Esercito, PCi, Cantone: in campo per la Vallemaggia

Esercito, PCi, Cantone: in campo per la Vallemaggia

Norman Gobbi sottolinea il lavoro ben coordinato tra tutti gli enti

Anche nelle difficilissime giornate che hanno seguito i nubifragi con conseguenze tragiche nell’alta Vallemaggia, il supporto della Protezione civile e dell’Esercito è stato di primaria importanza. “E lo sarà ancora per parecchi giorni – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. Esercito e PCi da subito sono entrati in servizio. I nostri soldati hanno assicurato nelle prime ore l’elitrasporto delle persone da evacuare: due Super Puma hanno garantito l’intervento. In seguito i nostri soldati si sono concentrati e si concentreranno sui lavori di genio, con un focus importante adesso nella realizzazione del ponte provvisorio per sostituire il ponte a Visletto andato distrutto dalla furia delle acque. Ci stiamo muovendo in modo coordinato per garantire il massimo sostegno alle comunità così pesantemente colpite. Il ruolo dello Stato Maggiore Regionale di Condotta, attivo già nella notte su domenica 30 giugno e diretto dall’ufficiale della Polizia cantonale Antonio Ciocco, è essenziale. Così come determinante nell’emergenza è il lavoro della Sezione del militare e della Protezione della popolazione, con in campo il Capo Ufficio, Federico Chiesa. Un altro aspetto importante è legato alla comunicazione. In questo senso vi è stato un continuo flusso di informazioni per i media, coordinato dal Servizio stampa della Polizia cantonale, e si è così potuto informare l’opinione pubblica in modo dettagliato”, sottolinea il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.
“Settimana scorsa – lanciando la raccolta fondi di Ticino Sociale – da queste colonne avevo espresso la mia solidarietà a tutti i valmaggesi per i tragici accadimenti. Oggi vorrei mettere in evidenza il lavoro che molte persone stanno portando avanti. L’Esercito come detto sta dando il suo contributo: un intervento insostituibile! La Protezione civile si conferma il braccio operativo del Cantone nel sostegno alla popolazione nelle emergenze. Già detto della Sezione del militare e della protezione della popolazione e della Polizia cantonale con i suoi Servizi, anche diversi altri uffici cantonali e del Dipartimento del territorio in particolare sono operativi. Il Governo non si pone questioni di ordine finanziario e sta agendo con sollecitudine su tutti i fronti, annullando vincoli burocratici per essere efficaci ed efficienti. Dobbiamo continuare in questo solco anche nelle settimane e nei mesi che arriveranno. Il lavoro che ci attende, per il bene della popolazione dell’intera Vallemaggia, di tutte le sue attività commerciali, delle associazioni e delle istituzioni locali, sarà lungo. Ma abbiamo le forze per portare avanti questo impegno. Come ha detto il mio collega Claudio: “Siamo la Svizzera!”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 14 luglio 2024 de Il Mattino della domenica.

Raccolti oltre 45mila franchi: continuiamo a mostrare la nostra solidarietà!

Raccolti oltre 45mila franchi: continuiamo a mostrare la nostra solidarietà!

L’associazione TICINO SOCIALE ringrazia di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi a sostegno dell’alta Vallemaggia, recentemente colpita dal maltempo. Grazie alla generosità di molti, in dieci giorni siamo già riusciti a raccogliere oltre 45mila franchi. Le numerose piccole donazioni e i significativi contributi ricevuti testimoniano l’attenzione e la solidarietà dei ticinesi verso i cittadini di Cevio e Lavizzara.

L’associazione prevede di destinare i fondi per aiutare i privati e contribuire alla ricostruzione della pista di ghiaccio, un luogo di incontro sociale e comunitario fondamentale per la vitalità della regione. La raccolta fondi “Aiutiamo la Vallemaggia a rialzarsi!” prosegue. Invitiamo chiunque non abbia ancora donato a unirsi a questo sforzo comune: ogni contributo, piccolo o grande, è prezioso per riportare speranza e normalità in queste comunità colpite.

Continuiamo a mostrare la nostra solidarietà. Grazie di cuore a tutti!

