Sezione della circolazione: sempre più servizi online

Sezione della circolazione: sempre più servizi online

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | La Sezione della circolazione amplia la propria offerta di servizi su internet: oltre alla possibilità di spostare gli appuntamenti per i collaudi, fissare le date di esami teorici e pratici e pagare tramite la fattura elettronica, sul sito web del Cantone è ora disponibile un formulario per modificare il proprio indirizzo.

A partire da subito, tutti i cittadini ticinesi possono notificare alla Sezione della circolazione in modo più semplice e rapido ogni modifica del proprio luogo di residenza.

L’utente, in futuro, dovrà quindi visitare la pagina www.ti.ch/circolazione e cliccare sulla sezione “Online” del menu orizzontale dove sono disponibili tutti i servizi usufruibili direttamente sul sito internet. La procedura guidata da seguire è semplice, rapida e intuitiva.

Si tratta di una delle procedure più frequenti per i titolari di una licenza, che – secondo la legge – sono tenuti ad annunciare il cambio di domicilio entro 14 giorni.

La semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato è un obiettivo strategico al quale il Dipartimento delle istituzioni ha dedicato particolare attenzione negli ultimi anni, e alcune delle principali innovazioni introdotte in questo ambito hanno interessato proprio la Sezione della circolazione. Il nuovo servizio web offerto ai cittadini è infatti il frutto del nuovo applicativo informatico introdotto dagli uffici di Camorino a fine 2014; come promesso, il nuovo sistema sta aiutando a semplificare e velocizzare i rapporti con l’utenza, grazie alla possibilità di introdurre facilmente moduli per il disbrigo di pratiche online, e fornisce un contributo concreto al contenimento dei costi.

 

«Gli occhi della Svizzera puntati sul Mendrisiotto»

«Gli occhi della Svizzera puntati sul Mendrisiotto»

Dal Giornale del Popolo del 25 agosto 2016 | Domani la trasmissione «Arena» in diretta dal Centro di Rancate – Un appuntamento da non perdere per capire la situazione dei migranti, anche in vista dell’apertura della nuova struttura.

Arena, la popolare trasmissione dedicata alla politica in onda settimanalmente su SRF 1, dedicherà la puntata di domani al tema dei migranti e sarà in diretta dal nuovo Centro unico temporaneo di Rancate. La struttura, presentata ieri alla stampa (si veda a pagina 8) è pronta da domenica 28 agosto ad ospitare fino a 150 persone. La notizia è stata pubblicata ieri dal «Blick» e sembra che all’origine della decisione ci sia stato un tweet del Consigliere nazionale PPD nonché municipale di Mendrisio Marco Romano. L’idea iniziale era di trasmettere la puntata da Como o da Chiasso, ma non sono stati trovati gli accordi necessari. L’invito totalmente informale del municipale di Mendrisio, avvenuto come detto tramite un cinguettio, è dunque stato immediatamente accolto dalla produzione televisiva: «Un plauso va sicuramente alla SRF: è un bel segnale. Del resto se il tema al centro della puntata era l’immigrazione, aveva poco senso trasmettere da Zurigo. Bisognava farlo nel Mendrisiotto, coinvolgendo i ticinesi che vivono da vicino la situazione e sono sensibili al problema. È giusto che i problemi vengano analizzati e discussi là dove sono». Marco Romano conferma anche la reazione tempestiva della SRF: «Il mio è stato davvero un suggerimento personale, una battuta. Ma pochi minuti dopo il mio messaggio su Twitter, il presentatore Jonas Projer mi ha telefonato, dicendosi interessato». Come detto, la puntata sarà dedicata al tema scottante dei migranti. Ospiti della trasmissione lo stesso Marco Romano, il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la consigliera nazionale Doris Fiala e il consigliere nazionale Balthasar Glättli. Quella di domani dunque non sarà solo una trasmissione tv, ma soprattutto l’occasione di mostrare a tutta la Svizzera interna la pressione con la quale sono confrontate le frontiere a Sud del nostro Paese. La tempistica, tra l’altro, non poteva essere delle migliori: il Centro di Rancate è ancora vuoto, ma ormai predisposto per accogliere i migranti da rimpatriare. La puntata di Arena andrà in onda domani, alle 22.25, su SRF 1.

