Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi

Comunicato stampa

Oggi, 22 aprile 2024, il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha celebrato la dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi dei Pretori supplenti presso la Pretura della Giurisdizione di Leventina, avv. Valentina Lavagno e avv. Gabriele Fossati, e dei Pretori aggiunti supplenti presso le Preture delle Giurisdizioni di Mendrisio Nord e Mendrisio Sud, avv. Valentina Matteuzzi e avv. Michele Pinoli.

Il Consiglio di Stato ha approvato nel corso della scorsa settimana, dopo aver informato il Parlamento per il tramite dell’Ufficio presidenziale, due supplenze giusta l’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria presso la Pretura di Leventina e le Preture di Mendrisio Sud e di Mendrisio Nord. Le supplenze mirano a garantire il buon funzionamento delle Autorità giudiziarie interessate e sono state organizzate per il tramite della Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, d’intesa con i Pretori titolari e il Pretore viciniore, informato il Consiglio della Magistratura.

Pretura di Leventina
A contare dal 1° maggio l’avv. Valentina Lavagno, attualmente Procuratrice presso il Ministero pubblico della Confederazione, e l’avv. Gabriele Fossati, attualmente Segretario assessore presso la Pretura di Blenio assumeranno, nella misura del 50% ciascuno, la carica di Pretore supplente presso la Giurisdizione di Leventina e sostituiranno, a titolo temporaneo, il Pretore titolare Simone Quattropani, dimissionario, suddividendo le rispettive incombenze a livello di diritto civile e di diritto penale, fino all’entrata in carica del/la nuovo/a Pretore di Leventina che verrà nominato/a prossimamente dal Gran Consiglio. È la seconda volta che si procede a organizzare una supplenza presso la Pretura di Leventina suddividendo la funzione tra l’attività in ambito civile e quella in ambito penale.
L’avv. Lavagno, classe 1986,  ha conseguito nel 2010 il Master in diritto all’Università di Berna, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato del Canton Ticino nel 2013. È attiva presso il Ministero pubblico della Confederazione a Berna dal 2021 e ha già operato anni fa nella funzione di segretario assessore presso la Pretura di Leventina.
L’avv. Fossati, classe 1976, ha conseguito nel 2001 il Master in diritto all’Università di Berna, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato nel Canton Ticino nel 2004. È attivo presso la Pretura di Blenio dal 2012 ed ha già funto negli anni da Pretore supplente presso la Pretura di Blenio e di Valle Maggia.    

Preture di Mendrisio Nord e Mendrisio Sud
Sempre a contare dal 1° maggio prossimo l’avv. Valentina Matteuzzi e l’avv. Michele Pinoli, attuali Segretari assessori presso le Preture delle giurisdizioni rispettivamente di Mendrisio Sud e Nord assumeranno, nella misura del 50% ciascuno, la carica di Pretore aggiunto supplente presso le medesime Preture, sostituendo temporaneamente la Pretore aggiunta titolare Roberta Solcà, assente.
L’avv. Matteuzzi, classe 1982, ha conseguito nel 2009 il Master in diritto all’Università di Friburgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato del Canton Ticino nel 2011 ed è attiva quale segretaria assessore presso la Pretura di Mendrisio Sud dal 2020.
L’avv. Pinoli, classe 1988, ha conseguito il Master in diritto all’Università di Friborgo nel 2014 e il certificato di capacità di avvocato nel Canton Ticino nel 2017. È attivo quale segretario assessore presso la Pretura di Mendrisio Nord dal 2020.  
Alla cerimonia di giuramento celebrata dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, svoltasi a Bellinzona presso il Palazzo delle Orsoline, hanno preso parte il Presidente del Governo Raffaele De Rosa, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, il Presidente del Consiglio della Magistratura Damiano Stefani, i Pretori di Leventina Simone Quattropani, di Blenio Flavio Biaggi, di Mendrisio Nord Andrea Alberti e di Mendrisio Sud  Matteo Salvadé,  la Presidente della Pretura penale Elettra Orsetta Bernasconi Matti e la Pretore aggiunta di Mendrisio Nord e Sud Roberta Solcà.

