Discorso pronunciato in occasione del rapporto di scioglimento 2017 della Brigata fanteria montagna 9

Discorso pronunciato in occasione del rapporto di scioglimento 2017 della Brigata fanteria montagna 9

– Fa stato il discorso orale –

Signor Consigliere Federale Guy Parmelin,
Signor Presidente del Tribunale penale federale Tito Ponti,
Signor Presidente del Gran Consiglio Walter Gianora,
Signor Sindaco di Bellinzona Mario Branda,
Signor Consigliere di Stato Andreas Barraud,
Signora Consigliera di Stato Karin Kayser-Frutschi,
Signor Consigliere di Stato Beat Villiger,
Signor Comandante di corpo Dominique Andrey,
Signor Comandante di corpo Daniel Baumgartner,
Signor Comandante, brigadiere Maurizio Dattrino,
Signori Ufficiali generali in servizio e a riposo,
Stimati ufficiali, sottufficiali superiori,
Gentili Signore, egregi Signori,

oggi è un momento storico per l’attività militare del nostro Cantone. La brigata fanteria montagna 9, per tutti la Brigata del Gottardo dopo aver raccolto l’eredità della divisione montagna 9 e della brigata di fortezza 23, presenta oggi il suo ultimo rapporto annuale e sarà sciolta con l’Ulteriore Sviluppo dell’Esercito, i cui quattro punti fondamentali prevedono miglioramenti nella prontezza, nell’istruzione dei quadri, nell’equipaggiamento e nell’orientamento regionale più marcato. Si tratta di un momento significativo poiché con lo scioglimento della Brigata si congeda l’unica grande unità trilingue dell’esercito, nella quale la lingua italiana riveste un ruolo prioritario e di tutto rispetto. Verrà chiuso anche l’ultimo comando di una grande unità situato a sud delle Alpi, qui a Bellinzona per essere precisi.

La lingua italiana nell’esercito è parte integrante dell’identità nazionale e continuerà ad esserlo anche in futuro.  Grazie all’ottima collaborazione con il Capo dell’esercito e con i suoi stati maggiori, possiamo contare sul loro particolare impegno per continuare a garantire a tutti i militi ticinesi e ai grigionesi di lingua italiana l’istruzione militare nella lingua madre. Per questo scopo, è stato deciso di concentrarsi su incorporazioni specifiche che permettano di raggiungere la necessaria massa critica di rappresentanti italofoni nei tre ambiti di competenza dell’esercito: la difesa, con il gruppo artiglieria 49, la sicurezza, con il battaglione fanteria montagna 30 e l’aiuto sussidiario in caso di catastrofe, con il battaglione salvataggio 3 (l’unico che al momento non fa parte dei corpi di truppa subordinati alla brigata 9).
La scelta di concentrarsi su pochi settori operativi significa poter fare affidamento su istruttori italofoni e creare così le giuste premesse per i nostri militi di poter ambire a una carriera di successo fino a raggiungere le massime cariche. A tale proposito, vorrei ringraziare i brigadieri Maurizio Dattrino, Silvano Barilli e Stefano Mossi e il colonnello di Stato maggiore generale Stefano Laffranchini, nominato dal Consiglio federale brigadiere a partire dal prossimo mese di gennaio.

Per me, e come per molti di voi, questo momento ha una forte connotazione emotiva.
La Brigata del Gottardo ha sempre riunito la maggior parte dei militi ticinesi ed è associata alle nostre montagne, ovvero a ciò che più si trova – in senso geografico e simbolico – nel cuore della Svizzera. È inoltre una grande unità trilingue che ingloba più culture e fa della brigata fanteria montagna 9 l’espressione per eccellenza del nostro Stato federale.

Oggi, in questa occasione, siete tutti quadri. Insieme avete contribuito a mantenere operativo il livello dei vostri militi. Dobbiamo ricordare che il passo che ci apprestiamo a intraprendere con l’Ulteriore Sviluppo dell’Esercito, rappresenta un’evoluzione necessaria che consentirà all’Esercito svizzero di rimanere al passo con i tempi in modo flessibile e moderno, far fronte alle minacce e confrontarsi con le nuove sfide.
Non dobbiamo quindi pensare che stiamo chiudendo il libro, bensì stiamo aprendo una nuova pagina orientati al futuro. Accantoniamo dunque il sentimento di nostalgia che coglie un po’ tutti noi. I tempi sono cambiati per tutti, e – a maggior ragione – il mondo grigioverde deve adeguarsi a nuove minacce e necessità.

