Emergenze, predisposti 160 punti di raccolta in Ticino

Emergenze, predisposti 160 punti di raccolta in Ticino

Predisposti da inizio anno, i centri sono destinati a fornire assistenza alla popolazioni in situazioni straordinarie – L’elenco e il luogo dei rifugi sul portale della Confederazione

Da inizio anno sono stati predisposti sul territorio ticinese i punti di raccolta d’urgenza (PRU), destinati a fornire assistenza e informazioni ufficiali in caso di catastrofi o interruzioni dei servizi. Queste zone sicure sono nate dalla collaborazione tra autorità cantonali, Comuni ticinesi e l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).
La rete ticinese conta ora 160 postazioni distribuite nei Comuni, solitamente in prossimità di strutture pubbliche. Questi centri vengono attivati quando i normali canali di comunicazione risultano compromessi, come durante blackout prolungati o eventi naturali estremi. La loro posizione è consultabile sul sito cantonale e sul geoportale della Confederazione.
“Le PRU servono principalmente per garantire la comunicazione d’urgenza con gli enti primo intervento: pompieri, ambulanze o polizia”, ha spiegato Ryan Pedevilla, capo della sezione del militare e della protezione della popolazione. Attraverso i punti di raccolta si avrà “una rete sicura che permetterà di comunicare anche qualora la rete pubblica non fosse garantita”. Qui il riferimento è ai dispositivi radio Polycom, in grado di garantire il collegamento con le autorità anche in assenza di telefonia o internet. La gestione operativa fa capo ai Comuni.
Con questa misura, il Ticino si allinea agli standard di protezione della popolazione già adottati dagli altri Cantoni svizzeri. L’apertura dei PRU sarà annunciata, in caso di necessità, tramite i media, la piattaforma Alertswiss e i canali comunali.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Emergenze-predisposti-160-punti-di-raccolta-in-Ticino–3597408.html

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3597954

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Nuovi punti dove andare in caso di emergenza

Cantone e Comuni presentano i 160 PRU (Punti raccolta d’urgenza) che saranno attivati dalle autorità in caso di necessità per fornire informazioni – Norman Gobbi: «Un posto sicuro dove poter ricevere rassicurazioni e una prima assistenza».
Si chiamano Pru – Punti di raccolta d’urgenza – e hanno il compito di fornire un primo appoggio sicuro per ricevere informazioni tempestive e assistenza in caso di situazioni speciali. Dal 1° gennaio di quest’anno in Ticino ne sono presenti 160, distribuiti in maniera capillare su tutto il territorio in modo che la popolazione possa raggiungerli nel più breve tempo possibile dal proprio domicilio. «Durante le situazioni straordinarie i normali canali di comunicazione potrebbero risultare compromessi o non funzionare. Ecco perché è importante avere un punto fisico, in prossimità di strutture pubbliche conosciute, dove la popolazione può recarsi per ricevere tutte le informazioni necessarie per gestire la situazione o altri tipi di assistenza», afferma il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. «Il principio alla base di questa iniziativa è semplice, non andiamo a inventare nulla di nuovo. Anzi potremmo parlare di riproporre un sistema ‘di una volta’ con gli accorgimenti tecnici necessari per rispondere alle situazioni attuali: un posto dove andare per sapere come comportarsi in situazioni critiche». Continua Gobbi: «Si tratta di un ulteriore tassello a favore della sicurezza. Ora però è importante che la popolazione si informi su dove si trova il punto più vicino a casa sua». Posizione geografica dei Pru che è consultabile sulla pagina www.ti.ch/pru. «Il 100% dei Comuni ha almeno un punto. Siamo completamente pronti e, in caso di bisogno, operativi».
I Pru non saranno in esercizio tutto l’anno, ma verranno attivati solo in caso di crisi o situazione d’emergenza su base comunale, regionale o cantonale a dipendenza del problema. Già, ma in quali casi potrebbero essere attivati? Durante la conferenza stampa di presentazione di questo nuovo servizio sono stati forniti alcuni esempi concreti: i blackout, che tolgono la corrente e mettono in difficoltà alcuni tipi di comunicazione (come quella attraverso la televisione); le siccità o i casi di catastrofe, come la tragica alluvione in Vallemaggia del giugno 2024. «Proprio quel caso – afferma Gobbi – ci ha dimostrato la necessità di avere una rete d’intervento capillare e in grado di raggiungere rapidamente la popolazione. Il crollo del ponte di Visletto ha tagliato il canale delle comunicazioni e di approvvigionamento. La popolazione, in questi casi, ha bisogno di sapere che c’è un posto sicuro dove poter ricevere rassicurazioni e una prima assistenza».

