Non tutte le idee di Berna convincono

Non tutte le idee di Berna convincono

Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Non-tutte-le-idee-di-Berna-convincono-13546072.html

Il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi: sì a misure che la popolazione può sostenere – Sul tavolo anche altri provvedimenti cantonali

La Confederazione ha sottoposto ai cantoni una nuova serie di misure per contenere l’aumento dei contagi che il Consiglio federale potrebbe decidere mercoledì. Stando alle anticipazioni del Blick sono previsti: l’obbligo della mascherina all’aperto nelle zone abitate, la chiusura di ristoranti, bar e club dalle 22 alle 6 con l’obbligo di stare seduti al tavolo al massimo in quattro, ma anche un limite di 50 presenti per gli eventi pubblici e di 15 per le feste in famiglia. Il Consiglio di Stato ticinese le ha già discusse e a Bellinzona non tutte convincono.

“La novità della mascherina nelle zone edificate potrebbe essere condivisibile, ma diventa difficilmente attuabile” spiega il presidente del Governo Norman Gobbi alla RSI auspicando l’adozione di misure che “possono essere supportate e sopportate dalla popolazione”. Scetticismo in Ticino è emerso anche per quanto riguarda l’eventuale introduzione di un obbligo della mascherina nella scuola dell’obbligo.

Lunedì seduta straordinaria del Governo
Norman Gobbi, condividendo la necessità di definire un quadro generale a livello nazionale, rivendica però la possibilità per i cantoni di godere di una certa autonomia. Per esempio per quanto riguarda la gestione degli eventi sportivi e culturali con le attuali regole che, sottolinea, in Ticino, non hanno mai suscitato problemi. “Da noi gli spettatori sono molto rispettosi dei piani di protezione e non abbiamo evidenze di contagi in quei momenti”, ha sottolineato alla RSI anticipando che lunedì il Consiglio di Stato terrà una seduta straordinaria.

Il Ticino guarda anche all’Italia
Sarà l’occasione per discutere ulteriormente quanto proposto da Berna, ma pure per valutare le nuove misure auspicate dalla task force cantonale considerando la specificità del territorio ticinese, guardando anche alle decisioni adottate in Lombardia e in tutta Italia dove è in discussione un nuovo decreto.

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Servizio all’interno dell’edizione di sabato 24 ottobre 2020 de Il Quotidiano

Ipotesi mascherine all’aperto

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/13546177 

 

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Comunicato stampa

Discusse l’organizzazione e le modalità operative di collaborazione messe in atto dai vari Corpi di polizia ticinesi, sotto la responsabilità della Polizia cantonale, nell’ambito della prima fase della Pandemia legata al COVID19, nonché l’istituzione di un Gruppo di lavoro Cantone-Comuni relativo all’impiego di sistemi di videosorveglianza.

L’incontro odierno ha favorito il confronto tra i principali attori istituzionali responsabili della sicurezza nel nostro Cantone. Alla riunione erano presenti il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il procuratore generale Andrea Pagani, i capodicastero sicurezza dei Comuni-Polo e i rappresentanti delle forze dell’ordine cantonale e comunali.

La situazione sanitaria legata al COVID-19, che stiamo vivendo in questo periodo, ha caratterizzato parte dei temi all’ordine del giorno. In quest’ambito si è discusso della eventuale modalità di lavoro che le forze di Polizia ticinesi potrebbero mettere in campo in caso di un ulteriore peggioramento della situazione. Questo basandosi sulle esperienze vissute tra marzo e giugno scorsi. In particolare, oltre alla presentazione della struttura organizzativa aggiornata dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta e dello Stato Maggiore di Polizia, è stata condivisa e confermata l’importanza a livello operativo di un’unica condotta e di una pianificazione centralizzata, agevolata da una regolare attività di comunicazione tra i partner di Polizia dislocati sul territorio cantonale.  

Indirettamente correlato al tema della pandemia, è stato pure discusso il condono dei contributi finanziari per coprire parte degli impieghi di mantenimento dell’ordine che i club sportivi sono tenuti a versare per quanto riguarda la stagione agonistica 2019/2020, interrotta anzitempo. Il Governo e i Comuni coinvolti hanno approvato il condono non volendo pesare ulteriormente sulle casse dei club sportivi, già particolarmente colpite da un punto di vista finanziario in questo difficile momento.