La Brigata del Gottardo lascerà un ricordo indelebile in tutti coloro che hanno avuto l’onore di farne parte. Il servizio militare è una tappa fondamentale nella nostra vita; durante i giorni di servizio si creano solide amicizie che continuano a esistere anche al di fuori del contesto militare. Il servizio militare, comunque esso sia vissuto, è un’utile esperienza di vita. Voi quadri, meglio di tutti, conoscete il valore aggiunto impagabile dato dagli insegnamenti che avete ricevuto durante i corsi d’istruzione nell’ambito della condotta e utilizzabili pure nella società civile.

Ribadisco dunque quanto detto in precedenza: guardiamo avanti. Sono certo che come militari svizzeri, e come italofoni, continueremo a rappresentare al meglio la nostra Svizzera: democratica, indipendente, libera e sicura.

Viva la Svizzera
Viva il nostro Esercito di milizia
Viva la brigata fanteria montagna 9

Rafforzati i servizi online del settore dei registri

Rafforzati i servizi online del settore dei registri

Il Dipartimento delle istituzioni annuncia ulteriori miglioramenti della propria offerta di servizi in formato digitale. A partire da oggi è stata infatti rinnovata la pagina web concernente la modulistica del settore dei registri. Un rafforzamento dello sportello virtuale teso ad accrescere la qualità del servizio assicurato agli addetti ai lavori e alla cittadinanza.

Lo sportello virtuale del settore dei registri (http://www4.ti.ch/di/dg/rf/sportello/formulari/), è stata potenziato, introducendo in particolare una nuova area dedicata ai moduli relativi alla Legge sull’acquisto di fondi da parte di persone all’estero (LAFE). La pagina web metterà quindi a disposizione 7 nuovi moduli standardizzati in materia LAFE, che sono stati allestiti nei loro contenuti secondo le procedure in uso presso gli Uffici dei registri del Cantone e presso le Autorità distrettuali di I istanza LAFE. Moduli che andranno ad aggiungersi ai modelli già esistenti.

Con questo rinnovo generale si è colta l’occasione per riorganizzare i contenuti dei servizi online del settore dei registri, che sono stati strutturati in aree tematiche – istanze di operazioni a registro fondiario, attestazione dati pianificatori e attestazioni in materia LAFE – in modo da semplificarne la fruizione e di accrescere l’efficienza e l’efficacia dell’attività svolta dagli Uffici.

Queste misure, che andranno a beneficio degli addetti a lavori e di tutti i cittadini, concretizzano ulteriormente la volontà del Dipartimento delle istituzioni, che negli ultimi anni ha promosso numerosi progetti volti a rendere più facile e immediato il rapporto tra lo Stato e i cittadini, offrendo in particolare sempre più servizi su internet.

 

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Come tradizione da ormai alcuni anni oggi presso il Tribunale penale federale a Bellinzona si è tenuta la cerimonia annuale della Polizia cantonale. Presenti all’evento il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il presidente del Gran Consiglio Walter Gianora, il sindaco di Bellinzona Mario Branda, e il presidente del Tribunale Penale Federale Daniel Kipfer. Nel corso dell’appuntamento istituzionale è stato ringraziato per l’impegno profuso nell’arco di una vita lavorativa chi si appresta a passare al beneficio della pensione. Sono state inoltre sottolineate le promozioni all’interno del Corpo, il superamento con successo di corsi di formazione ed è stata pure l’occasione per presentare i nuovi assunti sia uniformati che amministrativi.

Durante gli interventi è stato sottolineato l’impegno profuso da tutti gli appartenenti al Corpo della Polizia cantonale che si trova a dover affrontare costantemente nuovi e impegnativi compiti legati alla sicurezza del cittadino e del territorio. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ringraziato il Corpo di Polizia che garantisce quotidianamente la sicurezza del territorio e dei cittadini, non solo a livello cantonale, ma anche a livello nazionale e internazionale, in ragione della collocazione geografica del Ticino. Nel 2017 infatti abbiamo conosciuto, anche alle nostre latitudini, la realtà della radicalizzazione, degli estremismi e abbiamo avuto modo di comprendere che la minaccia terroristica non è molto distante da noi ha rilevato il direttore del Dipartimento delle istituzioni. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi che ha sottolineato come la Polizia cantonale “ha risposto presente, ha dimostrato di lavorare bene e, senza voler “distribuire medaglie”, di essere veramente efficace nella salvaguardia della sicurezza del nostro territorio. Avete dimostrato ancora una volta, che il nostro Corpo può primeggiare a livello nazionale, senza nessun complesso di inferiorità”.

