Carceri al limite della capacità, Laffranchini: “personale sollecitato oltremisura”

Carceri al limite della capacità, Laffranchini: “personale sollecitato oltremisura”

I dati pubblicati dall’Ufficio di Statistica mostrano un aumento delle persone incarcerate in Svizzera rispetto al 2023, con un’occupazione che – a livello svizzero – sfiora il 95%. Cifre preoccupanti, per cui si si sta muovendo su più fronti – anche in Ticino. Laffranchini: “Ci stiamo adoperando per aumentare parzialmente i posti presso il carcere penale mediante la posa di quattro container”.

A fine gennaio 2024 erano 6’881 le persone detenute in Svizzera. Un dato in aumento del 7% rispetto a un anno fa, in linea con i numeri del 2019 e 2020 ma con un tasso di occupazione del 94,9%, mai così alto dal 2014. Per capire se lo scenario – dipinto dall’Ufficio federale di statistica – sia preoccupante, ne abbiamo parlato con il Direttore delle Strutture carcerarie ticinesi Stefano Laffranchini. “Certamente ci preoccupa e non ha mancato di preoccuparci soprattutto nell’ultimo anno, dove abbiamo vissuto una situazione al limite delle capacità delle strutture carcerarie non solo per qualche mese, ma praticamente per 12  mesi consecutivi”, ha spiegato a Ticinonews. “Questa situazione, oltre a preoccuparci, ha anche sollecitato oltremisura il personale, la cui missione è quella di dedicare energia e sforzi in favore del percorso di risocializzazione delle persone detenute”.

Occupazione che ha toccato il 102.4%
Nel cosiddetto concordato latino, che include il Canton Ticino, l’occupazione era già alta, e ha superato anche il 100%, assestandosi al 102,4%. “Fino a un mese fa”, ha continuato i direttore, “eravamo sopra il 100% e per far fronte a questa situazione abbiamo dovuto pensare a delle soluzioni per riuscire a collocare in modo dignitoso le persone che ci venivano affidate. Bisogna dire che grazie a uno sforzo congiunto con la Polizia cantonale siamo sempre riusciti a trovare una sistemazione. Da un mese a questa parte, fortunatamente, si sta assistendo a un lieve calo dei detenuti e questo ci fa ben sperare per il futuro, anche in ottica della ristrutturazione di parte del carcere penale da dedicare alla carcerazione femminile”.

L’arrivo dei container
Oggi ci sono 70 detenuti alla Farera, che ne può ospitare 88 e che qualche mese fa ne aveva addirittura 93. Presso La Stampa sono invece 146 su 151. Insomma, il limite resta vicino, e per questo arriveranno a breve nuovi spazi. “Nell’ultimo mese, come detto, va meglio, ed è proprio in questi momenti che ci si deve dedicare alla ricercare di nuove misure a medio-lungo termine. In questo senso ci stiamo adoperando per aumentare parzialmente i posti presso il carcere penale mediante la posa di quattro container che ci permettono di estendere la capienza. Naturalmente sono container certificati che non faranno mancare nulla in termine di sicurezza e comfort alle persone detenute”. Un progetto definito prioritario, con le quattro celle che il direttore auspica possano ospitare i primi detenuti a inizio 2025. Un’idea valutata anche da altri Cantoni e che – insieme alla nuova sezione femminile, ai nuovi agenti, e a nuove celle presso l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale per chi manifesta problemi psichici – potranno traghettare la vetusta Stampa nei suoi compiti, almeno finché non potrà cedere il testimone a una nuova struttura.

https://www.ticinonews.ch/ticino/carceri-al-limite-della-capacita-laffranchini-personale-sollecitato-oltremisura-394056

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Strutture carcerarie, cala la pressione

I DATI / Nell’ultimo mese il numero di detenuti in Ticino è sceso – Cifre in controtendenza nel resto del Paese

Buone notizie dalle strutture carcerarie ticinesi. Dopo un anno da tutto esaurito, nell’ultimo mese il tasso di occupazione è sceso. «Non sappiamo quanto durerà», premette il direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini, «ma perlomeno possiamo tirare un po’ il fiato dopo un periodo molto intenso». Attualmente, infatti, nel carcere giudiziario della Farera i posti occupati sono 70 su 88, mentre in quello penale della Stampa risultano piene 146 celle su 151. Nella sezione aperta dello Stampino, invece, i detenuti sono 32 su 45 posti. Numeri, questi, che non si vedevano da parecchi mesi. «La situazione di sovraffollamento si è protratta a lungo», dice Laffranchini. E questo, spiega, a causa di serie di fattori: «Le inchieste per droga hanno portato a un numero crescente di incarcerazioni, insieme a una grossa inchiesta per truffa che ha fatto finire in manette 15-20 persone contemporaneamente. A ciò si sono aggiunti poi tutti i problemi che derivano dalla migrazione e che hanno portato a un incremento del numero di detenuti ». Ora, dicevamo, sembra andare meglio, anche grazie alle misure messe in campo. Correttivi che hanno permesso di alleggerire il carico di lavoro degli agenti di custodia. «In primis – ricorda Laffranchini – è stata affidato a una società esterna il controllo degli accessi al Palazzo di Giustizia a Lugano, in modo da poter recuperare più personale da destinare alle carceri. In seconda battuta, si è deciso di esternalizzare anche la ronda esterna al carcere, permettendoci di recuperare tre unità».

