Dubbi sui metodi di calcolo

Dubbi sui metodi di calcolo

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 21 agosto 2018 delle Cronache regionali RSI
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Dubbi-sui-metodi-di-calcolo-10797434.html

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 21 agosto 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10797464

Il capo della Sezione della circolazione non è completamente d’accordo con le ipotesi fatte da Mister Prezzi: “I metodi di calcoli e i modelli utilizzati sono un pochino dubbi”. Secondo Cristiano Canova l’unica tassa per cui il Ticino è sopra la media federale è quella per il collaudo e le tariffe hanno una differenza di circa 3-4 franchi per detentore all’anno.

Le tasse di circolazione in Ticino sono tra le più care in Svizzera, come rivelato dall’indagine svolta dal sorvegliante dei prezzi.
Gli automobilisti pagano il 59% in più rispetto all’indice di copertura dei costi.
Canova sostiene che è necessario chiarire i principi con cui sono imputate le spese contabili che incidono sui rendiconti delle sezioni cantonali.

Alcuni cantoni hanno ridotto le tasse mentre altri, come i Grigioni, dopo aver discusso la questione in Gran Consiglio hanno deciso di mantenere inalterate le tariffe. “La strada non è finita e si deve continuare ad abbassare fino al 100% della copertura dei costi”, ha ribadito Mister Prezzi.

 

Luce verde al Rally Ronde, ma Ivo Durisch non ci sta

Luce verde al Rally Ronde, ma Ivo Durisch non ci sta

Da Ticinonews.ch

La sezione della circolazione ha dato l’ok all’evento, che si terrà il 1° settembre. “Stiamo valutando un ricorso” dichiara invece il deputato PS

Rally Ronde: il Cantone dice sì. Il via libera alla manifestazione motoristica, che si svolgerà il prossimo primo settembre fra Isone, la Valcolla e il Mendrisiotto è stato notificato martedì sera a Comuni e organizzatori e verrà pubblicato sul Foglio Ufficiale. A dare l’ok la Sezione della circolazione che ha considerato rispettati sia i preavvisi dei Comuni del Basso Mendrisiotto, sia i vincoli del Piano di risanamento dell’aria.
Ma la polemica è ben lungi dal placarsi. Il fronte contrario all’evento si dice infatti già pronto a inoltrare ricorso. Il nodo questa volta è legato alla giornata pre-gara: ovvero il 31 di agosto.
Giorno in cui il PRA vieta manifestazioni motoristiche e in cui – allo stesso tempo – il programma del rally prevede due passaggi importanti: la sfilata delle vetture su corso San Gottardo e il controllo delle vetture che dovranno spostarsi attraverso le strade cantonali presso un’area industriale nel Comune di Balerna.
Decisamente contrario alla disputa della gara il 1. settembre, il PS Ivo Durisch, che spiega così le motivazioni del suo movimento ai microfoni di TeleTicino.
“Stiamo valutando l’eventuale ricorso, che ancora una volta sarà a ridosso del Rally, per cui, verosimilmente, non avrà nessun effetto, purtroppo, in barba ad una sentenza del tribunale cantonale amministrativo. L’anno scorso, la sentenza dello stesso tribunale recitava che “gli avvicinamenti alla gara e gli spostamenti per effettuare eventuali prove dal Mendrisiotto al Luganese, sono parte integrante del Rally, per cui, come tali, devono venir fatti dal 1. settembre in avanti. Se dovessero avvenie il 31 o il 30 agosto, questi violerebbero una sentenza del Tribunale federale e, in questo caso, valuteremo se fare ricorso”, conclude Durisch.
Assolutamente di parere contrario di Durisch, il capo della Sezione della Circolazione Cristiano Canova.
“Venerdì 31 agosto non è previsto nulla che necessiti dell’autorizzazione citata da Durisch. I trasferimenti cui fa riferimento la sentenza del tribunale amministrativo dello scorso anno, non si riferiscono ovviamente ai trasferimenti all’interno della gara, tra una prova speciale e l’altra, che si terranno soltanto il 1. settembre”, precisa Canova.
Insomma, i pareri divergono, ma la partita non sembra ancora chiusa. Anche perché, prosegue Durisch “Il grande problema di fondo resta: ed è un problema di principio: ci troviamo con un programma di risanamento dell’aria, che vieta manifestazioni motoristiche fino alla fine di agosto e ci ritroviamo con il via del Rally all’inizio di settembre. Ci sembra, comunque, una provocazione, che ci vuole far passare per i soli ‘cattivi’. Non è affatto così. La questione è grave, tanto che gli organizzatori avrebbero potuto far disputare la gara una settimana più tardi”, conclude il deputato PS in Gran Consiglio.