I contributi possono essere versati sull’IBAN CH02 0900 0000 1621 3240 9 con la causale #forzavallemaggia
oppure usando la fattura QR al seguente link: Fattura_QR_forzavallemaggia
oppure usando il QR-Code seguente:

Vallemaggia: revoca di evacuazione dalle 06:00 di sabato 13.07.2024

Vallemaggia: revoca di evacuazione dalle 06:00 di sabato 13.07.2024

Comunicato stampa

Lo Stato Maggiore Regionale di Condotta (SMRC), attivo per far fronte agli eventi accaduti in Vallemaggia, comunica che a partire dalle 06:00 di sabato 13.07.2024, in assenza di eventi particolari, sarà revocato l’ordine di evacuazione delle zone di pericolo comunicate ieri.

Si ricorda che, a dipendenza dell’evoluzione della situazione meteorologica e di possibili conseguenze idrogeologiche, anche durante la notte, non si escludono dei possibili blocchi stradali, come pure la chiusura, sia veicolare che pedonale, del ponte di Visletto.  

Consigli per una montagna sicura

Consigli per una montagna sicura

Nell’ambito del progetto di prevenzione Montagne sicure, promosso dal Dipartimento delle istituzioni, è stata realizzata la nuova versione del libretto “Consigli per una montagna sicura.“.
Le persone interessate possono richiederlo scrivendo a di-montagnesicure@ti.ch oppure scaricarlo direttamente dal sito internet www.montagnesicure.ch

 

 

Ancora un’allerta meteo: come va interpretata?

Ancora un’allerta meteo: come va interpretata?

Lo abbiamo chiesto a Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni a margine della sua visita nell’Alta Vallemaggia. 
«Siamo in un Paese libero. Non si evacua con la forza». Parole pronunciate nella giornata di ieri, giovedì, da Norman Gobbi, direttore del Dipartimento del territorio. Il contesto era quello della situazione delicata che sta vivendo l’Alta Vallemaggia dopo la catastrofe di fine giugno. Sullo sfondo l’allerta meteo di grado 4 diramata per oggi, venerdì, da Meteo Svizzera.

Ancora un allarme da parte di Meteo Svizzera. Come vanno interpretate queste allerte da parte dei cittadini?
«Le autorità sono costantemente confrontate con Meteo Svizzera nell’ambito della gestione delle situazioni di pericolo. Le allerte servono a informare preventivamente la popolazione. Alcuni allarmi arrivano poche ore prima dell’evento meteorologico. Ognuno di noi poi deve pensare alla propria sicurezza. Ed è un elemento fondamentale in un Paese come il nostro».

Responsabilità individuale al primo posto dunque?
«Sì. Ognuno di noi ad esempio dovrebbe garantirsi un minimo di scorte a casa. Di acqua, di alimentari, delle pile per fare funzionare gli apparecchi elettrici. Proprio nell’ottica di fare parte di un sistema resistente. La Svizzera resiste se ogni cittadino e se ogni nucleo famigliare sono resistenti ai rispettivi livelli».

Il termine allerta però sta diventando un po’ inflazionato. Non teme un effetto contrario?
«Un po’ come nella favola del ragazzo che gridava “al lupo, al lupo”? La preoccupazione può essere anche questa. Purtroppo ci rendiamo conto che il Ticino è confrontato regolarmente con eventi meteorologici localmente anche importanti. E quindi è anche difficile per Meteo Svizzera definire quale area effettivamente sarà toccata più di altre. Questo dato di fatto deve chiamare tutti noi a una certa attenzione. Siamo chiamati in prima persona a doverci informare».

Meglio lanciare l’allarme per niente, piuttosto che non lanciarlo del tutto?
«È l’autorità federale, attraverso l’Ufficio federale di meteorologia, a definire quando devono essere diramati questi allarmi. Sta a loro farlo. Così come lo fa anche l’autorità cantonale quando avvengono altri tipi di disastri. Pensate ad esempio a incendi in zone industriali che causano emissioni potenzialmente nocive».