“L’aviazione militare è un bene prezioso per il Ticino”

“L’aviazione militare è un bene prezioso per il Ticino”

Il CdS Norman Gobbi, tra storia, valore economico e strategico

Il Museo Militare Forte Mondascia di Biasca ha organizzato venerdì un incontro con i piloti militari ticinesi della Forze Aeree svizzere per dedicare loro ufficialmente – come “Testimonianza dei piloti ticinesi del passato, presente e futuro” – l’Ala Mirage III posata al cancello principale dell’entrata del Forte. Una cerimonia alla quale hanno partecipato il Capo delle Forze Aeree, il brigadiere Christian Oppliger, e in qualità di oratore a nome del Governo il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Lo abbiamo avvicinato al termine dell’incontro: “L’aviazione militare ha un legame forte e storico con il Ticino. In senso stretto l’aviazione nel nostro Cantone ebbe inizio il 12 aprile del 1912 con le gesta eroiche del pilota locarnese Enrico Cobioni. Dopo lo scoppio della Grande Guerra, nel 1915 venne creata l’aviazione militare e proprio in quell’anno venne attivato il campo d’aviazione militare di Claro, seguito nel 1920 da quello di Bellinzona. Grazie anche alle sue favorevoli condizioni meteorologiche il Ticino è da sempre accogliente per l’aviazione militare”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Locarno, Lodrino e Ambrì: nel corso degli anni furono questi i tre aeroporti militari attivi in Ticino. “Ad Ambrì sino al 1994 la pista è stata usata soprattutto durante i corsi di ripetizione. E con Ambrì ho un rapporto particolare perché vi trovò lavoro mio nonno Angelo, papà di mia mamma. Locarno e Lodrino oggi sono per il Cantone i punti di riferimento. L’aerodromo di Magadino è diventato la culla di tutti i piloti militari svizzeri con la scuola piloti. Oggi è una delle 5 Basi aeree permanenti rimaste in Svizzera. Un’infrastruttura che ha 200 posti di lavoro qualificati e per la quale negli ultimi 25 anni sono stati investiti ben 81 milioni di franchi. È a tutti evidente quindi l’importanza di questa infrastruttura, sia dal punto di vista strategico per il nostro esercito, sia per l’apporto che dà alla nostra economia”, sottolinea Norman Gobbi.

Lo stesso discorso vale anche per l’aeroporto di Lodrino che il 24 agosto festeggia il passaggio dalla Confederazione al Comune di Riviera. “Nel tempo Lodrino è diventato un grande datore di lavoro, soprattutto per la presenza industriale del gruppo RUAG con un’officina di tutto riguardo per gli apprendisti. Sull’aeroporto si sono installate diverse ditte private e in totale anche qui vi lavorano circa 200 persone. Con il passaggio al Comune di Riviera, il Cantone sostiene la creazione di un polo tecnologico ed ha contribuito al suo sviluppo con alcuni milioni di franchi. Anche questi dati confermano l’importanza di avere in Ticino una presenza di qualità dell’Esercito”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  

(Foto: www.mediathek.admin.ch)

 

Discorso pronunciato in occasione dell’evento “Testimonianza piloti militari Ticinesi del passato, presente e futuro”

Discorso pronunciato in occasione dell’evento “Testimonianza piloti militari Ticinesi del passato, presente e futuro”

Biasca, Forte Mondascia

– Fa stato il discorso orale –  

Gentili signore, egregi signori,
Sono passati esattamente 112 anni da quando, proprio nel corso del mese di aprile, Enrico Cobioni compì il primo volo in Ticino. Originario di Locarno, Cobioni compì l’impresa ai Saleggi di Locarno. Questo appena due anni dopo dal primo volo in Svizzera da parte di Ernst Failloubaz ad Avenches. Per noi quel 12 aprile del 1912 rappresenta storicamente l’inizio dell’era dell’aviazione nei cieli elvetici a Sud delle Alpi.  

Enrico Cobioni rese onore al Ticino conquistando diversi primati:

  • Percorse con il Caproni 146 km in 2 ore 4 minuti e 31 secondi, battendo il record mondiale di velocità per un aeroplano equipaggiato con un motore di solo 35 CV;  
  • batté il record italiano d’altezza, raggiungendo la quota di 1150 m in 15 minuti;
  • e di nuovo record mondiale di velocità su circuito chiuso sulle distanze di 250, 300 e 330 km.  

Purtroppo quell’anno fu anche il primo pilota civile ticinese a perdere la vita nel vivere la sua passione aviatoria; morì infatti durante una manifestazione a La Chaux-de-Fonds.  

