Tessin stellt sich gegen Brüssel – folgt nun der Rest der Schweiz?

Tessin stellt sich gegen Brüssel – folgt nun der Rest der Schweiz?

Keine Aufenthaltsbewilligung für Vorbestrafte: Jetzt ist ein erster Entscheid in Bern gefallen

Das Parlament schickt sich an, das Freizügigkeitsabkommen mit der EU zu ritzen – nach dem Vorbild des Kantons Tessin. Nun ist ein erster Entscheid gefallen: Die Schweiz könnte künftig von allen EU-Bürgern systematisch einen Strafregisterauszug verlangen.
Migrationsminister Beat Jans (61) konnte am Sonntag aufatmen: Das Schweizer Stimmvolk hat die 10-Millionen-Initiative der SVP abgelehnt. Jans hatte sich während des Abstimmungskampfes mächtig ins Zeug gelegt – er reiste durch die Schweiz, hielt Reden an Veranstaltungen und wiederholte seine Argumente immer wieder in Interviews.
Viel Zeit zum Feiern bleibt ihm allerdings nicht, denn in dieser Woche erwarten ihn intensive Debatten im National- und Ständerat. Gegen den Willen von Jans hat der Nationalrat am Dienstag eine Motion verabschiedet, welche die Personenfreizügigkeit ritzt. 

Tessin stellt sich gegen Brüssel
Seit der Einführung des freien Personenverkehrs darf die Schweiz grundsätzlich keine allfällige kriminelle Vergangenheit von Personen aus der EU oder den Efta-Staaten überprüfen. Strafregisterauszüge dürfen nur verlangt werden, wenn der konkrete Verdacht besteht, dass die Person die öffentliche Ordnung und Sicherheit gefährden könnte. Nur dann kann der Herkunftsstaat um Auskunft gebeten werden.
In jedem Fall einen Strafregisterauszug zu verlangen, würde das Freizügigkeitsabkommen verletzen. Ein Kanton foutiert sich allerdings darum, wie CH Media kürzlich berichtete: Die Tessiner Regierung verlangt seit 2015 flächendeckend einen Auszug des Strafregisters, auch von EU- oder Efta-Bürgern. 
Die Massnahme diene dem Schutz aller Einwohner im Kanton Tessin, Schweizerinnen und Schweizer sowie auch Ausländerinnen und Ausländer, so der Tessiner Sicherheitsdirektor Norman Gobbi (49) gegenüber dem Zeitungsverbund. Das Tessin wolle daran festhalten, «bis eine tragfähige Alternative zur Verfügung steht».

Bald eine schweizweite Praxis?
Statt einer solchen Alternative könnte Gobbis Kurs schon bald zur neuen Norm werden. Der Nationalrat hat am Dienstag mit 171 gegen 71 Stimmen und 4 Enthaltungen einer Motion zugestimmt, die verlangt, dass die Tessiner Praxis in der ganzen Schweiz eingeführt wird. Eingereicht wurde sie von der SVP.
«Das Tessin handhabt das schon seit Jahren so – ohne dass es zu Problemen mit der EU gekommen wäre», sagte Mitte-Nationalrat Nicolò Paganini (60) im Vorfeld zu Blick. Der Fall Misox hat dem Anliegen zudem Aufschwung geben: Im Bündner Bergtal an der Grenze zum Tessin breitet sich seit einiger Zeit die Mafia aus. «Es kann nicht sein, dass Kriminelle aus einem Kanton in einen anderen ausweichen, weil dort die Regeln lascher sind», so Paganini. Er gehe nicht davon aus, dass die EU das Freizügigkeitsabkommen künden würde, weil die Schweiz die Kriminalität bekämpfen wolle. SVP-Nationalrat Gregor Rutz (53) vertrat das Geschäft im Rat: «Wenn ich eine Wohnung mieten möchte oder einen wichtigen Job antrete, dann muss ich einen Strafregisterauszug präsentieren – bei einer Aufenthaltsbewilligung hingegen nicht.» Die Schweiz müsse mehr Mut haben und solle sich nicht hinter Paragrafen verstecken.

Ausserordentliche Session Sicherheit
Der Bundesrat lehnte den Vorschlag ab. «Die systematische Einholung eines Strafregisterauszuges würde das Freizügigkeitsabkommen verletzen», argumentierte Beat Jans im Rat. Kantone könnten bei Verdachtsmomenten schon heute entscheiden, wann das Einholen sinnvoll erscheint. Das sollen sie auch weiterhin tun, eine Anpassung der gesetzlichen Grundlagen sei nicht nötig. 
Stattdessen habe sich der Bundesrat für Gespräche über einen Beitritt zum europäischen Strafregisterinformationssystem (Ecris) ausgesprochen, schrieb der Bundesrat in der Stellungnahme zum Vorstoss. Zudem werde die Möglichkeit eines bilateralen Abkommens zwischen der Schweiz und Italien zum Austausch von Strafregisterdaten geprüft.
Im Nationalrat haben diese Argumente nicht verfangen. Am Mittwoch ist das Geschäft im Ständerat traktandiert – auch dort dürfte es gute Chancen haben. 

