Lega. L’urlo: «Siamo ancora qui»

Lega. L’urlo: «Siamo ancora qui»

Da Corriere del Ticino l Rieletti a pieni voti i due consiglieri di Stato uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali Festa al quartier generale tra abbracci e sospiri di sollievo – «La vittoria più bella»

Alle 20.20, quando mancava ancora il risultato di Mendrisio – e il distacco era di poco più di 700 schede – è iniziato qualche coro «Lega, Lega, Lega» e dall’interno del quartiere generale in via Monte Boglia i giovani leghisti hanno cominciato a portar fuori le bottiglie di prosecco per festeggiare. Ma l’euforia era ancora tutto sommato contenuta perché, di fatto, mancava la conferma ufficiale della vittoria. Poi alle 20.41 ecco uscire sul balcone del primo piano, quello dell’ufficio del Nano, Maruska Ortelli, Roberta Pantani e Antonella Bignasca al grido di «Abbiamo vinto a Mendrisio, è fatta» sventolando la bandiera leghista. E dalla folla si è alzato un boato, la tensione che ha tenuto banco nelle ore precedenti è stata tutta liberata, pure – per dirla tutta – con qualche «vaffa». E poi gli applausi, gli abbracci, le pacche sulle spalle date davvero con vigore. Ora è ufficiale, la Lega ha vinto le elezioni cantonali 2015, riconfermando i due candidati uscenti e con un risultato a livello di voti personali ben oltre le aspettative. Anche senza la macchina da voti Marco Borradori, il movimento di via Monte Boglia ha superato gli 80.000 voti personali con Claudio Zali. «Grande Mendrisio», «Abbiamo preso anche Mendrisio» si sente dire dai presenti. E poi via con la frase ripetuta quasi come un mantra, con la quale Norman Gobbi, alla festa del Conza aveva scaldato la platea: «Siamo ancora qui, siamo ancora qui». Senza dimenticare: «Nano, Nano, Nano». Già perché se questa è la prima elezione cantonale senza Giuliano Bignasca, Guliano Bignasca non è mai mancato: la maggioranza aveva la spilla con la faccia del Nano e la scritta «Non molleremo». «Abbiamo vinto senza l’aiuto di nessuno, solo grazie alla gente. Ora dobbiamo lavorare per ripagare questa fiducia in tutti gli ambiti» ci dice un emozionato Boris Bignasca che aggiunge: «Dedico questa vittoria a mio papà, a Flavio Maspoli, a Michele Barra e a Rodolfo Pantani». Accanto a noi un euforico Giancarlo Seitz iniziava a distribuire come da tradizione i suoi adesivi con scritto questa volta: Grazie ticinesi, Zali e Gobbi e un numero 2 con i colori ticinesi a fare da sfondo. «È la vittoria più grande, due anni fa alla morte del Nano, nessuno ci avrebbe scommesso» commenta una raggiante Antonella Bignasca, non prima di un abbraccio liberatorio con Norman Gobbi che, diciamolo, nemmeno dopo il risultato di Lugano si era rilassato del tutto. «Io lo dicevo che non era una vittoria scontata» conclude la figlia di Bignasca che fino all’ultimo ha preferito non esporsi troppo. «Io non sono come mio papà, non sento le cose». «È stata una partita che si è giocata fino all’ultimo minuto e devo dire grazie alla popolazione per l’appoggio» ci dice al volo Gobbi prima di essere preso d’assalto dei suoi sostenitori. Le bandiere continuano a sventolare, parte pure un «chi non salta liberale è» (più volte sentito durante il lungo pomeriggio di attesa).

E ci imbattiamo con un Michele Foletti dopo una doccia di birra e prosecco. Ma vuoi per l’orario, vuoi perché per scaramanzia la base leghista non aveva davvero preparato il dopo ai risultati definitivi, la festa leghista questa volta non ha avuto un finale in piazza. Né in piazza della Riforma, come quattro anni fa, e nemmeno in piazza della Foca a Bellinzona come aveva inzialmente ipotizzato Attilio Bignasca. «Io vorrei andare a Bellinzona con la bandiera europea listata a lutto» ci aveva detto prima di mezzogiorno.