Un rapporto stretto, direi indissolubile, quello che ha caratterizzato e caratterizza il nostro Cantone e molti suoi abitanti con il mondo del volo.  

L’impulso, il propulsore, – è indubbio – venne anche qui da noi dal settore militare. Dopo lo scoppio della prima Guerra mondiale, nel 1915 venne infatti creata l’aviazione militare. Con il brevetto Nr 85, Ulisse Roffi divenne il primo pilota militare ticinese e il 106° pilota civile Svizzero.  

Il Ticino, anche per le condizioni climatiche, è sempre stato accogliente per l’aviazione militare e già nel 1915 era attivo il campo d’aviazione militare di Claro, seguito nel 1920 da quello di Bellinzona.   

La storia dell’aviazione ticinese ci consegna purtroppo anche tragedie. Come ha già avuto modo di ricordare il brigadiere Oppliger, purtroppo nel 1938 in occasione dell’inaugurazione del campo di Lugano-Agno, la formazione di 5 aerei della Cp av 10 – al Comando del Cap Decio Bacilieri – nel suo sorvolo verso il sud delle Alpi precipitò nella Muotatal. Quattro aerei andarono persi provocando la morte di 7 tra piloti ed osservatori (di cui 5 ticinesi). Quel tristissimo avvenimento colpì profondamente i Ticinesi e in ricordo di quel tragico evento Waldis Keller scrisse la canzone “Voglio volare”, chiamata anche “La canzone dell’aviatore”, che divenne poi l’inno dei piloti militari Svizzeri.  

Con l’avvento della seconda Guerra Mondiale, l’aviazione militare svizzera questa volta era preparata: tra il 1939 e il 1940 aveva infatti “sfornato” 127 piloti militari, ma soprattutto in Ticino si costruirono diversi aeroporti:

  • Locarno parte militare attiva con 2 Me-109 di picchetto dall’estate 1940;
  • Lodrino pronto dal 1941;
  • ed Ambrì nel 1943 con la pista in duro e caverna. Quell’anno anche a Lodrino venne consolidata la pista.      

Questi aeroporti portarono posti di lavoro benvenuti allora come oggi.  

Con l’aerodromo di Ambrì – usato soprattutto durante i corsi di ripetizione fino al 1994 – ho un rapporto affettivo speciale, perché vi trovò impiego mio nonno da parte materna. E saluto con piacere Max German che fu l’ultimo direttore dell’aerodromo di Ambrì, oggi presente con noi.  

L’aeroporto di Locarno, poi, è diventato la culla di tutti i piloti militari con la scuola piloti ed è oggi una delle 5 Basi aeree permanenti rimaste in Svizzera. Una base a tutti gli effetti pronta con Super Puma per operazioni varie; la gestione degli aerei e il simulatore per la scuola piloti. Oggi l’aeroporto di Locarno ha 200 posti di lavoro qualificati. Negli ultimi 25 anni sono stati investiti 81 milioni di franchi per sviluppare e consolidare la Base aerea di Locarno. È una presenza di assoluta importanza per il Ticino e ci onoriamo di ospitare ancora oggi la scuola che forma tutti i piloti militari svizzeri.      

Lodrino, di cui il 24 di agosto si festeggia il passaggio dalla Confederazione al Comune di Riviera, è diventato nel tempo un grande datore di lavoro, soprattutto con la presenza industriale del gruppo RUAG con un’officina per apprendisti di tutto riguardo. Sull’aeroporto si sono installate diverse ditte private e in totale ci sono anche qui circa 200 impiegati. Con il trapasso al Comune di Riviera, il Cantone sostiene la creazione di un polo tecnologico ed ha contribuito con alcuni milioni franchi al suo sviluppo. Le Forze Aeree continuano ad essere un grosso cliente a Lodrino, sia della RUAG per la manutenzione, sia per Riviera-Airport SA; i velivoli militari PC-7 continueranno ad usare la pista per l’addestramento in pattuglia, essendo quella di Locarno troppo stretta.  

Mi accorgo di essermi dilungato già sin troppo. Ci sarebbe ancora molto da dire, anche  sull’importanza del settore delle commesse militari per le aziende della Svizzera italiana. Avremo modo in futuro di ritornarci, con l’avvicinarsi della realizzazione dei nuovi caccia per le Forze Aeree svizzere.  