https://www.blick.ch/politik/keine-aufenthaltsbewilligung-fuer-vorbestrafte-tessin-stellt-sich-gegen-bruessel-folgt-nun-der-rest-der-schweiz-id22032533.html

 

 

Acque e Montagne sicure in Ticino «Prevenzione? La miglior difesa

Acque e Montagne sicure in Ticino «Prevenzione? La miglior difesa

I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia della sensibilizzazione
«Il Ticino, l’angolo più bello della Svizzera, deve essere anche il più sicuro». Con questo monito del consigliere di Stato Norman Gobbi si è conclusa la presentazione delle nuove immagini delle campagne Acque Sicure e Montagne Sicure. 
Un progetto che rinnova slogan e strumenti di comunicazione, ma che continua a puntare sullo stesso obiettivo: fare prevenzione e aumentare la consapevolezza dei rischi legati alla frequentazione degli ambienti naturali. I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’importanza del lavoro svolto dal Dipartimento delle istituzioni e dai numerosi partner coinvolti nelle campagne di sensibilizzazione. Nonostante il costante aumento di persone che frequentano laghi, fiumi e montagne per attività sportive e ricreative, il numero di incidenti gravi e mortali è infatti rimasto contenuto grazie a un intenso lavoro di informazione, formazione e prevenzione. Per il 2026 le due campagne presentano nuove immagini e slogan inediti: «Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso» per Acque Sicure e «Ogni passo merita rispetto» per Montagne Sicure. Due messaggi che, pur rivolgendosi a contesti diversi, promuovono comportamenti prudenti e responsabili. «Il Ticino è uno dei Cantoni precursori nella prevenzione sulla pericolosità di fiumi e laghi », ha ricordato Gobbi, sottolineando come il successo delle campagne sia il risultato di una «collaborazione costante tra istituzioni, professionisti e cittadini». Sul fronte delle attività acquatiche, la campagna richiama l’attenzione sui pericoli spesso sottovalu-tati di laghi e fiumi: tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in aree non sorvegliate o utilizzo imprudente di canoe. Saranno inoltre confermati i pattugliamenti lungo i fiumi Maggia e Verzasca e il servizio informativo
dedicato ai torrentisti. «La mi-glior difesa, ancora oggi, è la prevenzione», ha sottolineato Marcel Luraschi, responsabile della Sezione lacuale della Polizia cantonale. «I dati registrati dopo la pandemia mostrano una diminuzione degli incidenti, ma in un cantone caratterizzato da un forte turismo giornaliero non possiamo abbassare la guardia».

Non solo fiumi e laghi
Anche la montagna continua ad attirare un numero crescente di appassionati. Un fenomeno che, dopo la pandemia, ha visto avvicinarsi ai sentieri molte persone con un’esperienza limitata. «Abbiamo registrato un forte aumento di frequentatori non necessariamente esperti», ha spiegato Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva Montagne Sicure. «Per questo invitiamo tutti a fare una scelta consapevole, come si legge anche nell’immagine della campagna. Ciò non significa fare una scelta giusta o sbagliata, ma bensì di farla conoscendo le proprie capacità e condizioni esterne». Per rendere le campagne sempre più efficaci, la Commissione ha avviato un’analisi approfondita degli incidenti avvenuti sul territorio. In questo senso, Stefano Doninelli, presidente del consiglio per l’innovazione di Survive, società che aiuta i soccorritori a essere più veloci e sicuri, ha mostrato una serie di dati provenienti da Polizia cantonale, REGA e Soccorso Alpino: «Abbiamo voluto capire meglio dove, quando e in quali condizioni avvengono gli incidenti per orientare in modo più mirato le future azioni di prevenzione », ha spiegato. L’analisi ha individuato le zone maggiormente interessate dagli interventi di soccorso, le fasce orarie più critiche e la distribuzione stagionale degli incidenti. Dai dati emerge inoltre che molti incidenti avvengono anche in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli, segno che il rischio è spesso legato alla sottovalutazione delle difficoltà o a una valutazione non corretta delle
proprie capacità. Proprio il tema del meteo è stato al centro dell’intervento di Stefano Zanini, responsabile del Centro regionale Sud di MeteoSvizzera. «In montagna, come sappiamo, il tempo può cambiare molto rapidamente e oltre a questo il Ticino registra un numero di fulmini nettamente superiori rispetto a tutte le regioni svizzere. Il meteo, dunque, non è solo previsione ma anche prevenzione».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 giugno 2026 del Corriere del Ticino

