Uno Stato meno esoso va a favore dei ticinesi

Uno Stato meno esoso va a favore dei ticinesi

Il Consigliere di Stato spiega la nuova imposta di circolazione

L’obiettivo era chiaro da alcuni anni: far pagare meno imposte di circolazione ai ticinesi. Con il nuovo sistema di calcolo approvato dal Governo settimana scorsa il risultato è stato raggiunto. “Una sfida non facile – commenta il Consigliere di Stato Norman Gobbi – perché i fattori in gioco erano molteplici. Da un lato favorire chi circola con vetture efficienti, che producono meno emissioni di CO2 e quindi meno inquinamento, ma dall’altro nemmeno penalizzare eccessivamente chi guida un’auto, diciamo, normale. Si è tenuto conto anche dell’impatto che una vettura ha sull’infrastruttura stradale e dei costi che genera.  E poi il criterio più importante era quello di far rientrare l’importo di queste imposte nella media svizzera o al di sotto. Ci siamo riusciti, abbassando del 5% il totale della cifra che i ticinesi pagano allo Stato per viaggiare sulle strade. Una diminuzione di 5 milioni di franchi. Mi sembra per il momento una buona operazione, pensando che si può sempre fare meglio, ma che non sempre il meglio è pure fratello del giusto”.

Intanto però piovono le critiche, che non sono mancate in tutta la fase che ha preceduto questa proposta fatta propria dal Governo: “Beh, lo sappiamo: l’imposta di circolazione – sottolinea il direttore del Dipartimento delle istituzione Norman Gobbi – è uno dei temi più sentiti, perché tocca sostanzialmente tutti noi. Adesso vedremo che cosa deciderà di fare il Parlamento (al quale affidiamo pure la possibilità di intervenire direttamente nei prossimi anni definendo il gettito totale da prelevare mediante l’imposta di circolazione) e capiremo pure se questa soluzione verrà sottoposta al giudizio del popolo. Ricordo che sono state presentate due iniziative popolari a tal riguardo. Da parte mia sono soddisfatto del risultato ottenuto, perché finalmente con questa formula semplice si premiano le vetture che hanno un minor impatto dal punto di vista ambientale e da quello dell’uso dell’infrastruttura stradale, riuscendo a ridurre mediamente in costi per gli automobilisti ticinesi e a essere per tante categorie di vetture molto al di sotto dei costi che invece pagano i cittadini del resto della Svizzera. Respingo poi categoricamente la critica di chi sostiene che non si diminuirà l’incasso totale sulle imposte di circolazione. Se dovessimo mantenere l’attuale sistema di calcolo, nelle casse dello Stato – facendo le proiezioni – entrerebbero 112 milioni di franchi nel 2022. Con la soluzione proposta invece i ticinesi pagheranno in totale 103,7 milioni di franchi nel 2022. Una bella differenza! In più le entrate legate all’imposta di circolazione corrispondono ai costi per il mantenimento dell’infrastrutturale stradale. Sbaglia quindi chi sostiene che non c’è il nesso di causalità”.

Come detto ora la parola passa al Gran Consiglio. Il Governo dal canto suo chiede che questo disegno di legge venga considerato quale controprogetto all’iniziativa popolare “Per un’imposta di circolazione più giusta”, mentre esorta a respingere l’altra iniziativa del PPD “Gli automobilisti non sono bancomat”.