Si è inoltre discusso sullo stato della modifica della Legge di Polizia concernente la competenza anche per le Polizie comunali di utilizzare i sistemi di videosorveglianza mobile (bodycam-dashcam). È stato proposto di costituire un gruppo di lavoro Cantone-Comuni per questa attività di sorveglianza pubblica, alfine di chiarire tutti gli aspetti legati all’impiego anche da un punto di vista del rispetto della protezione dei dati. Per quanto riguarda il tema specifico dell’utilizzo della strumentazione bodycam-dashcam, è stato deciso di implementare un progetto pilota, gestito dalla Polizia cantonale in collaborazione con la Polizia Città di Lugano.

Infine, sono state fornite informazioni sull’avanzamento dei lavori del Gruppo di lavoro Polizia Ticinese.

La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi venerdì 5 marzo 2021.       

Agenti di sicurezza privata: rispetto della legge e parità di trattamento

Agenti di sicurezza privata: rispetto della legge e parità di trattamento

Comunicato stampa

A margine della risposta fornita dal Governo sull’interpellanza inoltrata lo scorso 27 settembre, il Dipartimento delle istituzioni tiene a evidenziare come la prassi messa in atto dal Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata della Polizia cantonale sia conforme al diritto e garantisca l’equità di trattamento.

Contrariamente a quanto sostenuto degli interpellanti, la decisione (temporanea) di non rilasciare autorizzazioni ai cittadini italiani, risiede nel fatto che l’autorità ticinese è impossibilitata a verificare il possesso di uno dei requisiti posti dalla legge, conformemente al diritto e alla giurisprudenza. Ciò, oltre a perseguire gli scopi di legge, assicura la parità di trattamento: si vuole evitare che un cittadino italiano possa ricevere l’autorizzazione solo perché il Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata non ha accesso alle informazioni necessarie, verifiche che, invece, avvengono sui cittadini svizzeri.

La Legge sulle attività private di investigazione e sorveglianza evidenzia come le persone che desiderano lavorare in questo contesto debbano dimostrare “buona condotta”. Per la verifica di tutti i requisiti necessari è fondamentale poter accedere alle banche dati di polizia, poiché le informazioni contenute nell’estratto del casellario giudiziale e/o nell’estratto dei carichi pendenti non sono sufficienti a dimostrare l’idoneità della persona.

Per gli istanti residenti in Svizzera (siano essi svizzeri o stranieri, residenti ininterrottamente da più di 5 anni) le informazioni sono già in possesso del Servizio, mentre per i cittadini italiani (siano essi residenti in Italia o residenti in Svizzera da meno di 5 anni) dall’inizio di quest’anno il Centro di cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso (CCPD) non fornisce più le informazioni. Questo cambiamento è legato a un’interpretazione sui limiti dell’Accordo internazionale in vigore che mette in difficoltà la Dirigenza italiana del CCPD, impedendo loro di trasmettere le informazioni richieste dal Servizio. A questo riguardo, si sottolinea che già da alcuni mesi il Dipartimento delle istituzioni e i funzionari del Servizio stanno cercando un dialogo con l’autorità italiana per cercare di risolvere la situazione nell’interesse, in primis, dei cittadini italiani.    

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice della Croazia

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice della Croazia

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Andrea Bekić, Ambasciatrice della Croazia per la Svizzera. L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di attualità.

La visita di cortesia dell’Ambasciatrice Andrea Bekić è stata l’occasione per discutere svariati temi di attualità in campo politico e sociale, e per analizzare le relazioni economiche a livello federale – dati gli intensi scambi che legano i due Paesi e che fanno della Croazia il secondo partner commerciale della Confederazione del sud-est europeo. È stata inoltre dedicata particolare attenzione alla situazione della pandemia da coronavirus, che sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari di tutta l’Europa. 
Il Presidente del Consiglio di Stato ha inoltre condiviso alcune informazioni sulle particolarità che distinguono il Ticino nel contesto culturale, politico e socio-economico svizzero, e discusso i progetti attuali e le sfide che attendono il Cantone.