 

Targhe, meno 5% per tutti

Targhe, meno 5% per tutti

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 11 luglio 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10677896


Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 luglio 2018 de La Regione

A preventivo per l’anno prossimo saranno quindi inseriti 107,5 milioni, anziché 112,5
Chiunque possieda un veicolo immatricolato in Ticino, nel 2019 – e nei prossimi anni – pagherà un po’ di meno l’imposta di circolazione. La riduzione, ha reso noto ieri il governo, si aggirerà attorno al 5 per cento, ed è stata decisa dal Consiglio di Stato in seguito a tre sentenze, emesse in gennaio, della Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello. Sentenze che hanno accolto parzialmente i ricorsi di tre conducenti, rappresentati dal Fronte automobilisti Ticino, che lamentavano un incremento dell’imposta di circolazione prevista per il 2017 – e versata in eccesso anche per l’anno in corso – dovuto al nuovo sistema di calcolo degli ecoincentivi, con la riduzione del numero di chi può beneficiare di questo bonus, stabilito dal governo nell’ambito della manovra di risanamento del 2016. L’idea iniziale del Dipartimento delle istituzioni (Di) era di prevedere un rimborso per tutti coloro che hanno visto aumentare la tassa oltre il limite del 10 per cento, limite fissato dal Tribunale. Costo stimato, tra gli otto e i nove milioni. È comunque soddisfatto Norman Gobbi, direttore del Di, che rileva come quella decisa sia «una soluzione di compromesso che soddisfa tutti, magari con diverse sfumature, ed è anche più facile da attuare». Già, perché, continua Gobbi, «in Consiglio di Stato abbiamo optato per una diminuzione del prelievo di 5 milioni annui su tutti i detentori di autoveicoli, e non in maniera puntuale su chi avrebbe beneficiato degli aumenti ritenuti eccessivi dal Tribunale». Decisione, questa, presa «sì per una semplicità di comunicazione, ma soprattutto per la praticità e la sostenibilità dell’operazione, visto che calcolare il rimborso puntualmente per il 2017 e il 2018 quando i proprietari possono cambiare i veicoli diventava, amministrativamente, troppo oneroso». La soddisfazione del direttore delle Istituzioni è dovuta anche al fatto che «questa restituzione non sarà una tantum ma duratura nel tempo», e farà il paio con il nuovo sistema di calcolo per l’imposta di circolazione. Che non arriverà, comunque, prima del 2020. «Durante l’estate i tecnici finiranno le simulazioni sui vari modelli – annota Gobbi – poi il Consiglio di Stato elaborerà una proposta». Che terrà conto anche del fatto che le immissioni di CO2 diminuiscono, «e che il mercato automobilistico si sta orientando in questa direzione. La domanda di fondo che porremo sarà se mantenere il sistema degli ecoincentivi come deciso ormai dieci anni fa, o se oggi il mercato è abbastanza maturo e sta andando da solo verso un parco veicoli più efficace dal punto di vista ambientale, energetico e di emissioni». Se Gobbi è soddisfatto, lo è molto meno Fiorenzo Dadò, presidente del Ppd che, da noi raggiunto, commenta come questa decisione sia «un piccolo, minuscolo passo nella giusta direzione, ma insufficiente». Di più. «Noi abbiamo lanciato due iniziative: una per la restituzione completa degli aumenti, e parliamo di poco meno di 30 milioni; l’altra per la modifica completa della base di calcolo, perché il Ticino è il cantone più tartassato». Questa decisione del Consiglio di Stato, commenta Dadò, «la valuteremo, ma evidentemente siamo ancora parecchio distanti tra quanto proposto e il tenore della nostra iniziativa». La riduzione del 5 per cento, va da sé, per il presidente del Ppd «è davvero insufficiente. Se si troverà un punto d’intesa con il Gran Consiglio bene, sennò chiameremo la popolazione alle urne. Le nostre due iniziative restano in piedi».

