Coronavirus – Disposizioni cantonali valide dal 9 ottobre 2020

Coronavirus – Disposizioni cantonali valide dal 9 ottobre 2020

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha aggiornato oggi le misure cantonali per limitare la diffusione del nuovo Coronavirus, prendendo atto del significativo aumento dei contagi registrato negli ultimi giorni in Ticino. Le nuove regole entreranno in vigore alle 19.00 di venerdì 10 ottobre 2020.

Le nuove misure decise dal Consiglio di Stato prevedono in particolare la chiusura dei locali notturni (discoteche, sale da ballo, club e simili) e l’obbligo di indossare la mascherina per la clientela di negozi e centri commerciali.
Le manifestazioni con presenza di oltre 300 partecipanti, pubbliche o private, dovranno essere autorizzate preventivamente dal Comune e approvate dal «Gruppo di lavoro grandi eventi» incaricato dal Consiglio di Stato (maggiori informazioni possono essere consultate sulla pagina web www.ti.ch/grandimanifestazioni).

Il Consiglio di Stato ha inoltre adattato, anche in questo caso a partire dalle 19.00 di domani, le disposizioni che riguardano il settore della ristorazione:

  • In bar e ristoranti sarà ammessa solo la consumazione al tavolo, al posto assegnato.
  • È prevista la raccolta dei dati di almeno una persona per ogni tavolo. Il gerente (o il responsabile) deve garantire la correttezza dei dati di contatto rilevati.
  • Per il personale addetto al servizio è obbligatoria la mascherina chirurgica o una mascherina in tessuto certificata, in buono stato e indossata coprendo bocca e naso. Visiere e dispositivi analoghi non possono sostituire la mascherina.
  • Le strutture della ristorazione dovranno essere in grado di trasmettere entro due ore al Medico cantonale le informazioni complete sugli avventori di un determinato giorno. Tale obbligo vale tra le 7.00 e le 22.00, sette giorni su sette.

Su scala nazionale continuano a essere obbligatori l’utilizzo della mascherina sui mezzi pubblici e la quarantena immediata per chi rientra da uno dei Paesi ad alto rischio di contagio (secondo la lista allestita dalla Confederazione). L’uso della mascherina è inoltre fortemente raccomandato quando non è possibile mantenere il distanziamento, come ad esempio nei veicoli privati su cui viaggiano persone non appartenenti alla stessa economia domestica.

Flyer

 

Al via #VISIONARYDAY2020: il futuro è adesso

Al via #VISIONARYDAY2020: il futuro è adesso

Da www.tio.ch

È partito questo 5 ottobre l’evento digitale a tutta innovazione ideato e promosso da ated-ICT Ticino

Si apre Visionary Day, un’iniziativa ideata e organizzata da ated ICT Ticino con il patrocinio del Cantone Ticino, Divisione dell’Economia e della Città di Lugano.
L’appuntamento che anima l’Autunno Digitale ticinese è diventato un evento della durata di una settimana, con un prologo il 3 e 4 di ottobre relativo all’hackathon fu-turismo.  
L’edizione di quest’anno si distingue per la forte componente digitale e per essere indirizzata come temi e contenuti al mondo delle imprese e ai professionisti. L’agenda che si è venuta a costituire vanta più di 80 interventi di grande prestigio, tutti fruibili gratuitamente semplicemente registrandosi online dal sito. Gli appuntamenti sono suddivisi in quattro tipologie di formato: webinar, live talk, tavola rotonda e contenuto streaming e sono tenuti in lingua originale, grazie alle numerose collaborazioni con aziende e professionisti da tutta la Svizzera e internazionali. 
«Sono particolarmente emozionata nell’aprire oggi questa seconda edizione di Visionary Day – commenta Cristina Giotto, Direttore di ated-ICT Ticino e organizzatore di Visionary Day. La nostra associazione a pochi mesi dal mezzo secolo di vita consolida ulteriormente la propria missione di facilitatore per il nostro bellissimo territorio.  Siamo una realtà non profit, un animatore della scena digitale ticinese e un naturale aggregatore di imprese del comparto tecnologico, che di fatto innervano e sostengono tutta la realtà imprenditoriale del Cantone. Infatti, aiutiamo il Ticino nel trovare soluzioni dal mondo digitale e dalla tecnologia per sostenere in modo anche molto concreto, con progetti che hanno un’immediata ricaduta, imprese, professionisti, giovani e giovanissimi, università e altre associazioni di categoria. Ad oggi, siamo interlocutori attivi del Tavolo di Lavoro Ticino Digitale, ci confrontiamo in tema di Marketplace ticinese, dove abbiamo proposto una nostra soluzione molto efficiente, che purtroppo non è stato possibile attuare, siamo presenti al tavolo Ricerca e Innovazione e partecipiamo alle sedute del tavolo Formazione e Lavoro. E per testimoniare la nostra resilienza e concretezza, a inizio marzo nel periodo più complicato del lockdown, abbiamo realizzato in poche ore il sito www.solidarietadigitaleated.ch, e abbiamo condiviso con il Consiglio di Stato e aperto a tutto il Ticino.   In questi mesi difficilissimi non ci siamo mai fermati pur lavorando ad orario ridotto, come dimostra anche questa edizione di Visionary Day che apriamo in un centro di eccellenza come IDSIA. Abbiamo costruito un evento in digitale con oltre 80 interventi e lo offriamo gratuitamente a professionisti e aziende per formarsi sulle competenze digitali oggi fondamentali per stare sul mercato. Per questa ragione, chiediamo al Cantone di essere riconosciuti come uno dei principali interlocutori nel settore tecnologico e di trasformazione digitale in Ticino, attivando una formula di patrocinio che ci supporti economicamente nelle attività che promuoviamo – continua Cristina Giotto. Proprio grazie alla costante crescita qualitativa delle iniziative svolte sul territorio, possiamo per Vostro conto favorire il dibattito tra aziende e professionisti, coinvolgere le giovani generazioni – anche grazie ai quasi 10 anni di attività con ated4kids – e individuare insieme le aree di necessità in cui il digitale può davvero essere una risorsa fondamentale del nostro Cantone Ticino». 
 «La grande novità di Visionary Day per il 2020 è stata quella di trasformare l’evento, rivolgendosi ai professionisti che vogliono accedere a contenuti di qualità su argomenti di massima importanza, legati alla digitalizzazione, alle innovazioni del futuro, all’ecosistema delle startup – continua Davide Proverbio, Membro di Comitato e organizzatore di Visionary Day. Il programma prevede oltre 80 interventi e contenuti che si snodano attraverso webinar, contenuti in streaming, live talk e tavole rotonde. Gli eventi sono visualizzabili tutti gratuitamente e i percorsi si alternano negli ambiti della business transformation, della sicurezza informatica, del management e competenze digitali. Ospitiamo interventi istituzionali, per capire come il Cantone Ticino e la Città di Lugano stanno orientando sforzi e investimenti verso innovazione e digitalizzazione, ma soprattutto presenteremo casi concreti di aziende che tracceranno la via in tema di blockchain, di tutela della privacy e del trattamento dei dati digitali, di intelligenza artificiale e machine learning applicata alla cyber security, di evoluzione dei modelli di formazione e apprendimento, di Tecnologia e suoi impatti sulla società. Mi preme qui ricordare che tutti gli interventi sono assolutamente gratuiti e che come ated-ICT Ticino abbiamo lavorato con grande entusiasmo per realizzare un’agenda e un programma di grande valore e varietà di contenuti. Il tutto è disponibile semplicemente selezionando sul sito www.visionaryswiss.ch i temi di maggiore interesse personale».

