“A Camorino si circola… sempre più spediti!”

“A Camorino si circola… sempre più spediti!”

Pratiche in aumento e tempi d’attesa pressoché azzerati

Una media di oltre 930 telefonate al giorno, 520’000 pratiche evase, più 63’000 collaudi effettuati: a testimoniare il fatto che la Sezione della circolazione sia uno dei servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale ci pensano, come d’abitudine, le cifre contenute nel rendiconto annuale pubblicato negli scorsi giorni dal Dipartimento delle istituzioni. Rendiconto dal quale si evincono pure tutta una serie di innovazioni volte a semplificare e velocizzare l’evasione delle pratiche, come ci conferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
“Quando si ha a che fare con una mole di lavoro come quella della Sezione della circolazione, l’efficienza diventa un imperativo e i servizi devono essere sempre alla ricerca di soluzioni per offrire un servizio che sia il più celere e funzionale possibile, poiché non bisogna mai dimenticarsi che dietro ad ogni pratica e ad ogni richiesta c’è sempre un cittadino la cui soddisfazione deve essere una delle “mission” del nostro Dipartimento. In questo senso alla Sezione della circolazione si è lavorato intensamente per perseguire questo obiettivo: si pensi al fatto che tramite il sito internet della Sezione un utente può spostare la data fissata per il collaudo, decidere il momento a lui più consono per svolgere l’esame pratico per ottenere la licenza di condurre, modificare l’indirizzo del proprio domicilio in caso di trasloco o ancora pagare le e-fatture”.
Dal rendiconto si evince inoltre che i tempi di attesa agli sportelli del Servizio immatricolazioni si sono pressoché azzerati. È davvero così?
“Si, e questo è un obiettivo di cui vado molto fiero! Le lunghe attese agli sportelli della Sezione della circolazione sono fortunatamente solo un ricordo: grazie alla possibilità di evadere le pratiche su appuntamento l’utente non si ritrova più a dover attendere che vengano disbrigate le pratiche di chi è arrivato prima di lui, ma può recarsi allo sportello al momento prestabilito, praticamente senza attese. Ridurre i tempi di attesa è stato inoltre possibile anche grazie alla possibilità di trasmettere le pratiche di immatricolazione per posta con la garanzia di evasione entro 24 ore.”
I cambiamenti, tuttavia, non sempre vengono accolti con il dovuto entusiasmo, e con una mole di lavoro come quella riportata nel rendiconto non è sempre facile accontentare tutti, specie in considerazione del fatto che la produttività della Sezione della circolazione è aumentata rispetto all’anno precedente (è in crescita il numero dei collaudi eseguiti, delle licenze di condurre rilasciate, come pure quello di automobili e moto immatricolate). Ma la soddisfazione del cittadino – ci assicura il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – resta una priorità. “Proprio nel contesto del progetto “Servizio eccellente”, il quale nasce con la volontà di rafforzare e migliorare l’interazione tra il cittadino e le istituzioni andando ad agire sul modo in cui il servizio viene offerto, invitiamo gli utenti della Sezione della circolazione ad esprimere la loro opinione sul grado di soddisfazione dei servizi di cui hanno usufruito, tramite degli strumenti presenti in loco oppure tramite un breve sondaggio. I risultati finora raccolti sono incoraggianti!” conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Attività intensa alla Sezione della circolazione

Attività intensa alla Sezione della circolazione

Comunicato stampa

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2021 mostrano infatti che sono state quasi 520’000 le pratiche evase, con una media di oltre 930 telefonate ricevute ogni giorno. Grazie alle possibilità sempre più apprezzate di effettuare pratiche online, per posta, o di depositare nell’apposita bucalettere all’esterno della sede di Camorino le richieste per targhe e documenti con la garanzia di evasione in 24 ore, ma pure di richiedere un appuntamento personalizzato sono stati pressoché eliminati i tempi di attesa agli sportelli del Servizio immatricolazione. La modifica del calcolo dell’imposta di circolazione è pendente in Parlamento dal 2019.