Informazioni, ma non solo
«Ogni Punto avrà almeno un responsabile comunale che si occuperà di fornire le informazioni ufficiali, gestire le chiamate di emergenza e dare aiuto», spiega il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla. L’apertura di un Pru sarà comunicata tramite l’applicazione Alertswiss, i canali ufficiali delle autorità e i media. Ogni punto sarà dotato di cartello di segnalazione, radio Polycom per garantire comunicazioni affidabili tra gli operatori attivi e gilet bianchi per riconoscere le persone a cui rivolgersi. Le postazioni potranno inoltre essere dotate di allacciamento elettrico, registri di controllo abitanti cartaceo e spazi operativi per la centralizzazione di beni di prima necessità. «A gestire i Pru saranno principalmente i responsabili comunali e non la Protezione civile», sottolinea Pedevilla. Un’altra funzione di questi punti può essere quella di “catalizzatore”. Dichiara il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione: «I volontari che si attivano in caso di necessità possono essere convocati e partire dai Pru. In questo modo è garantito un coordinamento efficace». Altri possibili impieghi di questi nuovi punti sono la distribuzione di materiale di prima necessità, come acqua o mascherine igieniche». Insomma, I Pru saranno adattati a dipendenza della situazione e delle necessità che si presentano. Uno strumento in più che va ad aggiungersi alla catena di pronto intervento.

Lo slancio arriva da Argovia
A dare il là all’implementazione dei Punti di raccolta d’urgenza, che sono presenti in tutta la Svizzera con oltre 2’900 sedi, è stato il Canton Argovia. Confrontate con la necessità di disporre di una rete efficace di intervento e informazione, vista la presenza di diverse centrali nucleari, le autorità argoviesi si erano attivate con la Confederazione. L’Ufficio federale della protezione della popolazione ha però deciso di estendere il concetto a tutto il territorio nazionale. «La confederazione fornisce le basi legali e le linee guida, il Cantone garantisce il materiale necessario e l’attuazione, i Comuni attivano e gestiscono i Punti. Un esempio concreto di come funziona il federalismo in Svizzera», riprende Gobbi.

L’esempio di Monteceneri
Cento Comuni, centosessanta Pru. Questo perché, complici anche le fusioni, un Punto solo non basta per un intero comune. Monteceneri, dove si è tenuta la presentazione ai media del nuovo servizio, ne è un esempio. «Abbiamo cinque quartieri indipendenti tra loro. Per garantire a tutti i cittadini di raggiungere facilmente un Pru era quindi necessario averne più di uno. Ne abbiamo quindi creati quattro», dichiara il segretario comunale di Monteceneri Curzio Sasselli. Trovate le ubicazioni si è poi passati al personale. «Attualmente abbiamo otto responsabili comunali, figure trovate all’interno del Comune che hanno seguito la formazione specifica. Un lavoro nel complesso non facile, ma un servizio importante per la popolazione».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 17 marzo 2026 de La Regione

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Ecco i punti di raccolta d’urgenza Gobbi: «Almeno uno in ogni Comune»

Sono in funzione da gennaio e possono aiutare la popolazione in caso di catastrofe.
Dal primo gennaio 2026 il Ticino dispone di una rete capillare di 160 punti di raccolta d’urgenza ( PRU): è quanto è stato sottolineato dal Dipartimento delle istituzioni durante una conferenza stampa al Centro diurno di Rivera. I siti, distribuiti su tutto il territorio cantonale e attivabili in caso di catastrofi naturali, black-out prolungati come altre emergenze diffuse, permetteranno ai cittadini di ricevere informazioni, assistenza oppure indicazioni operative direttamente da personale formato.

