Predisposti 160 Punti di raccolta d’urgenza per la popolazione in caso di situazione straordinaria
Dal 1° gennaio 2026 il Ticino dispone di una rete capillare di Punti di raccolta d’urgenza (PRU), attivabili in caso di eventi straordinari per fornire informazioni e prima assistenza alla popolazione. Si chiamano PRU – Punti di raccolta d’urgenza – e rappresentano un nuovo tassello nel sistema di protezione della popolazione ticinese. «Durante le situazioni eccezionali i normali canali di comunicazione possono risultare compromessi o funzionare solo parzialmente», spiega il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «Per questo è importante avere un luogo fisico, vicino a strutture pubbliche conosciute, dove le persone possano recarsi per ricevere informazioni affidabili e una prima assistenza».
Attivi solo in caso di situazione straordinaria
I PRU in Ticino sono 160 e non sono operativi tutto l’anno. Vengono attivati solo in caso di emergenza, su decisione delle autorità Comunali o Cantonali. La loro apertura viene comunicata tramite la piattaforma Alertswiss (www.alertswiss.ch), i canali ufficiali delle autorità e attraverso i media. Potrebbero entrare in funzione in caso di blackout prolungati, catastrofi naturali o altre situazioni che interrompono le normali vie di comunicazione. «Il principio alla base di questa iniziativa è semplice», continua Gobbi. «Non inventiamo nulla di nuovo. In un certo senso riprendiamo un sistema “di una volta”, aggiornandolo con gli strumenti tecnici necessari per affrontare le situazioni di oggi: un PRU è un’antenna sul territorio, un posto sicuro dove la popolazione può sapere cosa fare quando si verifica una crisi».
Il caso della Vallemaggia
Proprio alcuni eventi recenti hanno dimostrato quanto sia importante poter contare su punti di riferimento distribuiti sul territorio. «L’alluvione che ha colpito la Vallemaggia nel giugno del 2024 – ricorda Gobbi – ha evidenziato la necessità di disporre di una rete capillare capace di raggiungere rapidamente la popolazione. Il crollo del ponte di Visletto ha interrotto il collegamento stradale e gli approvvigionamenti. In questi momenti le persone devono sapere che esiste un luogo sicuro dove ricevere informazioni e un primo aiuto».
Informazioni, coordinamento e prima assistenza
In caso di situazione straordinaria, i PRU costituiscono il punto informativo ufficiale dove poter ottenere notizie aggiornate sull’emergenza in corso. A partire dal 1° luglio 2026 si potranno inoltre effettuare chiamate d’emergenza anche nel caso di interruzioni delle telecomunicazioni attraverso telefoni cellulari, la rete telefonica e internet. Altri possibili impieghi di questi nuovi punti sono la distribuzione di materiale di prima necessità, come acqua o mascherine igieniche. Il loro utilizzo sarà funzionale alla tipologia di crisi che si presenta.
Dalle centrali nucleari del Canton Argovia al federalismo
Il concetto dei Punti di raccolta d’urgenza nasce nel Canton Argovia, dove la presenza di diverse centrali nucleari ha portato le autorità a sviluppare una rete capillare di luoghi fisici in grado di informare rapidamente la popolazione in caso di necessità. L’esperienza argoviese si è dimostrata efficace ed è stata successivamente ripresa dall’Ufficio federale della protezione della popolazione, che ha deciso di estendere il modello a tutta la Svizzera, portando alla creazione di oltre 2’900 punti di raccolta d’urgenza sul territorio nazionale. «La Confederazione definisce il quadro legale e le linee guida», sottolinea Gobbi. «Il Cantone mette a disposizione il materiale e coordina l’attuazione, mentre i Comuni attivano e gestiscono i punti sul territorio. È un esempio concreto di come funziona il federalismo svizzero».
Il ruolo operativo dei Comuni
La prontezza operativa e la gestione dei PRU, come detto, sono garantite dai Comuni. «Ogni punto di raccolta dispone di almeno un responsabile comunale incaricato di fornire le informazioni ufficiali, gestire le chiamate di emergenza e coordinare le prime attività di supporto alle persone», spiega il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla. Il luogo è identificato da una segnaletica dedicata ed è dotato di strumenti operativi, tra cui le radio POLYCOM, che assicurano le comunicazioni anche in caso di interruzione delle reti tradizionali.
Il caso di Monteceneri
La distribuzione dei PRU tiene conto delle caratteristiche del territorio. Alcuni Comuni, soprattutto quelli di grandi dimensioni, dispongono di diversi punti di raccolta. È il caso di Monteceneri, dove negli scorsi giorni si è svolta la Conferenza stampa di presentazione. «Il nostro Comune è composto da cinque quartieri distinti», ha spiegato il segretario comunale Curzio Sasselli. «Per garantire a tutti i cittadini di raggiungere rapidamente un punto di riferimento abbiamo quindi creato quattro PRU». Una rete che rafforza il sistema di gestione delle emergenze e che, come sottolinea Gobbi, rappresenta «un ulteriore tassello a favore della sicurezza della popolazione». Ora, conclude il direttore del Dipartimento delle istituzioni, «è importante che ogni cittadino si informi su dove si trova il punto di raccolta d’urgenza più vicino al proprio domicilio. La responsabilità individuale rimane un principio cardine del nostro sistema di sicurezza». La posizione geografica di tutti i Punti di raccolta d’urgenza è consultabile online sul sito www.ti.ch/pru o sul geoportale della Confederazione.
Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 22 marzo 2026 de Il Mattino della domenica