Visionary Day è un evento alla sua seconda edizione e si struttura in una veste completamente rinnovata rispetto al 2019, perché è stato ripensato in un formato digitale.  L’apertura è stata il 5 di ottobre in diretta streaming a partire dalle ore 10.30 riservata a istituzioni, sponsor e partner presso Istituto Dalle Molle per l’Intelligenza Artificiale USI-SUPSI – Manno.
Sono intervenuti: Marco Borradori, Sindaco della Città di Lugano, Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato Ticinese, Christian Vitta, Direttore DFE, Alberto Petruzzella, Presidente del Consiglio SUPSI e Franco Gervasoni, Direttore Generale SUPSI. 
A seguire una tavola rotonda accessibile su invito, dal titolo “Intelligenza Artificiale e Droni: il futuro è adesso” con: Christian Vitta, Direttore DFE, Andrea Emilio Rizzoli, Direttore ad Interim IDSIA-USI-SUPSI, Enzo Giannini, General Manager Propeller Aircraft & UAV di RUAG Aviation e Presidente dell’associazione Swiss Drone Base Camp, Quentin Ladetto, Research director di armasuisse Science and Technology e Mario Simaz, Founder di Swissteamleaders Sagl. 
 Infine, a ideale chiusura della settimana Visionary è previsto per la serata del 9 ottobre dalle ore 17.00 al Palazzo dei Congressi di Lugano l’appuntamento V&V Night – Tra visione e realtà. Si tratta di un evento di chiusura, in presenza e riservato a sponsor, partner, istituzioni e organizzatori. E sarà anche l’occasione per presentare i risultati dei Voxxed Days Ticino Workshops, dell’hackathon “fu-turismo” e del progetto “Digital Skills”, proposto da ated – ICT Ticino e IUFFP. A conclusione della serata è prevista una tavola rotonda dal titolo: L’azienda del futuro è l’azienda del presente, a cui partecipano: Stefano Santinelli, CEO di localsearch, Quentin Ladetto, Research director di armasuisse Science and Technology, Monica Duca Widmer, Presidente del Consiglio di amministrazione di RUAG, Benedetta Masciari, CFO Argor-Heraeus SA e Giuseppe Guarino, Chairman of The Board di Casale SA.  

(immagine: Ated)

“Il Consiglio di Stato ha reagito con rapidità”. Chiusi discoteche e locali notturni, mascherine obbligatorie nei negozi

“Il Consiglio di Stato ha reagito con rapidità”. Chiusi discoteche e locali notturni, mascherine obbligatorie nei negozi

Da www.liberatv.ch

Le misure entreranno in vigore da domani alle 19. Nei ristoranti si potrà consumare solamente da seduti e bisognerà lasciare i nomi.
“Il lockdown è proprio l’ultima ratio”, sottolinea Gobbi

Dopo parecchio tempo, a causa dell’aumento di casi di Covid, tornano le conferenze stampa del Governo: presenti oggi a Palazzo delle Orsoline Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato, Raffaele De Rosa, Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità e Giorgio Merlani, Medico cantonale.

Gobbi: “Noi sempre attenti”
“Il Consiglio di Stato durante l’estate ha monitorato continuamente l’evoluzione epidemiologica”.

De Rosa: “Ci preoccupano diversi fattori”
“Stiamo vivendo una situazione che è diventata seria e anche preoccupante. Abbiamo una crescita dei nuovi casi positivi a un livello elevato. Ci preoccupa anche l’accelerazione, soprattutto negli ultimi tre giorni. Anche il tasso di positività è cresciuto, ora è tra il 5% e il 7%, è aumentato anche a livello nazionale dove siamo attorno al 10%. Ulteriori elementi che devono far riflettere sono quelli dei casi sconosciuti: prima i casi di cui non si rintracciava l’origine del contagio erano pochi, adesso sono aumentati e questo fa capire quanto la diffusione sia meno controllata. Mi preoccupa anche la diffusione dei contagi presso le fasce di età a rischio. Prima venivano contagiati i giovani e gli under 40, adesso vengono contagiato anche gli over 60 e 70, categorie particolarmente a rischio di complicazioni”.
“Abbiamo avuto anche l’aumento della mobilità, non solo nei trasporti ma anche sociale. Una persona si sposta sul territorio anche a livello sociale, frequentando diversi aumenti, aumentando il mescolamento sociale. Lo vediamo nel numero di quarantene per caso. A febbraio, marzo, aprile, per ogni caso avevamo diverse quarantene, nella fase del lockdown eravamo scesi a 1 o 2 contatti, con la distanza fisica molto rispettata, ora siamo risaliti a doppia cifra di quarantene per caso. Non da ultimo, anche la situazione nazionale desta molta preoccupazione, così come quella dei paesi vicini, vedesi la Francia. Questo mi porta a dire che la domanda non è da porsi se arriverà una seconda ondata ma quando e quale sarà la nostra capacità di gestirla”.
“Segnalo che ci sono state una quarantena di classe del post obbligo, due per frequentatori di locali pubblici e due per squadre non professionistiche. Stiamo andando verso la stagione fredda, dove aumentano i raduni al chiuso. Sta arrivando anche l’influenza stagionale, difficile da gestire col Covid. Abbiamo deciso di adottare una serie di misure importanti di cui parlerà Gobbi”.
“Gli obiettivi sono la tutela della salute della popolazione, imprescindibile anche per tutelare l’economia e la società. Importantissimo è frenare la crescita dei contagi. È fondamentale che riusciamo anche a salvaguardare il contact tracing che è molto sotto pressione. Dobbiamo restare nella fase di contenimento della malattia, come è ora”.
“Segnale due risoluzioni governative: la conferma del sistema sanitario di prontezza, col dispositivo a blocchi di 7 letti di cure intense e 10 per casi acuti, e il rinnovo del sistema dei check point che è stato molto prezioso. Ci sarà l’aggiornamento della nuova campagna di sensibilizzazione, anche verso i giovani, con l’importanza dell’intergenerazionalità, dato che cominciamo a vedere delle positività negli over 65 e over 70, e anche verso chi è a rischio. Abbiamo sempre parlato di maratona, ci sono momenti di crisi, di frustrazione, bisogna tener duro e applicare quanto imparato: distanza, uso della mascherina quando non si può avere la distanza, l’igiene delle mani”.