Il rendiconto della Sezione della circolazione mostra un andamento leggermente al rialzo rispetto all’anno precedente per quanto attiene al numero delle 519’495 pratiche gestite dai diversi settori, per un introito finanziario complessivo di 169’387’621.52 franchi.
La situazione sul fronte delle immatricolazioni inverte il trend di diminuzione cominciato nel 2018. Il parco veicoli cantonale infatti ha visto un leggero aumento passando a 324’016 nel 2021 dai 322’284 veicoli del 2020 (+1’732 unità, pari allo 0.5%). L’aumento più marcato si è visto nelle immatricolazioni di motoveicoli, passati a 47’140 nel 2021 dai 43’017 del 2020, con un aumento vicino al 10%.
Per quanto riguarda il Servizio conducenti, le licenze di condurre attive al 31.12.2021 erano 304’954, ovvero 3’999 in più rispetto alle 300’955 attive un anno prima (+1.33%). Nel corso del 2021 sono state rilasciate 9’901 licenze per allievi conducenti (-7.79% rispetto al 2020) mentre sono 21’423 le licenze di condurre rilasciate (+9.45% rispetto al 2020).
Per quanto concerne invece il Servizio navigazione si riscontra una diminuzione del numero di natanti immatricolati passando dai 6’666 del 2020 ai 6’560 del 2021, ovvero 106 unità in meno, corrispondenti ad una diminuzione del 1.59%. È per contro aumentato il numero dei collaudi eseguiti (dai 1’311 del 2020 ai 2’318 del 2021, ovvero il 76.81% in più) come pure le licenze di condurre rilasciate (510 nel 2021, con un aumento del 18.6% rispetto alle 430 del 2020).
I dati dell’Ufficio giuridico confermano sostanzialmente il volume di pratiche dell’anno precedente. Il numero complessivo delle decisioni emanate nel 2021 è stato di 59’754 (+0.32% rispetto al 2020). Complessivamente il dato statistico rilevato nel 2021 conferma la flessione, già registrata nel 2020, delle segnalazioni d’infrazioni alle norme della circolazione di competenza dell’Ufficio giuridico nel periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19.
I collaudi eseguiti sono aumentati del 14%, passando da 55’424 a 63’137. Nonostante vi sia stato un marcato incremento non sono ancora stati raggiunti i livelli del biennio 2018-2019, questo anche perché parte delle risorse sono state impiegate recupero degli esami di guida non eseguiti nel 2020 in ragione della pandemia, la quale – a causa delle misure per garantire un adeguato distanziamento sociale – ha pure influito sul numero di collaudi effettuati.
Gli esami di guida teorici nel 2021 sono stati 7’217 contro i 6’670 del 2020 (+547) mentre sono stati eseguiti 10’284 esami di guida pratici contro gli 8’415 del 2020 (+1’869).
Per quanto riguarda il contatto con i cittadini, il 2021 è stato il terzo anno completo al Contact Center con l’utilizzo del nuovo sistema IVR (Interactive Voice Response – Risposta Vocale Interattiva). I benefici sono stati evidenti con un miglioramento della gestione del flusso delle telefonate che ha permesso di ridurre i tempi d’attesa per l’utenza a fronte delle 930 chiamate giornaliere medie. Ulteriore dato significativo per quanto attiene all’orientamento del servizio reso al cittadino è la quasi totale eliminazione del tempo di attesa agli sportelli del Servizio immatricolazioni grazie all’implementazione del sistema di appuntamenti, incontrando la soddisfazione di gran parte dell’utenza unitamente all’inoltro di pratiche per posta con la garanzia di evasione in 24 ore.
Il 23 novembre 2021 la Sezione della circolazione è stata il primo Ufficio dell’Amministrazione cantonale a dotarsi delle nuove fatture con codice QR. Annualmente la Sezione della circolazione emette circa 580’000 fatture, l’introduzione della fattura QR permette in particolare agli utenti di effettuare i pagamenti anche digitalmente, in modo rapido e semplice tramite scansione. Inoltre, dal 1° dicembre 2021 è stata introdotta la possibilità di effettuare pagamenti presso gli sportelli della Sezione tramite terminali per carte di credito.
A livello informatico il 2021 è stato il secondo anno completo con il nuovo sito della Sezione della circolazione consultabile all’indirizzo www.ti.ch/circolazione con un approccio più orientato all’utenza e con la predisposizione di procedure guidate. Il sito della circolazione – con più di mezzo milione di visite e un totale di oltre 2.9 milioni di pagine visualizzate – risulta essere uno dei più visitati dell’intera Amministrazione cantonale.

Sempre particolarmente apprezzati dai cittadini i numerosi servizi online offerti quali la modifica online della data del collaudo, la modifica dell’indirizzo di domicilio, l’appuntamento per l’esame pratico e la ristampa targhe che riscontrano un sempre maggiore utilizzo.

Le aste online – introdotte a partire da inizio maggio 2017 – hanno garantito un introito nel 2021 di Fr. 633’300, mentre l’introito della vendita targhe a prezzo fisso ammonta a Fr. 225’400, per un totale complessivo di Fr. 860’945. Risultato superiore ai Fr. 734’990 del 2020, annata in cui il sito per la vendita era stato disattivato per alcuni mesi. Come già per le aste tradizionali, parte degli introiti viene devoluto ai programmi di prevenzione “Strade sicure”, “Acque sicure” e “Montagne sicure” del Dipartimento delle istituzioni.

La formula di calcolo dell’imposta di circolazione 2021 delle automobili non ha subito modifiche rispetto a quelle del 2019 e 2020, poiché il Messaggio licenziato dal Governo per la modifica della formula dell’imposta di circolazione è pendente in Gran Consiglio dal 2019. Anche i coefficienti bonus/malus sono rimasti invariati, permettendo di mantenere la riduzione complessiva del gettito di oltre 5 milioni di franchi rispetto all’ipotetico gettito senza la modifica di questi parametri, come già nel 2019 e nel 2020.

Durante il periodo COVID-19 tutti i servizi della Sezione sono stati costretti ad adottare misure che ne hanno condizionato l’attività, malgrado ciò hanno saputo adattarsi, grazie anche ai formulari online, andando a potenziare l’evasione di pratiche inviate per posta, o depositate nell’apposita bucalettere esterna, impegnandosi con successo a ritornare i documenti per posta entro 24h o accogliendo l’utenza su appuntamento.