Notizie aggiornate e supporto
«Il cento per cento dei comuni ticinesi dispone di centri PRU», ha sottolineato il direttore DI, Norman Gobbi. «Questi luoghi sono un tassello fondamentale per la sicurezza del nostro Cantone». Infatti, in situazioni straordinarie, dalle frane alle interruzioni delle comunicazioni, la popolazione potrà recarsi nei centri per avere notizie aggiornate e supporto. La rete ticinese aderisce a un progetto nazionale promosso dall’Ufficio federale della protezione della popolazione. In questo modo, il Cantone si allinea agli standard già adottati nel resto della Svizzera. In totale, nella Confederazione sono oltre 2.900 i punti previsti. «Non inventiamo nulla di completamente nuovo – ha osservato Gobbi – ma riprendiamo e adattiamo alle esigenze attuali un sistema di sicurezza già esistente ». I siti rappresentano un ulteriore tassello a favore della sicurezza. «Per ora il sistema di allerta prevede sirene d’allarme, AlertSwiss, Radio FM e il dispositivo d’emergenza ICARO. In futuro vorremmo l’introduzione del Cell Broadcast, un sistema con il quale si viene avvisati via telefono con una notifica push», conclude Gobbi. Lo scopo dei centri PRU è quello di diramare informazioni ufficiali, dare e ricevere aiuto. Oltre a questo, l’eventuale apertura dei siti è indicata tramite l’applicazione per smartphone AlertSwiss, canali ufficiali e attraverso i media. Ogni centro di raccolta è dotato dell’apposito cartello di segnalazione e di una radio Polycom: «Quest’ultima garantisce il collegamento con le autorità anche quando i mezzi convenzionali non funzionano», ha ricordato da parte sua Ryan Pedevilla, Capo della sezione del militare e della protezione della popolazione. Per l’aspetto operativo, la responsabilità diretta spetterà ai Comuni, che attiveranno i centri solo quando necessario. «L’apertura avviene in caso di crisi – ha precisato Pedevilla – quando la situazione richiede un contatto diretto con la popolazione». E la Protezione Civile? «Ha compiti differenti, ad esempio in una situazione in cui le antenne per la telefonia mobile hanno bisogno di essere riparate con urgenza, gli sforzi dei militi sarebbero interamente dedicati ad esse», spiega Pedevilla.

Monteceneri fiore all’occhiello
Presente all’incontro con la stampa anche il segretario comunale di Monteceneri, Curzio Sasselli. Il Comune, nato da diverse aggregazioni, è un esempio di come i centri PRU possano essere diffusi sul territorio. Monteceneri, infatti, dispone di ben 4 siti e di 8 responsabili comunali formati. «Abbiamo scelto luoghi facilmente raggiungibili, anche a piedi», ha spiegato Sasselli. E non sempre sarà necessario aprirli tutti: «Se il problema riguarda solo una zona, si attiverà il punto più vicino». Come detto, il Comune dispone di 4 centri, «ma non vi è un minimo o massimo di centri, la decisione spetta ai vari Municipi», aggiunge ancora Pedevilla.
Oltre all’infrastruttura, è stata curata la preparazione del personale e l’informazione alla cittadinanza. «Lo scopo finale è offrire un posto dove trovare informazioni affidabili e un contatto diretto con l’autorità», ha concluso Sasselli.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 17 marzo 2026 del Corriere del Ticino