Concludo con l’auspicio personale e del Governo affinché ancora molti giovani ticinesi sappiano abbracciare la professione di pilota e continuare così questa lunga storia che ci caratterizza da oltre un secolo.  
Stiamo attraversando un periodo storico delicato, con conflitti alle nostre porte e con una instabilità internazionale quasi senza precedenti. L’Esercito deve poter avere le risorse per garantire la sicurezza del nostro Paese, della nostra popolazione e della nostra economia; le Forze Aeree sono una componente essenziale di questa sicurezza.  

Viva i piloti ticinesi!  

Il Dipartimento delle istituzioni incontra gli Uffici di conciliazione in materia di locazione

Il Dipartimento delle istituzioni incontra gli Uffici di conciliazione in materia di locazione

Comunicato stampa

La scorsa settimana a Bellinzona il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ha incontrato con la Divisione della giustizia, autorità di vigilanza sul settore, gli undici Uffici di conciliazione in materia di locazione che contano all’incirca un centinaio di professionisti coinvolti. Un importante momento istituzionale che avviene all’inizio del nuovo periodo di nomina da parte del Governo al 1° gennaio 2024 e che si protrarrà per tutta la legislatura, sino al 31 dicembre 2027.

Sono 11 gli Uffici di conciliazione in materia di locazione, suddivisi su base regionale in tutto il territorio cantonale, in ottica di prossimità alla cittadinanza (Chiasso, Mendrisio, Lugano est e ovest, Agno, Massagno, Locarno, Minusio, Bellinzona, quartieri Bellinzona e Giubiasco e Biasca). L’Ufficio paritetico è composto da un presidente neutro, da un rappresentante dei locatori e un rappresentante dei conduttori, ossia coloro che ricevono dal locatore il diritto di utilizzare un immobile. Il segretariato è assicurato da una/un funzionario del Comune in cui ha sede.

L’incontro è stato l’occasione per il Dipartimento delle istituzioni di ringraziare tutti i presenti per il lavoro svolto con impegno, serietà, dedizione e spirito di servizio nei confronti della Giustizia del Canton Ticino, visto l’apporto fondamentale garantito dagli Uffici di locazione, che costituiscono a tutti gli effetti un’autorità para-giudiziaria, che adempie un compito previsto dal diritto federale. Tutti possiamo essere confrontati con problematiche in ambito di locazione: riduzioni o aumenti di pigioni connessi anche all’andamento del tasso ipotecario di riferimento, contestazioni di spese accessorie, difetti della cosa locata. Gli Uffici di locazione svolgono un ruolo significativo e prossimo al cittadino, sia in termini di tempi di risposta, sia di prossimità fisica sul territorio, grazie alla collaborazione fattiva dei Comuni.

Frida Andreotti, Direttrice della Divisione della giustizia, che funge per legge da Autorità di vigilanza a livello amministrativo degli Uffici di conciliazione in materia di locazione, ha evidenziato l’attività che ha caratterizzato gli Uffici, richiamando i compiti e il supporto forniti dalla Divisione della giustizia in relazione all’attività e al funzionamento degli Uffici. È stato sottolineato come – per rimanere solo al 2023 – sono state introdotte complessivamente 1’221 procedure e ne sono state evase 1’184; ben 505 procedure si sono concluse con un’intesa tra le parti, a testimonianza dell’importanza del lavoro degli Uffici di conciliazione in materia di locazione; 314 quelle per le quali non si è riusciti a trovare un accordo, mentre altre 324 sono state evase in altro modo (stralci, ritiri, ecc.). Dati importanti anche per rapporto allo sgravio dell’attività in favore delle Preture.

Al termine è intervenuta l’avv. Claudia Canonica, Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, che ha esposto le ultime novità giurisprudenziali in materia.

Antonella Bignasca: “Il caso Gobbi non ha penalizzato la Lega”

Antonella Bignasca: “Il caso Gobbi non ha penalizzato la Lega”

La vicecoordinatrice del movimento: “Non avevo dubbi sulla riconferma come sindaco di Michele Foletti. E quando veniamo attaccati sappiamo fare squadra”

“Non avevo dubbi sulla riconferma come sindaco di Michele Foletti. L’avevo detto anche a scrutinio in corso. Anzi, mi aspettavo uno scarto maggiore, più di mille voti”. Così Antonella Bignasca, vicecoordinatrice della Lega e “governo ombra” di via Monte Boglia, commenta sulla Regione la brillante votazione del sindaco di Lugano, vittorioso nella sfida interna con Marco Chiesa.