Rancate: centro migranti operativo tra 3 giorni

Rancate: centro migranti operativo tra 3 giorni

Dal Corriere del Ticino del 25 agosto 2016 | Domenica sera la struttura di via alla Rossa aprirà i battenti agli stranieri in attesa di un rapido rinvio in Italia. Adattata in tempi record per far fronte allo stato di necessità – Sicurezza affidata alla polizia e a una ditta privata

Dopo gli ultimi lavori all’impianto elettrico e la pulizia generale degli spazi, il centro unico temporaneo per l’accoglienza dei migranti in procedura di riammissione semplificata aprirà le porte ai primi ospiti. Non vi sarà tempo per inaugurazioni o cerimonie ufficiali: la struttura di Rancate, nata in tempi record, serve infatti a rispondere a uno stato di necessità decretato dal Governo lo scorso 12 agosto. «Tutto è stato allestito in modo che il centro possa essere operativo a partire da domenica sera, 28 agosto, per sgravare le sedi di Protezione civile che attualmente ospitano i migranti e che si trovano nelle vicinanze delle scuole, prima dell’inizio delle lezioni che si terrà lunedì», ha spiegato il sostituto capo dello Stato maggiore cantonale dell’immigrazione Ryan Pedevilla durante la visita, tenutasi ieri e dedicata agli organi di stampa, al centro di via alla Rossa a Rancate. Vi troveranno una sistemazione, per una notte soltanto, i migranti in attesa di riammissione semplificata in Italia. Il centro potrà accogliere fino a 150 persone, permettendo di separare, qualora necessario, le diverse categorie, come le famiglie, i minorenni non accompagnati o gli adulti.

«In questa struttura non verrà effettuata nessuna nuova attività – ha detto Paolo Beltraminelli, presidente del Consiglio di Stato – tutti i compiti che vi si svolgeranno vengono attualmente già assolti dalla Protezione civile nelle sedi di Chiasso, Vacallo, Coldrerio e, all’occasione, Castel San Pietro. All’interno del centro queste mansioni verranno invece affidate allo Stato maggiore cantonale dell’immigrazione».

Lo stabile di Rancate, trasformato in pochi giorni da capannone industriale a centro per i migranti, si è reso necessario in particolare per rispondere ai cambiamenti di attitudine dei profughi ha aggiunto Beltraminelli: «Se dapprima per i migranti era prassi cercare di entrare in Svizzera per chiedere asilo, ora la volontà è quella di recarsi a nord».

E a far fronte per primo alla nuova situazione è stato proprio il Cantone: «Per fortuna fin da subito in Ticino è stato costituito lo Stato maggiore cantonale dell’immigrazione – ha detto il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – questo ci ha permesso di rispondere in tempi brevi a una situazione che necessitava di reazioni rapide e di ridurre il più possibile l’impatto per la popolazione». Un obiettivo al quale si è giunti soprattutto grazie alla buona collaborazione tra Confederazione, Cantone, Comune di Mendrisio, autorità italiane e tutti gli enti coinvolti. E non sono pochi. A garantire la sicurezza all’esterno del centro, ha informato il comandante della Polizia cantonale e capo dello Stato maggiore cantonale dell’immigrazione Matteo Cocchi, saranno la Polizia cantonale e la Comunale di Mendrisio. All’interno della struttura invece saranno presenti gli addetti di una ditta privata di sorveglianza. Durante il giorno, in attesa dell’arrivo dei migranti che trascorreranno la notte a Rancate, l’allestimento della struttura sarà compito della Protezione civile, mentre la notte, come riportato, sarà garantita la presenza di personale dello Stato maggiore cantonale dell’immigrazione oltre a quella delle guardie di confine, incaricate anche di assistere al trasporto dei profughi dalla stazione di Chiasso al centro di Rancate.

Tra le collaborazioni attivate nell’ambito dell’accoglienza dei migranti, vi è poi quella con il Servizio autoambulanza del Mendrisiotto (SAM) che sul posto gestirà un’infermeria.