Un intenso 2018 per la Sezione della circolazione

Un intenso 2018 per la Sezione della circolazione

Comunicato stampa

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2018 mostrano infatti che sono state poco più di 575’000 le pratiche evase, con una media di circa mille telefonate ricevute ogni giorno. Il fatturato totale si è attestato a poco più di 173 milioni di franchi.
Il rendiconto della Sezione della circolazione mostra un andamento in linea con l’anno precedente: sono state 575’079 le pratiche gestite dai diversi settori durante lo scorso anno, per un introito finanziario complessivo di 173’386’800 franchi.
La situazione sul fronte delle immatricolazioni smentisce una tendenza in atto da diverso tempo; infatti, il parco veicoli del Cantone Ticino è diminuito per la prima volta dopo anni, seppur in modo molto contenuto (-0,3%), passando dai 328’139 veicoli del 2017 ai 327’063 di fine 2018. In leggera diminuzione è anche il dato relativo agli autoveicoli che sono passati da 254’446 a 252’486 (-0,7%). I motoveicoli in circolazione invece sono nuovamente aumentati passando da 47’081 a 47’296 (una crescita pari a +0,5%).
Particolarmente significativi risultano anche i dati dell’Ufficio tecnico, il quale ha potuto beneficiare della nuova procedura di collaudo la quale prevede che ogni veicolo sia gestito da un tecnico esperto (la cosiddetta procedura “1-1”). Grazie all’installazione di otto nuovi lift per visionare i veicoli dotati di strumenti all’avanguardia il numero di collaudi eseguiti sono aumentati del 23.74% passando dai 58’674 del 2017 ai 72’601 del 2018.
Si rimarca per contro una flessione dell’attività dell’Ufficio giuridico, in controtendenza rispetto agli scorsi anni, con 66’423 decisioni emanate che corrispondono a una diminuzione dell’8,9% rispetto al 2017 (-6’423 pratiche) dovute principalmente a un problema tecnico al nuovo applicativo ideato per la gestione delle multe; in questo senso sono stati accumulati ritardi nell’evasione delle numerose procedure amministrative e contravvenzionali il cui recupero sarà evaso definitivamente nel corso del 2019.
Per quanto riguarda infine il contatto con i cittadini, il 2018 è stato il sesto anno di attività del “Contact center”: le sollecitazioni si sono confermate molto alte, con un totale di 230’541 chiamate telefoniche. Nel mese di dicembre è stato introdotto il sistema con una risposta vocale interattiva (il noto “IVR” ovvero “Interactive Voice Response”) che offre la possibilità all’utente di selezionare tramite la tastiera il servizio desiderato. Questa nuova modalità di interazione garantirà una gestione migliore della telefonata con un’evasione più rapida e funzionale delle circa 1’000 chiamate giornaliere.
A livello informatico si è notata una leggera flessione delle visite al sito web che rimane tuttavia uno dei più visitati dell’intera Amministrazione cantonale con quasi 500’000 visite e 2.7 milioni di pagine visualizzate. Nel corso del 2018, la Sezione della circolazione si è adoperata per la revisione e il rifacimento grafico del portale, online dall’inizio del 2019. Il nuovo sito è stato sviluppato con un approccio più orientato all’utenza, meno nozionistico e con la predisposizione di procedure guidate. In questo senso si rimarca come siano sempre particolarmente apprezzati e utilizzati dai cittadini i numerosi servizi online offerti dalla Sezione della circolazione quali la modifica della data del collaudo, la modifica dell’indirizzo di domicilio, l’appuntamento per l’esame pratico e la ristampa targhe.
Infine, si segnala che l’introito complessivo delle aste targhe online organizzate nel 2018 ammonta a 800’950 franchi, mentre quello della vendita diretta delle targhe a 203’300 franchi, per un totale complessivo di 1’004’250 franchi. Come avveniva già per le aste tradizionali, una parte dei ricavi viene devoluto ai programmi di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni “Strade sicure” e “Acque sicure” e da quest’anno anche al nuovo programma “Montagne sicure”.
La semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato è un obiettivo strategico al quale il Dipartimento delle istituzioni dedicherà particolare attenzione anche nel corso della legislatura 2019-2022; in quest’ottica si svilupperà nei prossimi mesi il progetto dipartimentale “cinque stelle” volto a migliorare la qualità dei servizi offerti all’utenza.