In arrivo quattro container
Per guadagnare spazio, inoltre, presto arriveranno in Ticino quattro container che ospiteranno altrettanti detenuti. «Verranno posati alla Stampa e saranno in grado di garantire tutti gli standard di sicurezza e di comfort. A corto termine serviranno come valvola di sfogo in caso di sovraffollamento, ma soprattutto saranno utili in vista della creazione della sezione femminile, per realizzare la quale dovremo liberare un intero piano della Stampa». Idealmente, i lavori dovrebbero iniziare a settembre. «Ma per riuscire a partire dobbiamo anche sperare che i numeri dei detenuti continuino a scendere». Oltre allo spazio, tuttavia, servirà anche più personale. «Al concorso per reclutare nuovi agenti di custodia si sono presentati in cento, dopo una prima scrematura possiamo contare su 65 profili. Confidiamo di poter arrivare alle 15 unità che ci servono».

La situazione in Svizzera
Detto del Ticino, allargando invece lo sguardo al resto della Svizzera la situazione non appare migliore. Stando ai dati dell’Ufficio federale di statistica, il 31 gennaio si contavano 6.881 persone detenute, pari al 7% in più rispetto all’anno precedente. Il tasso di occupazione degli istituti penitenziari era del 94,9% e rappresenta il livello più alto dal 2014. Rispetto al 2023, osserva ancora l’UST, l’aumento del tasso di occupazione è stato maggiore nei due Concordati di lingua tedesca rispetto al Concordato latino. 

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 30 aprile 2024 del Corriere del Ticino

“I Giochi ci aspettano ma cerchiamo di non pensarci troppo”

“I Giochi ci aspettano ma cerchiamo di non pensarci troppo”

Alla DS Lena Bickel e Jason Solari hanno parlato dell’avvicinamento a Parigi

Mancano meno di 90 giorni alle Olimpiadi di Parigi, e l’attesa sale per quanto sapranno fare gli atleti elvetici e in particolare i rappresentanti della Svizzera italiana. Due di questi, Lena Bickel e Jason Solari, erano presenti negli studi della Domenica Sportiva per parlare dei loro sogni, delle loro aspettative e della loro preparazione in vista dei Giochi: “Ci pensiamo ma non ci sembra ancora vero. Cerchiamo però di fare in maniera che non sia un assillo, preparandoci come sempre”.

“Dopo i Mondiali sapevo di dovermi fermare per curare i problemi fisici che avevo da diverso tempo. La pausa è durata più del previsto ma adesso riesco ad allenarmi regolarmente”
Lena Bickel

La 19enne ginnasta inquadra così la sua prima Olimpiade: “È un sogno ma anche un obiettivo: spero sia un trampolino di lancio per la mia carriera. Sono felice che potrò partecipare alla cerimonia d’apertura”, ha detto prima di descrivere la sua giornata tipo: “Mi sveglio verso le 08h00, poi vado a fisioterapia. Alle 11h00 inizia l’allenamento, la pausa pranzo dura dalle 13h00 fino alle 15h00, poi continuo fino alle 18h00 o le 19h00 a seconda delle giornate”. Su cosa sia più importante in una gara di ginnastica artistica la momò ha le idee chiare: “La testa gioca un ruolo importante, ma la tecnica non si smette mai di affinarla nel nostro sport”.

“La cosa più difficile da allenare è il controllo della pulsazione. La tecnica una volta che ce l’hai non la perdi, è come andare in bicicletta”
Jason Solari

Il 24enne tiratore non si nasconde, e mira in alto: “Vorrei una bella medaglia. Cercherò di fare il meglio che si può e poi si vedrà. Noi siamo a Châteauroux, a 300km da Parigi, sentirò meno l’atmosfera”. La sua giornata si divide tra lavoro e sport: “Mi sveglio alle 07h00, poi alle 07h30 vado a lavorare come metalcostruttore. Torno a casa a pranzare e poi vado a Faido ad allenarmi per 3 ore, 3 ore e mezza. Si spara, si discute con l’allenatore, si esercitano altri aspetti, e si svolgono alcuni esercizi in palestra”.

https://www.rsi.ch/sport/altri/%E2%80%9CI-Giochi-ci-aspettano-ma-cerchiamo-di-non-pensarci-troppo%E2%80%9D–2134868.html?wt_mc=shared.social.whatsapp.rsi.sport.newslettersport.sportwa

Nuova linfa per le strutture carcerarie del Cantone

Nuova linfa per le strutture carcerarie del Cantone

Nove nuovi agenti di custodia – Gobbi: “Esteso l’uso del “braccialetto”