Gobbi: “Ecco le misure, il lockdown è l’ultima ratio”
“I maggiori contatti sociali portano a un numero accresciuto di persone in quarantena, tolte dalla formazione e dal posto di lavoro, effetti che vogliamo mitigare. Abbiamo preso diverse decisioni che vanno a aggiungersi a quelle in vigore, da domani alle 19”.
“Restano vietati gli assembramenti con più di 30 persone nello spazio pubblico. Viene decretata la chiusura di discoteche, sale da ballo e club, visto che in questi ambiti ci sono stati parecchi contatti, e hanno portato a molte quarantene. In tutte le strutture della ristorazione è ammessa solo la consumazione al tavolo, o al posto assegnato in caso di stadi. Bisogna prendere il nome dei presenti, almeno uno per tavolo, per favorire il contact tracing”.
“Per il personale impiegato nella ristorazione va tenuto un piano di lavoro per il contact tracing, potranno mettere solo le mascherine facciali e non più le visiere in plastica. Le strutture della ristorazione dovranno mettere a disposizione le liste 7 giorni su 7. L’estate ha mostrato come grazie all’uso della mascherina la fiducia della clientela e dei turisti è stata positiva, abbiamo vissuto un’ottima estate con pochi casi”.
“Sarà obbligatorio usare la mascherina negli spazi commerciali anche per la clientela. Una novità già introdotta in altri Cantoni, ora è arrivato il momento di attuarlo anche da noi, pensando anche alla diffusione della normale influenza. Bisognerà mettere a disposizione dei disinfettanti all’interno dei negozi. Vogliamo garantire i piani di protezione all’interno di queste strutture, con la disinfezione regolare di sportelli, cestini, carrelli. L’uso della mascherina resta fortemente raccomandato in tutte le situazioni quando non si ha la distanza sociale, così come nelle auto familiari se non si appartiene a un gruppo regolarmente a contatto. La mascherina non risolve tutto, bisogna tener presente anche le altre norme igieniche”.
“Un’ulteriore novità è per gli eventi. Quelli a cui partecipano più di 300 persone dovranno essere autorizzate dal Comune e dal gruppo grandi eventi, per poter verificare il contact tracing e i piani di protezione. Il Cantone gestisce quelli sopra i 1’000 presenti, questi spettano al Comune. Durante l’evento valgono regole strette, ma bisogna fare attenzione anche all’esterno delle strutture, perchè a quel punto è difficile ricostruire i contatti. Se il virus si diffonde velocemente, aumentano gli ospedalizzati e le persone in cure intense e noi vogliamo evitare di mettere in sovraccarico le strutture sanitarie, che comunque continuano a essere pronte, così come i check point. L’obiettivo è di evitare il peggioramento della situazione e un ritorno a quanto vissuto durante i mesi più difficili”.
“Abbiamo già pensato alle prossime misure se queste non bastassero. Andranno a restringere ma non a chiudere. Il lockdown è l’ultima ratio, se non c’è un comportamento corretto. Richiamiamo alla libertà individuale di tutti. L’obiettivo è non chiudere”.
“Con comportamenti individuali scorretti la situazione peggiore: lo Stato, i Cantoni, i Comuni possono fare molto, se il singolo pensa di poter fare quello che vuole non va bene, il suo comportamento impatta su tutti. L’auspicio è che tutti noi torniamo a essere consapevoli come durante questa primavera, che il nostro comportamento impatta sulla collettività”.
“Sono previsti controlli delle autorità, perchè abbiamo avuto più segnalazioni di disattenzioni, dalla messa a disposizione del disinfettante al porto corretto delle maschere. Il rispetto delle regole contribuisce a gestire la situazione”.

Merlani: “Rapida risposta del Consiglio di Stato un buon segnale”
“Ci aspettavamo che potevano salire i casi ma ci ha sorpreso la rapidità. Se fino a settimana scorsa eravamo sempre sotto i 10 casi, da lunedì c’è stato un aumento, un raddoppio ogni tre giorni, in maniera non molto prevista e prevedibile, accompagnato dall’aumento della positività sui testati”.
“Non possiamo stabilire su tutti da dove proviene il contagio. Prima il 90% erano per il rientro dalle vacanze, ora questo dato è sceso: almeno la metà dei casi non sappiamo dire dove sono stati contagiati. Abbiamo dei positivi tra quelli in quarantena, abbiamo focolai nello sport e nei locali di divertimento, anche negli uffici ecc. Non dobbiamo far sì che il virus circoli libero nella comunità. Chiedo ai medici di testare, isolare, contattare i sospetti. Se abbiamo sintomi asteniamoci dal lavoro, chiamiamo il dottore, facciamo il test e stiamo a casa fino al risultato del test”.
“Le probabili cause dell’aumento? La stagione ha avuto un influsso, il fenomeno è simile in tutta la Svizzera, mentre prima c’erano alcuni Cantoni in cui c’erano focolai e altri in cui non c’erano. Dobbiamo pensare che ci possa essere qualcosa a livello globale che abbia un impatto, di sicuro il clima c’entra. Una causa è il cambiamento del clima, la gente si è trovata al chiuso e non all’aperto. Un altro aspetto sono le vacanze di autunno in vari Cantoni svizzeri, portando a un rimescolamento tra vari Cantoni e potrebbe in parte spiegare l’aumento”.
“Fondamentale è che a questa rapidità di aumento si è assistito a una reazione rapida del Consiglio di Stato, che mi ha ascoltato subito. Una risposta netta e rapida è un bel segnale anche per la popolazione. Le belle giornate in termini di clima e epidemiologici sono finite, dobbiamo rimettere in campo quanto imparato per convivere con maggior tranquillità possibile con la situazione. Non a caso abbiamo visto che l’aumento dei numeri ha un piccolo impatto sia in termini di diffusione del virus. Una risposta immediata può portarci a rallentare”.
“Nel contact tracing l’obiettivo era restare sotto i 100, a livello svizzero. Adesso sono già dieci volte superiori alla capacità, la prima cosa che mi sento di dire è ringraziare chi lavora nel contact tracing. Umanamente il limite non è infinito, perchè il carico di lavoro diventa maggiore e i tempi si allungano, se le persone da chiamare sono sempre di più, aumentando anche il rischio. Ma non possiamo mettere in quarantena ogni volta mezzo Ticino. Dobbiamo tornare a maggior attenzione”.
“Non perchè le attività non sono vietate vuol dire che dobbiamo farle tutte. Usiamo la nostra libertà in maniera controllata, non abusiamone, altrimenti le misure diventano restrittive sulle nostre libertà”.