Arriva la targa rossa per i portabici

Arriva la targa rossa per i portabici

Una terza targa, di colore rosso, per i cosiddetti ‘portabici’ o ‘portatutto’. Una novità che sarà introdotta dal prossimo 1° marzo in Svizzera e potrà essere richiesta alla Sezione della circolazione di Camorino. Tecnicamente è chiamata ‘targa per sistemi di trasporto’ e si può già ordinare al costo di 20 franchi ‘una tantum’ nel suo formato lungo (50 cm x 11 cm). Le prime consegne dovrebbero arrivare a fine marzo. Ustra sottolinea che risponde alle esigenze di praticità espresse dagli utenti della strada, “ma dovrebbe al contempo incoraggiare gli stessi a smontare il sistema di trasporto quando non viene utilizzato, alleggerendo il peso del veicolo, favorendone l’aerodinamica e riducendo di conseguenza i consumi e le emissioni di CO2”.
“I Paesi confinanti con la Svizzera hanno già confermato il riconoscimento della nuova targa e questa potrà quindi essere utilizzata senza problema alcuno nel Principato del Liechtenstein, in Austria, in Francia, in Germania, in Italia, oltre che in Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna e Gran Bretagna”, si legge in un comunicato dell’Ufficio della circolazione diretto da Aldo Barboni. «Si tratta di una targa che non avrà valore giuridico a sé stante e dovrà infatti essere utilizzata solo in combinazione con le regolari targhe di controllo bianche», ci spiega Barboni. Di conseguenza, continua, questa targa potrà essere rilasciata solo a chi già possiede un veicolo immatricolato. Non è però obbligatoria. «Gli utenti della strada che già oggi montano un portabici e spostano regolarmente la propria targa posteriore potranno continuare a farlo», commenta Barboni.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 23 febbraio 2022 de La Regione

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15111073

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 22 febbraio 2022 de Il Quotidiano

Introduzione della targa per sistemi di trasporto

Introduzione della targa per sistemi di trasporto

Comunicato stampa

Il Dipartimento dello istituzioni informa che a partire dal 1° marzo 2022 sarà introdotta in Svizzera una targa destinata ai sistemi di trasporto posteriori, i cosiddetti “portabici” o “portatutto”. L’introduzione della targa per sistemi di trasporto era richiesta da più parti da alcuni anni, vista la sempre maggiore diffusione di questi sistemi di trasporto. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) si è quindi prodigato per introdurre in tempi brevi questa novità.  

L’introduzione della targa per sistemi di trasporto era richiesta da più parti da alcuni anni, vista la sempre maggiore diffusione di questi sistemi di trasporto. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) si è quindi prodigato per introdurre in tempi brevi questa novità.  
Nelle istruzioni rilasciate ai Cantoni, USTRA sottolinea che la nuova targa risponde alle esigenze di praticità espresse dagli utenti della strada, ma dovrebbe al contempo incoraggiare gli stessi a smontare il sistema di trasporto quando non viene utilizzato, alleggerendo il peso del veicolo, favorendone l’aerodinamica e riducendo di conseguenza i consumi e le emissioni di CO2. La targa per il sistema di trasporto dovrà riportare il numero delle targhe del veicolo su cui è montato, ma sarà stampata su sfondo rosso anziché bianco. 
I Paesi confinanti con la Svizzera hanno già confermato il riconoscimento della nuova targa e questa potrà quindi essere utilizzata senza problema alcuno nel Principato del Liechtenstein, in Austria, in Francia, in Germania, in Italia, oltre che in Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna e Gran Bretagna. USTRA prevede che questo elenco si amplierà ulteriormente, essendo in attesa di risposte ufficiali da diversi Paesi. 
Si tratta di una targa che non avrà valore giuridico a sé stante e dovrà infatti essere utilizzata solo in combinazione con le regolari targhe di controllo bianche. Tuttavia, non bisogna confondere questa assenza di valore giuridico con l’applicazione dell’art. 97 della Legge federale sulla circolazione stradale, che prevede una sanzione per chi, tra le altre, utilizza targhe alterate o contraffatte o utilizza targhe non rilasciate per il veicolo su cui sono apposte, ad esempio su un rimorchio per il trasporto di cose o su un veicolo che necessita di un’immatricolazione. 
È importante sottolineare che non vi è alcun obbligo di utilizzo di questa targa. Gli utenti della strada che già oggi montano un portabici e spostano regolarmente la propria targa posteriore potranno continuare a farlo. Coloro che fossero interessati a ottenere una targa rossa, potranno richiederla alla Sezione della circolazione, che a partire da oggi, martedì 22 febbraio, aprirà le ordinazioni sul proprio sito internet. A causa dei problemi di approvvigionamento che coinvolgono in questo periodo diversi settori produttivi, a livello federale le prime targhe rosse saranno distribuite solo verso la fine di marzo.  
La nuova targa sarà disponibile unicamente nel formato “lungo” (50 cm x 11 cm) e avrà un costo una tantum di CHF 20.-. I tempi di produzione da considerare saranno di 10-12 giorni, ma potrebbero allungarsi in caso di un numero particolarmente elevato di richieste. Una volta stampate le targhe saranno inviate per posta direttamente al domicilio del richiedente o potranno essere ritirate presso un posto della Polizia cantonale a scelta del richiedente. 
Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito internet della Sezione della circolazione (www.ti.ch/circolazione) o dell’Ufficio federale delle strade.     

Imposte di circolazione 2022

Imposte di circolazione 2022

Comunicato stampa

In questi giorni, i detentori di un veicolo immatricolato riceveranno al loro domicilio la fattura dell’imposta di circolazione 2022. La stessa potrà essere pagata entro il 1. marzo 2022 e sarà analoga a quella del 2021. L’imposta di circolazione di base non è infatti stata modificata. La nuova formula di calcolo, contenuta nel messaggio 7670 approvato dal Governo il 12 maggio 2019, è tuttora al vaglio del Parlamento e si prefigge di allineare le imposte di circolazione richieste in Ticino alla media nazionale, seguendo i principi di sostenibilità ambientale e di copertura dei costi dell’infrastruttura stradale.  