 

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 luglio 2018 del Corriere del Ticino

Circolazione: uno sconto che vale 5 milioni
Con l’imposta del 2019 gli automobilisti beneficeranno di una riduzione media del 5% sull’importo dovuto.
Il cambio di rotta determinerà anche il prelievo futuro – Gobbi: «Una risposta indiretta alle iniziative PPD»

Il dossier era sul tavolo del Consiglio di Stato da alcune settimane e ieri si è sbloccato. Quale risposta alla decisione della Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello, che a inizio anno aveva accolto parzialmente tre ricorsi contro l’aumento delle imposte di circolazione per gli anni 2017 e 2018, si procederà a uno sconto generalizzato per tutti gli automobilisti. A beneficiare di una riduzione media del 5% sull’importo dovuto per il 2019 non saranno dunque unicamente i ricorrenti e quei detentori di veicoli confrontati con la stangata decisa lo scorso anno. Una proposta, quella del rimborso diretto, avanzata in gennaio dal Dipartimento delle istituzioni e che prevedeva il rimborso solo dei cittadini penalizzati, con un alleggerimento delle casse cantonali di 8 milioni (4 sul fatturato del 2017 e 4 su quello del 2018). Il Governo, come detto, ha però voluto correggere in parte il tiro. E dopo aver analizzato le possibili modalità di restituzione, «al fine di garantire la stabilità a lungo termine delle finanze cantonali» ha deciso di «ridurre di cinque milioni di franchi l’importo totale prelevato ogni anno tramite le imposta di circolazione delle automobili». Uno sconto che interesserà tutti, dunque, e che – tenuto conto della citata riduzione media del 5% – avrà i suoi primi effetti sul Preventivo 2019 dove sono stati inseriti «107,5 milioni di franchi, al posto dei 112,5 milioni inizialmente previsti». Nel 2018, lo ricordiamo, le automobili in circolazione registrate a Camorino hanno toccato le 227.908 unità.

Nuova formula in arrivo
A cosa è dovuta, quindi, la differenza di vedute tra Dipartimento ed Esecutivo? «Alla base di questa scelta c’è la volontà di introdurre una correzione che sia duratura nel tempo e non una tantum» spiega il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi: «Alla fine – aggiunge – si tratta di una soluzione anche più economica rispetto al rimborso puntuale. Quest’ultima modalità di restituzione avrebbe in effetti comportato non poche difficoltà procedurali e di conseguenza un incremento degli oneri amministrativi. Si pensi ad esempio ai casi di chi tra il 2017 e il 2018 ha deciso di cambiare il proprio veicolo». Per contro, sottolinea Gobbi, «una misura generalizzata può apparire meno soddisfacente ma quantomeno risulta più solida dal punto di vista legale». Sì perché l’Esecutivo ha fatto anche sapere che la diminuzione di 5 milioni del prelievo d’imposta «sarà inserita nel Preventivo 2019 tramite un apposito decreto legge». Ma non solo. «Quella del Governo è anche una risposta indiretta alle iniziative popolari del PPD, tutt’ora pendenti, per le quali sarà presentato un controprogetto nei prossimi mesi» precisa Gobbi. Per poi annunciare: «Le successive risposte ai cittadini arriveranno con il nuovo sistema di calcolo dell’imposta di circolazione. E in quest’ambito sarà importante capire se il vigente modello basato sugli ecoincentivi rimarrà, o se come altri Cantoni abbandoneremo questa leva e punteremo su altre modalità per ottenere una diminuzione generalizzata delle emissioni. Un trend, questo, al quale per altro contribuisce il progressivo sviluppo tecnologico del parco automobilistico». La prima versione della nuova formula presentata negli scorsi mesi dal Dipartimento prevedeva però ancora, quale variabile per il calcolo d’imposta, il valore delle emissioni. «Il mantenimento o meno di questo principio – per premiare quei veicoli più efficienti – rientra nelle varianti sulle quali dovrà esprimersi il Governo. Entro la fine dell’estate, finalizzati gli ultimi calcoli, la proposta definitiva dovrebbe essere pronta».
E sempre a proposito di bonus e malus. Con la mossa dello sconto generalizzato il Consiglio di Stato non viene meno al principio di neutralità finanziaria su cui si fonda l’attuale sistema di prelievo dell’imposta di circolazione? abbiamo chiesto al consigliere di Stato. «No perché l’intervento va a ridurre il prelievo fluttuante dei bonus/malus ma – in proporzione – l’importo base di ciascuna imposta». In ogni caso, ribadisce Gobbi, «il principio della neutralità finanziaria, fissato oggi nella legge, sarà uno degli elementi d’annullare con il nuovo sistema di calcolo».

