Per l’Alta Leventina un fiume sicuro e vivibile

Per l’Alta Leventina un fiume sicuro e vivibile

Conclusi i lavori di rivitalizzazione e sistemazione idraulica del fiume Ticino

Per oltre un secolo l’obiettivo era domarlo, incanalarlo, tenerlo lontano dalle case per proteggere il Piano di Ambrì-Piotta dalle sue piene. Oggi il rapporto con il fiume Ticinocambia nuovamente: il corso d’acqua torna ad avvicinarsi al territorio e ai suoi abitanti. È uno degli impatti più concreti del progetto di rivitalizzazione e sistemazione idraulica presentato sabato ai laghetti Audan di Ambrì dal Dipartimento del territorio, dal Consorzio manutenzioneAlta Leventina e dalla Ritom SA. Nell’occasione è stato inaugurato anche il nuovo sentierotematico “Lungo il fiume”, che collega Airolo a Rodi. Il Consigliere di Stato Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi ha preso parte alla cerimonia sottolineando il valore strategico dell’intervento per il territorio. «Sono cresciuto in questa parte di valle e conosco bene il rapporto che la comunità ha sempre avuto con il fiume. Oggi assistiamo a una nuova fase di questa storia: un fiume Ticino più sicuro, ma anche più vicino alle persone e maggiormente integrato nel territorio».

Dal Ritom a un progetto da 8 milioni
Il progetto ha preso avvio nel 2015 parallelamente al rinnovo della concessione per lo sfruttamento delle acque del Ritom, che prevedeva misure compensative legate al corso del fiume. Da una prima proposta di intervento è poi nata un’operazione più ampia estesa all’intera tratta del Ticino tra Airolo e Rodi. Gli interventi avevano un duplice obiettivo:rafforzare la sicurezza delle zone edificabili e migliorare la gestione complessiva del corso d’acqua. Tra le opere principali figura il bacino di demodulazione da 100 mila metri cubi nell’ambito della nuova centrale di Piotta che consente di regolare i deflussi della centrale nel Ticino e di attenuare gli effetti dello sfruttamento intermittente dell’impianto idroelettrico.Il costo complessivo degli interventi ammonterà a circa 8 milioni di franchi, finanziati daCantone, Confederazione, CMAL e Ritom SA. Gobbi ha posto l’accento soprattutto sul carattere innovativo e coordinato del progetto. «Quanto svolto sul fiume Ticino qui in altaValle è un esempio emblematico e particolarmente riuscito di approccio integrato», ha dichiarato. «Parliamo di un progetto visionario che ha trovato applicazione concreta ancora prima di essere formalizzato nella nuova Legge sulla gestione delle acque entrata in vigore quest’anno».

«Le opere hanno retto all’alluvione del 2024»
Il Consigliere di Stato ha ricordato come il progetto abbia già superato la prova del nove sul campo. «Le alluvioni del 2024 hanno messo a dura prova il territorio, ma le opere realizzate hanno dimostrato la loro efficacia», ha sottolineato. «È la conferma che investire nella sicurezza e nella valorizzazione dei corsi d’acqua è una scelta giusta e lungimirante». Gobbi ha inoltre voluto ringraziare il Consorzio manutenzione Alta Leventina e i vari attori coinvolti nel progetto. «L’affiatamento e l’entusiasmo creati nel team di lavoro si sono rivelati determinanti per arrivare a questo risultato».

Dal Piano bonificato al nuovo rapporto con il fiume
Per il comparto di Ambrì-Piotta, quanto realizzato rappresenta anche un’evoluzione storica nel modo di concepire il rapporto tra il Ticino e il territorio circostante. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la bonifica del Piano di Ambrì-Piotta aveva infatti portato ad allontanare il fiume dagli abitati di Ambrì Sopra e Ambrì Sotto, privilegiando esigenze agricole, di protezione e di sviluppo del fondovalle. Oggi il paradigma è cambiato.Le nuove sistemazioni rispondono sì a esigenze di premunizione e sicurezza, ma anche alla volontà di rendere il corso d’acqua maggiormente fruibile e integrato nel territorio vissuto dalla popolazione. In altre parole, dopo oltre un secolo in cui il Ticino era stato progressivamente allontanato dagli abitati, il fiume torna ora ad avvicinarsi alle persone.

Il sentiero “Lungo il fiume”
Popolazione e turisti possono inoltre approfittare del nuovo sentiero tematico “Lungo il fiume”, sviluppato tra Airolo e Rodi. Undici pannelli informativi illustrano ai visitatori le opere realizzate, le caratteristiche del comparto fluviale e l’evoluzione degli interventi sul territorio.I contenuti saranno accessibili in diverse lingue e tramite un sito web dedicato. «Questo momento rappresenta anche un’occasione per divulgare, informare e sensibilizzare la popolazione», ha sottolineato Gobbi. «Il sentiero permette di comprendere i molti temi che ruotano attorno al fiume: dalla sicurezza idraulica allo sfruttamento delle acque, fino alla gestione del territorio». I lavori di genio civile sono stati collaudati nel 2025, mentre gli ultimi interventi forestali e le opere di finitura si concluderanno entro la fine del 2026.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 31 maggio 2026 de Il Mattino della domenica