Foletti, afferma Antonella Bignasca, “è diventato sindaco in un momento difficile (la morte di Marco Borradori, ndr) e credo che tutti abbiano apprezzato il lavoro che ha fatto in questi anni. Ha quindi senz’altro meritato questa conferma. Un sindaco uscente che lavora bene, tendenzialmente viene riconfermato. E così è accaduto”.

L’ex deputata leghista, dopo aver premesso di essere da sempre favorevole all’alleanza con l’UDC, non risparmia una frecciatina a Chiesa: “Fare il sindaco e il consigliere agli Stati non è possibile, si può dire quello che si vuole, ma a Lugano non è possibile. Ritengo che di questo l’elettorato abbia tenuto conto”.

E alla domanda sul caso dell’incidente stradale che ha coinvolto il ministro e coordinatore della Lega Norman Gobbi, risponde: “Il caso Gobbi, come lo chiamate voi, ha ricompattato la Lega. L’incidente stradale avvenuto lo scorso novembre, e che viene fuori tutto a un tratto a poche settimane dalle elezioni comunali, la grande attenzione mediatica, l’apertura di un’inchiesta penale, dalla quale sono convinta che non salterà fuori niente, ha, ricompattato la Lega. Certamente la questione procuratori pubblici (la recente nomina di due magistrati che ha creato malumori sul ruolo della deputata Sabrina Aldi, ndr) ci ha fatto perdere dei voti, ma il caso Gobbi no e quando viene attaccata, la Lega sa fare squadra. Per le prossime elezioni cantonali partiremo con fiducia da qui, dai risultati odierni”.

Da Liberatv.ch

“La Corte europea prende in giro la Svizzera e gli svizzeri”

“La Corte europea prende in giro la Svizzera e gli svizzeri”

Norman Gobbi commenta la decisione della CEDU sul clima

“Dove è andata a finire la fierezza di essere svizzeri? Dov’è la consapevolezza di appartenere a una Nazione che è nata, che è cresciuta e si è sviluppata grazie al riconoscimento reciproco e al mutuo sostegno tra quattro culture e oggi tra 26 Cantoni. E alla certezza di essere unici. Non i migliori (forse anche!), certamente diversi, originali, capaci di sfruttare l’ingegno umano. Fieri delle nostre conquiste sociali e della nostra libertà. Della responsabilità individuale; della nostra neutralità e del nostro federalismo, oltre che dello spirito di milizia che ci caratterizza in molti ambiti. Così diversi tra un leventinese, un ginevrino, un abitante del Toggenburgo e uno zurighese, ma ugualmente fieramente svizzeri. Me lo chiedo quando una certa parte della popolazione che si riconosce nella “sinistra”, sostenuta massicciamente e clamorosamente dai media nazionali e locali, esalta, inneggia la “vittoria” contro il Consiglio federale per una decisione che giunge da una Corte europea, non da una elvetica”.
Per il Consigliere di Stato Norman Gobbi quanto deciso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) è l’ennesimo attacco nei confronti della Svizzera da parte di un organismo sovranazionale.“In buona sostanza la Svizzera no14n avrebbe messo in campo misure sufficienti per combattere il cosiddetto “cambiamento climatico”. È quasi una presa in giro, se pensiamo alla realtà di altre nazioni e regioni a noi vicine. Il Ticino, per esempio, subisce negativamente il grande inquinamento della Pianura padana, la regione più inquinata dell’intera Europa a causa anche del difficile riciclo d’aria poiché stretta tra Alpi e Appennini. Perché quindi viene condannata la Svizzera? Le misure introdotte da noi per diminuire il CO2 sono esemplari (e spesso provocano irritazione a molti cittadini, che giustamente si lamentano per leggi e regolamenti troppo invasivi della libertà, ma soprattutto che provocano costi). La riduzione dell’inquinamento delle acque è clamoroso se paragonato a quanto avviene in grandi città, ma pure in quelle realtà territoriali che più si avvicinano alla Svizzera. Questo ci fa comprendere che si tratta di una decisione politica: si picchia sulla Svizzera, non su Italia, Germania, Francia ecc. ecc. per raggiungere altri fini. E in tutto questo una parte dei nostri politici cosa fa? Salti di gioia!”.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi parte dalla notizia di questa settimana della condanna della Svizzera per commentare negativamente il clima anti svizzero che viene ingigantito dai media. “L’ho detto in apertura: l’atteggiamento di coloro che godono per una presa di posizione esterna contro la nostra Patria è pericoloso ed è indice di un cambiamento sociale in corso da alcuni decenni. L’immigrazione ha fatto e fa sicuramente la sua parte. Non possiamo solo prenderne atto, ma dobbiamo anche insistere sui valori fondanti della Svizzera, sulla difesa della nostra democrazia a sostegno delle nostre conquiste e libertà”, conclude Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 14 aprile 2024 de Il Mattino della domenica