 

 

 

 

 

Imposta di circolazione – Ridotto di 5 milioni l’importo fatturato

Imposta di circolazione – Ridotto di 5 milioni l’importo fatturato

Il Consiglio di Stato – accogliendo parzialmente la proposta del Dipartimento delle istituzioni – ha deciso di modificare il preventivo 2019 del Cantone, riducendo di cinque milioni di franchi il previsto ricavo dell’imposta di circolazione; i detentori di veicoli immatricolati in Ticino riceveranno di conseguenza una riduzione media di quasi il 5% sull’importo dovuto per il 2019. La correzione è destinata a rimanere in vigore in modo duraturo sui prossimi anni.

Dopo che la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello aveva parzialmente accolto tre ricorsi contro le imposte di circolazione per gli anni 2017 e 2018, il Dipartimento delle istituzioni aveva proposto al Consiglio di Stato di restituire gli importi versati in eccesso non solo ai ricorrenti, ma a tutti gli automobilisti ticinesi confrontati allo stesso problema. Nella seduta della scorsa settimana – dedicata all’analisi di alcuni dossier finanziari – il Consiglio di Stato ha analizzato nel dettaglio la questione, e ha deciso di dare seguito parzialmente alla richiesta del Dipartimento.

Dopo aver analizzato le possibili modalità di restituzione, alfine di garantire la stabilità a lungo termine delle finanze cantonali, il Governo ha deciso di ridurre di cinque milioni di franchi l’importo totale prelevato ogni anno tramite l’imposta di circolazione delle automobili. A preventivo per il 2019 saranno quindi inseriti 107,5 milioni di franchi, al posto di i 112,5 milioni inizialmente previsti. Ne consegue che i detentori di veicoli immatricolati in Ticino riceveranno una riduzione media di quasi il 5% sull’importo dovuto per il 2019.

Il Consiglio di Stato sottolinea infine che la diminuzione di cinque milioni di franchi del prelievo sarà inserita nel Preventivo 2019 tramite un apposito decreto di legge; la modifica è inoltre destinata a confluire nel controprogetto – che sarà presentato nei prossimi mesi – del Consiglio di Stato alle due iniziative popolari pendenti che riguardano l’imposta di circolazione.

Incassano multe, lettera a Berna

Incassano multe, lettera a Berna

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 5 giugno 2018 de La Regione 

Il Dipartimento istituzioni vuole vederci chiaro sulle società private che incassano multe per conto, dicono, degli Stati dove è stato violato il codice stradale. Lettera e domande a Berna.