Esercito svizzero,  un libro per celebrare la storia della Brigata fanteria di montagna 9

Esercito svizzero, un libro per celebrare la storia della Brigata fanteria di montagna 9

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il Comandante della Brigata fanteria di montagna 9 Maurizio Dattrino hanno stilato oggi un bilancio finale dell’attività svolta dall’unica grande unità trilingue dell’Esercito svizzero, ricordandone la storia e soffermandosi sull’importanza degli investimenti militari per il Canton Ticino. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del libro commemorativo realizzato in occasione dello scioglimento ufficiale della grande unità militare che avverrà all’ultimo rapporto di venerdì 15 dicembre.

Il volume commemorativo pubblicato in concomitanza con la fine della Brigata fanteria di montagna 9 è stato presentato oggi – durante una conferenza stampa organizzata a Palazzo delle Orsoline – dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi insieme al Brigadiere Maurizio Dattrino e al Colonnello SMG Luca Filippini.

Il Consigliere di Stato ha colto l’occasione per ricordare gli sforzi intrapresi in passato dal Cantone per mantenere un’importante presenza militare, in particolare attraverso i continui contatti con il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport. Grazie a questa proficua collaborazione con le autorità federali, il Ticino – a differenza di altri Cantoni – è riuscito a salvaguardare oltre 750 posti di lavoro qualificati. La presenza dell’Esercito sul nostro territorio garantirà inoltre nei prossimi anni investimenti cospicui – nell’ordine di quasi 200 milioni di franchi – per interventi e sviluppi delle infrastrutture presenti sul nostro territorio: dal nuovo Centro logistico e deposito dei veicoli sul Monte Ceneri, al risanamento delle caserme di Isone e Airolo. Norman Gobbi ha infine riaffermato la costante attenzione del Governo ticinese per la promozione della lingua italiana nell’Esercito, secondo lo spirito federalista che è alla base del sistema democratico elvetico.

Il Comandante Maurizio Dattrino ha in seguito ripercorso la storia della Brigata Fanteria di Montagna 9, ricordando alcuni fatti salienti che ne hanno caratterizzato l’attività e proponendo alcune considerazioni sul futuro di soldati e battaglioni, che saranno integrati nelle altre grandi unità. Il Colonnello SMG Luca Filippini ha infine presentato al pubblico il libro nel quale sono state raccolte testimonianze e materiale che contribuiranno a tenere viva la memoria della grande unità militare.

 

https://www.rsi.ch/play/tv/il-quotidiano/video/13-12-2017-il-libro-della-brigata?id=9900838

Mafia: il Ticino al fronte nella lotta alle organizzazioni criminali

Mafia: il Ticino al fronte nella lotta alle organizzazioni criminali

Articolo apparso nell’edizione di domenica 10 dicembre de Il Mattino

 

“l’importanza del dialogo continuo tra le autorità cantonali e quelle federali”

Nel momento congiunturale che stiamo vivendo, il rischio di infiltrazioni a carattere mafioso nel nostro Cantone è accresciuto e reale. È quanto emerge dalle comunicazioni che ricevo dai miei servizi, che parlano di costanti tentativi da parte di pregiudicati di  raggiungere la Svizzera e spesso il Ticino. Il fenomeno mafioso è particolarmente pericoloso per la struttura organizzativa e la sua presenza causa spesso la diffusione di una cultura dell’omertà. È dunque fondamentale tenere alta la guardia e assicurare il massimo impegno nel mantenimento della sicurezza su tutto il territorio cantonale.

Lavoro di squadra indispensabile

Per combattere insidie generate dalle organizzazioni criminali è indispensabile unire le forze e garantire uno scambio di informazioni regolare. Occorre prestare attenzione a tutte le situazioni dubbie o sospette. È vitale avvertire subito le autorità competenti nel caso si vedessero situazioni anomale, così da poter predisporre un’azione efficace nella lotta al crimine organizzato che – grazie ai suoi subdoli metodi – si sta espandendo a livello internazionale.

Il Dipartimento delle istituzioni non si è certamente fatto cogliere di sorpresa dall’aumento di reati legati alle organizzazioni criminali. Con la collaborazione dei vari servizi amministrativi, sono state introdotte misure incisive. Sono state inoltre intensificate le collaborazioni con gli altri Cantoni con lo scambio di informazioni o con la stipulazione di accordi – d’intesa con il Dipartimento federale di giustizia e polizia – che prevedono pure una proficua e stretta attività di collaborazione con le autorità italiane.