De Rosa: “Nelle case anziani anche la solitudine è un problema”.
“Case anziani? Avevamo chiuso per proteggere gli anziani dal virus ma anche la solitudine e l’isolamento facevamo male. Bisogna trovare un equilibrio. Anche le singole case e direzioni possono mettere delle misure autonome, persino la chiusura in caso di casi”.

Merlani:”Mi spezzerebbe il cuore dover richiudere le case anziani”
“Le aperture delle case anziano non sono temerarie ma proporzionate. Abbiamo acquisito ulteriori conoscenze e sono convinto che le persone sono coscienti del rischio di portare il virus in struttura, nessuno è così temerario di abbassare la mascherina o nascondere sintomi. Se dovessero aumentare troppo i casi, siamo pronti a tornare alla situazione di prima, mettendo uno stop. Mi spezzerebbe il cuore dopo due settimane dall’apertura dover richiudere”.
“Non dobbiamo vietare a nessun turista di venire da noi. Bisognerà rispettare in maniera rigorosa le misure. Se chiediamo alla gente di venire in sicurezza si può fare”.
“La strategia è di testare il più possibile. Tutto il mondo cerca di tracciare e si torna in una situazione con forte richiesta e forte crescita. Noi stiamo cercando di aumentare la capacità dei test: non solo farlo, ma formare chi deve farlo, sapere quando, dove, il tampone va inviato e analizzato da un laboratorio con macchinari e persone adeguate, il risultato va comunicato. Bisogna potenziare tutto, per esempio lascia perplessi pensare che abbiamo reagenti solo per due settimane. Dobbiamo lavorare tutti, discutere su come aumentare le capacità. Non vorrei fare passi indietro, tornando a testare solo persone con sintomi importanti, rischiando di contenere molto meno”.

Gobbi: “Siamo pronti a sanzionare”
“Già in passato abbiamo fatto controlli dando sanzioni, ci sono procedure giudiziarie in corso. Come sempre si passa dal richiamare l’attenzione a sanzionare”.
“Nei locali erotici si può garantire il tracciamento, ma dato che dovendo effettuare i controlli e segnando i nomi non ci sarà più privacy e quindi andranno a chiudere da soli”.

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Da www.rsi.ch/news

Mascherine obbligatorie nei negozi

Giro di vite del Consiglio di Stato nella lotta contro il coronavirus dal 9 ottobre – Chiuse discoteche, club e sale da ballo

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Mascherine-obbligatorie-nei-negozi-13497043.html

Mascherine obbligatorie nei negozi e nei centri commerciali e discoteche, club e sale da ballo chiuse dal 9 ottobre alle ore 19.00 fino al 30 ottobre. Sono due delle misure più incisive decise dal Consiglio di Stato ticinese, che oggi ha comunicato con una conferenza stampa una serie di misure per combattere l’impennata da contagi di coronavirus registrata sia a livello cantonale che nazionale negli ultimi giorni.
Inoltre l’Esecutivo ha decretato che, sempre dal 9 ottobre, in tutte le strutture della ristorazione e ammessa unicamente la consumazione al tavolo. Sempre per quanto concerne questo settore economico è decretato l’obbligo di un piano di lavoro per il personale della ristorazione e il porto di una mascherina chirurgica.
Per gli edifici scolastici e di formazione continuano invece a valere le disposizioni degli specifici piani di protezione. L’uso delle mascherine rimane per il resto fortemente raccomandato.
Queste misure, ha sottolineato Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, durante la conferenza stampa a Bellinzona, sono necessarie per tutelare la salute della popolazione e anche l’economia. “È una maratona: occorre tenere duro, tenere alta la guardia e continuare ad applicare la distanza sociale, lavarsi frequentemente le mani e usare la mascherina quando non si può tenere la distanza”, ha aggiunto De Rosa.
“Se il virus si diffonde troppo velocemente aumenta anche il numero di ospedalizzate e di persone ricoverate in terapia intensiva: l’obbiettivo delle nuove misure è di non sovraccaricare la sanità ticinese”, ha dichiarato il presidente del Governo Norman Gobbi. Se le nuove misure appena varate non basteranno, ha aggiunto Norman Gobbi, “altre misure verranno implementate. Il lockdown, tuttavia, rimane “l’ultima ratio”.

 

Il Presidente del Governo incontra il Sindaco di Campione d’Italia

Il Presidente del Governo incontra il Sindaco di Campione d’Italia

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi Roberto Canesi, neoeletto Sindaco di Campione d’Italia per una prima visita di cortesia dopo il recente rinnovo dei poteri nell’enclave.

L’incontro odierno tra il Presidente del Governo Norman Gobbi e il Sindaco Roberto Canesi, accompagnato da una delegazione della Giunta e del Consiglio dell’enclave, ha permesso in particolare di fare il punto sulla situazione sulla situazione debitoria di Campione d’Italia nei confronti del Cantone Ticino e di valutare l’erogazione dei servizi nell’enclave dopo la modifica dello statuto doganale dell’inizio dell’anno. In questo ambito sono in particolare state sollevate le problematiche dello smaltimento degli inerti, la commutazione delle targhe e delle patenti e le numerose criticità ad esse connesse. Questioni che ad oggi non hanno ancora trovato piena risoluzione.

Il Consiglio di Stato riconosce queste problematiche, auspica una pronta risoluzione a livello dei rispettivi Governi nazionali e rimane disponibile a fornire il proprio contributo nell’ambito delle proprie competenze.

Gobbi: «Sono preoccupato. Occorre fare piena chiarezza»

Gobbi: «Sono preoccupato. Occorre fare piena chiarezza»

Da www.tio.ch
Il presidente del Governo fa il punto sulle polemiche che stanno investendo il Palazzo di Giustizia
E sui messaggini WhatsApp tra gli alti magistrati dice: «Posso solo esprimere preoccupazione per la credibilità nelle istituzioni che ne deriva a fronte di questi fatti».

«Sono preoccupato». Lo ripete più volte nel corso dell’intervista Norman Gobbi.
Quanto sta accadendo a Palazzo di Giustizia non lascia indifferente il Consiglio di Stato e in particolare il presidente del Governo che è anche direttore delle Istituzioni.

