Grenz-Drohnen fliegen nur unter der Woche

Grenz-Drohnen fliegen nur unter der Woche

Da SRF.ch | Die Armee setzt Drohnen gegen Einbrecherbanden und illegale Einwanderer ein. Aber nur wochentags.

Video da 10vor10: http://www.srf.ch/news/schweiz/grenz-drohnen-fliegen-nur-unter-der-woche

Jedes Jahr fliegen die Drohnen der Schweizer Armee rund 60 Einsätze für das Grenzwachtkorps (GWK). Die Einsätze fanden meistens nachts statt – und immer unter der Woche. Wie eine exklusive Recherche von SRF mit Flugdaten aus 25 Monaten zeigt: Sowohl in der Nacht auf Sonntag als auch auf Montag bleiben die Drohnen am Boden. Dies, obwohl der Auftrag der Einsätze klar ist: Einbrecher und Schlepper fassen, die nachts über die Grenze kommen. Machen die am Wochenende Pause?

Für Manuel Dubs, Stellvertretender Kommandant des Drohnenkommandos 84 und Oberstleutnant im Generalstab, liegt der Grund nicht bei der Armee: «Wir haben betreffend Tagen und Zeiten keine Einschränkungen, wann wir fliegen dürfen, da ist eigentlich alles möglich gemäss dem Bedarf vom Nutzer. Wir fliegen dann, wenn ein Einsatz gefordert ist.» Allerdings räumt ein Sprecher der Armee nachträglich ein, dass die Drohnen zum Betrieb auf ziviles Personal wie Mechaniker angewiesen seien. Und solches könne «nicht unterbruchslos» im Tessin eingesetzt werden.

Nachtruhe als Problem

Zurzeit fliegen die Drohnen vor allem im Tessin. Für Norman Gobbi, Chef des Tessiner Polizei- und Justizdepartements und Lega-Staatsrat, ist die Unterstützung der Luftwaffe zur Grenzsicherung wichtig: «Vor allem in den Bezirken Luganese und Mendrisiotto, wo auch die Banden am meisten tätig sind. Wir müssen die Schlepper bei der Migration überwachen, weil sie nicht die normalen Grenzübergänge nutzen.»

Und natürlich würden Einbrecher keine Bürozeiten berücksichtigen, «aber wir müssen auch der Befürchtung der Bevölkerung Rechnung tragen.» Denn die heutige Armee-Drohne des Typs ADS-95 Ranger würde viel Lärm machen und die Nachtruhe der Tessiner stören.

Dieses Problem kennt auch Daniel Böhm, Chefpilot des Drohnenkommando 84: «Taktisch versuchen wir natürlich, nicht hörbar zu sein. Das hat zwei Gründe: Dass die Beobachteten das nicht merken und dass man der Bevölkerung nicht Lärm auferlegt, der nicht nötig ist. Darum fliegen wir so hoch, wie es geht.» Bei schlechter Witterung sei man allerdings gezwungen, unter den Wolken zu fliegen, weil die Sensoren der Drohnen sonst beeinträchtigt werden.

Neue Drohne soll Lösung bringen

Änderung soll die neue Drohne des Typ Hermes 900 bringen, die in den nächsten Jahren in Betrieb genommen werden soll. Dann ist es vorbei mit der Schönwetter-Drohne. Ob dann auch die Bürozeiten aufgehoben werden, muss aber das GWK entscheiden. Die Grenzwächter wollen dazu «aus einsatztaktischen Gründen» keine Stellung nehmen.

Ispettore anche attraverso il concorso

Ispettore anche attraverso il concorso

Dal Giornale del Popolo | Polizia – Losanna ha respinto il ricorso, in vigore la nuova modalità di assunzione – Norman Gobbi: «La via privilegiata resterà comunque quella interna, quella che prevede almeno
cinque anni come gendarme. Ma per eventuali bisogni possiamo anche rivolgerci all’esterno».

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso della Federazione svizzera funzionari Polizia sezione Ticino a proposito della nuova modalità di assunzione nella Polizia giudiziaria.

La regola per la quale c’è la possibilità, a precise condizioni, di venir assunti direttamente attraverso
concorso pubblico quale ispettore in polizia giudiziaria, viene quindi introdotta.

Ricordiamo che nel febbraio del 2016, il Gran Consiglio aveva adottato alcuni cambiamenti della legge sulla polizia, con i quali aveva stabilito una nuova formula di assunzione, a fianco di quella classica basata sull’esperienza acquisita presso la gendarmeria della Polizia cantonale, rispettivamente di nomina presso la Polizia giudiziaria.

Queste modifiche, proposte dalla direzione della Polizia cantonale, perseguono l’obiettivo di trovare un equilibrio adeguato tra ispettori di Polizia giudiziaria con un percorso formativo ed esperienze professionali vantaggiose nell’ottica della sempre più impegnativa e complessa attività di inquirente e futuri ispettori che
invece hanno maturato altrettanto importanti e valide competenze nella loro attività di agente di polizia. Al contempo viene garantita agli aspiranti ispettori provenienti dall’esterno una formazione di base che li porti all’ottenimento dell’attestato professionale federale di agente di polizia, seguita da un periodo pratico destinato all’introduzione alla professione.

Il ricorso sollevava una serie di censure secondo le quali le norme sarebbero state lesive della Costituzione federale. Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, il Tribunale federale ha deciso che le norme e il preciso messaggio legislativo rispettano il diritto superiore.

Con questa decisione il Tribunale federale non fa altro che confermare la validità giuridica della modifica proposta. Respingendo il ricorso l’Alta Corte convalida la proposta della direzione della Polizia cantonale e dunque la volontà di disporre sia di ispettori provenienti dai ranghi della gendarmeria che di ispettori provenienti dall’esterno. Questi ultimi dovranno però disporre di una formazione e di competenze specifiche, così come seguire la necessaria istruzione di base allo scopo di conseguire l’attestato federale di agente di polizia.

Tale decisione, che permetterà il reclutamento di ispettori a partire dalla prossima selezione anche con questa nuova modalità, fornirà i mezzi per rinforzare ulteriormente i ranghi della Polizia giudiziaria al fine di ancor meglio fronteggiare le nuove forme di criminalità. Tramite le due modalità di assunzione si mira a valorizzare le sinergie che deriveranno dalle differenti esperienze e formazione dei due percorsi professionali.

Per una reazione a caldo abbiamo sentito il responsabile del DI Norman Gobbi. «Una prova l’avevamo già fatta ed era funzionata bene in quanto i candidati che si erano presentati erano di qualità. Quindi questa scelta, oltre che dal punto di vista giuridico, anche da quello operativo è giusta. L’obiettivo non è quello di eliminare la normale via per diventare ispettore e cioè l’accesso alla scuola di ispettore, solo dopo 5 anni come gendarme, ma quella di permettere un’alternativa. Per ora non abbiamo obiettivi numerici. Non sappiamo ancora quanti seguiranno questa strada. Dipenderà da quanti gendarmi decidono di seguire la scuola per ispettori. La via privilegiata, quindi, resta quella interna. Ma se questa non basta, alimenteremo gli ispettori dall’esterno».