Il sistema federalista risponde positivamente

Nel corso di quest’anno ho avuto modo d’incontrare il Procuratore generale della Confederazione Michael Lauber proprio su questo tema, e di recente il Consigliere di Stato grigionese Christian Rathgeb, quest’ultimo confrontato con il crescente problema delle società fittizie o chiamate “ società bucalettere”. Grazie alla collaborazione tra i rispettivi servizi di polizia e immigrazione – auspicato dal sottoscritto già nel corso del 2015 – riusciremo a contrastare questo fenomeno.

Il Ticino, per fronteggiare il problema, si è munito di una serie di misure che si stanno rivelando estremamente utili. Ricordo che con l’introduzione della misura del casellario giudiziale, da me fortemente voluto per la tutela della nostra sicurezza, parecchie persone che hanno commesso dei crimini si sono già viste negare l’entrata sul nostro territorio. Con la riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione, tutti i collaboratori prima di rilasciare o di rinnovare un permesso di soggiorno o di lavoro sono tenuti a compiere dei controlli per individuare pendenze giudiziarie o con l’autorità di polizia. A questa misura aggiungo che tra le priorità del settore esecuzione e fallimenti è stata rafforzata la segnalazione alle autorità penali di eventuali fallimenti sospetti.

Benché molte competenze siano state centralizzate a Berna, le autorità di perseguimento penale federali e il Servizio delle attività informative della Confederazione collaborano infatti a stretto contatto con il Ministero pubblico ticinese e la Polizia cantonale e i procuratori federali sono regolarmente presenti sul nostro territorio. Nel nostro Cantone, i servizi specialistici di Polizia hanno il compito di mantenere i contatti con Fedpol e di monitorare gli eventi legati alle organizzazioni di stampo mafioso.

Con i servizi del mio Dipartimento continuerò ad impegnarmi su questo importante tema, dando riscontro alla voce dei Ticinesi che – come il sottoscritto – ambiscono vivere la quotidianità confortati da un sentimento di sicurezza. Non dobbiamo infatti dimenticare che un’economia sana e preservata da infiltrazioni mafiose è una ricchezza per tutti noi.

 

Pecunia non olet. Il volto oscuro dei crimini economici

Pecunia non olet. Il volto oscuro dei crimini economici

Intervento a Millevoci di giovedì 7 dicembre 2017.

(dal sito web www.rsi.ch)
I crimini economico-finanziari e in particolare le truffe, sono un tema molto tecnico, complesso e poco affrontato, che ha però, non solo nel canton Ticino, ripercussioni economiche e sociali gravi. Un fenomeno reale e in continua crescita, che ogni anno si concretizza in decine e decine di milioni di franchi truffati.

Un reportage/inchiesta realizzato da Elizabeth Camozzi, esplora e analizza l’argomento e mette a confronto le opinioni e le esperienze di Fabio Tasso, Commissario Capo della Sezione Reati Finanziari della Polizia cantonale, Fiorenza Bergomi, Procuratore Capo presso il Ministero Pubblico cantonale e Paolo Bernasconi, avvocato e tra i massimi esperti sul tema). A partire da queste testimonianze, Millevoci approfondisce i punti salienti per capire quali siano le ripercussioni economico-sociali delle truffe e in che modo l’Autorità competente (Polizia, Procura e Politica) intenda intervenire per prevenire un ulteriore incremento di questi reati.

Ospiti:
Fabio Tasso, Commissario Capo della Sezione REF
Norman Gobbi, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino dal 2011

https://tp.srgssr.ch/p/rsi/inline?urn=urn:rsi:audio:9876667

Polizia delle Tre Valli: il Governo formalizza la nuova struttura

Polizia delle Tre Valli: il Governo formalizza la nuova struttura

Nella scorsa seduta il Consiglio di Stato ha formalizzato la creazione della nuova Polizia regionale delle Tre Valli che sarà operativa a partire dall’inizio del 2018 nei Distretti di Riviera, Blenio e Leventina.
Si tratta di un progetto pilota che nasce dagli attuali posti misti di Biasca e Faido; la soluzione permette di ovviare al problema che toccava alcuni Comuni della regione per i quali – alla scadenza dei termini indicati dalla Legge cantonale sulla collaborazione tra polizie – non era ancora stata siglata una convenzione con il Comune-Polo di Biasca.

