Torneo internazionale strutture carcerarie “Memorial Andrea Nimis”

Torneo internazionale strutture carcerarie “Memorial Andrea Nimis”

Sono state 10 le squadre a contendersi domenica il “Memorial Andrea Nimis”, torneo calcistico riservato alla strutture carcerarie. A darsi battaglia sul campo di Sonvico, messo gentilmente a disposizione dalla Città di Lugano, le polizie penitenziarie di Zurigo, Argovia, Realta, San Gallo, Novara, Pavia, Firenze e due compagini del carcere della Stampa.

Al termine di una giornata all’insegna del totale fair-play, a spuntarla è stato il team di Novara, che ha meritatamente conquistato il trofeo sconfiggendo in una combattuta finale il Pavia. Buon risultato anche per le due squadre ticinesi, che hanno chiuso al 6° e al 9° posto.

Il torneo si è svolto con un girone all’italiana, seguito nel pomeriggio dalle finali che hanno stabilito la classifica finale. Buona anche la cornice di pubblico che ha senza dubbio approfittato della bella giornata di fine estate. Da notare, fra l’altro, anche la presenza del consigliere di Stato Norman Gobbi e del direttore delle strutture carcerarie, Stefano Laffranchini, che hanno portato il loro saluto a tutti i giocatori e il loro particolare sostegno alle squadre di casa.

È stata anche una bella occasione di incontro tra colleghi che lavorano in Cantoni e contesti differenti, che hanno avuto modo di confrontarsi non solo sul campo, ma anche fuori, discutendo delle loro rispettive realtà professionali.

L’appuntamento è già fissato per il 2019, quando il torneo, che si disputa ogni anno, si terrà a San Gallo.

 

Fondazione per la collaborazione confederale, Berna – Comunicato stampa

Les 10 ans de la Maison des cantons à Berne – À pied d’oeuvre pour le fédéralisme
La Maison des cantons est devenue une plate-forme de dialogue pour les cantons

Depuis son inauguration en 2008, la Maison des cantons s’est imposée comme centre de compétence intercantonal et plate-forme de dialogue des cantons. Plusieurs représentants des gouvernements cantonaux, invités à un brunch pour les médias, ont tiré un premier bilan positif.

La Maison des cantons (MdC) a ouvert ses portes en juin 2008 au 6 de la Speichergasse à Berne. Dix ans après, le bilan est positif : siège de douze conférences des directeurs, de la Conference des gouvernements cantonaux (CdC) et de 16 organisations intercantonales, la MdC a permis de renforcer la collaboration entre les gouvernements cantonaux et de développer le dialogue entre les cantons et la Confédération. « Cette maison est une formidable plate-forme de dialogue, elle facilite la collaboration et la coordination en fédérant en un même lieu le savoir-faire des conférences intercantonales », constate le conseiller d’État Pascal Broulis. Également président de la Fondation ch pour la collaboration confédérale, en charge de l’exploitation de la Maison des cantons, il revient sur le rôle clé joué par la MdC dans la gestion de dossiers majeurs comme la politique européenne et la péréquation financière, et sur le resserrement des liens entre les cantons et les autorités fédérales. Il rappelle enfin les enjeux du fédéralisme, dont l’importance est souvent méconnue, en particulier des jeunes : « Il y a là un territoire à reconquérir et la visibilité de cette Maison des cantons doit nous y aider. »

La MdC ou comment mieux gérer des dossiers politiques complexes
Le regroupement des conférences au sein d’une même maison, c’est aussi la possibilité pour les cantons de mieux gérer des dossiers politiques toujours plus complexes et étroitement liés les uns aux autres, et de parvenir à des positions consolidées. Le président de la Conference suisse des directrices et directeurs cantonaux de la santé (CDS), le président de gouvernement Thomas Heiniger, l’illustre par un exemple : l’introduction d’un financement uniforme des prestations
de santé ne peut se faire sans le respect des principes régissant les finances publiques, le fédéralisme et le droit public. La Maison des cantons permet la convergence des points de vue : « La Maison des cantons doit être davantage qu’une cohabitation de différentes conférences : elle doit être une communauté de travail ».

