Licenziato il credito per il nuovo Centro polivalente di Camorino

Licenziato il credito per il nuovo Centro polivalente di Camorino

Comunicato stampa

Nella sua seduta odierna il Consiglio di Stato ha licenziato il Messaggio Governativo relativo alla concessione di un credito di CHF 11’000’000.- per la realizzazione del nuovo Centro polivalente di Camorino.

Il progetto prevede l’edificazione, sopra l’attuale impianto di Protezione civile, di un edificio di 3 piani e la riorganizzazione degli spazi delle strutture protette sottostanti. Gli spazi interni dell’edificio principale potranno essere organizzati in compartimenti separati, in modo da permetterne l’utilizzo da parte di differenti tipologie di utenza in maniera flessibile e razionale.
La nuova struttura avrà una capacità complessiva di circa 180 posti letto. La sua gestione prevede una collaborazione tra il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) e il Dipartimento delle Istituzioni (DI), volta a garantire un’adeguata e tempestiva presa a carico degli ospiti. Il DI assumerà la responsabilità della gestione operativa del centro, mentre il DSS la gestione degli aspetti d’integrazione degli ospiti, coerentemente con quanto previsto dall’agenda integrazione svizzera.
La nuova struttura avrà inoltre una doppia funzione. Da una parte permetterà di adeguare la capacità ricettiva nell’ambito dell’asilo, considerando anche quella che andrà persa a seguito della chiusura del centro collettivo di Paradiso. Dall’altra, andrà a inserirsi nel dispositivo cantonale di Protezione della popolazione e consentirà l’accoglienza – in caso di necessità – di persone bisognose di protezione a causa di eventi particolari o eccezionali. In caso di occupazione bassa, la struttura potrà inoltre essere utilizzata da altri partner, quali per esempio la polizia o l’esercito, per altri scopi strettamente legati alla protezione della popolazione.
L’apertura del nuovo Centro è pianificata nella seconda metà del 2022.

Il peso della pandemia sui conti

Il peso della pandemia sui conti

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 1 ottobre 2020 de Il Quotidiano

https://rsi.ch/play/tv/redirect/detail/13478917

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Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 2 ottobre 2020 de La Regione

“Ora responsabilità dalla politica”Annunciato, è arrivato. È un preventivo a tinte rosse, quasi bordeaux, quello per il 2021 del Canton Ticino. Il disavanzo d’esercizio calcolato è di 230,7 milioni di franchi. Il livello di guardia è alto, considerando come il 2020 dovrebbe già chiudersi in pesante rosso: 270 milioni di perdite, secondo il pre-consuntivo di agosto. E la preoccupazione del direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta è evidente: «La difficile situazione venutasi a creare si protrarrà e senza interventi correttivi attivi da parte della politica, evidentemente, avremo una perdita del controllo del disavanzo nei prossimi anni» dice in conferenza stampa. Perché «la ripartenza non sarà immediata, e purtroppo torniamo ad avere un autofinanziamento negativo: per finanziare le spese correnti in parte dovremo attingere al debito. Quello che ci preoccupa è l’evoluzione del capitale proprio. Nel 2019 eravamo tornati a creare un po’ di riserva, purtroppo con queste cifre avremo spazzato via il poco accumulato e creato un buco finanziario. E anche il debito pubblico conoscerà un’impennata, superando i 2 miliardi di franchi». Detta breve: «Stiamo ipotecando oggi riserve future».

Per quanto riguarda il 2021, Vitta annuncia che i conti «non permettono di rispettare il parametro riguardo al disavanzo annuo massimo possibile. Con i 230 milioni siamo oltre al limite posto a 173 milioni. Dovremo chiedere al parlamento una deroga del rispetto di questo vincolo, in quanto se avessimo dovuto rispettarlo avremmo dovuto presentare un preventivo, appunto, con un rosso di 173 milioni. Con una differenza di quasi 60 milioni. Come governo abbiamo dato priorità a ridurre i nuovi oneri e al non portare avanti un rientro di questo volume adesso».