Nell’ultima seduta il Governo ha approvato il completamento dell’assetto di polizia comunale di quella che – a livello di sicurezza cantonale – viene definita “Regione VIII” e che comprende i Distretti di Riviera, Blenio e Leventina come previsto dalla legge sulla collaborazione tra la Polizia cantonale e le Polizie comunali. La nuova struttura di polizia regionale, che è uno sviluppo degli attuali posti misti di polizia di Biasca e Faido, rappresenta una soluzione vantaggiosa per tutta la regione, e presenta alcune novità rispetto a quanto è stato attuato nelle altre regioni di polizia: per questa ragione, viene considerata un progetto pilota.

In questo senso, per trovare una soluzione alla mancanza delle necessarie convenzioni di polizia tra il Comune-Polo di Biasca e i Comuni della regione, il Cantone ha siglato un accordo con il Comune di Biasca che ha dato luce verde alla creazione della nuova Polizia regionale delle Tre Valli. Il Dipartimento delle istituzioni ha pertanto elaborato alcune disposizioni ad hoc applicabili alla collaborazione in ambito di polizia comunale all’interno del territorio regionale.

In particolare è previsto che gli agenti delle polizie comunali presenti nei posti di Biasca e Faido potranno operare su tutto il territorio del comprensorio ottimizzando il personale in servizio nella Regione VIII. I Comuni della regione dovranno pertanto partecipare ai costi – in modo retroattivo a partire dal 1 gennaio 2017 – versando al Comune-Polo di Biasca l’importo calcolato in proporzione al numero di abitanti dei singoli comuni. La nuova Polizia regionale dipende operativamente dalla Polizia cantonale dalla quale dipenderanno anche gli agenti delle comunali.

Infine, si rammenta che accanto alla nuova struttura sarà anche costituita una Commissione consultiva intercomunale che avrà il compito di discutere e aggiornare costantemente le esigenze del comparto in materia di sicurezza e di farsi anche interprete dei bisogni e delle necessità dei rispettivi territori.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni del 14 novembre 2017

 

Nominato il nuovo responsabile dell’Ufficio del registro fondiario federale

Nominato il nuovo responsabile dell’Ufficio del registro fondiario federale

Nella seduta di ieri, il Consiglio di Stato ha nominato il Signor Valerio Salvi quale Capo dell’Ufficio del registro fondiario federale della Divisione della giustizia. Una nomina che s’inserisce nella riorganizzazione generale del Settore del registro fondiario e di commercio, approvata dal Consiglio di Stato lo scorso luglio.

Attinente di Blenio e domiciliato a Gambarogno, il Signor Valerio Salvi ricopre attualmente la funzione di Caposervizio presso l’Ufficio del registro fondiario federale. Classe 1963, coniugato e padre di 2 figli, ha conseguito l’attestato federale di capacità quale impiegato di commercio. A livello professionale, dopo aver svolto un’esperienza in ambito bancario, nel 1996 è entrato alle dipendenze dell’Amministrazione cantonale, nella quale ha operato all’interno dell’Ufficio del registro fondiario e della Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni.

In veste di Capoufficio, il Signor Valerio Salvi – che negli ultimi mesi ha già assicurato ad interim la direzione dell’Ufficio – condurrà l’attività dell’Ufficio del registro fondiario federale, che consiste principalmente nell’introduzione del registro fondiario federale, ossia il passaggio dal registro fondiario provvisorio (retto dalla legislazione cantonale), al registro fondiario definitivo (retto dal diritto federale e con pieno effetto di pubblica fede). Un’importante attività di cui beneficiano direttamente in particolare i Comuni. Nello specifico, ad oggi su 115 Comuni ticinesi 87 dispongono dell’intero territorio in regime di registro fondiario federale e 25 con parte del territorio. Per 3 Comuni interi e 41 parti di Comuni nei prossimi anni dovrà quindi essere completato il registro fondiario definitivo.

La nomina odierna s’inserisce nella riorganizzazione generale del Settore del registro fondiario e di commercio, oggetto di un recente messaggio governativo attualmente al vaglio del Parlamento (cfr. Messaggio n. 7372). Una riorganizzazione che prevede la creazione della Sezione dei registri, alla quale sarà subordinato l’Ufficio del registro fondiario federale, unitamente agli Uffici dei registri e all’Ufficio del registro di commercio.

Il Governo coglie dunque l’occasione per formulare al Signor Valerio Salvi i migliori auguri per questa nuova sfida professionale in seno all’Amministrazione cantonale.