linea di principio l’aumento dell’IVA dello 0,8% proposto dal Consiglio federale. Poiché al momento non è chiaro se il decreto federale otterrà le maggioranze necessarie in seno all’Assemblea federale o in un’eventuale votazione popolare, la CG MPP si esprime con forza a favore del perseguimento parallelo di ulteriori varianti di finanziamento.
Nel maggio 2023, la CG MPP ha avviato il progetto «Settimane della sicurezza nelle scuole». Con queste settimane della sicurezza si sensibilizzano i giovani alle questioni della sicurezza e si trasmettono loro conoscenze sulle autorità e le organizzazioni di soccorso e sicurezza, nonché sull’esercito. La domanda di settimane della sicurezza nei cantoni è così elevata che la CG MPP ha deciso di aumentare la propria partecipazione finanziaria.
La guerra russo-ucraina mostra chiaramente quanto, in un conflitto armato, siano coinvolte non solo le forze armate, ma anche le organizzazioni partner della protezione della popolazione. Le discussioni che la CG MPP ha condotto sui temi «Comportamento in caso di crisi e guerra – una guida per la popolazione», «Conclusioni dell’Esercitazione integrata 25» e «Rete sicura di collegamento dati e strategia multicanale» sono strettamente collegate alle misure necessarie per ottimizzare la protezione della popolazione in vista della resilienza in un conflitto armato.

Versione in tedesco

Finanzierung der Rüstungsausgaben – Bevölkerungsschutz im Krieg

Die Regierungskonferenz Militär, Zivilschutz und Feuerwehr (RK MZF) hat anlässlich ihrer Plenarversammlung die Ausführungen des Chefs VBS zu den zahlreichen unterfinanzierten Projekten in Armee und Bevölkerungsschutz mit Bedauern zur Kenntnis genommen. Die RK MZF fordert daher, der Bundesrat möge parallel zur Erhöhung der Mehrwertsteuer zusätzliche Varianten zur Finanzierung der Rüstungsausgaben vorantreiben. Zudem wurde beschlossen, die erfolgreich gestarteten «Sicherheitswochen in den Schulen» noch stärker zu unterstützen.
Die kantonalen Militärdirektorinnen und -direktoren haben in Anwesenheit des Chefs VBS, Bundesrat Martin Pfister, sowie des Chefs der Armee, Korpskommandant Benedikt Roos, den Bundesbeschluss über die Finanzierung von Rüstungsausgaben der Armee durch eine Erhöhung der Mehrwertsteuer erörtert. Die RK MZF unterstützt grundsätzlich die vom Bundesrat vorgeschlagene Erhöhung der Mehrwertsteuer um 0,8%. Da zum aktuellen Zeitpunkt unklar ist, ob der Bundesbeschluss in der Bundesversammlung resp. bei einer Volksabstimmung die erforderlichen Mehrheiten finden würde, spricht sich die RK MZF mit Nachdruck dafür aus, weitere Finanzierungsvarianten parallel voranzutreiben.
Im Mai 2023 hat die RK MZF das Projekt «Sicherheitswochen in den Schulen» angestossen. Mit den Sicherheitswochen werden die Jugendlichen für Sicherheitsfragen sensibilisiert und ihnen Kenntnissen über die Behörden und Organisationen für Rettung und Sicherheit sowie der Armee vermittelt. Die Nachfrage nach Sicherheitswochen ist in den Kantonen so gross, dass die RK MZF beschloss, ihre finanzielle Beteiligung zu erhöhen.
Der Russisch-Ukrainische Krieg macht deutlich, wie stark nicht nur Streitkräfte, sondern auch die Partnerorganisationen des Bevölkerungsschutzes in einem bewaffneten Konflikt zum Einsatz kommen. Die Diskussionen, welche die RK MZF zu den Themen «Verhalten in Krise und Krieg – ein Ratgeber für die Bevölkerung», «Erkenntnisse aus der Integrierten Übung 25» sowie «Sicheres Datenverbundnetz und Multikanalstrategie» geführt hat, stehen denn auch in engem Zusammenhang mit den Massnahmen, die zur Optimierung des Bevölkerungsschutzes im Hinblick auf die Resilienz im bewaffneten Konflikt zu treffen sind.

 

Aggregazioni nel Locarnese – presentati i risultati dei laboratori partecipativi

Aggregazioni nel Locarnese – presentati i risultati dei laboratori partecipativi

Comunicato stampa

Qualità di vita elevata, ma anche sfide sempre più complesse legate a mobilità, alloggi, sviluppo territoriale e competitività regionale. È il quadro che emerge dal rapporto finale elaborato al termine del percorso promosso dai sette Comuni coinvolti – Locarno, Losone, Brione sopra Minusio, Orselina, Minusio, Tenero-Contra e Mergoscia – con il coordinamento della Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni. I risultati sono stati presentati giovedì 20 maggio in una serata pubblica che ha visto un’ottima partecipazione di popolazione. Toccherà ai Municipi decidere se, e in che modo, dare seguito agli spunti emersi dal percorso partecipativo.