Per il 2022 il totale fatturato dal Cantone per le imposte di circolazione ammonterà a 134.4 milioni di franchi – importo di poco superiore al 2021 – al quale si aggiungono circa 3.6 milioni per le imposte di navigazione. Con riferimento unicamente alle 225’042 automobili immatricolate alla fine del 2021 (2020: 224’887) l’ammontare dell’imposta di circolazione 2022 sarà di 104.8 milioni di franchi, leggermente inferiore al gettito del 2021 (104.9 milioni). Al 31 dicembre 2021 l’intero parco veicoli ticinese si attesta a ben 324’017 unità.
Come detto, l’imposta di circolazione 2022 delle automobili non ha subito modifiche rispetto a quella del 2019, 2020 e del 2021, così come i coefficienti bonus-malus, legati alle emissioni di CO2 dei veicoli immatricolati per la prima volta dopo il 01.01.2009. Tali coefficienti sono stati riconfermati, permettendo di mantenere la riduzione complessiva del gettito di oltre 5 milioni di franchi rispetto all’ipotetico gettito senza la modifica di questi parametri, come già nel 2019, 2020 e nel 2021.
Per il pagamento dell’imposta – da saldare entro il 1. marzo 2022 – vi è la possibilità di usufruire della procedura elettronica (e-fattura) che a partire da quest’anno conterrà anche sotto forma di allegato PDF l’abituale volantino informativo, intitolato “Info mobilità 2022”, che fino al 2021 era incluso unicamente nella busta inviata per posta. Da segnalare che la Sezione della circolazione è stata il primo Ufficio dell’Amministrazione cantonale a dotarsi, nel corso del mese di novembre 2021, delle nuove fatture con codice QR.
Annualmente la Sezione della circolazione emette circa 580’000 fatture, l’introduzione della fattura QR permetterà in particolare agli utenti di effettuare i pagamenti anche digitalmente, in modo rapido e semplice tramite scansione.
Nel corso dell’emergenza sanitaria, che richiedeva e tutt’ora richiede numerosi accorgimenti tra cui il distanziamento fisico, e con la necessità di continuare il disbrigo delle pratiche, è stato introdotto il nuovo sistema di gestione degli sportelli tramite appuntamenti, fissabili via telefono ed e-mail. Un sistema che ha dato ottimi risultati, incontrando la soddisfazione di gran parte dell’utenza unitamente all’inoltro di pratiche per posta con la garanzia di evasione in 24 ore. 

Sezione della circolazione: sportelli chiusi durante le festività

Sezione della circolazione: sportelli chiusi durante le festività

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, tramite la Sezione della circolazione, informa gli utenti che, considerata la particolare situazione legata al coronavirus, gli sportelli di Camorino rimarranno chiusi durante le festività, più precisamente dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 (compresi).
Durante questo periodo verrà garantita l’evasione delle pratiche che giungeranno tramite posta o depositate nell’apposita bucalettere collocata all’esterno della sede di Camorino.
Sul sito www.ti.ch/circolazione è disponibile lo sportello online con informazioni su pratiche e formulari. Gli esami di guida e i collaudi si svolgeranno regolarmente.
Ulteriori cambiamenti dovuti a eventuali provvedimenti restrittivi decisi dalle autorità verranno puntualmente comunicate.

Certificazione ISO 9001:2015 brillantemente superata dalla Sezione della circolazione

Certificazione ISO 9001:2015 brillantemente superata dalla Sezione della circolazione

Comunicato stampa
Il Dipartimento delle istituzioni comunica che l’Ufficio tecnico (gestione dei collaudi per i veicoli stradali e gestione dei permessi di trasporti speciali) della Sezione della circolazione di Camorino ha di recente ottenuto in modo brillante la certificazione di qualità ISO 9001. Un’attestazione che dimostra la costante ricerca delle migliori soluzioni per soddisfare la numerosa clientela che si rivolge a questo essenziale servizio dell’amministrazione cantonale.
La Sezione della circolazione ha avviato nel corso del 2018 un progetto organizzativo per l’analisi dei processi interni, dei flussi e delle competenze volto all’ottenimento della Certificazione ISO 9001:2015.
Il progetto per la Certificazione ISO ha riguardato i seguenti campi d’applicazione:

  • esecuzione di controlli tecnici (collaudi) conformemente all’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV);
  • gestione dei permessi di trasporti speciali.

Le audizioni svolte nel corso del mese di maggio hanno permesso alla Sezione della circolazione di ottenere la Certificazione ISO 9001:2015 con il massimo punteggio da parte dell’Ente di accreditamento, che ha evidenziato l’eccellente qualità organizzativa e la rapidità nell’erogazione del servizio all’utenza.
Nelle ultime due legislature il Dipartimento delle istituzioni si è impegnato nello snellire le procedure burocratiche, così da rendere più rapida e soddisfacente l’interazione fra la cittadinanza e i servizi cantonali. La Sezione della circolazione ha quindi evoluto le proprie prestazioni per dare una risposta sempre più mirata alle aspettative dei cittadini e dei partner di riferimento. Nei prossimi mesi si intende proseguire con quanto avviato dando ancora più risalto alla qualità dei servizi offerti.