Progetto per analizzare il sovraccarico di lavoro delle autorità del perseguimento penale cantonali

Progetto per analizzare il sovraccarico di lavoro delle autorità del perseguimento penale cantonali

Comunicato stampa

Progetto della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) per analizzare il sovraccarico di lavoro delle autorità del perseguimento penale cantonali

Il 12 aprile 2024, a Berna, l’assemblea plenaria della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) ha adottato un progetto volto ad analizzare le cause dell’eccessivo carico di lavoro di cui soffrono da tempo le autorità cantonali di perseguimento penale e a proporre misure per migliorare la situazione. Il progetto è stato presentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, presidente della Commissione affari giuridici penali della CDDGP e da Michel-André Fels, responsabile tecnico del team di progetto e presidente della Conferenza svizzera dei procuratori pubblici. Si tratta della risposta politica dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia alle affermazioni sempre più frequenti secondo cui il sistema giudiziario svizzero è sull’orlo del collasso e che ci sono più di 100’000 casi pendenti.

I direttori cantonali di giustizia e polizia ritengono che l’attuale situazione di tensione delle autorità del perseguimento penale nei Cantoni sia una conseguenza diretta della complicazione nella procedura penale, a 12 anni dell’introduzione del Codice di procedura penale federale (CCP), oltre ai numerosi emendamenti sostanziali fatti al codice penale svizzero (CP). Il CPP ha reso sempre più complesse le disposizioni relative alla procedura penale. Nonostante l’attribuzione di nuove risorse all’interno delle autorità del perseguimento penale cantonali, l’attuale organizzazione non permette di affrontare adeguatamente questo fenomeno; il sistema della catena penale rischia quindi di andare fuori regime nonostante l’aumento di personale, senza guadagnarne in efficienza, poiché le nuove disposizioni di legge non lo permettono. Inoltre, dall’introduzione del CPP, l’organico nei Cantoni non è mai stato allineato al mandato, ovvero è sempre stato troppo basso per tutti gli attori del sistema di giustizia penale: la polizia, i ministeri pubblici e i tribunali (di primo e secondo grado). Nel corso degli anni, questa situazione ha portato a un carico di lavoro sempre maggiore per tutte le autorità, che è diventato difficile gestire.

Va notato che la procedura che va dall’azione penale all’esecuzione della sentenza deve essere intesa come una catena di processi nel senso della terminologia manageriale (nota come catena penale). La catena penale è il risultato di procedure di diverse autorità o unità organizzative, che nel loro ordine cronologico permettono di raggiungere l’obiettivo del perseguimento penale, del giudizio e dell’esecuzione delle pene. Per questo motivo, le risorse finanziarie messe a disposizione delle autorità penali devono essere armonizzate per evitare un sovraccarico unilaterale.

L’obiettivo del progetto approvato oggi, per l’analisi del sovraccarico delle autorità del perseguimento penale cantonali, è quello di raccogliere dati affidabili per poter effettuare una disanima approfondita delle cause del sovraccarico. Concentrare il lavoro di tale progetto unicamente sulla legislazione (CPP) è insufficiente. È necessario considerare anche la questione dei cambiamenti sociali, la definizione delle priorità da parte dei Cantoni, l’applicazione del principio di opportunità, l’aumento dell’efficienza attraverso la digitalizzazione e in particolare le possibilità di applicazione dell’IA, ecc. Se dal lavoro dovesse emergere la necessità di una revisione legislativa, questa dovrebbe essere affrontata in una seconda fase, nell’ambito di un progetto separato.

L’obiettivo del progetto è raccogliere dati statistici e cifre, nonché opinioni degli operatori del settore, che forniscano un quadro complessivo del carico di lavoro e della situazione lavorativa della polizia, dei ministeri pubblici e dei tribunali (tribunali di primo e secondo grado e provvedimenti coercitivi) dall’introduzione del CPP; questo tenendo conto delle principali riforme del diritto penale sostanziale. Per quanto possibile, sarà anche necessario identificare in quali fasi della procedura e in quali aree del diritto vengono allocate le risorse, e se ciò avviene in base a priorità politiche o su base piuttosto casuale.