Insomma i festeggiamenti sono rimasti in via Monte Boglia, in un gran viavai di gente ma, forse, meno intenso del solito. Anche perché su alcuni volti oltre all’entusiasmo abbiamo potuto vedere la stanchezza («no no, altro che piazza io voglio andare a mangiare una pizza»). «Sono contentissimo, è un grande risultato anche a Mendrisio siamo il primo partito» commenta Daniele Caversazio, aggiungendo che erano molte le incognite. E dalla folla si alza un «È stata la vittoria più bella, meglio di quattro anni fa».

Netoska Rizzi

Lega, capolavoro servito: Zali e Gobbi in Consiglio di Stato

Lega, capolavoro servito: Zali e Gobbi in Consiglio di Stato

Da Mattinonline.ch l La Lega ha riconfermato i due seggi in Consiglio di Stato. Una maggioranza relativa legittimata dall’aver corso da soli contro tutti, nonostante gli antileghismi isterici degli altri partiti. Ma i ticinesi hanno saputo dare fiducia a chi alle parole ha preferito i fatti. Claudio Zali e Norman Gobbi saranno quindi i ministri leghisti per i prossimi 4 anni, ottenendo risultati strepitosi ai preferenziali, essendo di gran lunga i più votati. Per il resto nessuna sorpresa, con un esecutivo che sarà formato da Christian Vitta, che ha battuto in volata Michele Bertini, Paolo Beltraminelli e Manuele Bertoli.

La Lega Dei Ticinesi ha vinto le elezioni cantonali che sono risultate tiratissime e grazie all’impegno dei nostri candidati ora Via Monte Boglia è in festa…

Claudio Zali: “Per me è un punto di partenza. Ora mi impegnerò per i prossimi quattro anni a favore del Ticino e dei ticinesi!”

Norman Gobbi: “Una vittoria tiratissima. Sapevamo che ci attendeva una sfida molto difficile, ma grazie al nostro impegno e al nostro grande lavoro risultiamo vincenti!”

Der Kanton Tessin rückt weiter nach rechts

Der Kanton Tessin rückt weiter nach rechts

Da TagesAnzeiger.ch (foto Keystone). Die Lega dei Ticinesi hat die Staatsratswahlen gewonnen, die FDP hat ihr Wahlziel knapp verpasst. Die Grünen blieben weit unter den Während in den Kantonen Luzern und Zürich bei den jüngsten Wahlen die bürgerlichen Parteien zugelegt haben, ist der Kanton Tessin bei den Erneuerungswahlen für den Staatsrat, die Kantonsregierung, an diesem Wochenende weiter nach rechts gerutscht. Die Ergebnisse für den Kantonsrat werden im Laufe des Montags bekannt.

Die rechtspopulistische Regionalbewegung Lega dei Ticinesi, ein Unikum in der Schweizer Politlandschaft, konnte gestern ihren Triumph von 2011 wiederholen und erreichte einen Wählerstimmenanteil von 23,58 Prozent. Damit stellt die Bewegung trotz leichter Verluste (minus 2,3 Prozent gegenüber 2011) weiterhin zwei Staatsräte. Die bisherigen Amtsinhaber Claudio Zali sowie Norman Gobbi wurden bestätigt. Dieses deutliche Ergebnis war so nicht erwartet worden, da die Lega ihren Wahlkampf dieses Mal ohne ihren legendären und 2013 verstorbenen Gründer Giuliano Bignasca führen musste. Dazu kam, dass die Lega nicht mehr auf die Unterstützung der SVP zählen konnte, die mit einer eigenen Listenverbindung «Die Rechte» antrat, weil sie sich von der Lega verraten fühlte. Die Verbindung der Rechtsparteien erreichte einen Wählerstimmenanteil von knapp 4 Prozent.