“Le scelte giuste ci proteggono”

“Le scelte giuste ci proteggono”

Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Le-scelte-giuste-ci-proteggono-13535845.html

È lo slogan della nuova campagna lanciata mercoledì dal Governo ticinese. “Limitare il numero di contatti personali”. E Merlani nel video spiega come si mette la mascherina

“Evitare un nuovo lockdown” è lo scopo della nuova campagna di sensibilizzazione presentata oggi dal Consiglio di Stato. Una campagna dallo slogan “Le scelte giuste ci proteggono”, in cui è stata sottolineata l’importanza della limitazione dei contatti personali, oltre al rispetto delle regole di igiene personale e di distanziamento. Non cambia tuttavia il colore della campagna di sensibilizzazione, che resta arancione: “Non siamo ancora in una fase rossa, manteniamo la calma, la situazione è sotto controllo, ma ci preoccupa”, ha dichiarato Norman Gobbi. “L’obiettivo è di mantenere la situazione sanitaria sotto controllo e salvaguardare la vita e la libertà delle cittadine e dei cittadini. Siamo pronti a compiere nuovi passi se dovesse essere necessario”, ha proseguito il capo del Governo ticinese.

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Da www.tio.ch

«Scegliamo con chi avere contatti stretti»
Oggi nel nostro cantone sono stati segnalati altri 255 casi. Negli ospedali sono ricoverate 35 persone
Le autorità cantonali hanno fatto il punto della situazione sull’andamento della pandemia in Ticino. Lanciata una nuova campagna: «Le scelte giuste ci proteggono»

La seconda ondata di coronavirus è arrivata. Anche in Ticino. Oggi nel nostro cantone le autorità sanitarie cantonali hanno segnalato 255 nuovi casi accertati (sono praticamente raddoppiati rispetto al giorno precedente). E nelle strutture sanitarie ticinesi sono attualmente ricoverate 35 persone.
Ora è quindi più importante che mai: «Le scelte giuste ci proteggono» ha esordito oggi in conferenza stampa il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, lanciando la nuova campagna di prevenzione del Cantone. Una campagna che invita non solo al rispetto delle raccomandazioni igieniche e di distanziamento, ma che pone l’accento sull’importanza di limitare il numero quotidiano di contatti personali per contribuire a evitare la diffusione incontrollata del virus sul nostro territorio. Questo sia per salvaguardare la salute della popolazione sia per evitare un nuovo lockdown, «che non sarebbe sostenibile».

Gli ospedali sono pronti
 – Anche il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, direttore del DSS, ha fatto un appello alla responsabilità individuale. «Quanto la curva dei nuovi contagi sarà alta, dipende da noi e dai nostri comportamenti». Si parla anche di rinunce necessarie, per «rallentare la velocità dei contagi». In ogni caso, ha assicurato, le strutture ospedaliere ticinesi sono pronte: se necessario saranno creati poco più di duecento posti letto acuti alla Carità di Locarno e alla Clinica Luganese Moncucco (così com’era già avvenuto durante la prima ondata pandemica della scorsa primavera, ndr).

La scuola? «Non è un luogo di contagio» 
– Lo scorso 31 agosto circa 50’000 allievi sono tornati nelle aule scolastiche. E proprio la scuola è a più riprese al centro delle discussioni relative alla pandemia. Ma – lo ha detto Manuele Bertoli, direttore del DECS – le lezioni in presenza sono fondamentali. E interromperle avrebbe «conseguenze drammatiche» per molti allievi. Fatto sta che «oggi la scuola non è un luogo di contagio», come ha assicurato il consigliere di Stato. «I piani di protezione nelle scuole sono stati messi in atto e funzionano. I numeri sono sotto controllo. Su 50’000 allievi, i casi positivi nelle scuole sono sotto la decina. E non ci risultano casi di ragazzi ospedalizzati o che vadano al di là del normale decorso». Per ora non si parla di un obbligo di mascherina alle scuole medie. «Il virus arriva da fuori».