Didascalia:
Il Capo sezione avv. Cristiano Canova (sulla sinistra) con l’ing. Christian Cattaneo Capo Ufficio tecnico con la Certificazione ISO 9001.

Uno Stato meno esoso va a favore dei ticinesi

Uno Stato meno esoso va a favore dei ticinesi

Il Consigliere di Stato spiega la nuova imposta di circolazione

L’obiettivo era chiaro da alcuni anni: far pagare meno imposte di circolazione ai ticinesi. Con il nuovo sistema di calcolo approvato dal Governo settimana scorsa il risultato è stato raggiunto. “Una sfida non facile – commenta il Consigliere di Stato Norman Gobbi – perché i fattori in gioco erano molteplici. Da un lato favorire chi circola con vetture efficienti, che producono meno emissioni di CO2 e quindi meno inquinamento, ma dall’altro nemmeno penalizzare eccessivamente chi guida un’auto, diciamo, normale. Si è tenuto conto anche dell’impatto che una vettura ha sull’infrastruttura stradale e dei costi che genera.  E poi il criterio più importante era quello di far rientrare l’importo di queste imposte nella media svizzera o al di sotto. Ci siamo riusciti, abbassando del 5% il totale della cifra che i ticinesi pagano allo Stato per viaggiare sulle strade. Una diminuzione di 5 milioni di franchi. Mi sembra per il momento una buona operazione, pensando che si può sempre fare meglio, ma che non sempre il meglio è pure fratello del giusto”.

Intanto però piovono le critiche, che non sono mancate in tutta la fase che ha preceduto questa proposta fatta propria dal Governo: “Beh, lo sappiamo: l’imposta di circolazione – sottolinea il direttore del Dipartimento delle istituzione Norman Gobbi – è uno dei temi più sentiti, perché tocca sostanzialmente tutti noi. Adesso vedremo che cosa deciderà di fare il Parlamento (al quale affidiamo pure la possibilità di intervenire direttamente nei prossimi anni definendo il gettito totale da prelevare mediante l’imposta di circolazione) e capiremo pure se questa soluzione verrà sottoposta al giudizio del popolo. Ricordo che sono state presentate due iniziative popolari a tal riguardo. Da parte mia sono soddisfatto del risultato ottenuto, perché finalmente con questa formula semplice si premiano le vetture che hanno un minor impatto dal punto di vista ambientale e da quello dell’uso dell’infrastruttura stradale, riuscendo a ridurre mediamente in costi per gli automobilisti ticinesi e a essere per tante categorie di vetture molto al di sotto dei costi che invece pagano i cittadini del resto della Svizzera. Respingo poi categoricamente la critica di chi sostiene che non si diminuirà l’incasso totale sulle imposte di circolazione. Se dovessimo mantenere l’attuale sistema di calcolo, nelle casse dello Stato – facendo le proiezioni – entrerebbero 112 milioni di franchi nel 2022. Con la soluzione proposta invece i ticinesi pagheranno in totale 103,7 milioni di franchi nel 2022. Una bella differenza! In più le entrate legate all’imposta di circolazione corrispondono ai costi per il mantenimento dell’infrastrutturale stradale. Sbaglia quindi chi sostiene che non c’è il nesso di causalità”.

Come detto ora la parola passa al Gran Consiglio. Il Governo dal canto suo chiede che questo disegno di legge venga considerato quale controprogetto all’iniziativa popolare “Per un’imposta di circolazione più giusta”, mentre esorta a respingere l’altra iniziativa del PPD “Gli automobilisti non sono bancomat”.

Emissioni e peso: fatta la tassa

Emissioni e peso: fatta la tassa

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 19 giugno 2019 de La Regione