«Rechte hat mehr Vertrauen»

Die FDP konnte ihr erklärtes Wahlziel, den 2011 verlorenen Sitz im Staatsrat ­zurückzuerobern, nicht erreichen. Der Ausgang war aber denkbar knapp – bis am Schluss war es ein knappes Rennen zwischen Lega und FDP. «Wir konnten den Abwärtstrend stoppen», kommentierte FDP-Kantonalpräsident Rocco Cattaneo mit einer gewissen Genugtuung. Der Wähleranteil erreichte 23,03 Prozent. Die FDP zog ohne die bisherige Staatsrätin Laura Sadis ins Rennen, die nach Querelen mit der Parteileitung auf eine erneute Kandidatur verzichtet hatte. Die FDP bestätigte somit ihren einzigen Sitz in der Regierung. Diesen wird der bisherige Fraktionschef Christian Vitta einnehmen.

Auch die CVP und die SP konnten ­ihren jeweiligen Staatsratssitz verteidigen, mussten bei den Wähleranteilen aber Federn lassen. Die CVP rutschte auf unter 15 Prozent, die SP auf unter 13 Prozent ab. Manuele Bertoli (SP) wurde als Staatsrat bestätigt – über sein Partei­ergebnis war er nicht glücklich, wie er gegenüber dem TA sagte. «Die Tessiner scheinen der Rechten mehr zu vertrauen», kommentierte er, nachdem er die Wähleranteile für die Lega und «Die Rechte» zusammengezählt hatte. Für die CVP wurde Gesundheitsdirektor Paolo Beltraminelli bestätigt. Damit besteht der neue Staatsrat ausschliesslich aus Männern.

Weit unter den Erwartungen blieben mit einem Wählerstimmenanteil von rund 4,4 Prozent die Grünen. Deren Koordinator Sergio Savoia, ein Querdenker und Unterstützer der SVP-Masseneinwanderungsinitiative, hatte Hoffnungen auf einen Staatsratssitz gehegt. Davon blieb er meilenweit entfernt. Als letzter Kanton der Schweiz wählt der Kanton Tessin seine Regierung nach dem Proporzsystem. Das bedeutet auch, dass die persönliche Popularität einzelner Parteiexponenten nicht so ausschlag­gebend ist wie bei Exekutivwahlen in anderen Kantonen, die im Majorzverfahren organisiert sind.

Der langjährige Lega-Staatsrat und amtierende Stadtpräsident von Lugano, Marco Borradori, zeigte sich positiv überrascht vom Ergebnis. Er deutete an, dass die Lega nun noch mehr Verantwortung im Staatsrat und das Finanz- und Wirtschaftsdepartement übernehmen müsste. Die Lega hatte sich in ­ihrem Wahlkampf ganz auf eine Eindämmung der Grenzgänger konzentriert, die im Südkanton ein Politikum erster Güte darstellen. Mehr als ein Viertel aller ­Arbeitsplätze wird von Pendlern aus ­Italien besetzt. Das tägliche Verkehrschaos, insbesondere im Südtessin, und die Verdrängung einheimischer Arbeitskräfte, gekoppelt mit permanentem Lohndruck, sind deshalb Dauerthema.

Hohe Wahlbeteiligung

Die Wahlbeteiligung betrug am gestrigen Sonntag 62,3 Prozent und stieg damit ­gegenüber 2011 um 3,5 Prozent an. Dafür dürfte die Einführung der Briefwahl ausschlaggebend sein. Von dieser neuen Möglichkeit, die in den anderen Schweizer Kantonen längst Realität ist, machten 82,7 Prozent der Stimmbürger Gebrauch. Ein Wahlbetrug sorgte allerdings in den letzten Tagen für Aufregung. FDP-Grossratskandidat Michele Kauz hatte sich Bilder verschickt, die zeigen, dass er 14 Wahlzettel ausgefüllt hatte. Die Staatsanwaltschaft leitete auf Anzeige der Grünen eine Untersuchung ein. Zudem hatten einige Bürger ihre Wahlunterlagen auf Onlineportalen zum Verkauf angeboten.

http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/standard/Der-Kanton-Tessin-rueckt-weiter-nach-rechts/story/19053268

La Lega reste premier parti du Tessin

La Lega reste premier parti du Tessin

Da LeMatin.ch (foto Keystone). Aucune femme n’a été élue pour remplacer la ministre radicale démissionnaire Laura Sadis, ce qui fait de l’Exécutif tessinois le seul entièrement masculin de Suisse.