Le note dolenti non si fermano al 2021. Perché il Consiglio di Stato ha varato anche il piano finanziario per il periodo 2022-2024, e – prosegue il direttore del Dfe – «purtroppo i dati a disposizione ci dicono che questo deficit attorno ai 250 milioni si confermerà nei prossimi anni. Una situazione di questo tipo ci deve preoccupare sul medio termine, se queste previsioni dovessero concretizzarsi arriveremmo a un capitale proprio negativo che supera il miliardo di franchi». E c’è un convitato di pietra in questo preventivo: i costi sociali. «Non abbiamo considerato un loro possibile aumento», dice Vitta. Anche perché quantificarli oggi è difficile. Ciò detto, «se la crisi dovesse farsi più acuta anche le spese subirebbero un maggiore aumento. Si sta aprendo un gap tra entrate e uscite che pesa sulle finanze del Cantone». Già, le entrate. Il gettito fiscale diminuirà sia per le persone fisiche sia per quelle giuridiche. Le preoccupazioni sono condivise da tutto il collegio, e il presidente del governo Norman Gobbi rileva che il momento «richiede da parte di tutti una presa di coscienza per capire che al di là della crisi sanitaria c’è una crisi di carattere economico e sociale. Sarà necessario agire di concerto tra governo e parlamento nell’ottica di trovare una risposta che sia solida come nella scorsa legislatura, quando è stata sanata la situazione finanziaria. Per far questo, intendiamo incontrare i partiti di governo per sensibilizzarli sulla gravità della situazione e per informare su quanto stiamo misurando sul fronte delle entrate e sulle uscite».

 

Discorso pronunciato in occasione della posa della prima pietra al Centro controllo veicoli pesanti di Giornico

Discorso pronunciato in occasione della posa della prima pietra al Centro controllo veicoli pesanti di Giornico

Gentili signore, egregi signori,

chi mi ha preceduto negli interventi ha già evidenziato i molti aspetti positivi che questa infrastruttura assume sia dal profilo della sicurezza stradale – con i controlli dei veicoli pesanti – sia sotto il profilo dei benefici per una regione che ha bisogno come il pane di nuovi posti di lavoro, di indotto e di opportunità. Senza sottacere il miglioramento ambientale, attraverso una riduzione delle emissioni inquinanti e il risanamento dei terreni inquinati.
Il sindaco di Giornico e il vice direttore di USTRA hanno ricordato anche alcuni punti critici che si sono affrontati per giungere a questa infrastruttura. Ma oggi – con la posa della prima pietra e dopo i lavori preparatori – imbocchiamo decisamente la corsia preferenziale.
Il Cantone ha fortemente voluto questo centro di controllo per i veicoli pesanti. Ha sostenuto con un credito di 5 milioni di franchi una struttura che compete alla Confederazione, conscio dell’importanza di poterla realizzare proprio qui, in Leventina. Se andiamo a rileggere il messaggio governativo dell’aprile 2016 e il relativo rapporto della commissione della gestione (redatto tra l’altro dall’attuale collega di Governo Raffaele De Rosa e da Michele Guerra) ben si comprende come quei 5 milioni di franchi fossero un segnale forte nei confronti dell’autorità federale, affinché i lavori iniziassero al più presto e con un intento “allargato”: quello cioè di offrire alla regione un centro vitale. Perché non di soli controlli vivrà questa infrastruttura.
Il centro multiservizi, nonché l’area di sosta impreziosiscono e rafforzano tutto il comparto. Così come il nuovo svincolo completo d’accesso alla regione, che porterà certamente un ulteriore valore aggiunto alla Bassa Leventina. È come se oggi posassimo la prima pietra di un’azienda che creerà – all’inizio – 40 posti pregiati di lavoro che diventeranno in seguito 52.
Sono certamente momenti da festeggiare ed è anche per questo che oggi ci ritroviamo qui.
Vi posso garantire che i servizi cantonali – Polizia in primis, accanto ai servizi del Dipartimento del territorio – stanno svolgendo tutti i lavori preparatori affinché il centro di controllo sia operativo con gli effettivi già debitamente formati, per non perdere tempo appena conclusi i lavori. Che tutti noi – come ha dichiarato il vice Direttore Biaggio – speriamo vengano ultimati per la fine del 2022. Maggior sicurezza sull’asse autostradale, benefici dal punto di vista ambientale e opportunità di lavoro e di indotto economico: tre effetti decisivi per tutto il Cantone e per la sua popolazione. E, come già sottolineato, nuove opportunità per una regione considerata periferica qual è la Leventina.
A nome del Consiglio di Stato auguro quindi a USTRA e a tutte le maestranze buon lavoro, in attesa che il centro di controllo per veicoli pesanti e tutta l’area multiservizi siano operativi.

(Immagine: www.astra.admin.ch)