Il governo approva all’unanimità il nuovo calcolo, che tiene conto al 70% delle emissioni di CO2 e al 30% della massa del veicolo.
Gobbi: ‘Parametro necessario vista l’usura della strada’.
Più l’auto inquina e pesa, più costosa sarà la targa. Il nuovo calcolo dell’imposta di circolazione, approvato all’unanimità dal Consiglio di Stato nella seduta di una settimana fa, semplifica drasticamente l’attuale formula (basata sul principio bonus/malus), considerata oltre che troppo complessa anche non più adatta al parco veicoli attuale. L’impatto ambientale dei mezzi continuerà a costituire il parametro principale per stabilire l’ammontare della tassa, grazie al valore di emissioni di CO2 (che impatta per i due terzi sull’importo complessivo). Valore considerato dal governo come “criterio semplice e conosciuto, di utilizzo ormai generalizzato” anche se – ci permettiamo di constatare – non è registrato sulla carta grigia ma va cercato sulle schede tecniche delle automobili. Valore che poi va moltiplicato per un coefficiente “con l’obiettivo di privilegiare le vetture meno inquinanti e maggiormente rispettose dell’ambiente”, scrive il governo. A questo si aggiunge il secondo parametro, quello della massa a vuoto. «L’elemento del peso del veicolo deve essere considerato visto l’impatto che il mezzo ha sul manto stradale, e conseguente usura dell’asfalto», osserva Norman Gobbi durante la presentazione alla stampa del messaggio governativo, frutto degli approfondimenti di un gruppo di lavoro. Il capo del Dipartimento delle istituzioni è consapevole che è proprio quell’elemento – il peso del veicolo – ad aver suscitato reazioni contrarie in sede di consultazione, e non solo. È ancora pendente l’iniziativa popolare del Ppd che suggerisce di rinunciare a questo parametro per non penalizzare le famiglie (leggi sotto). Ma anche sul fronte delle automobili elettriche il peso «penalizza» di fatto una categoria, come ammette anche Cristiano Canova, capo della Sezione della circolazione. «Considerato che si tiene conto in misura maggiore delle emissioni di CO2 (per le auto elettriche pari a zero, ndr), riteniamo che questi veicoli siano già adeguatamente promossi». Ad essere promosse, stando agli “esempi pratici” elencati dall’Esecutivo, sono soprattutto le categorie di auto medie, coupé/sportive e di lusso. Mentre ci saranno conducenti delle auto più piccole che si troveranno in busta un aumento della fattura. Se così vorrà il Gran Consiglio, cui ora compete l’esame del messaggio, e al quale il governo prevede di lasciare un margine di manovra non per ritoccare il calcolo, bensì per intervenire sul gettito complessivo dell’imposta. Intanto, sulla base delle proiezioni, le entrate che il nuovo sistema dovrebbe generare dal prossimo anno di fatturazione (2020) «sono già state considerate» dal governo «nell’ambito del Preventivo 2020 del Cantone e della pianificazione finanziaria per i prossimi quattro anni», fa sapere il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta. Ricordando che il tema imposta di circolazione «rientra in un discorso più ampio», che vede «l’ente pubblico portare avanti anche politiche di tutela ambientale». Tornando ai soldoni, nel messaggio varato la settimana scorsa il Consiglio di Stato stima che con la nuova formula il gettito “nel 2022 sarà di circa 13 milioni di franchi inferiore al gettito previsto senza la riduzione di cinque milioni di franchi annui” decisa dallo stesso governo nel luglio 2018. Riduzione applicata dopo l’accoglimento parziale, da parte della Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello, dei ricorsi di tre conducenti (rappresentati dal Fat, il Fronte automobilisti Ticino) contro l’impennata dell’imposta del 2017. Un motivo in più per rivedere la formula del balzello.

Dal peso alla massa. Quella a vuoto, che “è più sociale”
Oggi sulla licenza di circolazione, comunemente nota come ‘carta grigia’, figura la dicitura ‘peso’ (a vuoto e totale). Un domani, se la nuova formula per il calcolo dell’imposta di circolazione otterrà luce verde dal Gran Consiglio, si parlerà di massa. Che sarà uno dei due criteri – l’altro sono le emissioni di CO2, il principale – per la quantificazione del balzello. Per la precisione verrà presa in considerazione la massa a vuoto.
“La massa – spiega anzitutto il Consiglio di Stato nel messaggio – è di fatto il solo criterio che permette di valutare l’impatto di un veicolo sull’infrastruttura stradale, anche se per quanto riguarda i veicoli leggeri le differenze tra un’automobile e l’altra e quindi l’impatto in base alla massa sono tutto sommato ridotte”. Detto questo, per quale ragione si userà la ‘massa a vuoto’ nel calcolare l’imposta? “Due – premette il governo – sono le tipologie di massa che possiamo considerare: quella ‘totale’ (termine con cui intendiamo il carico massimo con cui la vettura può circolare) e quella ‘a vuoto’ (ovvero il peso del veicolo pronto all’uso a cui viene sommato il peso del conducente)”. Ora, la massa totale, continua il messaggio, “è il dato teoricamente più corretto per definire l’impatto di un veicolo sulle strade: si tratta però di un’unità di misura poco sociale. La scelta di un veicolo più grande, e quindi generalmente più pesante e in grado di accogliere più persone, a volte è una necessità legata a questioni di praticità oggettiva: pensiamo alle famiglie numerose. A titolo d’esempio, tra una vettura sportiva e una familiare con la stessa ‘massa a vuoto’, basandosi sulla ‘massa totale’ quella familiare sarebbe tassata più di una vettura sportiva semplicemente per il fatto che può trasportare più persone, ciò che ne aumenta la ‘massa totale’”. Ragion per cui, annota il Consiglio di Stato, “la ‘massa a vuoto’ è il criterio da preferire in quanto tiene maggiormente conto degli aspetti sociali”.
Passando al criterio principale di imposizione, come ci si regolerà con le 7mila automobili (pari a circa il 3 per cento dei veicoli immatricolati nel cantone, indica il governo) che in Ticino non dispongono del dato concernente le emissioni di CO2? Sono veicoli provenienti dall’estero o da altri cantoni, soprattutto sono mezzi vecchi. “Il problema – assicura l’Esecutivo – è in ogni caso risolvibile calcolando questo valore facendo capo alla formula che viene utilizzata anche in altri casi simili”. Senza dimenticare che il numero di questi veicoli è in “progressiva diminuzione”.

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Strade Un colpo di gas per essere più svizzeri
Via libera dal Governo al nuovo calcolo per l’imposta di circolazione. Ad incidere saranno emissioni e peso dell’auto. Le fatture saranno meno salate e più vicine alla media nazionale. Al Parlamento il compito di controllare le entrate.