La sorveglianza elettronica può essere considerata una forma di esecuzione della pena, se la parte da eseguire di una pena detentiva con la condizionale parziale (ossia quella da scontare effettivamente) non supera i 12 mesi. Sino a oggi la sorveglianza elettronica era ammessa solo se la pena detentiva complessiva non superava un anno. “Si tratta di un’estensione della possibilità di far eseguire una pena attraverso l’uso del cosiddetto “braccialetto elettronico”. In questo senso – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbiil Tribunale federale ha voluto allineare la prassi sulla sorveglianza elettronica a quella relativa alla semiprigionia. Perché è importante questa decisione della nostra massima Corte che va a modificare la giurisprudenza in materia? Perché le nostre autorità preposte all’esecuzione delle pene potranno intervenire con una misura supplementare, per le pene brevi da scontare, senza ricorrere al carcere. In un momento in cui il tema del sovraffollamento dei penitenziari tocca tutti i Cantoni della Svizzera tale facoltà permetterà in futuro almeno un minimo alleggerimento. Occorre comunque tener conto che per poter concedere l’applicazione di una misura come l’electronic monitoring o la semiprigionia ci sono diversi requisiti che l’autorità deve verificare, tra cui l’assenza del rischio di fuga o di recidiva”, sottolinea il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Il tema del sovraffollamento delle Strutture carcerarie cantonali (SCC) ha occupato e preoccupato il Dipartimento delle istituzioni e per esso la Divisione della giustizia e la Direzione della SCC negli ultimi mesi. “Abbiamo potuto introdurre alcune puntuali misure anche nell’ottica di sgravare leggermente il grosso carico di lavoro richiesto alle collaboratrici e ai collaboratori del penitenziario. Nel frattempo, sabato scorso, si è svolta a Manno la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla costituzione e alle leggi di tre nuove agenti di custodia donne e sei nuovi agenti di custodia. Potranno portare nuova linfa all’interno dell’organizzazione. E saluto con molto piacere il loro inizio lavorativo. In quell’occasione ho potuto constatare sia dalle e dai nuovi agenti, sia dai loro colleghi già attivi e presenti a Manno uno spirito positivo e un forte senso di unità e solidarietà sul lavoro. E questo, come detto, nonostante i ritmi siano particolarmente intensi. Questo atteggiamento collaborativo è premessa indispensabile per un lavoro improntato alla sorveglianza, ma pure al reinserimento delle detenute e dei detenuti”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 28 aprile 2024 de Il Mattino della domenica

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà per i nuovi agenti di custodia

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà per i nuovi agenti di custodia

Comunicato stampa

Si è svolta sabato pomeriggio, 20 aprile 2024, presso la Sala Aragonite di Manno, la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi delle nuove e dei nuovi agenti di custodia attivi presso le Strutture Carcerari Cantonali (SCC). All’importante appuntamento istituzionale hanno portato il loro saluto il Consigliere di Stato, Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti, il Direttore delle SCC, Stefano Laffranchini-Deltorchio e il sindaco di Manno Giorgio Rossi, a nome dell’Autorità comunale che ha ospitato la cerimonia.  

Sono 9 in totale le/i nuove/i agenti che hanno terminato con successo la loro formazione teorica e pratica, durata 8 mesi, presso la Scuola per Agenti di Custodia delle Strutture Carcerarie Cantonali. Tre donne e sei uomini, che hanno preso parte alla suggestiva e solenne cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi, sabato pomeriggio: un vero e proprio rito di “passaggio istituzionale”, dalla fase della formazione a quella dell’autonomia e della responsabilità, dalla condivisione ideale e teorica dei valori del Corpo alla loro difesa nel lavoro quotidiano.

Dopo il saluto e le congratulazioni alle/ai neo agenti del Sindaco di Manno, Giorgio Rossi, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, nel suo intervento, ha evidenziato l’importanza del ruolo degli agenti di custodia, spesso invisibile agli occhi dei cittadini. Il Dipartimento si sta concretamente impegnando per far conoscere la professione, evidenziando la varietà delle attività che si svolgono nelle Strutture carcerarie e nelle quali si può crescere professionalmente, assumendo importanti funzioni di specializzazione e conduzione. Un altro tema rilevante evidenziato è quello della sovraoccupazione delle Strutture carcerarie, fenomeno che oltre al Ticino tocca in generale la Svizzera. In questo senso il Consiglio di Stato, il Dipartimento con la Divisione della giustizia, la Polizia, la Magistratura e la Direzione delle Strutture carcerarie hanno preso una serie di misure per sostenere il personale.

La Direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti, ha dal canto suo ricordato il significato non solo simbolico della Dichiarazione di fedeltà e quanto Istituzioni e Collettività richiedono a chi esercita la funzione di agente di custodia, nel rispetto delle norme morali e legali vigenti che toccano anche la dignità e il rispetto delle persone in stato di detenzione.

Il Direttore delle SCC, Stefano Laffranchini-Deltorchio, ha infine sottolineato l’importanza del percorso di risocializzazione dei detenuti a cui le/gli agenti di custodia partecipano quotidianamente, evidenziando pure quanto le/gli agenti di custodia debbano essere fieri e orgogliosi della divisa che portano.

La cerimonia, cui hanno partecipato rappresentanti delle Autorità politiche, giudiziarie, di polizia ed ecclesiastiche cantonali e numerosi famigliari, è stata resa ancor più solenne dall’accompagnamento della Musica militare ticinese (MMT).

Christian Vitta è il nuovo Presidente del Consiglio di Stato

Christian Vitta è il nuovo Presidente del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Nel corso della seduta odierna, il Consiglio di Stato ha proceduto al tradizionale cambio di Presidenza. Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha assunto la carica, per il secondo anno della Legislatura 2023-2027, succedendo al Consigliere di Stato Raffaele De Rosa. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha invece assunto la carica di Vicepresidente.    

