Le strade sono più sicure grazie al Centro di controllo dei veicoli pesanti di Giornico
Un TIR con gravi difetti strutturali e fuori dai limiti di legge intercettato prima di affrontare la galleria del San Gottardo. Tre camionisti fermati negli scorsi giorni perché trovati alla guida in stato di inattitudine. Sono solo alcuni degli episodi che confermano l’importanza strategica del Centro di controllo dei veicoli pesanti (CCVP) di Giornico. Entrato in funzione nel 2022 dopo un iter lungo e complesso costellato di opposizioni e rallentamenti, il Centro rappresenta oggi un presidio fondamentale per la sicurezza lungo uno dei principali assi di transito d’Europa. Qui i mezzi pesanti vengono sottoposti a controlli approfonditi prima di affrontare la salita verso il San Gottardo: vengono verificati peso e dimensioni, lo stato tecnico del veicolo, il rispetto dei tempi di guida e di riposo, il corretto fissaggio del carico e l’idoneità del conducente. I camion che risultano conformi possono riprendere immediatamente il viaggio, mentre quelli che presentano irregolarità vengono fermati o sottoposti a ulteriori verifiche. “ Per anni c’è chi ha considerato quest’opera un investimento eccessivo, un’infrastruttura rinviabile, perfino discutibile”, osserva il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “ Oggi la realtà racconta una storia diversa. Ogni controllo effettuato dimostra che il traffico pesante necessita di verifiche rigorose e che la sicurezza non può essere affidata al caso”.
La scelta politica che ha sbloccato il progetto
Facciamo un passo indietro. Quando il progetto rischiava di arenarsi definitivamente, il Consiglio di Stato decise di assumersi una precisa responsabilità politica. Il Cantone stanziò un contributo straordinario di cinque milioni di franchi per il risanamento del sedime dell’ex Monteforno, permettendo all’USTRA di dare avvio a un investimento federale di circa 250 milioni di franchi. Una decisione tutt’altro che scontata. Per anni, infatti, il progetto era rimasto ostaggio di ricorsi, opposizioni e resistenze politiche. “ Per troppo tempo quest’opera è stata ostacolata da un fronte rosso-verde e ambientalista che, in nome dell’ideologia, ha rallentato un’infrastruttura indispensabile per la sicurezza delle nostre strade. Oggi i fatti dimostrano che avevamo ragione a insistere”, sottolinea Gobbi. Fu proprio l’accordo raggiunto con la Confederazione a consentire di superare lo stallo e aprire finalmente il cantiere. “ Lo abbiamo voluto fortemente perché avevamo compreso la sua importanza strategica. Non soltanto per il Ticino, ma per la sicurezza di tutti coloro che percorrono l’asse del San Gottardo. Quel contributo cantonale è stato determinante per sbloccare un’opera che oggi dimostra quotidianamente la propria utilità”.
Un investimento che ha valorizzato il territorio
Il CCVP ha permesso di riqualificare l’intero comparto dell’ex Monteforno, con la realizzazione del nuovo svincolo autostradale di Giornico, di nuove infrastrutture viarie, ponti, sottopassi, una pista ciclabile e un moderno impianto per il trattamento delle acque. Grazie a questo importante investimento federale sono stati creati nuovi posti di lavoro e si sono aperte nuove prospettive di sviluppo per l’intera Bassa Leventina. Oggi i suoi 170’000 metri quadrati fanno del Centro di Giornico il più grande centro di controllo dei veicoli pesanti della Svizzera. “ Il suo valore va ben oltre le dimensioni”, commenta Gobbi, « rappresenta uno strumento essenziale per la tutela della sicurezza stradale. Ogni mezzo pesante non idoneo fermato prima di affrontare la galleria del San Gottardo significa un potenziale pericolo in meno per migliaia di automobilisti. Le grandi opere spesso vengono comprese soltanto quando iniziano a produrre risultati concreti. Il Centro di Giornico ne è la dimostrazione: è il frutto di una scelta politica coraggiosa e della determinazione di chi ha creduto fino in fondo in questo progetto. L’ostinazione, alla fine, dà i suoi frutti”.
Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 29 giugno 2026 de Il Mattino della domenica