Da Tio.ch
(Immagine: Davide Giordano/TIO)
Maltempo in Vallemaggia, Chiesa: “monitoriamo costantemente la situazione”

Maltempo in Vallemaggia, Chiesa: “monitoriamo costantemente la situazione”

A seguito dell’allerta maltempo emessa da MeteoSvizzera, lo Stato maggiore regionale di condotta aveva previsto, per questa mattina, un’evacuazione per alcune località dalla Val Lavizzara e della Valle Bavona. “Le persone sono state contattate, nessuno ha necessitato il nostro aiuto”, ha spiegato Federico Chiesa, del Dipartimento delle Istituzioni.

Per la giornata di oggi MeteoSvizzera ha diramato un’allerta per forti temporali di grado 4. Oltre a questo ieri la Polizia cantonale ha invitato la popolazione a prestare particolare attenzione alla situazione idro-geologica. Una situazione che ha spinto lo Stato Maggiore Regionale di Condotta (Smrc) a disporre l’evacuazione degli abitanti della Val Lavizzara e della Val Bavona, le zone più colpite della Vallemaggia dal nubifragio registrato la notte tra il 29 e il 30 giugno. “Grazie al supporto delle autorità locali siamo riusciti a contattare tutte le persone che risiedono in queste zone di pericolo”, ha spiegato a Ticinonews Federico Chiesa, capoufficio della Sezione del militare e della protezione della popolazione del Canton Ticino. “In Val Lavizzara nessuno si trovava all’interno delle proprie abitazioni, così abbiamo detto loro di non recarsi nelle aree a rischio. Lo stesso è stato fatto per chi abita in Val Bavona”.

“Nessuno ha chiesto di essere evacuato”
Delle persone presenti in Val Lavizzara e Val Bavona, ha continuato Chiesa, “nessuno ha chiesto di essere evacuato, significa che si sono organizzati privatamente trovando alloggi alternativi”.

“Situazione costantemente monitorata”
Le autorità Cantonali sono in costante contatto con MeteoSvizzera, così da avere “un aggiornamento sulla situazione d’allerta meteorologica prevista fino alla tarda serata di quest’oggi”. Per ora “è quindi prematuro dire alla popolazione quando potrà rientrare al proprio domicilio”. In Vallemaggia sono anche presenti alcuni militi della Protezione civile “che monitorano la situazione in loco, in particolare per quanto riguarda i due riali considerati potenzialmente pericolosi. Se dovessero osservare un importante aumento del flusso verrà ordinato il blocco dei passaggi”. Mentre per il ponte di Visletto, se la situazione dovesse peggiorare, le autorità “si riservano la possibilità di bloccare il traffico veicolare sulla struttura e, in caso estremo, anche quello pedonale”.

 Da www.ticinonews.ch
Militari all’opera per il ponte provvisorio di Visletto

Militari all’opera per il ponte provvisorio di Visletto

Trentacinque soldati impegnati nei lavori preparatori per la posa del manufatto sul fiume Maggia
L’opera lunga 60 metri è pensata per durare fino a due anni

Sono 35 i militari in ferma continua, specializzati nell’utilizzo di mezzi da cantiere, che si aggiungono ai lavoratori delle imprese civili che stanno eseguendo i lavori preparatori per la posa del ponte di 60 metri a Visletto in Vallemaggia. Un manufatto provvisorio che si stima dovrà durare fino a due anni, in sostituzione del ponte, poco prima di Cevio, distrutto dalla piena della Maggia.
A spiegare sul posto alcuni aspetti del cantiere è il colonnello Sébastien Neuhaus, comandante del battaglione di intervento: “Il problema – dice – è che non c’era una strada, era una semplice riva. Da lunedì abbiamo dovuto costruire la strada per accedere al futuro ponte e anche costruire l’altra strada per accedere dall’altra parte del ponte”.
L’esercito è presente dove c’è bisogno, dice da parte sua il comandante della Divisione territoriale 3 Maurizio Dattrino: “Immediatamente, già domenica, quando è partito l’allarme avevamo subito i mezzi delle forze aere in volo e già il pomeriggio avevamo un distaccamento presente sul posto per valutare la fattibilità della costruzione del ponte”.
Anche il Cantone, questo giovedì, ha fatto il punto della situazione. Nei prossimi mesi si tratterà di ricevere le richieste per ristabilire le vie di comunicazione e altre opere di competenza cantonale. “In questo momento è ancora difficile definire quali saranno le opere da realizzare – dice il direttore del Dipartimento Istituzioni Norman Gobbi -. Finora abbiamo un credito che permette di coprire gli interventi di urgenza, come l’approvvigionamento e l’evacuazione nelle prime ore. Bisognerà calcolare nel futuro quali sono tutte le opere necessarie, dall’approvvigionamento idrico allo smaltimento delle acque, al ripristino delle strade. Abbiamo già dei crediti quadro, ma andrà definita l’ulteriore necessità”.