«Il risultato finale non mi ha sorpreso» ha dichiarato il Procuratore generale Andrea Pagani. Il preavviso negativo del Consiglio della Magistratura (CdM) per cinque dei venti procuratori ha sorpreso invece il presidente del Governo?

«Più che sorpreso direi preoccupato – risponde Norman Gobbi -. E tale preoccupazione è condivisa dal Governo cantonale, a fronte di tutti gli accadimenti occorsi dopo la notizia dei preavvisi del CdM».

Sospettiamo che il cittadino Gobbi abbia un pensiero più sanguigno sull’accaduto…
«Il mio pensiero è unico: preoccupazione per la credibilità delle istituzioni e per la fiducia nella giustizia penale cantonale da parte della cittadinanza e di tutti gli attori del sistema giudiziario. Oltre che una necessità di fare piena chiarezza in maniera celere, pensando ai procuratori toccati e a tutte le collaboratrici e collaboratori del Ministero pubblico in particolare».

In questo momento si evidenziano tensioni a più livelli: evidentemente tra i preavvisati “male” e il Consiglio della Magistratura, come pure tra quest’ultimo e la Commissione Giustizia e Diritti e poi ancora tra il PG e il presidente del Tribunale penale… Come se ne esce?
«Esercitando il proprio ruolo con coscienza e astenendosi da tutto ciò che potrebbe intaccare la credibilità dell’istituzione che si rappresenta».

Secondo il PG Andrea Pagani «l’attuale situazione, in parte, è dipesa dal considerevole carico di lavoro che non tutti sempre sono in grado di reggere». La politica dovrebbe aiutare la Giustizia potenziando la Procura?
«La politica sostiene e sosterrà sempre la magistratura, ma laddove giustificato, e non solo con risorse umane, ma anche misure organizzative, legislative, logistiche e informatiche.

Sempre Pagani ha lamentato anche la mancanza di “maggiori strumenti” per migliorare la vigilanza. Anche qui si allude ad un potenziamento necessario?
«Maggiori strumenti per migliorare la vigilanza devono essere qui intesi a mio avviso con delle misure legislative sulle quali stiamo riflettendo in questo momento per rapporto a tutte le Autorità giudiziarie e non solo al Ministero pubblico».

I procuratori annaspano in una marea di casi: non c’è anche una responsabilità politica? Spesso le è stata mossa l’accusa di promuovere uno Stato di polizia…
«Il Consiglio di Stato ha supportato il Procuratore generale nelle richieste formulate a suo tempo, potenziando con segretari giudiziari l’ufficio del PG, proponendo inoltre un anno fa – sempre d’intesa con il PG – un potenziamento del Ministero pubblico oltre che ad una misura volta a rendere più efficace l’operato dell’Autorità. L’autorità politica supporta come detto le Autorità giudiziarie ma laddove giustificato».

Non si può non toccare il tema dei “WhatsApp” intercorsi tra il giudice Ermani e il PG Pagani. Secondo alcuni lo scandalo s’annida lì e i preavvisi sono solo la conseguenza di una contiguità inopportuna. Quei messaggini possono essere archiviati come semplici comunicazioni “istituzionali”?
«Posso solo esprimere preoccupazione per la credibilità delle istituzioni che ne deriva a fronte di questi fatti».

Lei che rapporto ha con “WhatsApp”?
«Ne faccio uso come tutti».

Potere inquirente, potere giudicante e potere vigilante sotto lo stesso tetto. Più che raccomandare un uso più istituzionale dei canali comunicativi, non sarebbe il caso finalmente di separare fisicamente questi poteri, ma forse anche alzare un muro tra le carriere?
«Dobbiamo tenere conto dell’estensione ridotta nel nostro Cantone e della conseguente concentrazione dei professionisti attivi in ambito giuridico che non permette, a mio avviso, una separazione delle carriere. L’indipendenza della Magistratura è un concetto che deve essere proprio ai magistrati».

Alla fine sarà il Parlamento, ma prima ancora i partiti, a dover rimettere assieme i cocci del vaso. Questo la preoccupa?
«Confido nelle istituzioni e in una celere, quanto riservata, trattazione della procedura di rinnovo e di nomina dei nuovi procuratori pubblici».

“Dopo anni e anni di attesa magari è la volta buona”

“Dopo anni e anni di attesa magari è la volta buona”

Accordo fiscale per i frontalieri

La notizia è rimbalzata da Roma questa settimana in concomitanza con la presenza nella capitale italiana della presidente del Consiglio federale Simonetta Sommaruga. Alcune dichiarazioni hanno lasciato intendere che entro la fine di quest’anno potrebbe essere finalmente firmato l’accordo sulla tassazione dei frontalieri. Sentiamo il consigliere di Stato Norman Gobbi: “Mi auguro che davvero ciò possa avvenire. Dal 2015 sul piano tecnico l’accordo è pronto. Come è noto questo nuovo accordo permette al Ticino di avere maggiori introiti fiscali legati alla presenza dei lavoratori frontalieri. Se li proiettiamo su questi ultimi 5 anni fanno circa 70 milioni di franchi in totale”.
Che cosa ha dato secondo lei una spinta affinché oggi ci sia una speranza in più verso il nuovo accordo sulla tassazione dei frontalieri? “Credo – afferma Norman Gobbi –  che ci siano diversi fattori che abbiano dato una spinta positiva per la firma dell’accordo. Cito, per esempio, la lettera congiunta inviata a Roma da Regione Lombardia e Canton Ticino, ma anche la perizia che abbiamo fatto fare dall’Università di Lucerna sulla possibilità di disdetta unilaterale dell’accordo del 1974. Inoltre la collaborazione transfrontaliera, anche attraverso la Regio Insubrica, ma pure con l’azione del Consiglio di Stato, sta migliorando e portando frutti positivi. Questo è quanto di positivo abbiamo fatto in Ticino. Tutto il resto è il lavoro svolto dalla Confederazione. Senza dimenticare – come ha sottolineato la presidente del Consiglio federale Signora Sommaruga – che ormai il primo ministro Conte è il leader con cui la Svizzera ha potuto trattare per più anni in questo ultimo periodo. Se l’interlocutore non cambia anche le trattative possono fare progressi, senza la necessità di dover sempre ritornare ai piedi della scala”.

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Intanto il Governo giovedì ha presentato i preventivi per il 2021. E, come era immaginabile, sono previsioni in rosso. Il deficit calcolato per l’anno prossimo è di 230 milioni di franchi. “La crisi legata al coronavirus – afferma il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi –  è stata, come ho più volte detto, in una prima fase d’ordine sanitario. Ma successivamente si è trasformata in crisi economica e finanziaria. La situazione è seria e occorre una presa di coscienza da parte della politica. Governo e Parlamento dovranno agire di concerto per evitare il peggio. In questo senso giovedì ho annunciato un incontro tra il Consiglio di Stato e i partiti di Governo per analizzare questa situazione e indicare assieme i correttivi e le misure da introdurre guardando agli anni 2022 e 2023”, conclude il direttore del Dipartimento delle istituzioni.