Società che incassano multe per conto, sostengono le stesse, degli Stati dove è stato violato il codice stradale: il Dipartimento istituzioni vuole vederci chiaro. La Sezione cantonale della circolazione ha così scritto di recente a Berna, ponendo all’Ufficio federale di giustizia (Settore assistenza internazionale) una serie di domande. Perché – annotano nella lettera Cristiano Canova e Michele Isolini, rispettivamente responsabile e capo dell’Ufficio giuridico della Sezione – “a scadenze più o meno regolari siamo confrontati con il problema, che non sembra avere una soluzione chiara e definitiva”. Il problema? Una ditta privata, svizzera o estera, trasmette al conducente residente in Svizzera “un avviso di contravvenzione commessa all’estero, chiedendone il pagamento”. All’importo della multa, rileva ancora la Sezione della circolazione, “si aggiungono spese (a volte esorbitanti) e interessi”. Anche la comunicazione “è sovente lacunosa”. Ovvero: “non è chiara l’autorità” per cui la ditta agisce, “non viene garantita un’adeguata risposta” a eventuali richieste di precisazioni, lo scritto “presenta errori ortografici e una grafica poco professionale”. Fatto sta che “sono numerosi i conducenti” che, alla luce di queste situazioni, “si rivolgono” al Cantone. Come ha fatto anche il Fat, il Fronte automobilisti Ticino. Nella missiva indirizzata all’Ufficio federale di giustizia, la Sezione della circolazione chiede fra l’altro se, per essere valida, l’intimazione di una multa debba essere fatta dalla competente autorità o possa essere delegata a una società privata. Se l’intimazione è stata correttamente effettuata dall’autorità, in caso di mancato pagamento “la procedura d’incasso può essere assunta da una società privata?”. E ancora: “Vi è una differenza” se la società d’incasso è svizzera o estera? La società “può richiedere tasse e spese supplementari? Entro quali limiti? E interessi?”. L’articolo 271 del Codice penale svizzero, quello sugli atti compiuti nel nostro Paese senza autorizzazione per conto di uno Stato estero, “è applicabile alla presente fattispecie? A che condizioni?”. Altri quesiti: “È ipotizzabile un invito al Ministero pubblico della Confederazione a voler prestare particolare attenzione a questi casi?”. Ed “è possibile avere un elenco degli Stati con cui è stato concluso un accordo per regolamentare simili procedure?”. Si attendono risposte da Berna. «Il nostro obiettivo è capire che legittimazione hanno queste società, se agiscono effettivamente per questo o quel Paese – afferma il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi – . Vogliamo evitare, a tutela dei nostri cittadini, che si commettano abusi e truffe». Soddisfatto della lettera il presidente del Fat. «È necessario e urgente – dice Andrea Censi – che si faccia chiarezza»

Chiusura temporanea Sezione della circolazione e interruzione servizi online

Chiusura temporanea Sezione della circolazione e interruzione servizi online

Il Dipartimento delle istituzioni informa che venerdì 30 marzo 2018 tutti gli uffici e i servizi della Sezione della circolazione rimarranno eccezionalmente chiusi per permettere l’introduzione della nuova banca dati federale concernente l’ammissione alla circolazione. Per poter collegare il nuovo sistema, l’applicativo informatico della Sezione della circolazione sarà infatti messo fuori rete dal 30 marzo al 2 aprile 2018; pertanto anche i servizi online non saranno utilizzabili per tutta la durata dei lavori di manutenzione e saranno nuovamente disponibili a partire da martedì 3 aprile 2018.

L’attuale sistema composto da quattro diverse banche dati – MOFIS (che registra i dati relativi all’immatricolazione dei veicoli), FABER (che raccoglie i dati relativi ai conducenti) ADMAS (che documenta le misure amministrative) e TARGA (che raccoglie i dati relativi ai certificati tipo dei veicoli) – attivo da oltre trent’anni è ormai obsoleto e la manutenzione è possibile unicamente con notevole dispendio di risorse e di energie.

Da questa necessità e dal bisogno di centralizzare queste quattro differenti banche dati, è nata l’esigenza da parte dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) di offrire un nuovo sistema centralizzato – denominato sistema informativo di ammissione alla circolazione (SIAC) – molto più performante e capace di eliminare le ridondanze dovute alla presenza di dati di medesimi soggetti in diverse banche dati e sovrapposizioni tra Cantoni.

La scelta di introdurre il sistema nel fine settimana pasquale è stata concordata tra l’USTRA e tutti i Cantoni della Svizzera al fine di permettere l’installazione del sistema SIAC su tutti gli applicativi informatici delle varie Sezioni della circolazione cantonali.

Il Dipartimento delle istituzioni conferma il proprio impegno nello snellire le procedure burocratiche, così da rendere più rapida e soddisfacente l’interazione fra la cittadinanza e l’autorità cantonale. La Sezione della circolazione, uno degli uffici più sollecitati dell’Amministrazione cantonale, si conferma così una volta ancora all’avanguardia nell’alleggerimento delle procedure e nel miglioramento della qualità del servizio.