Poche risorse, l’allarme della magistratura ticinese

Poche risorse, l’allarme della magistratura ticinese

Manca personale e le infrastrutture sono inadeguate, mentre le cause e gli incarti aumentano. La magistratura ticinese è efficiente, ma non mancano campanelli d’allarme nel rendiconto annuale 2023 del Consiglio della magistratura.

Carenze di personale, problematiche logistiche e una grande mole di cause: sono questi in estrema sintesi i principali problemi che affliggono la giustizia ticinese. È quanto emerge dal rendiconto annuale per il 2023 realizzato dal Consiglio della magistratura, presieduto da Damiano Stefani che Ticinonews ha incontrato: “Quello che preoccupa a livello generalizzato è il fatto che ci si trova a lavorare con degli organici di personale sempre al limite e in certi casi insufficienti. Oramai è inevitabile nella situazione economica del Cantone e difficile anche reclamare oltre al minimo indispensabile”.

“La giustizia lavora bene”
Il giudice ha comunque sottolineato nel rendiconto i punti positivi, ribadendo come i 121 magistrati ordinari insieme a cancellieri, segretari e giuristi, abbiano operato con efficacia, concludendo quasi 48’000 incarti, un numero definito considerevole. “Dalle analisi che abbiamo fatto emerge che la giustizia lavora bene e non ci sono particolari critiche per la contingenza con la quale ci troviamo ad operare”, afferma Stefani.

In difficoltà la pretura penale e la CARP
Per il futuro c’è però qualche preoccupazione, perché i problemi si riverberano su più livelli, oltre a quelli già noti del Ministero pubblico, la Pretura penale si trova in una situazione critica e anche l’equilibrio della Corte penale dei reclami viene definito “precario”. “Ci sono due strutture che hanno assolutamente bisogno di essere supportate con del personale, e sono la Pretura penale e la Corte d’appello penale (CARP) – conferma Stefani -. Perché sono stati rafforzati tutti i gradi inferiori e gli incarti rischiano di intasarsi a quei livelli. Si tratta di due strutture che sono ancora nella stessa formazione iniziale quando gli incarti che arrivavano erano quasi la metà di quelli attuali”.

Gli incarti e la logistica
L’organico insufficiente è uno dei problemi principale, ma anche la nomina dei procuratori pubblici che con le regole di ripartizione dei posti in base all’appartenenza partitica complica le cose, vicenda su cui comunque si sta chinando la politica e che si auspica possa sbloccarsi a breve. Gli incarti sono anche sempre più complicati e per i noti problemi logistici non c’è ancora una soluzione. “Le questioni logistiche, che non sono ideali, non aiutano, ma oramai ci si abitua a lavorare in qualsiasi struttura”, dichiara Stefani. “È chiaro che prima o poi bisognerà intervenire. Ad esempio il Palazzo di giustizia di Lugano oggettivamente non è più adeguato, sia per questioni di spazi per tutto il personale, sia per questioni edilizie”.

“La velocità della giustizia non sarà più idilliaca”
I fronti aperti sono tanti e bisogna muoversi al più presto per evitare conseguenze su efficienza e qualità: “Se non sarà possibile risolvere le contingenze bisogna accettare che la velocità della giustizia non sarà più quella idilliaca di una volta, ma un po’ più lenta”, afferma il giudice. “Comunque è sempre giustizia e i magistrati lavorano bene e forniscono delle decisioni all’altezza del loro ruolo e di quello che ci si aspetta, anche perché pochissime decisioni vengono ribaltate in un secondo grado di giudizio o al Tribunale federale”, conclude Stefani.

“I problemi ci sono, ma la giustizia è in salute”
Per capire quali possano essere i prossimi passi a livello politico per migliorare la situazione dei prossimi anni della giustizia ticinese Ticinonews ha raggiunto il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi. “Non sono preoccupato proprio perché non è il Dipartimento delle istituzioni o il Consiglio di Stato a prenderne atto, ma è il Consiglio della magistratura che dice che la giustizia ticinese è comunque in salute”, dichiara ai microfoni di Ticinonews il consigliere di Stato. “Anche se ci sono puntualmente dei problemi di carattere organizzativo e di funzionamento questi non incidono sul grosso lavoro che i magistrati garantiscono a favore dei cittadini e delle aziende del nostro territorio”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/poche-risorse-lallarme-della-magistratura-ticinese-393766

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La Divisione non ci sta: «Non siamo rimasti fermi»

Dopo le critiche e i problemi esposti nel rapporto del Consiglio della Magistratura, la direttrice Frida Andreotti prende posizione – «Dobbiamo parlarci di più, spesso veniamo a conoscenza solo tardivamente delle situazioni di difficoltà» – Un mandato di prestazione? «Meglio i modelli di altri Cantoni»

Il rapporto del Consiglio della Magistratura ha fatto discutere non poco. Da un lato, la Giustizia ticinese ha sollevato problemi che si trascinano da anni, come quelli legati alla logistica, all’organico e al sistema di nomina dei procuratori pubblici. Inoltre, più in generale, il Consiglio della Magistratura ha lamentato il fatto di non essere ascoltato dalla controparte politica. Dall’altro, e questo è un tema recente, l’organo di vigilanza ha messo sul tavolo una maggiore autonomia finanziaria. La soluzione ipotizzata? Un mandato di prestazione quadriennale, sul modello di quello adottato per l’Università della Svizzera italiana. Il documento, dicevamo, non è passato inosservato. Anche a livello di Dipartimento delle istituzioni. Abbiamo dunque chiesto il parere di Frida Andreotti, a capo della Divisione della giustizia.

