Alluvione in Vallemaggia: due anni di interventi e ricostruzione

Alluvione in Vallemaggia: due anni di interventi e ricostruzione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato (CdS) ha tenuto in data odierna una conferenza stampa per fare il punto sullo stato di ripristino e ricostruzione a due anni dai tragici eventi occorsi durante l’alluvione in Vallemaggia. Per l’occasione hanno partecipato Claudio Zali, Presidente del CdS e Direttore del Dipartimento del territorio (DT), Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni e Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni (DT), Christian Vitta, Direttore delle finanze e dell’economia (DFE), nonché i sindaci di Cevio e Lavizzara, Wanda Dadò e Gabriele Dazio.

Le conseguenze dell’alluvione sono state drammatiche, sia in termini delle otto vite umane perse che degli ingenti danni al territorio, dove a essere colpiti sono stati oltre cento edifici, case, aziende agricole e rustici – in gran parte situati fuori dalle zone edificabili – di cui quindici risultavano distrutti o severamente danneggiati. A seguito dell’evento, le Autorità cantonali e comunali – sotto la direzione dello Stato Maggiore Regionale di Condotta – si sono attivate con grande tempestività per avviare gli interventi urgenti necessari a ristabilire i servizi essenziali, tra cui figurano il ripristino della viabilità lungo la rete stradale cantonale e sulle strade principali, la realizzazione del ponte provvisorio di Visletto, nonché il ripristino dei servizi di approvvigionamento idrico e di smaltimento delle acque. Interventi resi possibili anche grazie alla collaborazione dell’esercito e della protezione civile, nonché delle ditte locali.
A due anni dall’evento, tutti gli interventi urgenti di competenza cantonale sono stati avviati o conclusi. Parallelamente sono stati aggiornati i principali Piani delle zone di pericolo della Valle Bavona (Comune di Cevio) e del Comune di Lavizzara, strumenti fondamentali per accrescere la sicurezza del territorio e orientare le future scelte pianificatorie.
Fra le opere già realizzate figurano il ripristino delle sorgenti di acqua potabile nei Comuni di Cevio (sorgente Chiall) e Lavizzara (sorgente Soveneda), il ripristino delle strade cantonali danneggiate, gli interventi di premunizione contro frane e colate detritiche, la sistemazione dei boschi di protezione, il recupero del legname presente negli alvei e il ripristino delle strade forestali.
Sono inoltre in corso importanti progetti di delocalizzazione di abitazioni e aziende agricole situate nelle aree maggiormente esposte ai pericoli naturali, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza alle persone e alle attività economiche.
Tra le opere più significative figura la ricostruzione del ponte di Visletto, crollato durante l’alluvione e destinato a tornare pienamente operativo nel novembre 2026.
Il nuovo manufatto, lungo 146 metri e largo 8 metri, rappresenta molto più di un semplice collegamento stradale. Costruito secondo criteri moderni di sicurezza, sostenibilità e integrazione paesaggistica, il ponte garantirà una migliore resilienza delle infrastrutture e ospiterà al proprio interno le principali reti di servizio indispensabili per il funzionamento della valle, dalle telecomunicazioni all’approvvigionamento idrico ed energetico. Accanto alla realizzazione del ponte sono in corso interventi di sistemazione idraulica del fiume Maggia e di riqualifica paesaggistica dell’intero comparto, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza, valorizzare il paesaggio e restituire nuovi spazi di fruizione alla popolazione.
L’investimento per il nuovo ponte ammonta a circa 9 milioni di franchi, ai quali si aggiungeranno ulteriori interventi di sistemazione e valorizzazione dell’area.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al settore agricolo, duramente colpito dall’alluvione. Ventiquattro aziende agricole hanno subito danni e tre sono state addirittura distrutte. In collaborazione con i Comuni, le organizzazioni agricole e i servizi cantonali competenti, sono stati avviati importanti interventi di ripristino dei terreni danneggiati e di sostegno alle aziende colpite, con l’obiettivo di garantire la continuità loro delle attività.
Le stime aggiornate indicano danni e costi complessivi di ricostruzione pari a circa 100 milioni di franchi. Di questi, 44,5 milioni sono assunti dal Cantone: 26,9 milioni riguardano interventi su infrastrutture cantonali, mentre 17,6 milioni sono destinati agli enti locali sotto forma di sussidi. La Confederazione contribuisce attualmente con 14,3 milioni di franchi attraverso i consueti strumenti di sostegno.
Resta inoltre tuttora pendente presso le Camere federali la proposta di aiuto straordinario avanzata dal Consiglio federale, finalizzata a partecipare alla copertura dei costi rimanenti a carico degli enti locali, che ammontano attualmente a 41.2 milioni di franchi.
Rimangono inoltre in fase di progettazione alcuni interventi particolarmente complessi, mentre ulteriori messaggi governativi saranno necessari per completare il programma di ricostruzione e di adattamento del territorio.
A distanza di due anni dall’alluvione è stato compiuto un lavoro significativo, reso possibile dagli sforzi congiunti di tutti: Comuni, Patriziati, Confederazione, Cantone e cittadini. La ricostruzione della Vallemaggia non si limita al ripristino delle infrastrutture danneggiate. Gli interventi in corso mirano infatti a rendere il territorio più sicuro, resiliente e preparato ad affrontare eventi naturali estremi sempre più frequenti.
Il Consiglio di Stato rinnova infine la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte le persone che hanno subito le conseguenze dell’alluvione, ribadendo l’impegno delle istituzioni nel completare il percorso di ricostruzione e rilancio della regione.