Imposta di circolazione: più stabilità ed equità per i cittadini ticinesi

Imposta di circolazione: più stabilità ed equità per i cittadini ticinesi

Uno sconto medio pari al 5% per tutti i detentori di automobili in Ticino
Questa settimana, prima della pausa estiva, in Consiglio di Stato abbiamo definitivamente deciso di restituire cinque milioni di franchi ai cittadini ticinesi, in questo caso i detentori di automobili. Non mi sono vestito da San Nicolao in piena estate per un anticipo dei regali di Natale: la decisione è frutto di una discussione durata qualche mese e che ha preso avvio su mia iniziativa.
Procediamo con ordine: nel mese di gennaio di quest’anno la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello ha parzialmente accolto i ricorsi inoltrati da tre cittadini che contestavano  l’aumento dell’imposta di circolazione per il 2017.
L’Autorità giudiziaria ha stabilito che il margine di apprezzamento che l’attuale legge lascia al Governo fosse troppo alto: l’aumento massimo che potevamo accordare – applicato in virtù del principio della neutralità finanziaria sancito dalla legge – era al massimo del 10%.

Come restituire?
A questo punto dopo aver riflettuto con i miei collaboratori, proposi ai colleghi di Governo di valutare la possibilità di restituire a tutti i ticinesi – e non solo ai ricorrenti – gli importi pagati in eccesso per le imposte di circolazione del 2017 e del 2018. Ancora una volta la legge che stabilisce il calcolo dell’imposta di circolazione – entrata in vigore nel 2009 – nella quale viene sancito il rispetto della neutralità finanziaria, si rivela poco gestibile sul medio lungo termine. E proprio per questo motivo, già nel 2016 ho promosso un incontro con i principali attori coinvolti in questo contesto per trovare una soluzione meno variabile.
Ma torniamo ai nostri giorni: la mia proposta di rimborso una tantum è stata vagliata attentamente in Governo, e mercoledì siamo giunti ad una soluzione soddisfacente ma soprattutto duratura. Nel concreto abbiamo deciso di inserire contabilmente cinque milioni in meno di incassi nel Preventivo per il prossimo anno – ovvero da 112.5 siamo passati a 107. 5 milioni. La mia intenzione è quella di ridistribuire questo importo a tutti i possessori di un veicolo, concedendo in media uno sconto del 5% sulla fattura del 2019; le modalità di restituzione verranno comunque definite in seguito.

Una soluzione duratura
Mi hanno chiesto se sia soddisfatto di questa decisione e lo posso confermare “sì, lo sono”. È una misura solida anche dal punto di vista legale che non dovrebbe creare confusione sulle modalità di rimborso. In effetti si è voluto evitare di creare difficoltà procedurali nonché un aumento degli oneri amministrativi: pensiamo ad esempio a quei casi di persone che tra il 2017 e il 2018 hanno deciso di sostituire il proprio autoveicolo, oppure gli autoveicoli dismessi o che han cambiato di detentore.
Il mio obiettivo era quello di mettere al primo posto i cittadini che per anni sono stati vittima di un sistema di calcolo basato sul sistema “bonus-malus” che non faceva altro che creare instabilità. In futuro voglio offrire un’imposta di circolazione ponderata e basata su criteri più stabili. Prossimamente faremo di più anche in questa direzione: il mio Dipartimento proporrà un nuovo sistema di calcolo. I tecnici sono al lavoro per vagliare tutte le possibilità – anche quelle basate sul valore delle emissioni – in modo che il Governo abbia tutti gli elementi sui quali esprimersi.

Vicini ai cittadini
In conclusione, a costo di sembrare ridondante, tengo a sottolineare per un’ultima volta la mia soddisfazione: è questo il bello della politica e del mio mestiere. A volte le proposte più eclatanti – come poteva sembrare la mia iniziativa di restituire a tutti e non solo ai ricorrenti il saldo pagato in eccesso – consentono di aprire il dibattito – come avvenuto in Governo – e di trovare soluzioni condivise, realizzabili e durature. Alla fine quello che più conta è prendere decisioni che tengano conto in particolar modo dei bisogni e delle esigenze dei nostri cittadini.