«Quando veniamo interpellati in particolare sulle questioni legate al personale le soluzioni riusciamo a trovarle», commenta. Ma il punto è proprio questo: «Spesso e volentieri non veniamo messi a conoscenza dei problemi, oppure ci vengono segnalati tardivamente. In questo senso, spetta anche al Consiglio della Magistratura fare un passo nella nostra direzione a livello di comunicazione ». Insomma, secondo Andreotti bisogna parlarsi di più. Solo così, infatti, si può intervenire. Per quanto riguarda gli appelli inascoltati, Andreotti non ci sta e rimanda le critiche al mittente: «Il Consiglio di Stato ha appena nominato quattro pretori supplenti per garantire il buon funzionamento di quattro autorità giudiziarie ». Secondo la dirigente non si può quindi parlare di immobilismo o inazione. Tuttavia, nel documento, nel capitolo dedicato agli eccessivi carichi di lavoro, venivano citati espressamente «affaticamento, lavoro a qualsiasi ora e pensieri notturni che impediscono il sonno». Di troppo lavoro, insomma, ci si può anche ammalare. «Non ci sono stati segnalati casi di burnout», risponde a questo proposito Andreotti. «Siamo venuti a conoscenza per via indiretta di un magistrato in difficoltà e ci siamo attivati immediatamente per sostenerlo e organizzare una sostituzione ».

Logistica, i tempi sono lunghi
Pure sull’aspetto logistico, fortemente criticato nel rapporto della Magistratura, i pareri sono divergenti. Ancora Andreotti: «Il 9 giugno andremo a votare sulla cittadella della giustizia con l’acquisto dello stabile EFG. Inoltre, sono stati avviati i lavori per il Pretorio di Bellinzona, mentre il Pretorio di Locarno è in fase di progettazione. È stata poi realizzata un’aula penale per la CARP a Giubiasco e sono in corso valutazioni per altre opzioni». Progetti che, come sottolinea ancora Andreotti, «richiedono tempi lunghi ». Perché non dipendono soltanto dalla volontà della Divisione della giustizia e del Dipartimento delle istituzioni.

Anche per quanto riguarda la riorganizzazione della Magistratura la politica sta cercando delle soluzioni. In particolare sul sistema di nomina dei pp. In questo senso, sul tavolo del Governo è arrivata una proposta di riforma che prevederebbe l’elezione da parte del Parlamento della direzione del Ministero pubblico, la quale poi avrebbe il compito di nominare gli altri magistrati. «I problemi sono stati recepiti e le proposte sono state fatte», sottolinea Andreotti. Più complesso invece il potenziamento della Giustizia. «Dobbiamo fare i conti con i limiti dell’attuale situazione finanziaria del Cantone. Limiti che toccano anche il settore della magistratura».

Importanti differenze
L’ultimo argomento è quello relativo all’autonomia finanziaria. Un tema definito dalla stessa Andreotti «attuale, benché di difficile attuazione sul corto termine». Questo perché, spiega ancora la dirigente, «il nostro sistema giudiziario è composto da Autorità giudiziarie di un centinaio di persone e altre di dimensione molto contenute, con esigenze molto diverse». L’ipotesi poi di un mandato di prestazione quadriennale non convince la Divisione: «Piuttosto, sarebbe meglio guardare al modello attuato da altri Cantoni e dalla Confederazione, con un coordinamento generale da parte della Magistratura stessa. Questo implica tuttavia una maggior responsabilizzazione del potere giudiziario in ambito logistico, informatico, finanziario, amministrativo, oggi coordinato in modo equilibrato e adeguato, d’intesa con i servizi cantonali», conclude Andreotti.

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi

Comunicato stampa

Oggi, 22 aprile 2024, il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha celebrato la dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi dei Pretori supplenti presso la Pretura della Giurisdizione di Leventina, avv. Valentina Lavagno e avv. Gabriele Fossati, e dei Pretori aggiunti supplenti presso le Preture delle Giurisdizioni di Mendrisio Nord e Mendrisio Sud, avv. Valentina Matteuzzi e avv. Michele Pinoli.

Il Consiglio di Stato ha approvato nel corso della scorsa settimana, dopo aver informato il Parlamento per il tramite dell’Ufficio presidenziale, due supplenze giusta l’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria presso la Pretura di Leventina e le Preture di Mendrisio Sud e di Mendrisio Nord. Le supplenze mirano a garantire il buon funzionamento delle Autorità giudiziarie interessate e sono state organizzate per il tramite della Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, d’intesa con i Pretori titolari e il Pretore viciniore, informato il Consiglio della Magistratura.