Autre exemple : la politique sécuritaire. La multitude d’attributions et de compétences ressortissant à la sécurité de notre pays nécessitent une consultation et une coordination permanentes entre les différents échelons institutionnels.
« La Maison des cantons était prédestinée pour servir de plaque tournante et de plate-forme indispensables à la concertation », relève le conseiller d’État Norman Gobbi, président de la Conférence gouvernementale des affaires militaires, de la protection civile et des sapeurs-pompiers (CG MPS), qui souligne que la Conference des directeurs cantonaux de justice et police (CCDJP) et la Conférence des commandants des polices cantonales de Suisse (CCPCS) y ont aussi leur siège.

Une tendance générale à la centralisation
Le conseiller d’État et président de la CdC, Benedikt Würth, estime pour sa part que la MdC continuera de jouer un rôle important pour le fédéralisme. En effet, la centralisation va croissant, les secteurs politiques et les échelons de l’État sont toujours plus étroitement imbriqués: « Les cantons ont toujours travaillé ensemble, mais c’est grâce à cette maison qu’ils ont perfectionné leur collaboration ». Le fédéralisme n’est pas une idéologie, il est simplement l’un des piliers de notre Constitution. Les cantons représentés par leurs conférences ne sont pas des organisations lobbyistes. Le système fédéraliste « comprend aussi la souveraineté et la liberté de décider de s’associer à d’autres cantons pour défendre des intérêts communs. De telles alliances ne se soldent pas par la création de lobbys, réunis au sein de la Maison des cantons. Elles nous permettent de nous acquitter plus efficacement de notre mission de partenaire institutionnel de la Confédération en politiques extérieure et intérieure, ce qui est aussi dans l’intérêt de la Confédération».

La Fondation ch pour la collaboration confédérale est une organisation intercantonale des 26 cantons. Elle promeut la compréhension entre les communautés linguistiques et les cultures du pays, ainsi que la collaboration entre les cantons et avec la Confédération. Elle est dédiée à l’idée du fédéralisme.

Cugnasco-Gerra, celebrati i dieci anni dell’unione

Cugnasco-Gerra, celebrati i dieci anni dell’unione

Da www.ticinonews.ch

Cugnasco-Gerra, celebrati i dieci anni dell’unione
Finanze sane e investimenti importanti contraddistinguono i primi due lustri di vita del Comune sul Piano

L’ampliamento del Centro scolastico, la realizzazione del Centro sportivo sociale intercomunale (portata a termine con la collaborazione di Locarno), la posa della passerella sul fiume Riarena, la ristrutturazione degli spazi amministrativi, l’allestimento di un piano di mobilità scolastica, l’ottenimento del label Città dell’energia e la creazione con Gordola e Lavertezzo della Regione-Energia Sassariente.

Sono solo alcuni dei progetti che hanno contraddistinto i primi dieci anni di vita del Comune di Cugnasco-Gerra, nato il 21 aprile 2008 dall’unione di Cugnasco e Gerra Verzasca. L’anniversario è stato sottolineato domenica con una cerimonia in piazza a Gerra Piano, alla presenza, tra gli altri, dell’ex sindaco Luigi Gnesa, del Consigliere di Stato Norman Gobbi e del capo della sezione Enti locali Marzio della Santa.

Cerimonia, a margine della quale il Corriere del Ticino ha colto l’occasione per ripercorrere insieme al sindaco Gianni Nicoli il tragitto effettuato dal Comune dopo l’aggregazione. Aggregazione che ha portato in dono un contributo cantonale di 4 milioni di franchi e “velocizzato i tempi di decisione”, sottolinea Nicoli, ricordando che i due ex Comuni collaboravano già su più fronti, “ma non era evidente mettere tutti d’accordo”.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 10 settembre del Corriere del Ticino

Comuni L’unione ha dato i suoi frutti

Cugnasco-Gerra festeggia i primi dieci anni dell’aggregazione brindando alle finanze sane
Promossi progetti per 23 milioni – Altre fusioni? «Non ne abbiamo bisogno, ma siamo aperti»