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‘Inci­denti con­te­nuti, ma non si abbassi la guar­dia’
Mon­ta­gne, laghi e fiumi sono sem­pre più fre­quen­tati. Cio­no­stante il numero di inci­denti gravi e mor­tali è rima­sto con­te­nuto. È in que­sto dato che il Dipar­ti­mento isti­tu­zioni trova con­ferma dell’effi­ca­cia e dell’impor­tanza delle atti­vità di sen­si­bi­liz­za­zione. Un impe­gno, fa sapere il Di in una nota, che si rin­nova anche nel 2026 con una nuova imma­gine coor­di­nata delle cam­pa­gne ‘Acque sicure’ e ‘Mon­ta­gne sicure’ e con mes­saggi aggior­nati per rispon­dere alle nuove moda­lità di frui­zione del ter­ri­to­rio.
“Il Ticino – si legge dun­que nel comu­ni­cato – attira ogni anno un numero cre­scente di visi­ta­tori, in estate come in inverno. Una fre­quen­ta­zione più intensa di laghi, fiumi, piscine e mon­ta­gne comporta ine­vi­ta­bil­mente una mag­giore espo­si­zione ai rischi”. In que­sto con­te­sto, riven­dica il Di, “man­te­nere sta­bili i dati rela­tivi agli inci­denti rap­pre­senta un risul­tato signi­fi­ca­tivo che con­ferma l’impor­tanza del lavoro svolto dalle Com­mis­sioni con­sul­tive dei pro­getti ‘Acque sicure’ e ‘Mon­ta­gne sicure'”, coor­di­nati dallo stesso Dipar­ti­mento. Al con­tempo, evi­den­zia, que­sto risul­tato non deve indurre ad abbas­sare la guar­dia. Tant’è che con­ti­nuare a inve­stire nell’infor­ma­zione e nella sicu­rezza rimane una prio­rità, come sot­to­li­nea il diret­tore del Di Nor­man Gobbi, citato nella nota: “I risul­tati rag­giunti dimo­strano che la pre­ven­zione fun­ziona quando isti­tu­zioni, pro­fes­sio­ni­sti e cit­ta­dini con­di­vi­dono lo stesso obiet­tivo. Die­tro que­sti numeri vi è un impor­tante lavoro di coor­di­na­mento, for­ma­zione e sen­si­bi­liz­za­zione che con­tri­bui­sce con­cre­ta­mente a sal­vare vite umane”.
Come detto, le due cam­pa­gne di pre­ven­zione sono state rin­no­vate dal Di anche per quest’anno e, oltre alle nuove imma­gini, sono stati aggior­nati anche gli slo­gan: “Non tutti i tuffi fini­scono con un sor­riso” per ‘Acque sicure’ e “Ogni passo merita rispetto” per ‘Mon­ta­gne sicure’. Pur rivol­gen­dosi a con­te­sti dif­fe­renti, pre­cisa il Dipar­ti­mento, entrambe le cam­pa­gne per­se­guono gli stessi obiet­tivi: aumen­tare la con­sa­pe­vo­lezza dei rischi, pro­muo­vere com­por­ta­menti pru­denti e for­nire infor­ma­zioni utili a resi­denti e visi­ta­tori.
Per quanto con­cerne la cam­pa­gna ‘Acque sicure’, il Di mette in guar­dia su laghi e fiumi che “pos­sono pre­sen­tare peri­coli spesso sot­to­va­lu­tati. Tuffi in acque tor­bide, cor­renti improv­vise, balneazione in zone non sor­ve­gliate o l’uti­lizzo impru­dente di stand up paddle e canoe senza ade­guati dispo­si­tivi di sicu­rezza pos­sono avere con­se­guenze molto gravi”. Sul fronte della pre­ven­zione, è con­fer­mato il ser­vi­zio di pat­tu­glia­mento lungo i fiumi Mag­gia e Ver­za­sca e nella zona della foce del Cas­sa­rate in col­la­bo­ra­zione con la Città di Lugano. Con­ti­nuerà anche la col­la­bo­ra­zione con le aziende idroe­let­tri­che per la gestione dell’info­line dedi­cata ai tor­ren­ti­sti. Rispetto invece a ‘Mon­ta­gne sicure’, nella nota si evi­den­zia come la mon­ta­gna richieda “pre­pa­ra­zione e con­sa­pe­vo­lezza. Escur­sioni non ade­gua­ta­mente pia­ni­fi­cate, con­di­zioni meteo­ro­lo­gi­che impre­ve­di­bili, per­corsi al di sopra delle pro­prie capa­cità e attrez­za­tura ina­de­guata figu­rano tra le prin­ci­pali cause di inci­dente”. Gobbi, sem­pre citato nel comu­ni­cato, rimarca inol­tre che “l’aggior­na­mento delle cam­pa­gne è il risul­tato di un per­corso di miglio­ra­mento con­ti­nuo che ci per­mette di adat­tare i mes­saggi alle nuove esi­genze del ter­ri­to­rio e ai cam­bia­menti nelle moda­lità di frui­zione della natura”.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 giugno 2026 de LaRegione

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Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso
https://www.tio.ch/ticino/attualita/1932404/non-tutti-i-tuffi-finiscono-con-un-sorriso

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Verso l’estate con Montagne ed Acque sicure, «necessario formare»
https://www.ticinonews.ch/ticino/verso-lestate-con-montagne-ed-acque-sicure-necessario-formare-436052

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Svago in sicurezza
https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3822899
Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 15 giugno 2026 de Il Quotidiano

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Le nuove campagne per acque e montagne sicure
https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Le-nuove-campagne-per-acque-e-montagne-sicure–3822422.html