Baiardi al comando dei Volontari Luganesi

Baiardi al comando dei Volontari Luganesi

Il nuovo comandante dei Volontari luganesi Paolo Baiardi subentra a Sergio Romaneschi: «Indossare questa uniforme significa sentirsi parte di qualcosa che va oltre il semplice servizio» – Il sindaco Michele Foletti: «Custodi della memoria delle gesta che aprirono la via della libertà».

«Assumere il comando è per me motivo di grande orgoglio. Sono pienamente consapevole della responsabilità che questo incarico comporta e della fiducia che mi è stata accordata, per la quale desidero esprimere sincera gratitudine. Indossare questa uniforme significa sentirsi parte di qualcosa che va oltre il semplice servizio: significa condividere un’identità, un legame che unisce persone di generazioni diverse attorno agli stessi ideali ». Sono queste le prime parole pronunciate dal nuovo comandante del Corpo Volontari Luganesi Paolo Baiardi. Un passaggio del testimone che è avvenuto domenica a Palazzo civico a Lugano. Alla presenza del sindaco di Lugano Michele Foletti, dei municipali Marco Chiesa, Filippo Lombardi, Raoul Ghisletta e del consigliere di Stato Norman Gobbi, il Comandante uscente Sergio Romaneschi ha ufficialmente trasmesso le funzioni al nuovo comandante, segnando un momento significativo nella storia del sodalizio. Nel suo intervento di commiato, il comandante uscente Sergio Romaneschi ha tracciato un bi lancio del proprio mandato, sottolineando il valore del rinnovamento e il legame profondo del Corpo con la storia e la comunità luganese: «La decisione di affidare il comando a una nuova guida si inserisce in una logica di rinnovamento del Corpo, un processo importante per garantire continuità, dinamismo e nuove energie per il futuro. Tra i momenti più significativi del mio mandato ricordo con piacere l’organizzazione dei festeggiamenti per il 225° anniversario dei Moti di Lugano, culminati nella sfilata delle milizie storiche svizzere: un evento che ha saputo rendere omaggio alla nostra storia e rafforzare il legame con la comunità. Con gratitudine e fiducia, consegno il  comando nella certezza che il Corpo Volontari Luganesi continuerà il proprio cammino animato dallo stesso spirito di servizio che lo ha sempre contraddistinto». Gli onori di casa sono stati affidati al sindaco Michele Foletti: «Rendiamo omaggio alla lunga storia del Corpo Volontari Luganesi, custode della memoria delle gesta che aprirono la via della libertà per Lugano e per l’intero Ticino, e guardiamo con fiducia al suo futuro. In un’epoca in cui il ruolo delle istituzioni e l’importanza della partecipazione civica non possono mai essere dati per scontati, questo sodalizio continua a  svolgere una funzione preziosa grazie all’impegno libero, generoso e responsabile dei suoi membri».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 30 giugno 2026 del Corriere del Ticino

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Passaggio di comando per il Corpo Volontari Luganesi

Paolo Baiardi subentra al comandante uscente Sergio Romaneschi – «È ancora un punto di riferimento, espressione di valori fondamentali: solidarietà, senso del dovere, disciplina, rispetto delle tradizioni e attaccamento alla città»
Nella cornice di Palazzo Civico si è svolta, domenica 28 giugno, la cerimonia ufficiale di passaggio di comando del Corpo Volontari Luganesi. Alla presenza del sindaco di Lugano Michele Foletti, dei municipali Marco Chiesa, Filippo Lombardi, Raoul Ghisletta e del consigliere di Stato Norman Gobbi, il Comandante uscente Sergio Romaneschi ha ufficialmente trasmesso le funzioni al nuovo comandante Paolo Baiardi, segnando un momento significativo nella storia del sodalizio.
L’evento ha rappresentato non solo un passaggio di responsabilità e rinnovamento, ma anche un’occasione per esprimere riconoscenza verso chi ha guidato il Corpo Volontari Luganesi con dedizione, contribuendo alla continuità e alla vitalità del sodalizio. Al tempo stesso, la nomina del nuovo Comandante rinnova l’impegno a proseguire nel solco della tradizione, custodendo quei valori di servizio, appartenenza e disponibilità verso la comunità che da sempre contraddistinguono il Corpo Volontari Luganesi.
 