I contatti vanno ridotti
 – Nelle ultime ventiquattro ore in Ticino sono stati registrati 255 nuovi contagi, con poco meno di mille test. Il tasso di positività che si aggira attorno al 22%, ha spiegato il medico cantonale Giorgio Merlani. E si osserva un aumento delle persone che vengono contagiate da un singolo caso positivo: se durante l’estate si parlava di un valore che era attorno all’1, ora si è saliti a 1,6-1,8. Quindi dieci persone ne contagiano 16-18. L’invito del medico cantonale – sulla scia della nuova campagna di sensibilizzazione – è di fare le scelte giuste, scegliendo con quante persone avere contatti stretti e con quale frequenza incontrarle. L’aumento della vita sociale mette infatti sotto pressione il contact tracing, che proprio in questi giorni in Ticino viene rinforzato per evitare ritardi.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1469472/cantone-casi-contatti-allievi-ospedali

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Da www.ticinonews.ch

“Le scelte giuste ci proteggono”
Nessuna nuova misura anti-Covid da Palazzo delle Orsoline. Presentata la nuova campagna di sensibilizzazione e l’ennesimo appello alla responsabilità individuale.
Gobbi: “Non siamo ancora in una fase rossa”, De Rosa: “Tasso di positività ci preoccupa”, Merlani: “Evoluzione non piacevole”

https://www.ticinonews.ch/ticino/le-scelte-giuste-ci-proteggono-NE3336078
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Da www.cdt.ch

«La situazione è preoccupante ma non fuori controllo»

Gobbi: «Al momento le partite non sono un problema»

Il primo a prendere la parola è stato il presidente del Governo Norman Gobbi: «Le scelte giuste ci proteggono è il nuovo messaggio lanciato oggi. Cambia il messaggio ma le priorità restano le stesse, salvaguardare la popolazione ed evitare un secondo lockdown. Non siamo ancora in una fase rossa ma l’evoluzione dei contagi ci preoccupa». «La situazione – ha precisato – non è comunque fuori controllo». «Bisogna tenere a mente che le misure non hanno un effetto immediato, ma solo nelle settimane successive alla loro introduzione. Valutiamo la tendenza e manteniamo la calma. Il Governo è comunque pronto a compiere nuovi passi», ha spiegato Gobbi. Nell’amministrazione cantonale sono state introdotte due misure: le mascherine e il telelavoro (da ieri e fino al 15 novembre). In generale, il Governo ribadisce l’importanza dei piani di protezione: «Al momento non abbiamo segnali che le partite rappresentino un problema, non dobbiamo però abbassare la guardia». «La Svizzera ha superato bene la prima fase pandemica proprio perché ha potuto contare sul federalismo», ha sottolineato Gobbi. «Non dobbiamo quindi dare credito a chi in questo momento cerca di minare questo principio: ogni cantone ha le sue peculiarità e nelle sue competenze prende delle decisioni».

https://www.cdt.ch/ticino/la-situazione-e-preoccupante-ma-non-fuori-controllo-AE3336561?_sid=iTsijLhC

Coronavirus – Il Governo rilancia la campagna di prevenzione

Coronavirus – Il Governo rilancia la campagna di prevenzione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha presentato oggi il proprio punto della situazione, in merito alla diffusione del coronavirus in Ticino. L’evoluzione dei contagi è seria e preoccupa il Governo, che ha ricordato le misure in vigore e presentato la nuova campagna di sensibilizzazione intitolata «Le scelte giuste ci proteggono». Sarà fondamentale, oltre al rispetto delle misure di igiene personale e di distanziamento, anche limitare i contatti e proteggere se stessi e le persone più vulnerabili.

Il Consiglio di Stato ha ricordato che le priorità delle autorità federali e cantonali è salvaguardare la salute della popolazione ed evitare un nuovo «lockdown», che non sarebbe sostenibile né socialmente né economicamente. La campagna di sensibilizzazione viene rilanciata oggi con il messaggio «Le scelte giuste ci proteggono». Oltre al rispetto delle raccomandazioni igieniche e di distanziamento, il Governo intende porre l’accento sull’importanza di limitare il numero quotidiano di contatti personali, una scelta che contribuisce in maniera significativa a evitare la diffusione incontrollata del virus. Un altro aspetto importante è l’uso della mascherina che solo se utilizzata in maniera corretta, in modo che copra naso e bocca, offre una protezione efficace. 

Le autorità cantonali rimangono attente alla situazione epidemiologica e agiscono con proporzionalità, in modo tempestivo e progressivo, mantenendo la calma e introducendo di volta in volta le misure più adeguate alla situazione. L’obiettivo è di mantenere la situazione sanitaria sotto controllo e salvaguardare la vita e la libertà delle cittadine e dei cittadini. Il Governo ha poi ricordato che il nostro sistema sanitario è in stato di prontezza, e che medici e personale sanitario hanno acquisito negli scorsi mesi una migliore conoscenza della malattia, per curare ancora meglio la nostra popolazione.