In Vallemaggia si lavora senza sosta, con un occhio al cielo. Quel cielo che venerdì tornerà imporrà uno stop forzato.

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2201033

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Militari-all%E2%80%99opera-per-il-ponte-provvisorio-di-Visletto–2201036.html

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https://www.ticinonews.ch/ticino/allerta-meteo-scattano-le-evacuazioni-nelle-zone-colpite-dallalluvione-397538

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 11 luglio 2024 del TG di Teleticino

Vallemaggia: misure precauzionali in vista delle piogge dei prossimi giorni

Vallemaggia: misure precauzionali in vista delle piogge dei prossimi giorni

Comunicato stampa

Lo Stato Maggiore Regionale di Condotta (SMRC), attivo per far fronte agli eventi accaduti in Vallemaggia, comunica che, in ragione dei temporali previsti da domani e dell’attuale fragilità idrogeologica, sono state disposte delle puntuali misure precauzionali in base all’analisi dei rischi effettuata dai servizi tecnici del Dipartimento del territorio. Servizi che hanno definito delle aree di evacuazione nelle zone già maggiormente interessate dai dissesti idrogeologici.

Per la definizione delle zone sono state prese in considerazione le infrastrutture e le abitazioni già colpite e quelle limitrofe che potrebbero essere colpite da eventuali altri fenomeni intensi. Le attuali condizioni idrogeologiche, lo stato di avanzamento delle singole messe in sicurezza, l’attuale deflusso delle acque nei pressi delle abitazioni e la morfologia del territorio, profondamente modificata, richiedono particolare prudenza, risultando difficile prevedere la risposta dei bacini idrografici anche a precipitazioni di intensità inferiore a quelle osservate la notte tra il 29 e il 30 giugno.
Per questi motivi lo SMRC ha disposto che da venerdì 12.07.2024, ore 06:00, nei sottoelencati comprensori e località è prevista un’evacuazione dei residenti, per la Val Lavizzara via terra, per le zone al di sopra della frana di Fontana vi sarà la possibilità di essere evacuati per via aerea. Alle persone toccate dalla misura si richiede di lasciare le zone in coordinazione con i Comuni interessati e gli enti di primo intervento. Per coloro che non saranno ospitati da parenti o amici è prevista la possibilità di alloggio presso il Centro della Protezione civile di Ascona. La richiesta di eventuale alloggio presso la PCi di Ascona deve essere effettuata previo contatto telefonico al numero 0848 25 55 55.

Località e zone interessate dalle misure:

  • Roseto, limitatamente alle abitazioni nei pressi del fiume Bavona
  • Fontana in Val Bavona.
  • Piano di Peccia: parte del nucleo di Sant’Antonio, Rünee Basso e, in sponda destra del fiume di Peccia nelle vicinanze del riale proveniente dall’Alpe di Sovenat e zona Cappellina della Neve.
  • Peccia, area Grotto Pozzasc.
  • località Bola-Croisa nei pressi di Mogno (Ri di Röd).
  • abitato di Prato Sornico nei pressi del riale Scudau.
  • Broglio, zona Campasc.

Non sono previste modifiche o chiusure in relazione al transito veicolare all’interno della parte alta della Vallemaggia. Per quanto attiene il passaggio sulla passerella in zona Visletto, sia per i veicoli leggeri sia per i pedoni non sono previste limitazioni.
Puntuali restrizioni, anche totali, possono essere previste su tutto il territorio toccato, in base all’evoluzione della situazione.
La messa in atto delle misure è puntuale ed è basata sulla situazione pregressa e sull’allerta meteo di grado 4 emanata dall’Ufficio federale di meteorologia e climatologia.
Lo SMRC è consapevole della portata delle decisioni per la popolazione della Vallemaggia ed esprime agli abitanti la propria solidarietà in questo difficile momento.