Procedure controllate dall’ONU

A Rancate, come spiegato dal comandante della Regione IV delle guardie di confine Mauro Antonini, troveranno posto in particolare i migranti la cui riammissione semplificata non potrà essere esaminata tra le 7 e le 24, orario di apertura degli uffici della polizia di frontiera italiana. In merito alle procedure messe in atto dalle guardie di confine, ha aggiunto Antonini, da settimana prossima sarà operativo pure un punto di comunicazione per rispondere agli attacchi ricevuti tramite i media. «Lavoriamo in stretto contatto anche con le Nazioni Unite che sono venute a verificare il nostro operato – ha concluso il comandante della Regione IV – dal controllo effettuato, l’ente ufficiale governativo non ha riscontrato nulla di inadeguato nelle procedure messe in atto dal personale delle guardie di confine».

‘Il Ticino risponde così’

‘Il Ticino risponde così’

Da La Regione del 25 agosto 2016 | Pronto a Rancate il Centro temporaneo per fronteggiare i flussi migratori, Mauro Antonini: «Darà una mano a chi è sul terreno» – Cambiati numeri e tipologia dei richiedenti l’asilo.

Poliziotti all’esterno, agenti della sicurezza privata all’interno (sul numero si preferisce glissare), e occhi elettronici puntati sull’area lì alla Rossa di Rancate. Il luogo è un po’ fuori mano (è nella zona industriale) e lo stabilimento, adattato alle necessità, è modulabile. Innalzata una recinzione, si è steso un telone verde per evitare sguardi indiscreti. Anche alle finestre sono comparse delle reti: per la sicurezza ma pure per evitare il lancio di oggetti da fuori, ci spiegano. Il Centro temporaneo destinato ad accogliere (per non più di 24 ore) i migranti in attesa di essere riammessi (tramite una procedura semplificata) in Italia adesso è davvero pronto. E a tempo di record. Da domenica si trasferiranno le prime persone dai tre impianti di Protezione civile, ai quali si è fatto capo sin qui. Ora si centralizza: a disposizione 150 posti in tutto a fronte di una pressione importante alle frontiere. Due terzi dei migranti intendono transitare dalla Svizzera, meta il Nordeuropa. Questa soluzione, dunque, ha convinto tutti: il governo cantonale – «che ha aderito in modo unanime», fa sapere il presidente del governo Paolo Beltraminelli – e chi opera in prima linea nella gestione dei flussi migratori. Alle porte, del resto, c’è la scena aperta della stazione San Giovanni di Como con uomini, donne e bambini, a centinaia, accampati. «Il Ticino è al fronte e lavora per tutta la Svizzera – annota ancora Beltraminelli –. Siamo un po’ la fanteria del Paese». D’altro canto, come ricorda lo stesso comandante del Corpo Guardie di confine della Regione IV Mauro Antonini , questo è «l’unico corridoio rimasto». Essere preparati (e previdenti) ha così aiutato il Ticino a reagire. «Nella Confederazione siamo stati i primi a creare uno Stato maggiore cantonale immigrazione», ricorda dal canto suo il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi . Di che lasciarsi sfuggire un ‘per fortuna’. «Il Ticino – rilancia – si è dimostrato attivo, pragmatico e attento nei confronti della popolazione». E l’esempio, si fa capire, è proprio il Centro di Rancate. Che grazie alla collaborazione fra polizie, Guardie di confine e agenti privati semplifica le operazioni e la gestione della sicurezza, richiama dal canto suo il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi . Il sigillo, poi, ce lo mette Antonini. «Una soluzione simile nel Mendrisiotto porta solo vantaggi – motiva –. Dà una gran mano a chi opera sul terreno, anche nell’economizzare risorse. Inoltre, rende manifesta la cooperazione fattiva tra Cantone e Confederazione – che contribuirà alle spese, ndr –, che in questo contesto funziona da anni». Chi dal 28 agosto varcherà la soglia del Centro alla Rossa troverà un giaciglio, un pasto (se ne incaricherà la Protezione civile), docce e bagni (dentro quattro container), e un locale infermeria. Donne, bambini e famiglie, se necessario, saranno separati e sistemati in camerate apposite ricavate al piano superiore del capannone, dove sarà presente un agente donna, illustra Ryan Pedevilla , sostituto capo Stato Maggiore Smci.

 

‘L’Onu ha visto’

Come dire che le condizioni in cui ci si muove in questa sorta di ‘terra di mezzo’, tra il fermo e la riconsegna all’Italia, sono dignitose. E che le denunce di presunte violazioni vengono rispedite al mittente. Se ne incarica Antonini: «Abbiamo ricevuto la visita dell’Alto Commissariato Onu e non ha riscontrato nulla. Ha visto che le procedure sono corrette».