«Una funzione tutt’oggi preziosa»
A fare gli onori di casa è stato il sindaco Michele Foletti: “Oggi rendiamo omaggio alla lunga storia del Corpo Volontari Luganesi, custode della memoria delle gesta che aprirono la via della libertà per Lugano e per l’intero Ticino, e guardiamo con fiducia al suo futuro. In un’epoca in cui il ruolo delle istituzioni e l’importanza della partecipazione civica non possono mai essere dati per scontati, questo sodalizio continua a svolgere una funzione preziosa grazie all’impegno libero, generoso e responsabile dei suoi membri. Si tratta di un impegno concreto, espressione di valori fondamentali – solidarietà, senso del dovere, disciplina, rispetto delle tradizioni e attaccamento alla propria città – che ancora oggi fanno del Corpo un punto di riferimento per tutti noi”.
Il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi: “Il Corpo ci ricorda che la libertà e l’autodeterminazione non sono mai state conquiste gratuite, ma il frutto della volontà unita all’impegno di chi ha saputo assumersi delle responsabilità nei momenti decisivi della nostra storia. Sono felice di constatare che nuove generazioni hanno raccolto il testimone, garantendo continuità a una tradizione che ci accompagna da oltre due secoli. Il loro impegno dimostra che i valori del servizio, dell’appartenenza e dell’identità continuano a essere vivi e attuali. Custodire e tramandare questa eredità significa mantenere vive le nostre radici e rafforzare il legame tra il passato e il futuro del nostro Paese, quello di un Ticino libero e svizzero”.
Spirito di servizio
Nel suo intervento di commiato, il comandante uscente Sergio Romaneschi ha tracciato un bilancio del proprio mandato, sottolineando il valore del rinnovamento e il legame profondo del Corpo con la storia e la comunità luganese: “La decisione di affidare il comando a una nuova guida si inserisce in una logica di rinnovamento del Corpo, un processo importante per garantire continuità, dinamismo e nuove energie per il futuro. Tra i momenti più significativi del mio mandato ricordo con piacere l’organizzazione dei festeggiamenti per il 225° anniversario dei Moti di Lugano, culminati nella sfilata delle milizie storiche svizzere: un evento che ha saputo rendere omaggio alla nostra storia e rafforzare il legame con la comunità. Con gratitudine e fiducia, consegno il comando nella certezza che il Corpo Volontari Luganesi continuerà il proprio cammino animato dallo stesso spirito di servizio che lo ha sempre contraddistinto”.
Paolo Baiardi ha accolto l’incarico con emozione e riconoscenza¨: “Assumere il comando del Corpo Volontari Luganesi è per me motivo di grande orgoglio. Sono pienamente consapevole della responsabilità che questo incarico comporta e della fiducia che mi è stata accordata, per la quale desidero esprimere sincera gratitudine. Indossare questa uniforme significa sentirsi parte di qualcosa che va oltre il semplice servizio: significa condividere un’identità, un legame che unisce persone di generazioni diverse attorno agli stessi ideali. Fin dal primo giorno mi ha colpito lo spirito che anima il nostro sodalizio: la disponibilità reciproca, il rispetto, la volontà di esserci sempre quando serve e il piacere di ritrovarsi insieme. Sono valori che oggi possono sembrare scontati, ma che in realtà rappresentano una ricchezza straordinaria”.
 
Un patrimonio condiviso legato alla comunità
Il presidente dell’Associazione Svizzera delle Truppe Storiche, Col. Pierre Dessibourg, ha sottolineato come il passaggio di comando segni l’inizio di un nuovo capitolo per il Corpo Volontari Luganesi, realtà da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio storico e delle tradizioni della regione. Questo sodalizio, ha ricordato, non rappresenta soltanto una tradizione che si rinnova, ma una pagina di storia che continua a essere scritta attraverso le generazioni. Con le sue uniformi, le cerimonie e i valori che incarna, mantiene vivo un patrimonio condiviso, profondamente legato alla comunità, contribuendo a preservarne la memoria collettiva.
 

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