 

 

Investimento per la sicurezza dell’A2

Investimento per la sicurezza dell’A2

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 3 ottobre 2020 de La Regione

Pronto nel 2022 il Centro di controllo veicoli pesanti. Significherà più ordine e controlli.

Dopo due anni di lavori preparatori entra davvero nel vivo il cantiere per la realizzazione del nuovo Centro di controllo dei veicoli pesanti (Ccvp) in quel di Giornico. Precisamente sul sedime dell’ex acciaieria Monteforno dove a partire dal 2022 (anno in cui avverrà la messa in funzione del nuovo centro) i tir che circoleranno in direzione Nord saranno obbligati a sostare: per tutti i mezzi, attraverso un sistema di triage, avverrà un controllo generico, e solo una parte di essi sarà poi sottoposta a verifiche più approfondite. Grazie al progetto da circa 250 milioni finanziato quasi interamente dall’Ufficio federale delle strade, i flussi dei mezzi pesanti in direzione del San Gottardo saranno gestiti con una logistica più affinata che prevede partenze scaglionate al fine di migliorare il dosaggio dei mezzi pesanti in direzione del tunnel autostradale. Il centro presenterà poi un ampio posteggio per la pausa notturna, molto più confortevole rispetto a quello odierno, con gli autisti che avranno a disposizione servizi igienici e locali doccia. Sarà presente anche un’infermeria.

Maggiore sicurezza sull’A2: questo l’aspetto chiave del progetto presentato ieri mattina sull’area del cantiere, dove committente, autorità e addetti ai lavori si sono dati appuntamento per posare – seppur all’interno del capannone a causa della pioggia battente – la prima simbolica pietra del Ccvp. «L’obiettivo primario è quello di prevenire situazioni di pericoli sull’asse del San Gottardo», ha sottolineato Matteo Cocchi, comandante dalla Polizia cantonale alla quale sarà affidato il centro. Controlli puntuali saranno svolti su componenti tecniche dei veicoli, merce trasportata e stato psicofisico degli autisti. Attualmente in direzione nord, i veicoli pesanti vengono fermati e controllati nella misura dell’1% circa; con il nuovo Ccvp, è stato spiegato questa mattina, circa il 5-10% del traffico pesante complessivo sarà sottoposto a controlli approfonditi. Il Centro di Giornico, ha sottolineato Cocchi, rafforzerà ulteriormente la collaborazione con i colleghi del Canton Uri, che dall’altra parte della galleria dispongono già di un centro come quello in costruzione in Bassa Leventina che permette alla Polizia urana di gestire il traffico pesante in direzione Sud. Il Ccvp sull’area dell’ex Monteforno sarà uno tredici centri per la gestione del traffico pesante attraverso le Alpi – ogni anno vi transitano più di 650mila mezzi pesanti – che la Confederazione sta realizzando in tutta la Svizzera.

Una cinquantina di nuovi posti di lavoro
«Nonostante sia un progetto di competenza dalla Confederazione, il Cantone lo ha sempre sostenuto, stanziando 5 milioni di franchi, conscio dell’importanza di poterla realizzare proprio qui, in Leventina», ha dal canto suo evidenziato il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. «I servizi cantonali stanno già svolgendo tutti i lavori preparatori per avere effettivi formati appena conclusi i lavori», ha aggiunto il direttore del Dipartimento delle istituzioni. Inizialmente a Giornico saranno attivi 16 agenti e 35 assistenti di polizia.

Un iter durato 13 anni
A distanza di 17 anni, finalmente si parte con la costruzione dei tre edifici del Ccvp hanno gioito il capo della filiale Ustra di Bellinzona Marco Fioroni e il vicedirettore generale di Ustra Guido Biaggio. Lungo e non privo di inghippi è infatti risultato l’iter del progetto del Ccvp. Tutto iniziò nel 2003 quando il Dipartimento del territorio aveva elaborato le basi progettuali, definendo le dimensioni e il funzionamento del centro attraverso uno studio di varianti. Nel 2004 il CdS aveva quindi autorizzato l’allestimento del progetto esecutivo, successivamente ripreso, adattato e ripubblicato dall’Ustra nel 2008 nel quadro di passaggio di proprietà delle strade nazionali dai Cantoni alla Confederazione. Il progetto è poi stato approvato definitivamente nel 2013 dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec). Successivamente non sono mancati i ricorsi, e le complicazioni date dall’inquinamento del terreno dell’ex acciaieria. La bonifica del sedime è iniziata nel 2018 e, come spiegato dal capoprogetto del Ccvp Diego Bettoni, attualmente risulta completata nella misura dell’85%. Ora si procederà col risanamento. Il centro urano di Ripshausen è già in funzione da una decina d’anni, all’immagine delle complicazioni incontrate dal progetto di Giornico a trovare un’ubicazione idonea, superare le opposizioni dei ricorsi e risanare i terreni inquinati.
Biaggio ha poi ricordato come nel 2004 il Consiglio federale abbia sottolineato a più riprese l’importanza dell’aumento della vigilanza, anche alla luce dei tragici incidenti nel tunnel del San Gottardo del 2001 (quando un autista ubriaco di un tir invase la corsia comportando il decesso di 11 persone) e del traforo del Monte Bianco nel 1999 (l’acido di cianuro esalato nell’aria a causa dell’incendio di un camion uccise 39 persone).

‘Sia una spinta per la Bassa Leventina’
Il progetto non si limita tuttavia alla costruzione dei tre edifici che nel loro insieme comporranno il Ccvp. Prevede infatti anche tutta una serie di altre opere, come la costruzione di tracciati stradali, ponti, sottopassi (due sono già stati realizzati) e soprattutto il nuovo semisvincolo di Giornico (con tanto di area di servizio) che pure sarà inaugurato nel 2022. Questo elemento, ha sottolineato il locale sindaco Giovanni Bardelli, «risulta una ghiotta occasione per l’insediamento di nuove attività nella zona industriale». In questo senso, ha aggiunto, «ci aspettiamo un sostegno determinante da parte delle autorità». Bardelli si è poi felicitato per la bonifica dell’area dell’ex Monteforno, «un tempo simbolo del progresso e dell’indotto di questa zona», che dopo decenni torna a rappresentare un’opportunità per la Bassa Leventina.