Per quanto riguarda la scuola, è stato spiegato che la situazione è sotto controllo e conferma la bontà dei piani di protezione adottati in Ticino. Il numero di contagi è molto basso in relazione agli oltre 50 mila allievi degli istituti del nostro Cantone, e la ricostruzione dei pochi casi positivi mostra che il virus viene contratto al di fuori dell’ambiente scolastico.

In merito alle misure in vigore in Ticino, è stato ricordato che a partire da questa settimana il Governo ha esteso l’obbligo di indossare la mascherina a tutti gli edifici dell’Amministrazione cantonale. Da ieri, e almeno fino al 15 novembre, l’accesso al telelavoro per il personale dell’Amministrazione cantonale è stato inoltre facilitato.

Flyer – le scelte giuste ci proteggono

Flyer – come si usa la mascherina

 

Oggi si valuteranno nuove misure

Oggi si valuteranno nuove misure

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 19 ottobre 2020 de La Regione

«Le decisioni del Consiglio federale ricalcano quanto noi e altri Cantoni sostanzialmente abbiamo deciso venerdì scorso. La novità è la riduzione da 30 a 15 persone per quanto riguarda gli assembramenti».
Così Norman Gobbi, presidente del consiglio di Stato ticinese in seguito al giro di vite dato dal Consiglio federale.

Ci sono novità all’orizzonte? «Abbiamo una pianificazione su quello che potrebbero essere le misure ulteriori da attuare, ma le prenderemo solo quando sarà necessario», spiega Gobbi. «Le prime riflessioni le faremo domani (oggi per chi legge, ndr) alla luce dei casi emersi nel weekend. Valuteremo se sarà necessario prendere ulteriori misure o semmai richiamare la cittadinanza a comportamenti più corretti», aggiunge il presidente del governo. A chiedere misure più stringenti, già nei giorni scorsi, era stato invece l’infettivologo Christian Garzoni, medico presso la clinica Moncucco. «Bisogna indossare la mascherina in tutti i luoghi chiusi. Lo dicono anche molti medici ed esperti, compresi quelli della Task Force Svizzera. Da qui l’invito alle associazioni economiche di fare pressione sui loro associati affinché introducano la prassi d’indossare la mascherina ai loro dipendenti negli uffici e nei luoghi di lavoro. La mascherina è una misura semplice, efficace che costa poco e non impatta in maniera importante sulla libertà delle persone». Si tratta quindi di usare il buonsenso.
Lo stesso ragionamento vale negli assembramenti spontanei. «Evitare di frequentare luoghi affollati e ritrovare gli amici in piccoli gruppi è un’altra misura efficace».

Votazioni consultive: il bilancio del Dipartimento delle istituzioni

Votazioni consultive: il bilancio del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto del risultato delle votazioni consultive odierne per le aggregazioni dei Comuni di Bedano e Gravesano nonché di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio.
Due progetti aggregativi di opportunità e fortemente voluti dalle autorità politiche locali. Nelle prossime settimane l’esito delle urne sarà analizzato dalla Sezione degli enti locali e il Governo formulerà una proposta all’attenzione del Gran Consiglio.