Il nuovo sistema per il calcolo dell’imposta di circolazione è servito. Dopo un iter tortuoso fatto di curve a gomito e una consultazione che aveva evidenziato non pochi malumori, il Consiglio di Stato ha presentato la formula sulla quale intende puntare per sostituire l’attuale modello bonus/malus, diventato insostenibile visto il progressivo aumento sulle nostre strade di automobili efficienti. In sintesi, se supererà lo scoglio del Parlamento a partire dal 2020 il calcolo dell’imposta di circolazione si baserà su due parametri: la massa a vuoto del veicolo e le emissioni di CO2. Il primo criterio – che inciderà per il 30% sulla fattura – verrà moltiplicato per un coefficiente fisso pari a 0,11, mentre per le emissioni di CO2 – che influiranno per il 70% sui costi – il coefficiente varierà da un minimo di 0,5 a un massimo di 3,4 in base al grado di inquinamento del veicolo (vedi anche grafico a lato). Un decisivo cambio di marcia che a mente del direttore delle Istituzioni Norman Gobbi consentirà di «favorire le vetture meno inquinanti e più leggere», permettendo al contempo di «allineare l’imposta di circolazione ticinese alla media nazionale, riducendo la fattura nei casi in cui la differenza con gli altri Cantoni era davvero significativa».

Tra Smart e Porsche

E le cifre lo dimostrano. Come evidenziato da Cristiano Canova, a capo della Sezione della circolazione, con la nuova formula i proprietari di una vettura di categoria «media» quale una Skoda Octavia riceveranno in bucalettere una fattura più leggera del 36,7% rispetto ad oggi (da 619 a 391 franchi). Buone notizie anche per le categorie sportive: per i conduenti di una Porsche Carrera l’imposta di circolazione scenderà del 49%, passando dagli attuali 1.623 a 825 franchi. Per contro, a sorridere un po’ meno saranno i proprietari di vetture più piccole quali Smart o Volkswagen Polo. I primi vedranno la fattura salire da 179 a 189 franchi mentre per i secondi l’aggravio sarà di circa venti franchi (da 211 a 230 franchi). «È chiaro che andando a toccare i parametri che definiscono la formula anche il risultato cambia – ha spiegato Canova –. Con il nuovo sistema di calcolo ad essere preponderanti saranno le emissioni di CO2. Di conseguenza, le automobili che pesano poco ma inquinano molto verranno tassate maggiormente. Allo stesso modo va ricordato che con la nuova formula l’imposta ticinese si avvicina alla media nazionale e in alcuni casi risulta ben più conveniente».

Parola al Gran Consiglio

Fatture più leggere che, va da sé, si tradurranno in minori entrate per le casse cantonali. Un minor gettito che «è già stato considerato nel Preventivo 2020 – ha assicurato il direttore del DFE Christian Vitta – come pure nella pianificazione finanziaria dei prossimi quattro anni». Detto in soldoni, a fronte di un aumento continuo del parco veicoli il Cantone ritiene che la nuova formula permetterà di contenere le entrate al di sotto dei 106 milioni di franchi l’anno. E qui sta un’altra delle novità. «Tenendo in considerazione che l’ente pubblico deve poter contare su risorse a sua disposizione», si legge nel messaggio, il Governo intende «introdurre un coefficente di adeguamento del gettito (ovvero una sorta di «moltiplicatore» non delle imposte comunale ma della circolazione, n.d.r.), la cui applicazione sia di competenza del Gran Consiglio e che permetta, in caso di necessità, di ottenere il gettito stabilito». Detto in altre parole spetterà al Parlamento decidere se, e in quale misura, ritoccare il coefficiente per generare un aumento o una diminuzione delle entrate andando così ad incidere sui bilanci dello Stato.

Chi accelera e chi frena

La palla passa ora nel campo del Gran Consiglio, ma le reazioni non si sono fatte attendere. In particolare, se il presidente dell’Unione professionale svizzera dell’automobile Roberto Bonfanti ha salutato con piacere il nuovo modello evidenziando che «riflette quella che è diventata una collaborazione sempre più stretta tra Stato ed economia privata», a tirare il freno è il PPD. Nel 2017, ricordiamo, il partito di Fiorenzo Dadò aveva lanciato due iniziative popolari denominate «Gli automobilisti non sono bancomat» e «Per un’imposta di circolazione più equa» – che avevano raccolto 23.116 sottoscrizioni – chiedendo non solo la restituzione dell’aumento deciso dal Governo per il 2017, ma anche di instaurare un’imposta di circolazione «più semplice ed equa». «Siamo soddisfatti solo a metà e di sicuro è presto per parlare di un ritiro delle iniziative», ha commentato a caldo Dadò. «Inoltre, noi avevamo chiesto di introdurre un tetto massimo di 80 milioni alle entrate mentre mi sembra che nella soluzione presentata la cifra sia ancora troppo alta. Per il momento, l’unico aspetto positivo è che grazie alle nostre iniziative il Consiglio di Stato si è attivato e il progetto presentato risolve alcuni problemi. Ma non tutti».

 

«Noi abbiamo tracciato la rotta, ma la decisione sarà dei cittadini»

Quando si parla di imposta di circolazione gli animi si accendono e trovare un sistema che accontenti tutti è una strada in salita. Perché la formula presentata dovrebbe trovare ampio sostegno?
«In questi ultimi mesi abbiamo visto che sul tema non c’è un’unità d’intenti. Da un lato c’è chi chiede di dare ancora più peso al criterio delle emissioni di CO2 mentre altri sostengono che la via migliore da percorrere sia quella di un sistema “50 a 50’’, dove massa e consumi della vettura incidano in egual misura nel calcolo. Da parte nostra abbiamo cercato di dare una risposta a tutte le necessità, in primis quella di ridurre il prelievo. E la nuova formula permette di diminuire considerevolmente il gettito annuo rispetto a quanto preventivato. Detto del fattore economico, il modello proposto risponde poi a una richiesta più ambientale: puntando l’attenzione sulle emissioni di CO2 favoriamo le auto efficienti senza andare a penalizzare la dimensione del veicolo che “pesa’’ sulla fattura solo nella misura del 30%. Allo stesso modo, introducendo la massa nel calcolo, non dimentichiamo l’impatto dei veicoli sull’usura delle strade. Mi sembra quindi che la soluzione proposta risponda pienamente alla richiesta di rendere più equa l’imposta di circolazione».