In futuro transito tir su prenotazione?
Nel suo intervento Biaggio ha esposto l’ipotesi di avere in futuro un sistema di passaggio dei mezzi pesanti su prenotazione, da eseguire il giorno prima indicando l’orario di transito previsto, come già avviene al Monte Bianco o al traforo del Frejus. Un tema che richiederà tempo per approfondimenti e discussioni, ma secondo Biaggio il Ccvp rappresenta la miglior premessa possiible.

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Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 3 ottobre 2020 del Corriere del Ticino 

Dai TIR il rilancio della valle

Sono entrati nel vivo i lavori per la realizzazione del Centro di controllo dei veicoli pesanti sul sedime dell’ex Monteforno a Giornico
La struttura garantirà maggiore sicurezza per gli automobilisti in transito sull’A2 – Le autorità sperano che possa portare anche nuove aziende

Non ha avuto un iter facile, per usare un eufemismo, il Centro di controllo dei veicoli pesanti (CCVP) che a fine 2022 verrà inaugurato sul comparto dell’ex Monteforno a Giornico. Se ne parla da oltre quindici anni, ma tra discussioni per trovare l’ubicazione idonea, ricorsi, opposizioni e risanamento dei terreni inquinati solo adesso si vede la luce in fondo al tunnel. Ieri, alle 12.06, mentre fuori c’era il diluvio universale, la simbolica posa della prima pietra dell’infrastruttura da 250 milioni di franchi che darà lavoro ad una cinquantina fra agenti della Polizia cantonale ed assistenti. Nel prossimo biennio verranno realizzati i tre edifici (per il triage e le pratiche amministrative, per il controllo approfondito e per il deposito/sequestro) dell’area di dosaggio e stoccaggio, una delle 13 che la Confederazione sta costruendo.

Tre piccioni con una fava
Il CCVP, i cui lavori preliminari sono iniziati nel 2018 e la cui gestione sarà affidata alla Polizia cantonale, permette di cogliere non due ma tre piccioni con una fava. Primo: la sicurezza stradale degli automobilisti che transitano sull’A2 in virtù dei controlli ai quali verranno sottoposti i mezzi pesanti che circolano sull’asse del San Gottardo. Due: l’indotto economico per la valle Leventina con la creazione di posti di lavoro e con la prospettiva di accogliere nuove aziende grazie allo svincolo autostradale che renderà più attrattiva la regione. Terzo: il miglioramento ambientale attraverso la riduzione delle emissioni e la bonifica dei fondi contaminati. Tre punti che sono stati sottolineati da tutti i relatori. A partire dai padroni di casa, vale a dire il responsabile della filiale ticinese dell’Ufficio federale delle strade Marco Fioroni e del vicedirettore nazionale Guido Biaggio. Quest’ultimo ha illustrato gli obiettivi della futura struttura e gli aspetti politici, concludendo ringraziando «la popolazione e le autorità della regione per la pazienza e la collaborazione dimostrate in questi anni di disagi causati dalla presenza dell’importante cantiere».

La cartina di tornasole
A questo proposito ha in seguito preso la parola il sindaco di Giornico Giovanni Bardelli. Il quale non ha nascosto le attese della bassa valle. Si spera che il CCVP possa favorire il «rilancio dell’intero comparto intercomunale e incentivare l’insediamento di nuove attività ad alto valore aggiunto, con prodotti innovativi». I tre paesi (gli altri due sono Personico e Bodio) ci credono, per trasformare la «sterile superficie» occupata fino al 1994 dalla Monteforno in una cartina di tornasole per l’economia del distretto: «Ma serve il supporto delle autorità a tutti i livelli».

«Ci abbiamo sempre creduto»
C’è qualcun’altro che non ha mai avuto dubbi sull’area TIR. Ed è il Cantone, ha affermato il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, che nel 2016 ha sostenuto l’opera con un credito di 5 milioni di franchi: «Un segnale forte nei confronti dell’autorità federale affinché i lavori iniziassero al più presto e con un intento allargato. Quello di offrire alla regione un centro vitale. Perché non di soli controlli vivrà l’infrastruttura. Si creano nuove opportunità per la Leventina». Dello stesso avviso il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. Annualmente in Ticino circolano oltre 650.000 TIR. La maggioranza, naturalmente, è in regola. Ma vi sono purtroppo anche dei veicoli o parti di essi che vengono manomessi, dei camion che presentano dei difetti tecnici o che trasportano merce illegale. «Il compito primario e fondamentale della Polizia è la prevenzione, e con il CCVP l’A2 sarà decisamente più sicura», ha annotato Cocchi.
La parola è infine passata al capoprogetto Diego Bettoni. Ha fatto il punto su quanto svolto finora. I fondi sono stati risanati nella misura dell’85-90%, mentre si è più o meno a metà «dei tempi di realizzazione. Il 2022 è la data limite, poi dall’anno seguente si procederà alle sistemazioni finali e alla dismissione dell’attuale area di servizio. Allo stato attuale sono stati spesi 110 milioni di franchi».

Come al Monte Bianco?
Fra un discorso e l’altro è pure emersa l’idea di un progetto che è già stato implementato, ad esempio, nei trafori stradali del Monte Bianco e del Frejus. Ossia la prenotazione online del giorno e dell’ora esatta di passaggio, così da poter definire quotidianamente un «tetto» massimo. È applicabile anche alla galleria del San Gottardo? Lo abbiamo chiesto a Luca Ceresetti che dirigerà, in qualità di ufficiale subalterno con il grado di tenente, il CCVP: «È un sistema sicuramente interessante da valutare ed approfondire. In questi casi, però, decisiva sarà la discussione a livello politico». Secondo Guido Biaggio l’apertura del centro di Giornico è la migliore premessa possibile per andare in questa direzione. Non ci resta che attendere.

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Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 2 ottobre 2020 de Il Quotidiano

Posata la prima pietra del centro di Giornico

https://rsi.ch/play/tv/redirect/detail/13482217

 

Discorso pronunciato in occasione dell’inaugurazione della centrale di teleriscaldamento e consegna certificazione Città dell’energia ad Airolo

Discorso pronunciato in occasione dell’inaugurazione della centrale di teleriscaldamento e consegna certificazione Città dell’energia ad Airolo