La composition du gouvernement tessinois au terme des élections cantonales de dimanche reste inchangée. La Lega conserve ses deux sièges, le PLR, le PDC et le PS maintiennent chacun le leur. Aucune femme n’a été élue pour remplacer la ministre radicale démissionnaire Laura Sadis, ce qui fait de l’Exécutif tessinois le seul entièrement masculin de Suisse.

La composition du Grand Conseil sera elle annoncée lundi. La participation au scrutin a atteint 62,3 % et plus de 80 % des électeurs ont choisi de voter par correspondance.

Le dépouillement des votes, dimanche à partir de midi, a été marqué au fil des heures par une course-poursuite constante entre la Lega et le PLR qui se sont talonnés jusqu’au résultat final. La Lega, parti fondé par Giuliano Bignasca en 1991, a perdu un peu de terrain dans quelques communes de la région de Lugano considérées comme ses fiefs historiques, notamment Paradiso et Sorengo.

Au final, elle a obtenu 27,7 % des voix (-2,1 % par rapport à 2011) devançant de peu le PLR avec 26,3 % ( 1,3 %). Le PDC a décroché 17,5% des suffrages (-2,4 %) et le PS 14,8 % (-1,5 %).

Gouvernement tout au masculin, fait unique en Suisse

La Lega confirme ses deux conseillers d’Etat sortants Claudio Zali et Norman Gobbi, le PDC reconduit Paolo Beltraminelli et le PS Manuele Bertoli. Le siège de la radicale Laura Sadis, démissionnaire, n’est lui pas allé à une femme. Il sera occupé par Christian Vitta, 42 ans, économiste et chef de groupe PLR au Grand Conseil. Le Tessin devient le seul canton suisse dont l’exécutif est uniquement masculin.

Les élections 2015 pour le renouvellement du gouvernement ont été caractérisées par une nette poussée de la droite (environ 60 % entre la Lega, le PLR et «La destra», une alliance entre l’UDC et des petites formations de droite) et un recul du PDC et du PS.

Les Verts, qui briguaient un siège au gouvernement, ont subi une cuisante défaite en ne totalisant que 6,6 % des suffrages ( 0,5 %). Parmi les petites formations, «Montagna viva», qui s’était déjà présentée en 2011 et qui se bat pour la survie des régions de montagne, a obtenu un peu plus de 10’000 voix, soit 1,2 %.

Moins d’1 % pour la «Lega sud»

En revanche la «Lega sud», récemment constituée et qui prônait l’annexion du Misox (GR) au Tessin en vue du lancement d’une région autonome lombarde «du Gothard à Pavie» (I), a réalisé le plus mauvais score avec 452 votes (0,09 %).

Le meilleur résultat personnel a été obtenu par le conseiller d’Etat Claudio Zali, en charge du département du territoire, qui a totalisé 83’307 voix. Ex-juge à Lugano, Claudio Zali, 53 ans, a remplacé Michele Barra, décédé en octobre 2013 six mois après avoir succédé à Marco Borradori devenu dans l’intervalle maire de Lugano.

«La Lega a su dominer la campagne électorale en chevauchant les thèmes chers aux Tessinois, soit la peur des frontaliers, les relations tendues avec l’Italie sur le plan fiscal, la décision de la Banque nationale (BNS) de renoncer au taux plancher entre le franc et l’euro, la crise économique, sans oublier le régionalisme», a affirmé à l’ats, le politologue tessinois Oscar Mazzoleni, chargé de cours à l’Université de Lausanne.

http://www.lematin.ch/suisse/politique/La-Lega-reste-le-premier-parti-du-Tessin/story/16304554