«Siamo in un Paese libero, non evacuiamo con la forza»

«Siamo in un Paese libero, non evacuiamo con la forza»

Cavergno. È qui che si congiungono Lavizzara e Bavona, le due valli devastate nella notte tra il 29 e il 30 giugno da un nubifragio. Ed è qui che i media incontrano Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni. «L’esercito – conferma – resterà in Alta Vallemaggia fino almeno al 21 luglio. È stato deciso dopo la richiesta del Cantone. La protezione civile sarà invece presente attivamente almeno fino alla fine di agosto».

«Doppiamente solidali» – «Una delle persone disperse è un sergente di uno dei miei battaglioni – dice Maurizio Dattrino, comandante della regione territoriale 3 –. Per questo siamo doppiamente solidali verso quello che è accaduto. Siamo subito stati chiamati in causa per evacuare persone, per dare una mano nella ricerca dei dispersi e per contribuire alla posa di un ponte provvisorio al posto di quello crollato a Cevio (Visletto). Purtroppo lo stesso weekend anche il Vallese è stato colpito dal maltempo. Per cui l’esercito ha dovuto ponderare come dividere le forze».
Cosa fanno i militari al momento – Attualmente diversi militari sono attivi nella costruzione di un guado nella zona in cui sarà posato il nuovo ponte. Altri sono impegnati nelle operazioni di sgombero al Piano di Peccia. Altri ancora aiuteranno nel creare un accesso alla Valle Bavona, in particolare nei pressi di Fontana.
Tempistica dilatata – «Il ponte provvisorio di Cevio – riprende Dattrino – dovrà reggere per almeno un anno e mezzo. Forse due. Quindi si stanno effettuando tutti i test necessari a livello di sicurezza. La tempistica? Si è dilatata. Quello che resta del ponte vecchio è inutilizzabile, il ponte provvisorio sorgerà in una nuova posizione. Le condizioni meteorologiche ci condizionano e ci rallentano. Ad esempio nella giornata di domani, venerdì, non si potrà fare molto».
Allerta di grado 4: che si fa? – Proprio per domani, venerdì, Meteo Svizzera ha diramato un allerta di grado 4. Saranno evacuate ancora le persone delle zone a rischio? Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione ticinese, assicura: «Si riattiva in maniera ridotta il dispositivo messo in atto nello scorso weekend». «Siamo in un Paese libero – aggiunge Gobbi –. Non evacuiamo con la forza. Chi vuole resta a casa sua e se ne assume la responsabilità».
Da Tio.ch
Allertare la popolazione, si punta al cellulare

Allertare la popolazione, si punta al cellulare

Presentata la nuova strategia per allarme in caso di catastrofe: l’UFPP si affiderà a una combinazione di canali – Costi per 310 milioni di franchi

Fino al 2035 l’Ufficio federale della protezione civile (UFPP) si affiderà a una “combinazione di canali per rispondere all’esigenze in materia d’informazione, d’allerta e d’allarme” per far fronte ad eventi eccezionali come quelli che recentemente hanno colpito il Vallese e il Ticino. La nuova strategia, presentata giovedì dall’Ufficio, vuole adattare i sistemi di comunicazione in caso di catastrofe alla digitalizzazione e alle nuove abitudini mediatiche dell’informazione.
Finora, infatti, per avvisare la popolazione sono state utilizzate le sirene, la comunicazione radio e l’app Swiss Alert. Ora l’UFPP vuole espandere questo sistema con una trasmissione cellulare, una tecnologia basata sulle reti di telefonia mobile che invia brevi messaggi a tutti i telefoni cellulari nel raggio di ricezione di un’antenna.
Ad accompagnare la nuova strategia, anche un ulteriore sviluppo dei punti di incontro per le emergenze, rispetto ai quali si esamina la possibilità di dotarli di una connessione WLAN.
Per attuare la strategia, l’UFPP ha previsto una spesa di 310 milioni di franchi fino al 2035.

https://www.rsi.ch/info/svizzera/Allertare-la-popolazione-si-punta-al-cellulare–2200481.html