Nel corso della serata, il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha presentato i principali risultati emersi dal lavoro svolto nelle scorse settimane, che ha coinvolto autorità comunali, rappresentanti della società civile e mondo economico in un ampio esercizio di riflessione sullo sviluppo futuro del comprensorio e sui possibili scenari istituzionali della regione. È seguito un momento di dialogo aperto con la popolazione, durante il quale i rappresentanti dei sette Comuni hanno potuto rispondere alle domande e raccogliere osservazioni e spunti.
Dal rapporto emerge come il Locarnese presenti oggi un livello di qualità di vita generalmente elevato, grazie in particolare alla qualità del territorio, dei servizi e dell’offerta culturale, sociale ed economica presenti nel comprensorio. Allo stesso tempo, i lavori hanno evidenziato alcune importanti sfide future legate in particolare all’evoluzione demografica, all’accesso all’alloggio, alla mobilità, alla capacità progettuale del territorio e al mantenimento della competitività regionale.
I laboratori partecipativi, che si sono svolti il 6 e 7 marzo a Locarno, avevano l’obiettivo di individuare le principali misure necessarie per affrontare queste sfide nei prossimi anni e di valutare quale assetto istituzionale potesse risultare maggiormente idoneo a sostenerle in modo efficace e sostenibile. In questo senso, per numerosi ambiti emersi durante i lavori – tra cui pianificazione territoriale, mobilità, politiche giovanili, sviluppo economico e coordinamento dei servizi – i partecipanti hanno ritenuto che uno scenario aggregativo possa offrire maggiori capacità di coordinamento e di sviluppo.
Nel corso della presentazione è stato inoltre sottolineato come il laboratorio non avesse l’obiettivo di prefigurare decisioni politiche o imporre soluzioni istituzionali, bensì quello di mettere a disposizione dei Municipi e della popolazione elementi concreti di riflessione sul futuro del comprensorio. Il rapporto precisa, infatti, che i risultati emersi non costituiscono in alcun modo una decisione aggregativa formale, ma rappresentano una base di valutazione a disposizione dei Comuni.
Con la serata pubblica di Minusio si conclude il lavoro di accompagnamento svolto dalla Sezione degli enti locali nell’ambito di questo percorso. Nel pieno rispetto dell’autonomia comunale, spetterà ora ai sette Municipi determinarsi sui possibili passi successivi.

 
 
 
Sessione estiva delle Camere federali – Il CdS incontra la Deputazione ticinese

Sessione estiva delle Camere federali – Il CdS incontra la Deputazione ticinese

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi la Deputazione ticinese alle Camere federali per la tradizionale riunione in vista della sessione parlamentare estiva, in programma dal 1° al 19 giugno.

Consiglio di Stato e Deputazione ticinese alle Camere federali hanno colto l’occasione, oltre che per uno scambio sui principali oggetti che saranno trattati nella sessione estiva, per discutere di varie questioni di stretta attualità.
Per quanto concerne i temi relativi alla mobilità, Consiglio di Stato e Deputazione hanno discusso del progetto “Trasporti ‘45”, il quale verrà posto a breve in consultazione, e delle opere infrastrutturali previste per il Ticino, concordando nel giudicare insufficiente la proposta attuale e sottolineando la necessità di maggiori investimenti sul territorio cantonale.
La discussione si è in seguito spostata sui temi di carattere finanziario: Governo e Deputazione si sono aggiornati in merito alla proposta di modifica dell’ordinanza sulla perequazione finanziaria, respinta dal Consiglio federale, nonché sui lavori dedicati al prossimo rapporto sull’efficacia della perequazione finanziaria. Successivamente l’attenzione è stata rivolta alle misure con impatto significativo per i Cantoni previste sia nell’ambito del pacchetto di misure di sgravio adottato dal Parlamento nella sessione primaverile, sia nel progetto “Dissociazione 27”, attualmente in consultazione, che mira ad una nuova ripartizione dei compiti e delle responsabilità finanziarie tra Confederazione e Cantoni. Il progetto, condivisibile negli obiettivi, presenta tuttavia misure che rischiano di penalizzare ulteriormente quei Cantoni già attualmente svantaggiati nel contesto perequativo.
Per il settore dell’asilo è stato tematizzato il passaggio da permesso S a permesso B (per il periodo 2027 – 2032) previsto dal Consiglio federale e il relativo significativo impatto finanziario per i Cantoni, mentre per il settore della sanità l’attenzione è stata rivolta a diverse mozioni, di prossima trattazione, dedicate al tema dei familiari curanti.
Durante l’incontro l’accento è stato posto anche su dossier di carattere internazionale, quali le relazioni con l’Italia, il pacchetto di accordi tra Svizzera ed Europa, attualmente al vaglio delle commissioni parlamentari, con particolare riferimento al settore universitario e alle misure compensatorie previste.
A margine dell’incontro con il Consiglio di Stato, la Deputazione ticinese alle Camere federali ha tenuto la sua riunione ordinaria, presieduta dal Consigliere nazionale Bruno Storni. Nel corso della seduta, la Deputazione ha ricevuto per degli scambi una delegazione dell’associazione ESI Elettricità Svizzera Italiana – che raggruppa le aziende di produzione e/o distribuzione del settore – e una delegazione della Società Navigazione del Lago di Lugano. Durante la sessione estiva a Berna, il programma della Deputazione ticinese prevede incontri con il Consigliere federale Ignazio Cassis, con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter e con la direzione delle Ferrovie federali svizzere.