L’ampliamento del Centro scolastico, la realizzazione del Centro sportivo sociale intercomunale (portata a termine con la collaborazione di Locarno), la posa della passerella sul fiume Riarena, la ristrutturazione degli spazi amministrativi, l’allestimento di un piano di mobilità scolastica, interventi all’acquedotto e alle sorgenti, l’ottenimento del label Città dell’energia e la creazione con Gordola e Lavertezzo della Regione-Energia Sassariente.
Sono solo alcuni dei progetti che hanno contraddistinto i primi dieci anni di vita del Comune di Cugnasco-Gerra, nato il 21 aprile 2008 dall’unione di Cugnasco e Gerra Verzasca.
L’anniversario è stato sottolineato domenica con una cerimonia in piazza a Gerra Piano, alla presenza, tra gli altri, dell’ex sindaco Luigi Gnesa, del consigliere di Stato Norman Gobbi e del capo della sezione Enti locali Marzio della Santa.
Cerimonia a margine della quale abbiamo colto l’occasione per ripercorrere insieme al sindaco Gianni Nicoli il tragitto effettuato dal Comune dopo l’aggregazione. Aggregazione che ha portato in dono un contributo cantonale di 4 milioni di franchi e «velocizzato i tempi di decisione», sottolinea il sindaco, rammentando che i due ex Comuni collaboravano già su più fronti, «ma non era evidente mettere d’accordo tutti». Passando da due a un solo Municipio «si è arrivati a un’unità d’intenti che ha permesso di accelerare i progetti e portarli a maturazione in questi anni». Quasi 23 i milioni di franchi investiti a livello infrastrutturale, «ma nonostante ciò le finanze del Comune (che conta quasi 3.000 abitanti, che si prevede aumenteranno, visto il fermento edilizio di questi tempi) sono sane e il moltiplicatore è stato mantenuto al 90%». Nicoli plaude quindi al lavoro svolto dall’intera squadra comunale, «motore del paese».

«Sono stati dieci anni impegnativi, ma molto appassionanti – commenta – durante i quali abbiamo vissuto anche un allarme chimico (durato una decina di giorni, era il 2016)». Contaminazione dell’acqua le cui cause «sono ancora oggetto d’inchiesta». Mentre a livello infrastrutturale gli obiettivi, fa sapere il sindaco, sono stati quasi tutti raggiunti, in ambito pianificatorio prosegue la revisione e l’unione dei Piani regolatori di Cugnasco e Gerra. «Si tratta di un progetto importantissimo, che comprende fra l’altro l’allestimento di un piano generale di smaltimento delle acque anche per la frazione di Gerra Piano», sottolinea Nicoli, rivelando che «l’intenzione è di riuscire ad avere entro il 2020-2021 un PR aggiornato e unificato che possa valere per i prossimi venti-trent’anni». Nel frattempo si pensa anche alla riqualifica del nucleo di Gerra Piano con la costruzione ex novo di tre sezioni d’asilo, oggetto di un concorso a due fasi: «La giuria si esprimerà in merito nelle prossime settimane». Altro importante obiettivo è la valorizzazione del comparto di Medoscio (dove vi è l’ex sanatorio) per favorire la quale si è già provveduto a convertirlo a PR in una zona a destinazione turistico-alberghiera e ora «bisogna trovare gli investitori».