Gentili signore e signori,

che bello essere qui!
Non siamo stati fortunati con il tempo e fa un po’ freddo, e quindi il motivo che ci riunisce ci riscalda davvero. È bello intervenire in primo luogo come cittadino di Airolo. Sentire casa. Sentirmi a casa con voi.  
In maggio, quando sono diventato presidente del Governo, non abbiamo potuto festeggiare. Nessun momento ufficiale ma soprattutto nessun momento conviviale, come invece piace a noi in Valle.  
Peccato, ma la situazione consigliava molta prudenza. Il contenimento della pandemia ci ha portato per forza di cose a ridurre gli eventi. Con il nostro sindaco ci siamo sentiti e subito abbiamo deciso che avremmo avuto altre occasioni di incontro.  Oggi è una di queste occasioni.  
E diventa ancora più significativo – e ripeto, bello – poter parlare in una circostanza in cui possiamo sottolineare qualcosa di importante. Qualcosa che è stato realizzato per migliorare la qualità di vita della nostra comunità.  
La centrale di teleriscaldamento e tutte le altre misure adottate dal Comune in ambito ambientale e di risparmio energetico hanno permesso ad Airolo di ottenere la certificazione di Città dell’energia.   Non siamo i primi e non saremo gli ultimi a raggiungere questo risultato. Ma è importante esservi arrivati a dimostrazione che Airolo ha a cuore la nostra magnifica natura e vuole preservarla per le generazioni future.  
Perché tutti i nostri sforzi a livello comunale e anche a livello cantonale sono improntati a migliorare le condizioni di vita di ogni ticinese e creare le giuste premesse per consegnare nelle mani dei nostri figli – diciamolo – un mondo migliore. È l’aspirazione che ci deve muovere dentro, come politici, ma principalmente come cittadini.  
Airolo ha dimostrato di prendere sul serio questo impegno e la consegna del certificato di Città dell’energia lo attesta. Ma soprattutto Airolo dimostra di avere una visione, una prospettiva a lunga scadenza.  
Qui sto pensando al risultato finale della costruzione del secondo tunnel autostradale, quando una poderosa opera di genio civile permetterà al nostro villaggio di recuperare lo spazio del fondovalle. La copertura delle vie di comunicazione che tagliano in due il paese ci consegnerà un territorio nuovo che migliorerà decisamente il nostro vivere comune.  
Ecco, questi progetti sono la testimonianza di quanto le nostre autorità vogliono bene ad Airolo e ai suoi abitanti. Ma niente si raggiunge dal niente. Bisogna avere le idee, bisogna avere la passione, bisogna amare il nostro territorio e la sua gente.  
Come presidente del Consiglio di Stato sono particolarmente orgoglioso di ciò che si sta facendo qui a casa nostra.  
Sono felice per ciò che si prospetta per i miei figli e per la loro generazione.  
In un periodo delicato, in cui un piccolo virus ha rischiato di metterci in ginocchio, poter inaugurare oggi la centrale di teleriscaldamento e ricevere il label di Città dell’energia ci deve rendere orgogliosi.  
Personalmente io lo sono e per questo ringrazio tutte le nostre autorità comunali e tutte le persone che si sono impegnate, si impegnano e si impegneranno per fare di Airolo un borgo vitale e sempre più vivibile.

Posata la prima pietra degli edifici del nuovo centro di controllo dei Tir a Giornico

Posata la prima pietra degli edifici del nuovo centro di controllo dei Tir a Giornico

Da www.tio.ch

L’investimento da parte della Confederazione sarà di circa 250 milioni di franchi

La cerimonia ha avuto luogo alla presenza di diverse autorità cantonali e comunali, della Polizia cantonale e della direzione dell’Ufficio federale delle strade USTR.
La struttura sta sorgendo sul sedime della ex Monteforno e farà parte dei 13 Centri di competenza che la Confederazione sta realizzando sul territorio nazionale per gestire in modo efficace il traffico pesante attraverso le Alpi. Avrà le caratteristiche di un centro “maxi” (quindi di dimensioni importanti) e affiancherà quello già attivo di Ripsahausen (Canton Uri) nel controllo dei Tir che transitano lungo l’asse del San Gottardo.

Il centro
Situato in una posizione strategica per effettuare questi controlli, ovvero prima della rampa in salita verso la galleria del San Gottardo, il Centro «permetterà inoltre di gestire il traffico pesante in direzione nord mediante il sistema di dosaggio, migliorando sensibilmente l’attuale situazione precaria a livello logistico, della sicurezza e dell’ambiente» spiega l’USTRA. «Consentirà anche di disporre di posteggi a lunga durata per la pausa notturna degli autotrasportatori o per poter stoccare i camion in caso di difficoltà (panne, nevicate, chiusure delle dogane, ecc.)». Il progetto non si ferma alla costruzione dell’edificio ma prevede anche tutta una serie di altre opere come l’area multiservizi, un nuovo svincolo autostradale, la costruzione di tracciati stradali, ponti, sottopassi, una nuova rotonda, un impianto di trattamento delle acque provenienti dall’autostrada e infine il risanamento dei terreni inquinati.
L’investimento da parte della Confederazione sarà di circa 250 milioni di franchi e potrà permettere la creazione di diversi posti di lavoro in seno alla Polizia cantonale ticinese, a cui verrà affidata la gestione del Centro. Anche l’area industriale di Giornico, grazie al nuovo svincolo, godrà di un allacciamento all’autostrada. I lavori per la costruzione del nuovo CCVP proseguiranno ancora fino a fine 2022, quando è prevista la messa in esercizio definitiva, che sarà preceduta da una fase di test.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1465448/centro-giornico-nuovo-tir-controllo-edifici-pietra

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Da www.rsi.ch/news

Centro TIR a Giornico, lavori al via
Posata venerdì la prima pietra della nuova struttura, che sorgerà sui terreni della ex Monteforno

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Centro-TIR-a-Giornico-lavori-al-via-13480186.html

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Da www.ticinonews.ch

Controllo dei tir, posata la prima pietra
A Giornico è stato inaugurato il cantiere per il Centro di controllo per veicoli pesanti, che sorgerà nel 2022.
Gobbi: “Oggi imbocchiamo la corsia preferenziale”
 
È avvenuta questa mattina la posa simbolica della prima pietra degli edifici che ospiteranno il nuovo centro di controllo per veicoli pesanti a Giornico. Un centro che sorgerà sul sedime dell’ex acciaieria dismessa Monteforno, che l’Ufficio federale delle strade prevede di aprire a fine 2020 e che farà parte dei 13 centri di competenza che la Confederazione sta realizzando per gestire il traffico pesante attraverso le Alpi. Oltre ai rappresentanti dell’Ustra, erano presenti i consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali, nonché il comandante della polizia cantonale Matteo Cocchi.
Nel suo discorso Gobbi ha elencato i vari aspetti positivi che l’infrastruttura apporterà, sia dal profilo della sicurezza stradale – con i controlli dei veicoli pesanti – sia sotto il profilo dei benefici per una regione “che ha bisogno come il pane di nuovi posti di lavoro, di indotto e di opportunità”. Ricordando gli ostacoli per giungere a questa struttura, il consigliere di Stato ha sottolineato che oggi, con la posa della prima pietra e dopo i lavori preparatori, “imbocchiamo decisamente la corsia preferenziale”.