Le questioni relative all’amministrazione della giustizia sono al centro dell’analisi della situazione. In ogni caso, l’indipendenza della magistratura e l’autonomia dei Cantoni saranno rispettate.

I primi risultati del gruppo di lavoro dovrebbero essere disponibili entro un anno. Il rapporto finale ai direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia è previsto per la fine del 2025.   

Ticket nominale alle partite: “l’obiettivo è sapere chi c’è allo stadio”

Ticket nominale alle partite: “l’obiettivo è sapere chi c’è allo stadio”

Il Consigliere di stato ticinese, direttore del Dipartimento delle Istituzioni ha spiegato l’obiettivo della misura approvata oggi dai direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia.

Introdurre i biglietti nominali negli stadi: oggi la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (Cddgp) ha avviato un progetto con questa misura volto a intensificare la lotta al tifo violento, che avverrà grazie alla revisione del concordato anti-hooligan. “Dovrà essere rivisto il Concordato sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive del 2 febbraio 2012”, ha spiegato a Ticinonews Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni. “Questo dovrà passare attraverso un’approvazione da parte della Cddgp e dei singoli parlamenti cantonali. L’iter è ancora lungo, ma è frutto di una rottura avvenuta nelle scorse settimane dopo che la Sfl, quando si sono identificate delle misure a cascata condivise con le società sportive, ha voluto rompere il tavolo di discussione, interrompendo così il dialogo e il rapporto di fiducia. La nostra volontà come Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia è quella di continuare a lavorare con il dialogo e la fiducia, restano però fermi sulla nostra posizione per quanto riguarda questo il fenomeno della violenza nello sport, che costa socialmente e finanziariamente alla collettività”.

 “Vogliamo sapere chi è allo stadio”
L’obiettivo della misura, ha continuato Gobbi, “è sapere chi c’è all’interno dello stadio” perché “con il biglietto nominale in altri paesi si è debellato il fenomeno dell’hooliganismo”.
“E oggi ci battiamo per tutti i nostri Comuni”

“E oggi ci battiamo per tutti i nostri Comuni”

Il coordinatore ad interim ricorda l’entrata della Lega in Governo 29 anni fa

Era il 2 aprile del 1995, quasi trent’anni fa, quando la Lega dei Ticinesi fece il suo trionfale ingresso in Consiglio di Stato con Marco Borradori che fece un’esaltante votazione! “È una data da ricordare. Un momento decisivo per la vita politica del nostro Cantone: da quel giorno la Lega e soprattutto il popolo ticinese, quello fatto anche di gente che fino ad allora era spesso stata dimenticata e non tenuta in considerazione, sono riusciti a farsi sentire in Governo. Quel giorno si è rotta finalmente una consuetudine partitica che aveva anestetizzato negli ultimi due decenni il Cantone e soprattutto alimentato una spartizione del potere a beneficio dei “soliti” amici degli amici”. È questo il primo ricordo di quei momenti dell’attuale consigliere di Stato, Norman Gobbi, che in questi mesi prima delle elezioni comunali ha assunto anche il ruolo di coordinatore ad interim del movimento di via Monte Boglia.