Per quel che concerne l’aggregazione tra Bedano e Gravesano, il Dipartimento delle istituzioni riconosce l’esito della consultazione popolare odierna, che segna l’abbandono del progetto fortemente voluto dalle autorità politiche. Alla luce del risultato, i due Comuni continueranno a operare con l’assetto attuale. Gravesano rinnoverà i propri organi in occasione delle elezioni comunali dell’aprile 2021, mentre a Bedano resteranno in carica gli organi attuali, avendo proceduto lo scorso aprile con le elezioni tacite.
Il Dipartimento delle istituzioni approfondirà nelle prossime settimane il risultato del voto e presenterà al Governo una proposta di messaggio che definirà l’abbandono definitivo del progetto.
Nel caso dei quattro Comuni di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio, il Dipartimento delle istituzioni ha invece preso atto della decisione popolare su un progetto nel quale le quattro realtà politiche hanno creduto.
Non avendo ottenuto l’unanimità dei Comuni del comprensorio, prossimamente sarà necessario analizzare i diversi scenari tenuto conto delle condizioni di legge.
In quest’ottica, in base ai margini concessi dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni e dopo aver sentito il parere della Commissione di studio e dei quattro Municipi interessati, il Dipartimento delle istituzioni sottoporrà le proprie valutazioni al Consiglio di Stato, il quale presenterà una proposta al Gran Consiglio.
Inoltre, unicamente nei Comuni nei quali la consultazione ha dato esito positivo (Maroggia, Melano e Rovio), il Governo valuterà – sentiti i rispettivi Municipi – di prolungare la legislatura degli organi in carica, prescindendo quindi dal rinnovo previsto il prossimo mese di aprile.
Infine, si rammenta che la cittadinanza era anche chiamata a scegliere il nome del futuro Comune tra “Val Mara” e “Basso Ceresio”. La maggioranza dei votanti e dei Comuni ha optato per il nome Val Mara. 

“Razionalità e fermezza ma senza creare panico”

“Razionalità e fermezza ma senza creare panico”

Il lavoro del Governo per contenere i contagi da Covid-19

“L’immagine del passo del montanaro vale oggi tanto quanto ieri. La strada che stiamo percorrendo è in salita e pericolosa. Sappiamo che non possiamo correre, pena il rischio di cadere e di farci male. Non possiamo nemmeno stare fermi, ma – come il buon camminatore – dobbiamo mantenere un passo regolare per essere sempre in sicurezza e con la garanzia di giungere alla meta. Nella lotta contro il coronavirus il Governo si muove proprio in questo modo”. Così si esprime il presidente del Governo Norman Gobbi, in un momento in cui la pressione mediatica per l’aumento dei casi di contagio si è fatta più insistente.

Il Consiglio di Stato ticinese ha dimostrato sinora una buona capacità di intervento. “Sono i dati a confermarlo, sottolinea Gobbi. Siamo stati i più colpiti in febbraio, marzo e aprile e abbiamo adottato le misure che ci hanno permesso di salvare il nostro sistema sanitario, mantenendo la capacità di cura di tutti gli ammalati e abbassando la curva dei contagi sino ad azzerarla. Dopo un’estate molto favorevole, il mese di ottobre si è aperto con un innalzamento dei contagi e subito siamo intervenuti, anche se la situazione ticinese è ben migliore rispetto a molti altri Cantoni. La Germania proprio per questo non ha incluso il Ticino nella lista delle aree a rischio, come invece fatto per 8 Cantoni. Abbiamo dovuto far chiudere i locali notturni (discoteche e simili); abbiamo dovuto imporre restrizioni a tutto l’ambito della ristorazione; abbiamo dovuto rendere obbligatorio l’uso della mascherina nei negozi, nei grandi magazzini e in tutti gli spazi pubblici. Oltre a tutte le altre misure già attive. L’obiettivo è chiaro: contenere i contagi non solo per non stressare il sistema sanitario, ma anche per preservare la capacità lavorativa di tutte le persone attive nelle aziende, sia pubbliche che private”.

Lei lo ha detto più volte: non possiamo giungere a un secondo lockdown. “E lo confermo. Oggi siamo in grado di seguire con molte più conoscenze le modalità di “movimento” del virus. Anche la sua virulenza – che esperti di fama mondiale affermano sia più contenuta – viene meglio affrontata. Sappiamo che lo strumento del contact tracing in Ticino funziona ed è indispensabile. L’autorità politica ha l’obbligo di soppesare tutte le variabili a sua conoscenza per giungere alle decisioni più opportune a favore della popolazione. È quanto abbiamo fatto e stiamo facendo, muovendoci, appunto, con il passo del montanaro. E applicando un’autonomia cantonale che finora ha dato, come detto, buoni risultati. Ma oggi rimane ancora indispensabile il richiamo alla responsabilità individuale. I comportamenti di ognuno di noi hanno una conseguenza diretta sulla nostra economia e sul nostro sistema sanitario. Dobbiamo esserne coscienti, applicando quindi le misure che vengono richieste, prime fra tutte l’igiene personale e il distanziamento fisico. Facciamolo tutti assieme con grande responsabilità”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi.