Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra i rappresentanti dei Comuni dei Distretti di Blenio, Leventina, Riviera e Vallemaggia

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra i rappresentanti dei Comuni dei Distretti di Blenio, Leventina, Riviera e Vallemaggia

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi e la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti hanno incontrato oggi pomeriggio a Bellinzona i rappresentanti dei Comuni della Regione delle Tre Valli. Sul tavolo le riorganizzazioni in atto in particolare dei servizi della Divisione della giustizia, contenute anche nel pacchetto di riequilibrio delle finanze cantonali. Domani mattina è in programma un incontro con l’Associazione dei Comuni della Vallemaggia.

L’incontro odierno segue quello avvenuto tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e i Sindaci dei Comuni di Acquarossa, Biasca, Cevio e Faido, toccati da alcune misure contenute nel pacchetto di riequilibrio delle finanze cantonali, presentato dal Governo lo scorso aprile e ora al vaglio del Parlamento.
Il Dipartimento delle istituzioni, recependo le indicazioni dei Comuni dei Distretti di regioni periferiche, ha operato ulteriori riflessioni in merito ai progetti di riorganizzazione legati in particolare alla Divisione della giustizia. In questo senso, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha rassicurato i presenti sull’importanza di queste regioni e sulla volontà di promuovere delle misure concrete per valorizzare le Valli ticinesi, come fu ad esempio il trasferimento dell’Ufficio del registro di commercio da Lugano a Biasca. Una decisione coraggiosa e di successo vista la qualità del servizio fornito alla cittadinanza.
Nello specifico della Divisione della giustizia, la centralizzazione di alcune attività degli uffici sarà accompagnata dalla creazione di nuovi servizi fondamentali nelle regioni periferiche. Per quanto riguarda gli Uffici di esecuzione, a Faido verranno creati due centri di competenza – il Contact center e il Centro cantonale dei precetti esecutivi – che permetteranno di portare nella Leventina circa venti nuovi posti di lavoro. Nell’ambito degli Uffici dei registri, per il quale il Governo presenterà al Gran Consiglio un messaggio separato, è intenzione del Dipartimento approfondire la realizzazione di un Archivio notarile centralizzato situato a Cevio, che, grazie alle sinergie che si instaureranno con l’Ufficio di esecuzione della Vallemaggia, consentirà di mantenere questi servizi in valle.
I rappresentanti dei Comuni della regione delle Tre Valli hanno preso atto degli approfondimenti in atto all’interno del Dipartimento delle istituzioni in merito alla riorganizzazione dei servizi della Divisone della giustizia. I presenti hanno pure evidenziato la necessità di poter tematizzare anche questioni di competenza di altri Dipartimenti, richiedendo in questo senso un incontro con il Governo; richiesta che il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha recepito favorevolmente e porterà all’attenzione dei colleghi.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontrerà quindi domani a Cevio l’Associazione dei Comuni della Vallemaggia, per informare i rappresentanti della regione sui progetti in atto e sulle prospettive future della Valle, evidenziando ancora una volta gli sforzi compiuti e che verranno intrapresi dal Consiglio di Stato e dal Dipartimento delle istituzioni per valorizzare queste regioni dal punto di vista socio-economico.

“La situazione è sotto controllo”

“La situazione è sotto controllo”

Dal Giornale del Popolo del 13 luglio 2016

Intercettati ieri 60 profughi a Bellinzona, mentre alcuni profughi eritrei sono accampati alla stazione di Como – Norman Gobbi: «Siamo vigili, ma non siamo all’emergenza»

La pressione dei migranti al confine sta crescendo e con essa i casi eclatanti, come quello emerso l’altro giorno, ovvero il profugo eritreo che è stato trovato nascosto dentro una valigia (vedi correlati), sopra un treno, e quello di ieri, in cui, sempre a bordo di un convoglio ferroviario, transitato per la stazione internazionale di Chiasso, sono stati intercettati una sessantina di migranti (vedi correlati). Quasi tutti, anche loro, erano di cittadinanza eritrea, tra cui donne e minorenni.

Erano evidentemente molti, troppi e quindi le autorità sono state costrette a farli scendere nella capitale ticinese e non nelle cittadina di confine, dove sono stati successivamente condotti comunque, con un torpedone, per verificare chi di loro avesse diritto a rimanere o meno in suolo elvetico, presso il centro di registrazione e procedura (CRP). Ma per capire che gli arrivi siano in aumento non servono i conteggi, che comunque vengono effettuati costantemente dalla Polizia e dalle Guardie di confine, bensì basta farsi un giro negli scali ferroviari di Milano Centrale e di Como San Giovanni, presso i quali ormai decine e decine di profughi dormono in campi improvvisati e molti di loro avrebbero già provato più volte ad attraversare il confine. Un fatto che ha spinto alcune testate di oltreconfine (nello specifico il sito de LaRepubblica) a scrivere che di fatto ormai le autorità svizzere non farebbero passare più alcun migrante, da almeno una settimana. Un’accusa che è ovviamente priva di fondamento.

«La situazione a Chiasso evidentemente è molto seria», ha spiegato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, «ma questo non cambia i nostri doveri, ovvero chi ha diritto a chiedere asilo politico viene ammesso e gli altri vengono respinti. La settimana scorsa i migranti non ammessi sono stati ben i due terzi di quelli intercettati. Ciò è sicuramente dovuto al fatto che in Italia non c’è una presa a carico sistematica di queste persone», ha continuato Gobbi, il quale ha ribadito come «tra i profughi che arrivano attualmente non ci sia nemmeno un siriano che scappa dalla guerra. Comunque per noi la situazione è ancora gestibile e infatti non è stato decretato il livello d’allerta massimo. Quanto accadrà nelle prossime settimane ovviamente dipende dall’evoluzione degli sbarchi sulle coste italiane».

Quanto all’episodio di ieri, ha precisato il direttore del DI, «è la prima volta in assoluto che vengono intercettati 60 migranti in un colpo solo sopra un treno, perciò i nostri agenti hanno deciso di trattenerli fino all’arrivo a Bellinzona, vista la lunghezza dei controlli, e successivamente di accompagnarli a Chiasso, affinché non si disperdessero sul territorio entrando nell’illegalità».