Pretura di Leventina
A contare dal 1° maggio l’avv. Valentina Lavagno, attualmente Procuratrice presso il Ministero pubblico della Confederazione, e l’avv. Gabriele Fossati, attualmente Segretario assessore presso la Pretura di Blenio assumeranno, nella misura del 50% ciascuno, la carica di Pretore supplente presso la Giurisdizione di Leventina e sostituiranno, a titolo temporaneo, il Pretore titolare Simone Quattropani, dimissionario, suddividendo le rispettive incombenze a livello di diritto civile e di diritto penale, fino all’entrata in carica del/la nuovo/a Pretore di Leventina che verrà nominato/a prossimamente dal Gran Consiglio. È la seconda volta che si procede a organizzare una supplenza presso la Pretura di Leventina suddividendo la funzione tra l’attività in ambito civile e quella in ambito penale.
L’avv. Lavagno, classe 1986,  ha conseguito nel 2010 il Master in diritto all’Università di Berna, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato del Canton Ticino nel 2013. È attiva presso il Ministero pubblico della Confederazione a Berna dal 2021 e ha già operato anni fa nella funzione di segretario assessore presso la Pretura di Leventina.
L’avv. Fossati, classe 1976, ha conseguito nel 2001 il Master in diritto all’Università di Berna, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato nel Canton Ticino nel 2004. È attivo presso la Pretura di Blenio dal 2012 ed ha già funto negli anni da Pretore supplente presso la Pretura di Blenio e di Valle Maggia.    

Preture di Mendrisio Nord e Mendrisio Sud
Sempre a contare dal 1° maggio prossimo l’avv. Valentina Matteuzzi e l’avv. Michele Pinoli, attuali Segretari assessori presso le Preture delle giurisdizioni rispettivamente di Mendrisio Sud e Nord assumeranno, nella misura del 50% ciascuno, la carica di Pretore aggiunto supplente presso le medesime Preture, sostituendo temporaneamente la Pretore aggiunta titolare Roberta Solcà, assente.
L’avv. Matteuzzi, classe 1982, ha conseguito nel 2009 il Master in diritto all’Università di Friburgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato del Canton Ticino nel 2011 ed è attiva quale segretaria assessore presso la Pretura di Mendrisio Sud dal 2020.
L’avv. Pinoli, classe 1988, ha conseguito il Master in diritto all’Università di Friborgo nel 2014 e il certificato di capacità di avvocato nel Canton Ticino nel 2017. È attivo quale segretario assessore presso la Pretura di Mendrisio Nord dal 2020.  
Alla cerimonia di giuramento celebrata dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, svoltasi a Bellinzona presso il Palazzo delle Orsoline, hanno preso parte il Presidente del Governo Raffaele De Rosa, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, il Presidente del Consiglio della Magistratura Damiano Stefani, i Pretori di Leventina Simone Quattropani, di Blenio Flavio Biaggi, di Mendrisio Nord Andrea Alberti e di Mendrisio Sud  Matteo Salvadé,  la Presidente della Pretura penale Elettra Orsetta Bernasconi Matti e la Pretore aggiunta di Mendrisio Nord e Sud Roberta Solcà.

“L’aviazione militare è un bene prezioso per il Ticino”

“L’aviazione militare è un bene prezioso per il Ticino”

Il CdS Norman Gobbi, tra storia, valore economico e strategico

Il Museo Militare Forte Mondascia di Biasca ha organizzato venerdì un incontro con i piloti militari ticinesi della Forze Aeree svizzere per dedicare loro ufficialmente – come “Testimonianza dei piloti ticinesi del passato, presente e futuro” – l’Ala Mirage III posata al cancello principale dell’entrata del Forte. Una cerimonia alla quale hanno partecipato il Capo delle Forze Aeree, il brigadiere Christian Oppliger, e in qualità di oratore a nome del Governo il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Lo abbiamo avvicinato al termine dell’incontro: “L’aviazione militare ha un legame forte e storico con il Ticino. In senso stretto l’aviazione nel nostro Cantone ebbe inizio il 12 aprile del 1912 con le gesta eroiche del pilota locarnese Enrico Cobioni. Dopo lo scoppio della Grande Guerra, nel 1915 venne creata l’aviazione militare e proprio in quell’anno venne attivato il campo d’aviazione militare di Claro, seguito nel 1920 da quello di Bellinzona. Grazie anche alle sue favorevoli condizioni meteorologiche il Ticino è da sempre accogliente per l’aviazione militare”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Locarno, Lodrino e Ambrì: nel corso degli anni furono questi i tre aeroporti militari attivi in Ticino. “Ad Ambrì sino al 1994 la pista è stata usata soprattutto durante i corsi di ripetizione. E con Ambrì ho un rapporto particolare perché vi trovò lavoro mio nonno Angelo, papà di mia mamma. Locarno e Lodrino oggi sono per il Cantone i punti di riferimento. L’aerodromo di Magadino è diventato la culla di tutti i piloti militari svizzeri con la scuola piloti. Oggi è una delle 5 Basi aeree permanenti rimaste in Svizzera. Un’infrastruttura che ha 200 posti di lavoro qualificati e per la quale negli ultimi 25 anni sono stati investiti ben 81 milioni di franchi. È a tutti evidente quindi l’importanza di questa infrastruttura, sia dal punto di vista strategico per il nostro esercito, sia per l’apporto che dà alla nostra economia”, sottolinea Norman Gobbi.