 

INTERVISTA A NORMAN GOBBI – ‘Pronti anche ad arrivi massicci di migranti’

Ministro Gobbi sulle rotte dei migranti la situazione è in continua evoluzione, c’è preoccupazione?

L’incancrenirsi di una situazione di disagio, anche sociale e umano, può avere reazioni negative da parte dei migranti stessi ma pure della popolazione. È quindi importante che le autorità ticinesi e comasche, rispettivamente svizzere e italiane, continuino a collaborare, come fatto sin qui, proprio per scongiurare problemi possibili. Come è accaduto nella giornata di sabato: grazie ai contatti diretti con il prefetto di Como Corda abbiamo potuto evitare che i migranti si muovessero verso il confine, indotti da informazioni scorrette sull’apertura di un corridoio di transito in Svizzera. Cosa evidentemente falsa. Qualcuno però ha voluto giocarci, cercando di mettere alla prova la collaborazione transfrontaliera e la sicurezza. E quest’ultimo credo sia l’aspetto più importante: è giusto parlare di migranti, ma anche delle preoccupazioni della popolazione locale.
Sabato alle stazioni si sono schierati gli agenti. Non si rischia di restituire l’immagine di un Paese che arriva a blindare le frontiere per fronteggiare la pressione migratoria?

Si blindano le frontiere solo quando c’è qualcuno che vuole giocarci politicamente. Come è stato fatto in parte sabato, cercando di andare contro lo Stato, visto che in questi movimenti sono presenti pure organizzazioni di tipo anarchico. Dall’altra parte vi sono i migranti, che possono diventare vittime persino di coloro che pretendono di difenderli, almeno nelle loro affermazioni. Nei fatti si tratta di gestire queste persone in modo corretto. Cosa che in questo momento anche le autorità lariane e prefettizie stanno facendo, creando un campo di accoglienza temporaneo.
Qui si cerca di gestire i flussi migratori; la Germania potenzia le forze a presidio dei suoi confini. Alla fine in Europa non si fa a scaricabarile?

Siamo il ponte tra il Mediterraneo e l’Europa centrale, tra il punto d’entrata e il punto di destinazione. Questo ci mette in una situazione difficile: la pressione è qui, non altrove. D’altro canto, al di là del nostro lavoro di controllo e messa in sicurezza della frontiera – verificando che chi entra lo faccia in modo regolare –, abbiamo piena comprensione per l’operato delle autorità italiane. Penso che il lavoro di Simonetta Sommaruga – ministra di Giustizia e polizia, ndr – a livello dei suoi omologhi europei sia quello di portare avanti la posizione del governo italiano. Anche perché noi lo viviamo direttamente; e sappiamo quali sforzi compiono. Un’azione che trova poca solidarietà tra i Paesi dell’Ue, che non accettano una ‘chiave di riparto’ che invece la Svizzera conosce. In caso contrario avremmo tutti i richiedenti l’asilo in Ticino. È un aspetto di presa di responsabilità che qui c’è. Mi aspetto altrettanto dai Paesi europei.
I numeri dei respinti è lievitato. Coincide con una prassi più rigida?

Non è cambiata la prassi, ma la tipologia dei migranti. Lo ha ribadito anche il direttore generale dell’Amministrazione federale delle dogane Bock, che abbiamo incontrato martedì. Le cifre assolute di coloro che hanno chiesto asilo in Ticino sono aumentate in modo importante: lunedì si contavano le stesse domande dell’intero 2015. E c’è un forte numero di migranti che intende raggiungere la Germania, e lì chiedere aiuto e lavorare. Ciò si scontra con gli accordi europei e la Legge federale sugli stranieri.
Dopo Rancate qual è la strategia?

Dal 2015 abbiamo previsto possibili arrivi massicci – e parliamo di migliaia – di migranti, in generale. Nel caso l’obiettivo è di non pesare solo sul Mendrisiotto e coinvolgere tutto il territorio cantonale, ma per un breve periodo. Chiedendo quindi la solidarietà del resto della Confederazione. Abbiamo avuto contatti con altri Comuni; e ci sono strutture pronte all’accoglienza.
La Confederazione vi sosterrà?

Più o meno. Il dispositivo cantonale fa parte del dispositivo federale.