Detto della nuova formula una delle grandi novità è anche il passaggio del potere decisionale al Gran Consiglio che fungerà da «controllore». Con questa mossa il Consiglio di Stato vuole mettersi al riparo da future critiche?
«Mi sembra che quando il Governo si è assunto questa responsabilità qualcuno ci ha puntato il dito contro, accusandoci di esserci arrogati troppe competenze. Non da ultimo la Camera tributaria del Tribunale d’appello. Con questa modifica diamo veramente nelle mani del Parlamento, e in definitiva dei cittadini e degli automobilisti, il controllo su questo prelievo. Poi è chiaro che nella nuova formula abbiamo fissato noi i parametri per dare un deciso orientamento politico».

Quando Norman Gobbi sedeva tra i banchi del Gran Consiglio come deputato si è sempre detto contrario al sistema bonus/malus. Da consigliere di Stato perché attendere così tanto prima di presentare questa revisione?
«Innanzitutto posso dire di essere coerente perché il sistema bonus/malus non mi è mai piaciuto, non mi piace tuttora e infatti l’abbiamo superato. È però vero che c’è voluto molto tempo per un cambio di marcia. Il problema, quando si parla di imposta di circolazione, è che si può discutere quanto si vuole dei massimi sistemi ma, alla fine, ognuno guarda alla propria situazione. E trovare un modello che possa andare bene a tutti è praticamente impossibile. In questo senso l’obiettivo della nuova formula è quello di guardare al domani andando a premiare sempre di più i veicoli elettrici che, alla fine, pagheranno quasi unicamente in base al peso».

A rilanciare il dibattito era stata la stangata del 2017 alla quale, quest’anno, è seguito uno sconto del 5% sull’imposta. Si è trattata di una contromossa leghista?
«Non direi. La stangata arrivata con l’imposta non era dovuta al consigliere di Stato leghista ma rientrava nell’ambito del piano di risanamento. Poi l’evoluzione delle entrate ha permesso di rivedere questi rincari sulla fattura causati, non da ultimo, dal sistema bonus/malus dove a pagare erano sempre meno automobilisti. Per contro il vantaggio di questo nuovo sistema è che tutti verranno trattati allo stesso modo, indipendentemente dall’anno di immatricolazione (ma con l’eccezione delle auto d’epoca). Insomma: sarà premiata l’efficienza».

Se gli iniziativisti dovessero decidere di tirare dritto sarà per fare uno sgambetto al consigliere di Stato leghista?
«L’auspicio è che si arrivi a condividere questa soluzione. E il motivo è semplice: se una delle due iniziative dovesse passare l’intero meccanismo verrebbe rallentato e a perderci sarebbero gli automobilisti ticinesi».

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Servizio all’interno dell’edizione di martedì 18 giugno 2019 de Il Quotidiano

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Imposta di circolazione: approvato il nuovo sistema di calcolo

Imposta di circolazione: approvato il nuovo sistema di calcolo

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo sistema di calcolo per l’imposta di circolazione, il quale tiene in considerazione le emissioni di CO2 e la massa a vuoto del veicolo. Con l’approvazione del messaggio governativo viene data evasione anche alle due iniziative popolari pendenti: il Governo invita pertanto il Parlamento a considerare il nuovo testo di legge come controprogetto all’iniziativa “Per un’imposta di circolazione più giusta” e a respingere invece l’iniziativa “Gli automobilisti non sono bancomat”.
Questa mattina in conferenza stampa il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta, e il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnati dal Capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova e dal Presidente dell’Unione professionale svizzera dell’automobile Roberto Bonfanti hanno presentato il nuovo sistema di calcolo per l’imposta di circolazione.
La formula, posta in consultazione una prima volta nel 2017 e una seconda volta lo scorso mese di gennaio, prevede la somma della massa a vuoto del veicolo moltiplicata per un coefficiente fisso pari a 0.11 e delle emissioni di CO2 moltiplicate per un coefficiente variabile.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha evidenziato che l’obiettivo della nuova formula è quello di avvicinare l’imposta media cantonale alla media svizzera, riducendo l’imposta di circolazione nei casi dove la differenza con gli altri Cantoni era davvero significativa. Inoltre, ha spiegato il Direttore del DI, si intende contenere il gettito annuale dell’imposta sotto la soglia dei 105.8 milioni di franchi.
Dal canto suo, il Capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova ha illustrato alcuni esempi pratici relativi all’impatto che il nuovo metodo di calcolo avrà su alcuni dei modelli di automobili più venduti in Svizzera, dimostrando in tal senso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
L’intenzione del Governo, tenendo conto delle tempistiche legate all’iter parlamentare e all’evasione delle iniziative popolari, è di potere applicare il nuovo sistema di calcolo a partire dal 1. gennaio 2020.