Lo stesso discorso vale anche per l’aeroporto di Lodrino che il 24 agosto festeggia il passaggio dalla Confederazione al Comune di Riviera. “Nel tempo Lodrino è diventato un grande datore di lavoro, soprattutto per la presenza industriale del gruppo RUAG con un’officina di tutto riguardo per gli apprendisti. Sull’aeroporto si sono installate diverse ditte private e in totale anche qui vi lavorano circa 200 persone. Con il passaggio al Comune di Riviera, il Cantone sostiene la creazione di un polo tecnologico ed ha contribuito al suo sviluppo con alcuni milioni di franchi. Anche questi dati confermano l’importanza di avere in Ticino una presenza di qualità dell’Esercito”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  

(Foto: www.mediathek.admin.ch)

 

Discorso pronunciato in occasione dell’evento “Testimonianza piloti militari Ticinesi del passato, presente e futuro”

Discorso pronunciato in occasione dell’evento “Testimonianza piloti militari Ticinesi del passato, presente e futuro”

Biasca, Forte Mondascia

– Fa stato il discorso orale –  

Gentili signore, egregi signori,
Sono passati esattamente 112 anni da quando, proprio nel corso del mese di aprile, Enrico Cobioni compì il primo volo in Ticino. Originario di Locarno, Cobioni compì l’impresa ai Saleggi di Locarno. Questo appena due anni dopo dal primo volo in Svizzera da parte di Ernst Failloubaz ad Avenches. Per noi quel 12 aprile del 1912 rappresenta storicamente l’inizio dell’era dell’aviazione nei cieli elvetici a Sud delle Alpi.  

Enrico Cobioni rese onore al Ticino conquistando diversi primati:

  • Percorse con il Caproni 146 km in 2 ore 4 minuti e 31 secondi, battendo il record mondiale di velocità per un aeroplano equipaggiato con un motore di solo 35 CV;  
  • batté il record italiano d’altezza, raggiungendo la quota di 1150 m in 15 minuti;
  • e di nuovo record mondiale di velocità su circuito chiuso sulle distanze di 250, 300 e 330 km.  

Purtroppo quell’anno fu anche il primo pilota civile ticinese a perdere la vita nel vivere la sua passione aviatoria; morì infatti durante una manifestazione a La Chaux-de-Fonds.  

Un rapporto stretto, direi indissolubile, quello che ha caratterizzato e caratterizza il nostro Cantone e molti suoi abitanti con il mondo del volo.  

L’impulso, il propulsore, – è indubbio – venne anche qui da noi dal settore militare. Dopo lo scoppio della prima Guerra mondiale, nel 1915 venne infatti creata l’aviazione militare. Con il brevetto Nr 85, Ulisse Roffi divenne il primo pilota militare ticinese e il 106° pilota civile Svizzero.  

Il Ticino, anche per le condizioni climatiche, è sempre stato accogliente per l’aviazione militare e già nel 1915 era attivo il campo d’aviazione militare di Claro, seguito nel 1920 da quello di Bellinzona.   

La storia dell’aviazione ticinese ci consegna purtroppo anche tragedie. Come ha già avuto modo di ricordare il brigadiere Oppliger, purtroppo nel 1938 in occasione dell’inaugurazione del campo di Lugano-Agno, la formazione di 5 aerei della Cp av 10 – al Comando del Cap Decio Bacilieri – nel suo sorvolo verso il sud delle Alpi precipitò nella Muotatal. Quattro aerei andarono persi provocando la morte di 7 tra piloti ed osservatori (di cui 5 ticinesi). Quel tristissimo avvenimento colpì profondamente i Ticinesi e in ricordo di quel tragico evento Waldis Keller scrisse la canzone “Voglio volare”, chiamata anche “La canzone dell’aviatore”, che divenne poi l’inno dei piloti militari Svizzeri.  

Con l’avvento della seconda Guerra Mondiale, l’aviazione militare svizzera questa volta era preparata: tra il 1939 e il 1940 aveva infatti “sfornato” 127 piloti militari, ma soprattutto in Ticino si costruirono diversi aeroporti:

  • Locarno parte militare attiva con 2 Me-109 di picchetto dall’estate 1940;
  • Lodrino pronto dal 1941;
  • ed Ambrì nel 1943 con la pista in duro e caverna. Quell’anno anche a Lodrino venne consolidata la pista.      

Questi aeroporti portarono posti di lavoro benvenuti allora come oggi.  

Con l’aerodromo di Ambrì – usato soprattutto durante i corsi di ripetizione fino al 1994 – ho un rapporto affettivo speciale, perché vi trovò impiego mio nonno da parte materna. E saluto con piacere Max German che fu l’ultimo direttore dell’aerodromo di Ambrì, oggi presente con noi.  

L’aeroporto di Locarno, poi, è diventato la culla di tutti i piloti militari con la scuola piloti ed è oggi una delle 5 Basi aeree permanenti rimaste in Svizzera. Una base a tutti gli effetti pronta con Super Puma per operazioni varie; la gestione degli aerei e il simulatore per la scuola piloti. Oggi l’aeroporto di Locarno ha 200 posti di lavoro qualificati. Negli ultimi 25 anni sono stati investiti 81 milioni di franchi per sviluppare e consolidare la Base aerea di Locarno. È una presenza di assoluta importanza per il Ticino e ci onoriamo di ospitare ancora oggi la scuola che forma tutti i piloti militari svizzeri.      