Prospettive future
L’aggregazione, lo ricordiamo, è giunta a seguito dell’abbandono nel 2004 del progetto di fusione che comprendeva anche la frazione Gerre di Sotto di Locarno, dopo che la maggior parte dei cittadini lo aveva bocciato in votazione consultiva. Preso atto del verdetto, nel 2005 i Municipi di Cugnasco e Gerra Verzasca hanno ripreso il discorso della fusione, questa volta a due. Fusione che in votazione consultiva nel 2006 ha raccolto il 71% di consensi e che si è concretizzata due anni più tardi con le elezioni. E nell’aprile 2020 dovrebbe (l’ultima parola spetta agli abitanti) vedere la luce il Comune di Verzasca, con l’unione di Brione, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori in valle di Lavertezzo e Cugnasco-Gerra. Che cosa significa per voi la separazione della frazione di valle?, chiediamo a Nicoli, che è anche presidente del Gruppo di accompagnamento del Masterplan Verzasca 2030. «Si tratta di un discorso legato a una visione strategica nell’ottica di una rivalorizzazione della valle e noi non possiamo che appoggiare questo desiderio di unione (evidenziato in votazione consultiva il 10 giugno, ndr) e la volontà di lavorare per la valle». Il distacco della frazione, va detto, per Cugnasco-Gerra «non è un discorso finanziario», ma potrebbe comportare «molto probabilmente un abbassamento della percentuale di case secondarie (oggi più del 22%), oltre a permettere un’ottimizzazione della gestione della squadra di operai nell’attività al piano». E come vedete una fusione con gli altri Comuni dell’agglomerato? «Attualmente non abbiamo bisogno di aggregarci», premette Nicoli, ma «siamo aperti a discutere un’eventuale unione dei Comuni del Piano, ad esempio, con Gordola, Lavertezzo e magari anche Tenero, più il quartiere industriale di Locarno». Altro scenario percorribile potrebbe essere una fusione con Locarno. «Ovviamente – conclude il sindaco – vanno approfonditi i vantaggi e gli svantaggi di una o l’altra ipotesi, fermo restando che in ogni caso è la popolazione a decidere».

 

 

Festival del risotto, in 8mila in piazza

Festival del risotto, in 8mila in piazza

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 10 settembre 2018 de La Regione

Domenico Fiore del “Ristorante Alchimia” di Chiasso e il Carnevale di Maggia “Re Bacheton” si sono imposti ai quinti Campionati ticinesi del risotto per chef e Gruppi di carnevale e associazioni. Nella splendida cornice di Piazza Grande a Locarno, si sono battuti tutti i record: oltre 8mila persone che hanno assaggiato 22 risotti cucinati dal vivo, 16 chef tra i quali anche ospiti dalla Svizzera francese e tedesca, e 6 gruppi in gara.
A celebrare il matrimonio tra la cucina e il territorio, spumanti e vini delle cantine ticinesi. La collaborazione con gli esercenti di Piazza Grande e il prezioso sostegno della Città di Locarno e dei molti sostenitori, permettono alla manifestazione di crescere e agli organizzatori (GastroLagoMaggiore e Valli con Ticino a Tavola e il patrocinio di GastroTicino) di assicurare simpatiche novità per l’anno prossimo.
Ma ecco i risultati. La giuria, presieduta da Norman Gobbi (consigliere di Stato) e Massimo Suter (presidente GastroTicino e vicepresidente GastroSuisse), ha deciso la composizione del podio al “5° Campionato ticinese del risotto per chef”, patrocinato dal Club Prosper Montagné/Accademia svizzera dei gastronomi: al primo posto Domenico Fiore del “Ristorante Alchimia” di Chiasso con il “Risotto al granchio con perle di nero di seppia e gel al limone di Sorrento); al secondo posto Oreste Riva del Grotto San Martino di Mendrisio con il “Risotto al Merlot del Ticino con fonduta di Zincarlin e finferli”, e al terzo posto pari merito, Luca Bassan del “Ristorante Fiore di Pietra” sul Monte Generoso con “Risotto luganiga, riduzione al Merlot e crock di formaggio Sbrinz”, e Giuseppe Cautiero del “Buffet della Stazione” di Lugano con Il “Risotto ai sapori del Ticino”.
A ruba anche i risotti degli altri concorrenti, che hanno dimostrato come si possano cucinare piatti che esaltano i prodotti locali e altre eccellenze estere. Per il “5° Campionato ticinese del risotto per gruppi di Carnevale”, associazioni ed enti, è stata la giuria popolare a stilare la classifica: al primo posto il “Carnevale di Maggia Re Bacheton” con il “Risotto ai funghi”, seguiti dal “Carnevale del Ghell” di Ronco s/Ascona con il “Risotto del Ghell”, e dal “Carnevale di Re Painach” di Gordevio con il “Risotto ai funghi e pepe della Vallemaggia”. Apprezzati dalle migliaia di buongustai, anche i risotti cucinati dagli altri partecipanti: “Club di cucina Ratatouille” di Locarno; “Carnevale Ribellonia” di Solduno e “Pro Risotto Ascona”.
Su ticinoatavola.ch saranno pubblicati anche i vincitori dei concorsi e numerose foto.