“Pochi giorni prima di quel 2 aprile avevo ottenuto il diritto di voto. E non ebbi alcuna esitazione a sostenere la Lega di Giuliano Bignasca. Per noi giovani rappresentava una ventata di libertà, di rottura del sistema. Nei 7 anni che precedettero l’entrata in Governo la Lega dei Ticinesi – con il Nano, con Flavio Maspoli, con Attilio, con Marco e con tanti altri leghisti della prima ora – il piccolo mondo politico ticinese si era confrontato con un vero e proprio tornado. Un modo di far politica all’ascolto della gente. Marco Borradori rappresentava benissimo la sintesi di quanto il Nano cercava: la sua l’intelligenza, accanto alla sua affabilità e disponibilità nei confronti di tutti gli permisero di entrare in Governo e in seguito di raggiungere e confermare risultati elettorali irripetibili e incredibili. Sembrano tempi lontani – tanto che se si vogliono ricercare i risultati del 1995 sul sito del Cantone nemmeno li si trovano!! –  ma l’essenza del leghismo ha validità oggi ancor più di ieri. L’ho detto spesso in queste settimane in cui da coordinatore ho visitato quasi tutto il Cantone: la lotta ai premi di cassa malati, le battaglie per una maggiore dignità nei confronti dei nostri anziani (e finalmente è arrivata la tredicesima AVS, che il Nano aveva pensato a livello cantonale già 15 anni fa!!)), la difesa delle nostre radici e tradizioni contro chi facilmente svenderebbe la Svizzera sono dei capisaldi che non smetteremo mai di difendere”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “La Lega dei Ticinesi in questi più di 10 anni senza il Nano ha saputo continuare a convincere le cittadine e i cittadini ticinesi. Ci sarà un motivo! Tutti i partiti, e con loro molti media, da ormai un decennio martellano sulla fine della Lega dei Ticinesi. E invece ci siano ancora e vogliamo continuare a rappresentare chi ama il nostro Cantone, chi ama Lugano, chi ama le nostre Città e tutti i nostri Comuni, pronti a scrivere ogni giorno una pagina nuova della nostra storia, contro la malafede e l’invidia di molti, che in questi anni si sono visti bruciare sotto i piedi l’erba del piccolo potere che si erano costruiti. Spesso alle spalle dei più deboli!”, conclude Norman Gobbi.   

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 7 aprile 2024 de Il Mattino della domenica

Votiamo i candidati della Lega dei Ticinesi!

Votiamo i candidati della Lega dei Ticinesi!

Vogliamo portare un messaggio importante alle cittadine e ai cittadini ticinesi, alle amiche e agli amici della Lega dei Ticinesi, a tutti i nostri simpatizzanti e sostenitori e in particolare a coloro che ricoprono importanti cariche nei Municipi e nei Consigli comunali e a coloro che si sono messi a disposizione del nostro movimento per affrontare la competizione elettorale comunale del 14 aprile.
Il messaggio è riferito alle elezioni comunali. Sarà un confronto duro, impegnativo. Per questo barra dritta e remare! È l’unica maniera che conosciamo per affrontare anche le situazioni più difficili. Ed è nello stesso tempo anche l’unico atteggiamento che tutti noi – assieme – dobbiamo avere in queste ultime due settimane, quelle che ci separano dalle elezioni comunali. Convinti che ogni voto conti per ottenere un risultato positivo. Per fare in modo che ciò si avveri dobbiamo avvicinare la nostra gente, sentire le loro esigenze e i loro bisogni.
La Lega dei Ticinesi, le sue donne e i suoi uomini, sono pronti a mettersi a disposizione per dare ai nostri Comuni una spinta importante verso il futuro. Abbiamo da poco ottenuto una grande vittoria con la votazione per la 13ma AVS. Una rendita che più di dieci anni fa, sotto la spinta di Giuliano Bignasca, il nostro movimento avrebbe già concesso ai nostri anziani a livello cantonale. L’opposizione di tutti i partiti storici, compreso il PS, negò quella rendita, che avrebbe invece consentito ai nostri anziani di migliorare la loro qualità di vita. Si è dovuto attendere il 2024!
Questa affermazione popolare ci deve dare la spinta per lavorare con sempre maggiore entusiasmo, mettendo al centro delle nostre attenzioni e della nostra attività le esigenze di tutte e di tutti i ticinesi. Con la gente e per la gente!
Il contesto sociale ed economico ci mette di fronte a tante sfide, a tante problematiche. Occorre agire alla base, ossia nei Comuni. È nei Comuni che si trovano le soluzioni per molti problemi della cittadinanza. Soluzioni che servono per offrire una migliore qualità di vita. Dai problemi più importanti a quelli che solo apparentemente sembrano banali, ma che banali non sono, perché toccano il vivere quotidiano delle nostre concittadine e dei nostri concittadini.
In tanti Comuni ci presentiamo assieme all’UDC. In altre realtà locali la Lega dei Ticinesi si presenta da sola: una sfida in più, molto stimolante e ancora più impegnativa! 
Abbiamo ricevuto a casa il materiale di voto per esprimerci per corrispondenza o per recarci al seggio elettorale nel week end di domenica 14 aprile. Non sprechiamo alcun voto e sosteniamo, in ogni Comune, i candidati della Lega dei Ticinesi!

Norman Gobbi e Claudio Zali, Consiglieri di Stato