Lodrino, di cui il 24 di agosto si festeggia il passaggio dalla Confederazione al Comune di Riviera, è diventato nel tempo un grande datore di lavoro, soprattutto con la presenza industriale del gruppo RUAG con un’officina per apprendisti di tutto riguardo. Sull’aeroporto si sono installate diverse ditte private e in totale ci sono anche qui circa 200 impiegati. Con il trapasso al Comune di Riviera, il Cantone sostiene la creazione di un polo tecnologico ed ha contribuito con alcuni milioni franchi al suo sviluppo. Le Forze Aeree continuano ad essere un grosso cliente a Lodrino, sia della RUAG per la manutenzione, sia per Riviera-Airport SA; i velivoli militari PC-7 continueranno ad usare la pista per l’addestramento in pattuglia, essendo quella di Locarno troppo stretta.  

Mi accorgo di essermi dilungato già sin troppo. Ci sarebbe ancora molto da dire, anche  sull’importanza del settore delle commesse militari per le aziende della Svizzera italiana. Avremo modo in futuro di ritornarci, con l’avvicinarsi della realizzazione dei nuovi caccia per le Forze Aeree svizzere.  

Concludo con l’auspicio personale e del Governo affinché ancora molti giovani ticinesi sappiano abbracciare la professione di pilota e continuare così questa lunga storia che ci caratterizza da oltre un secolo.  
Stiamo attraversando un periodo storico delicato, con conflitti alle nostre porte e con una instabilità internazionale quasi senza precedenti. L’Esercito deve poter avere le risorse per garantire la sicurezza del nostro Paese, della nostra popolazione e della nostra economia; le Forze Aeree sono una componente essenziale di questa sicurezza.  

Viva i piloti ticinesi!  

Il Dipartimento delle istituzioni incontra gli Uffici di conciliazione in materia di locazione

Il Dipartimento delle istituzioni incontra gli Uffici di conciliazione in materia di locazione

Comunicato stampa

La scorsa settimana a Bellinzona il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ha incontrato con la Divisione della giustizia, autorità di vigilanza sul settore, gli undici Uffici di conciliazione in materia di locazione che contano all’incirca un centinaio di professionisti coinvolti. Un importante momento istituzionale che avviene all’inizio del nuovo periodo di nomina da parte del Governo al 1° gennaio 2024 e che si protrarrà per tutta la legislatura, sino al 31 dicembre 2027.

Sono 11 gli Uffici di conciliazione in materia di locazione, suddivisi su base regionale in tutto il territorio cantonale, in ottica di prossimità alla cittadinanza (Chiasso, Mendrisio, Lugano est e ovest, Agno, Massagno, Locarno, Minusio, Bellinzona, quartieri Bellinzona e Giubiasco e Biasca). L’Ufficio paritetico è composto da un presidente neutro, da un rappresentante dei locatori e un rappresentante dei conduttori, ossia coloro che ricevono dal locatore il diritto di utilizzare un immobile. Il segretariato è assicurato da una/un funzionario del Comune in cui ha sede.

L’incontro è stato l’occasione per il Dipartimento delle istituzioni di ringraziare tutti i presenti per il lavoro svolto con impegno, serietà, dedizione e spirito di servizio nei confronti della Giustizia del Canton Ticino, visto l’apporto fondamentale garantito dagli Uffici di locazione, che costituiscono a tutti gli effetti un’autorità para-giudiziaria, che adempie un compito previsto dal diritto federale. Tutti possiamo essere confrontati con problematiche in ambito di locazione: riduzioni o aumenti di pigioni connessi anche all’andamento del tasso ipotecario di riferimento, contestazioni di spese accessorie, difetti della cosa locata. Gli Uffici di locazione svolgono un ruolo significativo e prossimo al cittadino, sia in termini di tempi di risposta, sia di prossimità fisica sul territorio, grazie alla collaborazione fattiva dei Comuni.

Frida Andreotti, Direttrice della Divisione della giustizia, che funge per legge da Autorità di vigilanza a livello amministrativo degli Uffici di conciliazione in materia di locazione, ha evidenziato l’attività che ha caratterizzato gli Uffici, richiamando i compiti e il supporto forniti dalla Divisione della giustizia in relazione all’attività e al funzionamento degli Uffici. È stato sottolineato come – per rimanere solo al 2023 – sono state introdotte complessivamente 1’221 procedure e ne sono state evase 1’184; ben 505 procedure si sono concluse con un’intesa tra le parti, a testimonianza dell’importanza del lavoro degli Uffici di conciliazione in materia di locazione; 314 quelle per le quali non si è riusciti a trovare un accordo, mentre altre 324 sono state evase in altro modo (stralci, ritiri, ecc.). Dati importanti anche per rapporto allo sgravio dell’attività in favore delle Preture.

Al termine è intervenuta l’avv. Claudia Canonica, Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, che ha esposto le ultime novità giurisprudenziali in materia.