Canton Ticino e Regione Lombardia: incontro ufficiale

Canton Ticino e Regione Lombardia: incontro ufficiale

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha incontrato oggi a Milano il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. La riunione ha permesso di riaffermare i cordiali e costanti rapporti istituzionali e di affrontare diversi temi di comune interesse, secondo lo spirito della Dichiarazione d’intesa tra i due territori.

I Presidenti di Ticino e Lombardia hanno tenuto oggi il primo degli incontri bilaterali che a cadenza annuale – come previsto dall’accordo firmato a Como il 16 giugno 2015 – permetteranno di valutare lo stato della cooperazione istituzionale. All’incontro hanno preso parte, per il Cantone, anche il Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e il Delegato cantonale per i rapporti transfrontalieri e internazionali Francesco Quattrini. In un clima cordiale e franco, i Presidenti si sono informati su vari temi e progetti di comune interesse regolati dalla Dichiarazione d’intesa, tra i quali le infrastrutture e la mobilità transfrontaliera, la sicurezza, la navigazione e la gestione delle acque italo-svizzere. In generale, sono stati sottolineati i forti vincoli tra Ticino e Lombardia, auspicando un rafforzamento del dialogo e della collaborazione.

La riunione ha inoltre consentito di discutere anche alcuni temi d’attualità, come il rinnovo dell’Accordo sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri del 1974, le chiusure notturne di alcuni valichi doganali secondari e la recente modifica normativa che ha introdotto in Ticino un albo delle imprese artigianali, in vigore dallo scorso 1. febbraio. A quest’ultimo proposito, la Regione Lombardia ha preso atto del carattere non discriminatorio della misura; è stato ad ogni modo concordato che la Regio Insubrica servirà da luogo di discussione e monitoraggio del tema.

I presidenti hanno infine posto l’accento sull’importanza di mantenere un dialogo costante, in particolare grazie alle istituzioni transregionali di cui Ticino e Lombardia fanno parte, come il Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2014/2020 (Interreg), la Comunità di lavoro Regio Insubrica – di cui la regione Lombardia è diventata recentemente membro – e la Strategia per la Macroregione alpina (Eusalp), ufficialmente lanciata il 25 gennaio scorso in Slovenia.

Al via una campagna di sensibilizzazione per combattere i nuovi pericoli della strada

Al via una campagna di sensibilizzazione per combattere i nuovi pericoli della strada

Il sempre più diffuso utilizzo dei telefonini di nuova generazione durante i tragitti in automobile o con altri mezzi di trasporto aumenta il rischio di disattenzione da parte dei conducenti: nell’ambito del programma di prevenzione «Strade più sicure», il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale – in collaborazione con le Polizie comunali e la Zurigo assicurazioni – avvieranno quindi da oggi un’azione di prevenzione che si protrarrà sino a primavera.
Sulla rete stradale ticinese si sono verificati durante lo scorso anno 4.026 incidenti della circolazione, con 12 decessi (+50% rispetto al 2014) e 227 feriti gravi. Dati preoccupanti, che impongono di mantenere alta la prevenzione e di combattere contro i nuovi pericoli della strada, fra i quali spicca l’uso dei telefonini di nuova generazione al volante. Questa infrazione è infatti sempre più frequente: uno studio nazionale del 2011 mostrava che il 40% dei conducenti telefona quando guida, il 30% scrive o legge messaggi e il 50% inserisce la destinazione nel navigatore solo quando sta già viaggiando. In Ticino, l’utilizzo del cellulare senza dispositivo «mani libere» è la seconda causa di infrazioni del codice stradale – con 3.998 le persone multate nel 2015 solo dalla Polizia cantonale.
La campagna di sensibilizzazione promossa dal Dipartimento delle istituzioni e dalla Polizia cantonale – in collaborazione con le Polizie comunali e la Zurigo assicurazioni – prevede quindi una serie di misure informative e interventi sul territorio per incentivare l’utilizzo dei dispositivi «mani libere» da parte dei conducenti, ma non solo. L’intento è infatti anche di rendere attenti pedoni e ciclisti sui pericoli che corre chi attraversa la strada o pedala osservando lo schermo del telefonino o indossando cuffie che isolano dai rumori e dai suoni del traffico. La campagna di sensibilizzazione si rivolge quindi a tutti gli utenti della strada, ma si concentra sui giovani conducenti tra i 18 e i 24 anni, poiché solo il 40% dei neopatentati percepisce l’uso del cellulare alla guida come un intralcio alla sicurezza stradale – un valore addirittura in diminuzione rispetto agli ultimi anni.
Scrivere un breve SMS o scattarsi un «selfie» a 100 km/h equivale a guidare a occhi chiusi per 400 metri, e nei pochi secondi in cui lancia un’«app» un conducente procede a zig zag, come se fosse sotto l’influsso dell’alcool. Il Dipartimento delle istituzioni, la Polizia cantonale e le Polizie comunali ricordano perciò che l’impiego del cellulare alla guida è ammissibile solo quando il veicolo è parcheggiato. La multa ordinaria ammonta a centro franchi ma in determinati casi può arrivare anche a 600 franchi o alla pena detentiva, a seconda del grado di pericolo che l’automobilista ha creato. In caso di incidenti provocati da violazioni particolarmente gravi, il pacchetto di misure «Via Sicura» prevede inoltre che l’assicuratore eserciti il regresso dalle proprie prestazioni.